USA 2020: il forcing di Biden su Facebook

La posizione del social network nei confronti di Trump e delle sue uscite non è piaciuta al candidato democratico che chiede regole più stringenti.
La posizione del social network nei confronti di Trump e delle sue uscite non è piaciuta al candidato democratico che chiede regole più stringenti.

Considerando come Facebook ad oggi raccolga quasi la metà della popolazione mondiale sulle proprie piattaforme non stupisce che la politica consideri i servizi di Mark Zuckerberg un importante megafono per la divulgazione dei propri messaggi. Lo sa bene Trump che nel social e nei suoi vertici (a differenza di quanto avviene ad esempio su Twitter) ha trovato un atteggiamento permissivo, tanto da poter veicolare qualsiasi comunicazione senza alcun tipo di controllo e nemmeno fact checking, nel nome della libertà di espressione. La vede invece in modo diametralmente opposto Joe Biden che nei prossimi mesi sfiderà proprio il tycoon per diventare il nuovo inquilino della Casa Bianca.

Biden e i suoi chiedono regole più stringenti a FB

Il candidato democratico e il suo staff in queste ore stanno chiedendo a tutti i propri milioni di supporter di firmare una lettera aperta e una petizione rivolte al CEO di Menlo Park e agli altri dirigenti della società, chiedendo loro di introdurre nuove policy definite con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della disinformazione e quello dell’hate speech che di recente in alcune occasioni hanno visto protagonisti anche gli stessi attori della vita pubblica d’oltreoceano. Queste le parole di Bill Russo, portavoce della campagna.

Un cambiamento reale delle policy di Facebook per la piattaforma e del modo in cui farle rispettare è necessario per proteggere dal rischio che si verifichi di nuovo ciò che la disinformazione ha causato nelle elezioni 2016 e ciò che continua a rappresentare un pericolo oggi per la nostra democrazia.

La vicenda è destinata a polarizzare ancor di più le opinioni in un momento di certo non semplice per gli Stati Uniti, alle prese con la morsa della crisi sanitaria che ancora non si allenta, con le manifestazioni di protesta e solidarietà che interessano tutto il paese dall’uccisione di George Floyd e con la campagna elettorale pronta a entrare nel vivo.

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