Gli esperti di iFixit hanno smontato un iPhone 18 Pro per verificare il grado di riparabilità, svelando in dettaglio il meccanismo utilizzato per l’apertura variabile della fotocamera posteriore da 48 megapixel. È sicuramente una soluzione eccellente dal punto di vista ingegneristico, ma in caso di danni non può essere sostituita facilmente dall’utente.
Novità che non giustifica l’acquisto?
Gli esperti di iFixit sottolineano innanzitutto che l’apertura variabile non è una novità assoluta. Apple è arrivata in ritardo anche stavolta, in quanto è stata utilizzata da Nokia nel suo N86 del 2009 e da Samsung nei Galaxy S9/S9+ del 2018. Tra gli smartphone più recenti ci sono HUAWEI Mate 50 Pro e Xiaomi 14 Ultra. Se gli utenti hanno già un iPhone 17 Pro non è consigliato il passaggio al nuovo modello, visto che i miglioramenti della qualità delle immagini sono minimi.
Il meccanismo racchiude sei minuscole lamelle sovrapposte in composito polimerico con spessore simile ad un capello umano. Nell’app Fotocamera si possono scegliere quattro aperture: f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4.0. Questa soluzione permette di regolare la quantità di luce che colpisce il sensore da 48 megapixel, ma potrebbero esserci malfunzionamenti a causa di parti meccaniche in movimento.

Gli esperti di iFixit affermano che pochi appassionati di riparazioni dispongono di strumenti, tecniche e competenze per smontare il meccanismo e riassemblarlo in modo coretto. Pertanto una sua eventuale riparazione è impossibile. In caso di danni è necessario sostituire l’intero modulo fotografico. Apple non ha svelato il prezzo, ma sarà ovviamente superiore a quello dell’iPhone 17 Pro (249 dollari).
Un altro aspetto negativo è l’accesso alla batteria. È necessario rimuovere lo schermo (incollato al telaio), come per gli iPhone 17 Pro. A differenza di altri smartphone, la rimozione della cover posteriore non serve a nulla (si accede solo alla bobina della ricarica wireless). Nonostante ciò, il punteggio di riparabilità è piuttosto alto (7/10).