iTunes Music Store, un'altra musica?

di D. Galimberti. In attesa dell'ormai imminente sbarco dell'iTunes Music Store in Europa, si è deato uno sguardo ravvicinato al negozio di musica di Apple
di D. Galimberti. In attesa dell'ormai imminente sbarco dell'iTunes Music Store in Europa, si è deato uno sguardo ravvicinato al negozio di musica di Apple

Roma – Potrebbe arrivare in Europa entro l’estate. Qualcuno si azzarda a pronosticare il mese di giugno, anche se non è detto che l’Italia rientri tra i paesi che usufruiranno da subito del servizio. Stiamo parlando dell’iTunes Music Store, il negozio di musica online di Apple che ha riscosso così tanto successo negli Stati Uniti.

Prima di vedere in dettaglio come funziona, diamo uno sguardo alle cifre di questo successo. ITunes ha festeggiato da poco più di un mese il primo anno di vita, anno durante il quale ha venduto oltre 70 milioni di canzoni. È vero che le previsioni erano più alte (si pronosticava di arrivare a 100 milioni), ma è anche vero che le previsioni consideravano l’apertura del negozio musicale anche al di fuori degli Stati Uniti (cosa che invece non è ancora avvenuta), e che la musica venduta da Apple rappresenta comunque il 70% di tutta la musica scaricata legalmente da Internet.

Il tasso attuale di acquisto si è assestato sui 2,7 milioni di canzoni alla settimana (che rappresenterebbe 140 milioni di download annuali), con punte che si sono spinte anche a 3,3 milioni (cioè 170 milioni di canzoni all’anno) in periodi come quello immediatamente successivo al rilascio di iTunes 4.5. Il maggior impulso alle vendite è arrivato da quando il negozio si è reso accessibile anche agli utenti Windows, e questo spiega facilmente anche perché il trend attuale indichi una previsione annuale notevolmente maggiore rispetto alle vendite effettive del primo anno.

Al di là di queste cifre, i motivi del successo dell’iTunes Music Store stanno nei numeri e nelle caratteristiche del suo servizio. iTunes Music Store offre una scelta di oltre 700.000 brani provenienti sia dalle 5 major principali che da oltre 450 etichette indipendenti. Tutti questi numeri sono aggiornati al 28 aprile di quest’anno (data del primo anniversario del servizio) e sono in continua crescita.

Il negozio Apple ha tentato di corteggiare gli utenti della rete in molti modi, offrendo loro brani esclusivi, colonne sonore della Disney/Pixar e dozzine di registrazioni fuori produzione di Motown Records, fra cui i primi 45 singoli e altri album introvabili. Infine, a partire dalla celebrazione dell’anniversario, iTunes Music Store offre una download gratuito a settimana.

Anche se in Italia non possiamo ancora usufruirne, ciò non ci impedisce di fare un giro tra le pagine dell’iTunes Music Store per avere un’idea precisa di come funziona il servizio e quali brani potremo presto acquistare non appena sbarcherà in Europa.

Prima di tutto occorre procurarsi una copia di iTunes, scaricabile a partire da qui . Una volta installato il programma, è sufficiente aprire l’applicazione e cliccare sull’apposita icona del Music Store: un messaggio ci avvisa che non potremo fare acquisti, ma possiamo comunque procedere e giungere così alla home page, che ci mostra le ultime novità, le offerte, e le diverse categorie tra le quali navigare. Oltre ai brani musicali, la nuova versione dell’iTunes Music Store contiene delle apposite sezioni con i video delle canzoni e i trailer dei film di prossima uscita, tutti liberamente visualizzabili. Selezionando un video ci vengono mostrati i riferimenti alle canzoni dell’artista, oppure ai brani della colonna sonora del film di cui stiamo guardando il trailer. Il nuovo iTunes 4.5 ha poi aggiunto le classifiche delle radio (utili per trovare facilmente i brani più trasmessi del momento), e la possibilità di creare delle copertine combinando la grafica degli album delle canzoni scelte (e, ovviamente, i titoli delle canzoni).

Se abbiamo già un’idea precisa di cosa cercare, possiamo anche digitare una parola chiave nell’apposita casella e selezionare poi il brano interessato tra i risultati della ricerca. Di ogni brano può essere ascoltata un’anteprima di 30 secondi, utile sia per essere sicuri di aver scelto la canzone desiderata, sia per riconoscere quelle canzoni di cui magari non ricordiamo il titolo. Con un semplice clic sulle frecce posizionate accanto al nome, possiamo poi accedere alle pagine personali degli artisti, dove troviamo tutta la discografia, i download più richiesti, e altre informazioni.

Una volta scelto il brano non resta che procedere con l’acquisto e il download. Le canzoni vendute sull’iTunes Music Store sono tutte in formato AAC protetto (parleremo più avanti del sistema di protezione), una tecnologia di compressione che assicura una qualità migliore rispetto all’MP3. Il prezzo di ogni singolo brano è pari a 99 centesimi di dollaro, mentre gli album interi sono venduti mediamente a prezzi compresi tra i 9,90 e i 12,90 dollari. Il prezzo in dollari, è bene ricordarlo, non include le tasse, in quanto ogni stato americano applica una differente tassazione. In Italia (e più in generale in Europa), tra tasse varie (fra cui l’IVA) e i maggiori diritti richiesti dalla major, si è ipotizzato un prezzo leggermente più alto, probabilmente intorno a 1,29 euro per brano (IVA inclusa). Il prezzo sarebbe più che ragionevole se si considerano altri servizi attualmente attivi, che oscillano tra 1,30 e 1,80 Euro per chi acquista tramite RossoAlice, Tiscali Music Store, CD.Rai, MTV, Napster/Roxio, OD2, ecc..

Nel calcolo del prezzo, e nel suo paragone con quello di un CD, quello che solitamente non si considera è la possibilità di realizzarsi una compilation personalizzata: con 13 euro (supponendo esatte le previsioni) potrei realizzarmi una playlist di 10 brani completamente diversi a mia scelta; se dovessi realizzare la stessa compilation comprando 10 album per recuperare tutti brani che mi interessano (ma anche solo 5 se trovo più canzoni su uno stesso album), spenderei molto di più.

In ogni caso il prezzo è qualcosa di molto soggettivo: ci sono canzoni che sono ben lieto di pagare il prezzo richiesto, e altre che non ascolterei nemmeno se me le regalassero. Ci sono compilation di buon livello a prezzi bassissimi anche nei negozi (io stesso ho appena acquistato un doppio CD a 9 Euro che contiene 36 ottimi brani), e ci sono alcuni album che nei negozi italiani non si riescono neppure a trovare. La vendita di musica online non potrà mai rimpiazzare completamente il negozio tradizionale, ma è comunque una possibilità in più sempre a disposizione del cliente e molto più flessibile dal punto di vista dell’offerta. Come tutti i servizi di questo tipo, anche iTunes Musci Store utilizza un sistema di digital rights management (DRM) che restringe le possibilità di copia e condivisione delle singoli canzoni. I diritti dei brani appartengono alle case discografiche (che siano major o etichette indipendenti) e per ottenere il permesso di inserirle nell’iTunes Music Store Apple (oltre a pagare un certa cifra per ogni download effettuato) ha dovuto implementare un sistema che assicurasse un certo grado di sicurezza.

Il sistema adottato da Apple, denominato FairPlay, consente alle case discografiche di essere sicure che i loro brani non vengano distribuiti illecitamente con troppa facilità, e concedono comunque all’utente un elevato grado di libertà sulla musica acquistata. Ogni brano scaricato dall’iTunes Music Store “contiene” cinque autorizzazioni che lo rendono riproducibile contemporaneamente su cinque differenti computer (Mac o PC-Win); le autorizzazioni possono essere abilitate e disabilitate in maniera trasparente, quindi anche quando si cambia computer è sufficiente disabilitare l’autorizzazione per il vecchio e abilitarla sul nuovo, così da avere sempre a disposizione cinque autorizzazioni effettive.
Ogni brano può essere poi riprodotto su un numero infinito di iPod e masterizzato su CD audio infinite volte. Ogni Playlist che contiene brani protetti può essere masterizzata fino a sette volte, dopo di che occorre modificarla. La musica di iTunes può inoltre essere condivisa in rete da un certo numero di client (solo per l’ascolto, e non per il download).

Anche i concorrenti diretti dell’iTunes Music Store utilizzano un simile approccio per la protezione dei file: Janus, per esempio, utilizza il sistema ideato da MS, che prevede delle scadenze temporali legate al pagamento di un canone mensile forfettario. Il sistema ideato da Sony fissa invece un numero massimo di computer e di player su cui è possibile copiare i brani, inoltre limita le possibilità di masterizzare le canzoni acquistate ad un solo computer. Nel complesso la soluzione adottata da Apple sembra quella che assicura la maggior libertà per l’utente, per alcuni versi superiore anche a quella di alcuni CD audio i cui sistemi di protezione impediscono la riproduzione su computer o la possibilità di effettuare un backup.

L’unica pecca di questo sistema è la mancanza di qualcosa (che sia un software, un plug-in o lo stesso iTunes) che renda accessibile il servizio dell’iTunes Music Store e la lettura dei files AAC protetti anche su sistemi alternativi a MacOS e Windows (per esempio Linux). Questa mancanza ha spinto alcune persone a ricercare sistemi che aggirino le protezioni di FairPlay. Si va dai sistemi che consentivano di scaricare la musica condivisa (parlo al passato perché tali programmi non funzionano più con le ultime versioni di iTunes), a quelli che consentivano di registrare la musica ascoltata via rete da un altro computer. Il sistema più evoluto, però, è quello ideato dal famoso hacker DVD Jon : egli ha infatti creato un programma che “intercetta” la chiave di autorizzazione legata alla macchina e consente di decrittare i files AAC protetti.

Ovviamente la rincorsa tra crack ed evoluzione delle protezioni prosegue a suon di continui aggiornamenti, e probabilmente non avrà mai fine. Sicuramente chi vuole procurasi musica in maniera illegale ha a disposizione metodi più semplici ed immediati che non quelli di decrittare i file dell’iTunes Music Store. Molti di coloro che hanno realizzato questi tool sostengono di averlo fatto in buona fede, e con il solo scopo di poter ascoltare la musica acquistata in piena libertà (anche perché per eseguire la decrittazione è comunque necessario disporre della relativa licenza e quindi, esserne i legittimi proprietari). E’ anche vero però che quando si acquista della musica dall’iTunes Music Store si accetta una licenza dove vengono ben specificati i limiti di quello che si sta acquistando (non si compra a scatola chiusa), ed è inoltre vero che nell’ultima versione di questa licenza si sottoscrive anche l’impegno a non elaborare metodi per la sprotezione dei file acquistati.

In ogni caso, l’iTunes Music Store è a mio parere uno dei migliori negozi di musica online attualmente disponibile, e non è un caso che il suo arrivo nel Vecchio Continente sia atteso con impazienza da molte persone. La speranza è quella che i prezzi siano effettivamente allineati con le previsioni, se non addirittura più bassi.

Domenico Galimberti

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31 05 2004
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