iPhone, a qualcuno non piace caldo

L'Europa vuole vederci chiaro sui melafonini a rischio ustione. Apple collabora e si dice pronta a investigare. Sotto la lente una dozzina di episodi
L'Europa vuole vederci chiaro sui melafonini a rischio ustione. Apple collabora e si dice pronta a investigare. Sotto la lente una dozzina di episodi

iPhone e iPod si sono rivelate tra le creature tecnologiche più calde del pianeta. Forse anche troppo. Come riportato da Reuters , una portavoce della Commissione Europea per la Sicurezza dei Consumatori ha recentemente illustrato la disponibilità dell’azienda di Cupertino a collaborare per raccogliere dati utili sugli ultimi casi di esplosione dei suoi dispositivi .

“Stanno cercando di raccogliere un numero maggiore di informazioni che spieghi nei dettagli le cause di questi incidenti riportati dai media – ha detto Helen Kearns, portavoce del commissario europeo Meglena Kuneva – Apple condurrà tutti i test necessari”. Test necessari a fare luce su esplosioni come quella raccontata dal New York Times : un teenager francese rimasto ferito agli occhi dopo il surriscaldamento che ha mandato in frantumi il suo melafonino.

Apple ha fatto sapere di essere al corrente di queste vicende, e di essere in attesa di avere indietro i dispositivi bomba dai suoi clienti . È recente, tuttavia, la storia di una famiglia inglese che ha raccontato di aver ricevuto un’offerta di risarcimento solo a condizione di far cadere nel silenzio quanto accaduto. Tentativo, forse, di gettar via dal cestino le Mele più pirotecniche, casi certamente isolati all’interno di un raccolto gigantesco di 17 milioni di esemplari venduti al dicembre scorso.

Di casi isolati , infatti, ha parlato Cupertino, come sottolineato dalla stessa Kearns: “Quello che ci hanno detto è che considerano questi incidenti come isolati. Non considerano, invece, il fatto che si tratta di un problema di natura generale”. La Commissione ha quindi aperto un’inchiesta, a protezione dei consumatori europei a rischio ustioni dalle tasche dei pantaloni. Kearns ha dichiarato intenzioni molto serie, nonostante un invito esplicito ad evitare il panico.

Per l’Unione Europea non è certo una crociata contro la Mela: casi simili di dispositivi esplosivi hanno già calcato i palchi della cronaca legata alle nuove tecnologie. Qualche anno fa, ad esempio, una donna vietnamita finì in ospedale dopo il boom del suo cellulare Nokia. Il gigante finlandese se ne uscì puntando il dito contro le batterie non garantite o contraffatte. Eppure quelle originali di Sony vennero richiamate in 100mila da modelli di laptop HP e Dell. La tecnologia oggi, d’altronde, è hot. Pure troppo.

Mauro Vecchio

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24 08 2009
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