Julian Assange, sentenza ribaltata: verso l'estradizione?

Julian Assange, sentenza ribaltata: verso l'estradizione?

Si riapre per Julian Assange la possibilità dell'estradizione verso gli Stati Uniti, dove il fondatore di Wikileaks rischia oltre 150 anni di carcere.
Si riapre per Julian Assange la possibilità dell'estradizione verso gli Stati Uniti, dove il fondatore di Wikileaks rischia oltre 150 anni di carcere.

Julian Assange torna ad essere in pericolo. La sua storia è nota e gli Stati Uniti non hanno dimenticato: il ricorso del team legale americano ha ottenuto una nuova vittoria e ora per il fondatore di Wikileaks il futuro torna ad essere un enigma.

Assange, la strada per l'estradizione?

L'Alta Corte della Gran Bretagna ha infatti ribaltato la sentenza di primo grado che negava l'estradizione di Assange agli Stati Uniti. Le motivazioni del diniego all'estradizione erano legate al precario stato psicofisico di Assange ed al rischio concreto che potesse tentare il suicidio nel timore del trattamento giudiziario e carcerario negli States.

La fragilità non è stata probabilmente più vista come una condizione sine qua non e la prima sentenza firmata da Vanessa Baraitser è stata pertanto ribaltata. Ora Assange potrà impugnare la sentenza di appello o attendere la rivalutazione del suo status, ma l'apertura del rischio di estradizione è chiaramente qualcosa che può cambiare per sempre il suo futuro. In qualità di whistleblower, peraltro quello che ha raccolto le maggiori attenzioni negli ultimi decenni, Julian Assange è oggi un simbolo della battaglia degli Stati Uniti contro la fuga di informazioni strategiche: inevitabilmente il corso della storia è tale da rendere il suo caso iconico e fondamentale .

Lunghi anni da rifugiato presso l'ambasciata dell'Ecuador, quindi l'arresto e la reclusione presso la Belmarsch Prison, ora le nuove carte che potrebbero portarlo negli Stati Uniti. Gli USA hanno già fatto anzitempo sapere di non voler direttamente detenere Assange e di concedergli anche la custodia altrove: gli States hanno però bisogno di poterlo processare e giudicare secondo la propria legge per tutto quanto accaduto negli anni di Wikileaks.

Il caso, insomma, improvvisamente si riapre. Come Assange probabilmente ha sempre temuto.

Fonte: Lapresse
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10 12 2021
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