iTunes sbaraglia Napster

Nella prima settimana il jukebox di Roxio vende cinque volte meno dello store di Apple. Napster non ci sta. Intanto, però, nessuno ci guadagna. Quanto potranno durare?
Nella prima settimana il jukebox di Roxio vende cinque volte meno dello store di Apple. Napster non ci sta. Intanto, però, nessuno ci guadagna. Quanto potranno durare?


Roma – Le cronache di queste ore riportano una prima “vittoria”, se così si può dire, dello store musicale di Apple, sull’appena lanciato Napster 2.0 di Roxio. Nonostante l’estrema popolarità di quest’ultimo, infatti, iTunes di Apple continua ad offrire un appeal inarrivabile.

In una nota rilasciata da Steve Jobs , CEO e fondatore di Apple , si afferma che nella prima settimana di operazioni lo store di Apple ha venduto cinque volte più di quanto non sia riuscito a fare fin qui Napster.

La nota non dev’essere piaciuta agli uomini di Roxio. In una nota vagamente piccata, Chris Gorog , CEO di Napster 2.0, ha dichiarato che “i risultati della prima settimana hanno rapidamente affermato Napster tra le più importanti aziende della musica nel mondo. Le vendite hanno superato le nostre attese e abbiamo superato anche le stime per quanto riguarda gli abbonamenti. Napster sta partendo alla grande”.

La guerra della musica online , dunque, è ufficialmente partita e nei prossimi mesi si arricchirà di nuovi player, come quelli ai quali stanno pensando i colossi Sony e Bertelsmann, che stanno lavorando per fondere in un’unica entità le proprie case di produzione e distribuzione.

La verità, però, è che per Apple, Roxio e altri le cose potrebbero farsi difficili molto presto. E non tanto per la competizione “sleale”, per così dire, delle decine di diverse piattaforme del peer-to-peer, dove gira musica e non solo senza alcun controllo, ma proprio per il modello di business. Lo stesso Jobs ha infatti confermato quel che già si sapeva, che iTunes non è un servizio che rende in sé, sebbene possa essere un trampolino per la vendita dei player multimediali di Apple, i celeberrimi iPod.

Perché non rende? Perché Apple, e come lei Roxio, deve pagare ai discografici le royalty sulla musica che distribuisce, oltre a manutenere un sistema e un software di distribuzione che ha naturalmente i suoi costi. Questo vuol dire che dei 99 centesimi di dollari che spende ogni utente per comprare la musica, le aziende che la distribuiscono ne vedono meno di una manciata. Qualcuno inizia a chiedersi quanto potranno durare i jukebox a pagamento…

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09 11 2003
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