Kaspersky risponde alle critiche: il servizio è sicuro

Kaspersky risponde alle critiche: il servizio è sicuro

Il Fatto Quotidiano ha intervistato il general manager di Kaspersky Italia, il quale allontana dal gruppo le accuse di natura politica.
Il Fatto Quotidiano ha intervistato il general manager di Kaspersky Italia, il quale allontana dal gruppo le accuse di natura politica.

Le rassicurazioni fornite da Kaspersky agli italiani non saranno presumibilmente sufficienti, ma hanno almeno il merito di una presa d’atto del fatto che l’idillio è ormai terminato e gli allarmi lanciati dall’Agenzia per la Cybersicurezza sono inevitabilmente stati ascoltati. Il punto di vista dell’azienda è giunto nel nostro Paese attraverso l’intervista del Fatto Quotidiano a Cesare D’Angelo, general manager di Kaspersky Italia.

Kaspersky si difende

Anzitutto D’Angelo nega che l’azienda possa davvero sfruttare i propri antivirus come trojan di Stato al soldo delle istituzioni russe:

Un antivirus in quanto tale ha effettivamente accesso a tutti i files, processa e filtra in ogni istante grandissime quantità di informazioni per rilevare eventuali pericoli, ma questo avviene tramite algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale. Per intenderci non ci sono tanti “omini” a cui è possibile dire “Vai a vedere cosa c’è in questa o quella società”. Detto ciò il fatto che molte delle nostre strutture sono situate all’estero, in particolare in Svizzera dove i codici vengono ispezionati, e ricadono quindi sotto altre giurisdizioni su cui Mosca non ha alcun potere. Aggiungo che il fondatore della società Evgenij Kasperskij si è in passato espresso chiaramente contro qualsiasi ipotesi di intromissione di autorità russe e non c’è davvero alcun interesse della società a consentire che questo avvenga. Noi abbiamo ottenuto tutte le certificazioni internazionali che attestano la sicurezza del servizio, mentre non è mai stata fornita nessuna prova del contrario, per questo sono convinto che le recenti prese di posizione dei governo abbiano una natura politica e non tecnica.

La frase forse più interessante offerta in questa intervista è quella meno tecnica, ossia quella che tenta di derubricare il rischio geopolitico dai giudizi sull’azienda. Alla richiesta se ad un AD possa essere consigliabile l’adozione di una soluzione Kaspersky, infatti:

Lo inviterei a scegliere il prodotto migliore e più adatto alla sua impresa basandosi su informazioni oggettive e dati reali e non su dichiarazioni di natura politica.

La politica, però, inevitabilmente pesa. Così come la Romania ha scelto la locale BitDefender per una serie di collaborazioni, allo stesso modo l’Italia sta consigliando di differenziare gli approvvigionamenti per evitare che la PA possa restare invischiata in violazioni di qualsiasi tipo. Nei giorni in cui si valuta l’aumento dei budget al servizio della Difesa, del resto, anche l’argine alle minacce cyber deve essere alzato. Kaspersky non può far altro che tentare di abbassare la soglia del rischio percepito (“I clienti storici stanno confermando la loro fiducia nei nostri confronti ma sicuramente un certo tipo di comunicazione sui media rischia di avere un impatto sulla nostra reputazione, andando a minare rapporti costruiti nel tempo e basati su fatti e risultati ottenuti“), ma i problemi messi in campo dallo CSIRT sono pragmatici. Nessuna accusa diretta a Kaspersky fino ad oggi, e questo va sottolineato: resta tuttavia il rischio di aggiornamenti interrotti, di diktat dal Cremlino che possono creare imbarazzi o di evoluzioni della crisi internazionale che possano trasformare qualsiasi rapporto con la Russia in un rapporto a rischio.

Le autorità italiane, pur senza puntare il dito direttamente, hanno consigliato un cauto abbandono delle soluzioni russe per trovare casa quanto prima presso soluzioni di sicurezza concorrenti. Abbiamo quindi anzitempo raccolto un elenco di soluzioni alternative sulla base della provenienza del team di sviluppo. Queste alcune delle possibilità da valutare:

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Pubblicato il 30 mar 2022
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