Italia.it, dalle origini a Immuni

Italia.it, dalle origini a Immuni

Prima di diventare il punto di riferimento online per la distribuzione dell'app Immuni, Italia.it è stato il famigerato portale da 50 milioni di euro.
Italia.it, dalle origini a Immuni
Prima di diventare il punto di riferimento online per la distribuzione dell'app Immuni, Italia.it è stato il famigerato portale da 50 milioni di euro.
Giacomo Dotta
Pubblicato il 4 giu 2020

La storia che finisce con la pubblicazione dell’app Immuni è iniziata in realtà con uno scandalo niente male, qualcosa che fece discutere ben di più di quel che può fare l’app più famosa del momento.

Come scaricare l’app Immuni: CLICCA QUI

Il sito ufficiale di Immuni, è infatti immuni.italia.it. Italia.it, esatto. Chi naviga per questi lidi già da qualche tempo, probabilmente ricorderà l’origine di questa incredibile storia.

Non è forse elegante ricordare tutto ciò, ma è utile rivangare le origini di questo sito perché raccontalo la storia del difficile – difficilissimo – rapporto delle nuove tecnologie con la politica italiana. Questa è la storia del “sito da 50 milioni di euro” (poi rivelatisi 45 e per fortuna che non erano 49, altrimenti sarebbe stato l’ennesimo cerchio che andava a chiudersi) che nel 2005 venne lanciato per dar corpo alle ambizioni turistiche del nostro Paese ed alla comunicazione online del nostro Governo.

La storia di Italia.it

Italia.it era un’idea di quello che era ai tempi il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca. Definirlo “scandalo” non è sicuramente cosa inappropriata visto quel che era accaduto: decine di milioni di euro – denaro pubblico – riversati su di un progetto non solo fallimentare, non solo mal concepito, ma anche decisamente di minor valore rispetto al budget messo in campo. 7 milioni di realizzazione, il resto distribuito tra le regioni per la creazione dei contenuti: l’obiettivo era un portale univoco che mettesse assieme le bellezze italiane per attirare i turisti da tutto il mondo. Nome a dominio perfetto: Italia.it. Ma qualcosa è andato storto.

Nel giro di pochi mesi il sito era già offline tra problemi tecnici e accessibilità nulla. Cade il Governo, sale in cattedra Francesco Rutelli, si tenta il rilancio. Nuovo progetto fallimentare. Come provarci per la terza volta se non partendo da un logo nuovo che potesse ripulire l’immagine del brand per tentare una nuova avventura? Il “cetriolo” da 100 mila euro “che lascia il segno” è però forse la sepoltura definitiva di quel che Italia.it ambiva ad essere.

Logo Italia.it

Era il 2007. Il resto è la storia di insabbiamenti e contenziosi, di un “ritalia.eu” che proponeva un lavoro di volontariato a copertura dei disastri istituzionali bipartisan sul progetto, commissioni d’indagine. Su VeryBello.it non apriremo parentesi, basti la semplice citazione commemorativa.

Italia.it è diventato in seguito un portale di terza fascia, privo di effettiva rilevanza nelle strategie turistiche nazionali: un aggregatore affidato all’Agenzia Nazionale Turismo che occupa lo spazio che a inizio millennio fu oscurato da progettualità fallimentari e grandi polemiche.

Un passato pesante, quindi, per il medesimo dominio che oggi cerca riscatto con un’app: Immuni vuole essere il controcanto che nasconde il portale del turismo per trasformarne l’immagine in un portale per italiani, per l’Italia, per uno sforzo collettivo di autotutela. Comunque vada, sia chiaro, perché Immuni non nasce perfetto – ma nasce pur sempre con basi ben differenti rispetto a quell’Italia.it che fu.

Chi c’era, ricorda. Chi ricorda, finirà queste righe con il sorriso amaro di chi ha vissuto una vicenda nella quale dopo 15 anni sono emerse solo colpe e nessun colpevole. Solo costi e nessun vantaggio. Solo oneri e nessun risultato.