Bionda, occhi azzurri, divisa militare, sorriso perfetto. Si faceva fotografare con Melania Trump, Zelensky, Messi, persino Putin. Postava battute spinte, lottava con i cuscini nel dormitorio con le compagne, si vantava di fare il miglior lavoro del mondo.
Un milione di follower su Instagram, oltre 100.000 commenti, e sostenitori MAGA che la celebravano come l’incarnazione del patriottismo americano. Il problema? Jessica Foster non è mai esistita. Ogni foto, ogni video, ogni post, tutto è stato generato dall’intelligenza artificiale.
La soldatessa perfetta, anche troppo
Il primo video è apparso il giorno del Ringraziamento 2025, la giovane soldatessa seduta davanti alla bandiera americana chiedeva un like a ogni ragazzo etero a cui piacesse una ragazza dell’esercito. Da lì, un’escalation di contenuti che mescolavano estetica militare, patriottismo e seduzione, la ricetta perfetta per il pubblico MAGA.
Ma gli indizi, in fondo, c’erano. Le divise non erano coerenti, le medaglie appartenevano a corpi diversi. L’esercito americano ha confermato che nessun soldato con quel nome è mai esistito.
Un milione di follower, un deepfake clamoroso
L’identità è stata smascherata da esperti di deepfake e da testate investigative, come Washington Post e Fast Company. Quando il Washington Post ha contattato il gestore anonimo dell’account per un commento, non ha ricevuto risposta. Il giorno dopo, prima che Instagram bloccasse il profilo per “violazione delle regole della piattaforma” è apparsa un’ultima foto: la soldatessa su una nave militare nello Stretto di Hormuz.
Dietro l’account c’era anche un modello di business: il profilo indirizzava il pubblico verso una pagina OnlyFans dove venivano venduti “contenuti esclusivi”, in particolare foto di piedi. Alcuni utenti avrebbero speso oltre 100 dollari per singolo post, convinti di chattare con una soldatessa vera. OnlyFans ha dichiarato che l’account è stato rimosso perché la piattaforma richiede che tutti i creatori siano adulti con identità verificata.
Un fenomeno in crescita
Jessica Foster non è un caso isolato. Su TikTok, Instagram e X stanno proliferando profili di soldatesse, camioniste e agenti di polizia pro-Trump generati dall’AI. Le caratteristiche sono ricorrenti: estetica curata, contenuti seducenti, messaggi ideologici. È propaganda con la faccia di una modella che non esiste, costruita per catturare l’attenzione e la fiducia (e i soldi), di un pubblico specifico.
Il fenomeno non riguarda solo gli Stati Uniti. La BBC ha documentato video di soldatesse iraniane generate dall’AI che raccontano come difendono il proprio Paese. Un inganno particolarmente grossolano, in Iran alle donne è vietato ricoprire ruoli di combattimento.