Italia.it, non tutto il male viene per nuocere

di Guido Scorza - Con metamotori di ricerca e possibilità di sharing, è un contenitore di strumenti che il Palazzo vorrebbe regolamentare in maniera maldestra. Un'occasione per sviluppare una nuova sensibilità
di Guido Scorza - Con metamotori di ricerca e possibilità di sharing, è un contenitore di strumenti che il Palazzo vorrebbe regolamentare in maniera maldestra. Un'occasione per sviluppare una nuova sensibilità

La presentazione del redivivo portale del turismo nazionale Italia.it ha sollevato, o meglio riacceso , i dubbi e le perplessità che sin dall’inizio accompagnano il progetto: un costo eccessivo per un risultato che definire modesto appare ai più esperti un eufemismo.

Qualche perplessità, peraltro, sollevano anche le modalità di selezione dei fornitori e degli appaltatori attraverso i quali si è proceduto alla realizzazione dell’attuale versione beta del portale e si procederà alla sua implementazione: sui siti istituzionali del ministero dell’Innovazione, dell’ACI – coinvolto nel progetto – e del Governo – il ministero del Turismo sembrerebbe non avere ancora un proprio sito – infatti non vi è traccia di alcun bando connesso alla realizzazione del portale.
Nessuna informazione al riguardo, d’altro canto, è resa accessibile – come, forse, sarebbe stato auspicabile specie dopo le polemiche che avevano accompagnato la breve vita della precedente edizione del progetto – attraverso il sito Italia.it che, pure, è costato o costerà oltre 5 milioni di euro per stessa ammissione del Ministro Brunetta in conferenza stampa. Con l’augurio che tali informazioni – imprescindibili allorquando si pone mano ad un progetto di così ampio respiro e tanto grandi ambizioni – siano, al più presto, rese disponibili, per il momento, passiamo oltre.

Non tutto il male, a prescindere da quanto ce ne sia nel nuovo portale del turismo, infatti viene per nuocere.
Sebbene tra molti limiti tecnologici già puntualmente evidenziati dai più esperti, Italia.it contiene e conterrà alcune applicazioni e feature caratteristiche di molte applicazioni “commerciali” diffuse nel Web: un servizio di guide virtuali analogo al più famoso Street View di Google, un metamotore di ricerca che dovrebbe guidare gli aspiranti turisti tra le risorse rese disponibili da enti, istituzioni e, in prospettiva, operatori turistici nonché – lo ha annunciato il Ministro Brambilla in conferenza stampa – un’area in cui tutti gli addetti ai lavori potranno pubblicare i propri contenuti multimediali senza nessun filtro da parte dei gestori della piattaforma proprio come accade su una delle tante piattaforme UGC (User Generated Content) nelle quali ci si imbatte online.

Si tratta di applicazioni che, negli ultimi anni, sono state al centro di tutta una serie di complesse questioni che hanno evidenziato una sostanziale inadeguatezza dell’apparato normativo a confrontarsi con tali nuove frontiere della comunicazione multimediale e telematica.
I lettori di Punto Informatico ricorderanno le questioni legate alla privacy connesse con il lancio in Italia dei servizi Street View di Google, quelle legate alla responsabilità dei motori di ricerca per i contenuti indicizzati nonché quella relativa alla responsabilità che, da più parti – sia in sede civile che penale – si vorrebbe imputare ai gestori delle piattaforme UGC per i contenuti prodotti ed immessi in Rete dagli utenti.

Sin qui le istituzioni, dinanzi a tali questioni, si sono mostrate ora indifferenti ed ora incapaci di reagire o piuttosto in preda ad una pericolosa tecnofobia che ha rischiato di produrre risultati devastanti per l’ecosistema telematico.
Da domani – o meglio dal giorno in cui la nuova versione del portale nazionale del turismo sarà online – tuttavia, il Palazzo non potrà più ignorare l’esigenza di affrontare dette questioni e dovrà farlo con urgenza, ponderazione ed equilibrio perché, in ogni momento, sarà alto il rischio di passare da grande accusatore ad accusato eccellente.

Occorrerà fare grande attenzione a pretendere che Google renda del tutto irriconoscibili i protagonisti delle immagini che popolano il suo Street View perché, contestualmente, analoga richiesta dovrà essere notificata a Palazzo Chigi. Allo stesso modo, sarà necessario pensarci due volte prima di ipotizzare filtri e filtraggi aventi per scopo o per effetto quello di rendere inaccessibile un’intera piattaforma solo perché uno dei contenuti attraverso essa pubblicato da un utente è inappropriato o illegittimo: ve lo immaginate un turista americano che nel cercare le meraviglie del bel Paese si imbatta in un messaggio che lo informa che il sito Italia.it – portale nazionale del turismo è inaccessibile per ordine del Ministro dell’interno o, piuttosto, dell’Autorità giudiziaria?

Egualmente, prima di stabilire, in Parlamento o in un Tribunale, che il gestore di una piattaforma UGC non può limitarsi a rimuovere un contenuto successivamente all’eventuale segnalazione ma ha l’obbligo di vigilare su tutti i contenuti resi accessibili al pubblico, sarà bene pensarci due volte: basterà uno spot di un qualsiasi operatore turistico che contenga immagini, musiche o marchi contraffatti per dar vita a responsabilità civili e penali dei gestori del portale nazionale del turismo.

È da un po’ che ci si chiede se e quale sia la responsabilità del gestore di un motore di ricerca per i contenuti indicizzati e dunque resi accessibili: da domani, nel porsi tale domanda, occorrerà tener conto che la risposta riguarderà anche il nostro ministro del Turismo o, piuttosto, quello dell’Innovazione.

È per questo che credo che non tutto il male rappresentato dal portale nazionale del turismo venga per nuocere e che, anzi, Italia.it qualche risultato positivo potrà produrlo, se non in termini di promozione del turismo nel belpaese almeno in termini di sviluppo di una nuova sensibilità verso l’universo multimediale e telematico e le sue regole.
Chissà, forse un giorno, almeno da avvocato e non certo da turista, avrò una buona ragione per guardare con gratitudine al portale nazionale del turismo!

Guido Scorza
www.guidoscorza.it

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21 07 2009
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