Il blackout di Internet in Iran dura ormai da 12 giorni. L’unica soluzione per aggirare il blocco è usare Starlink. Il governo utilizza jammer militari per disturbare il segnale, ma i tecnici dell’azienda di Elon Musk sono riusciti a ripristinare la connettività con un aggiornamento software. Da alcuni giorni, il servizio è gratuito.
Contrabbando di kit Starlink da Iran e Armenia
L’accesso ad Internet è stato bloccato in altre occasioni, ma i blackout sono durati pochi giorni. Quello iniziato l’8 gennaio è il più lungo blackout della storia in Iran. Ieri sera, gli esperti di NetBlocks hanno rilevato un picco di traffico dovuto all’uso di Google e alcuni servizi di messaggistica, ma poche ore dopo è ritornato a zero, probabilmente perché sono stati aggiornati i filtri.
La scorsa settimana, l’amministrazione Trump aveva chiesto a Elon Musk di attivare Starlink. In realtà, il servizio satellitare è già utilizzato in Iran da alcuni anni. Esperti e supporter della libertà di comunicazione hanno organizzato il contrabbando dei kit (router e antenna) dai paesi confinanti, tra cui Iraq e Armenia.
L’uso di Starlink non è stato autorizzato, quindi i cittadini rischiano l’arresto, oltre al sequestro dei kit. Per impedire l’accesso ad Internet vengono utilizzati jammer militari che disturbano il segnale GPS usato dal servizio satellitare. NasNet ha comunicato che la connettività è stata ripristinata quasi completamente (la perdita dei pacchetti è diminuita al 10%), grazie ad un aggiornamento software sviluppato da Starlink.
NasNet ha inoltre confermato che l’uso di Starlink è gratuito da alcuni giorni, quindi non serve l’abbonamento. Gli utenti devono però camuffare l’antenna, nascondere l’indirizzo IP e cambiare il nome della rete wireless. Il governo può scoprire la posizione geografica dalla quale vengono pubblicati i video delle proteste.
