Kataweb e Wind presto in Borsa

Kataweb e Wind presto in Borsa

Sul comprensibile desiderio di sbarcare a Piazza Affari arrivano parole di prudenza dal presidente della Fiat. Ma Kataweb è uno schiacciatutto con l'acceleratore pigiato fino in fondo
Sul comprensibile desiderio di sbarcare a Piazza Affari arrivano parole di prudenza dal presidente della Fiat. Ma Kataweb è uno schiacciatutto con l'acceleratore pigiato fino in fondo


Roma – Kataweb , il mangiatutto messo in piedi da L’Espresso , potrebbe presto arrivare in Borsa. La quotazione a Piazza Affari delle attività della “divisione internet” del gruppo editoriale pare sia da qualche giorno allo studio degli azionisti. Lo ha confermato ieri il boss delle strategie internet di Kataweb, Vittorio Zambardino.

Secondo Zambardino la quotazione in Borsa non sarebbe che una naturale conseguenza della crescita di Kataweb, società tra le più attive nell’acquistare attività internet, che a dicembre ’99 “aveva 52 milioni di pagine viste al mese, e in gennaio la quota è cresciuta a 75 milioni”. “Ovviamente, ha spiegato Zambardino, questo è un mercato nel quale molte aziende, sulla base del loro piano industriale, vanno in Borsa”

Un’affermazione che pare decisamente legata alla realtà, visto che anche Wind ha ricominciato a parlare di quotazione in Borsa. Proprio ieri infatti Tommaso Pompei, amministratore delegato della società di telecomunicazioni controllata dall’ Enel , ha affermato che la quotazione “ci sarà” ma che ancora “non c’è una data precisa”.

Sulle voglie di Borsa delle “società internet” italiane è arrivato ieri un avvertimento da parte del presidente della Fiat , Paolo Fresco, secondo cui “nel campo della new economy i vincitori e i vinti si vedranno alla fine. Ci vorrà un po ‘ di tempo, siamo ancora in una fase in cui è difficile definirlo”. E sulla Borsa “c’è un po’ di speculazione” con balzi spesso eccessivi “ma non solo in Italia”.

Nei giorni scorsi, invece, Renato Soru, boss di Tiscali , l’azienda cresciuta più di ogni altra al Nuovo mercato, aveva espresso l’opinione che la quotazione della sua società, pur essendo nel cuore degli investitori, fosse ancora sottostimata.

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Pubblicato il
23 feb 2000
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