La calcolatrice compie 40 anni

E la usano ancora in tanti. Per i calcolatori tascabili arrivano auguri ma anche avvertimenti degli esperti americani: le nazioni matematicamente più avanzate le usano sempre di meno. E un motivo - dicono - c'è

Roma – Esattamente 4 decadi fa, tre ricercatori della Texas Instruments rivoluzionarono l’apprendimento e lo studio della matematica inventando la calcolatrice tascabile. Il dispositivo, entrato sin dagli anni 80 nell’uso comune, ha rappresentato un salto di qualità senza precedenti nel modo di “far di conto” ma soprattutto di pensare alla matematica, favorendo un approccio più creativo e ad un livello di astrazione superiore .

un calcolatore Nelle scuole la calcolatrice handheld ha significato l’abbandono definitivo della conta a mano , del regolo calcolatore e dei calcoli scarabocchiati a penna sul retro del quaderno. Tutto meccanizzato, digitalizzato e infine contenuto in un oggetto che oggi si tende a considerare imprescindibile per lo studio o la ricerca, ma che ancora negli anni ’60 era impensabile utopia.

In occasione dell’importante traguardo, riporta il Washington Post , Texas Instruments ha deciso di donare alcuni pezzi storici della sua produzione allo Smithsonian National Museum of American History , dove i piccoli calcolatori faranno bella mostra di sé come segni di cambiamento ed evoluzione della società accanto a cimeli del calibro del tavolo usato da Thomas Jefferson per scrivere la Dichiarazione di Indipendenza , o del cappello a cilindro indossato da Abramo Lincoln quando fu assassinato.

In 40 anni le calcolatrici tascabili ne hanno fatta di strada: quelle moderne vanno considerate a tutti gli effetti dei piccoli computer portatili e programmabili , essendo in grado di rappresentare e calcolare indistintamente problemi grafici o algebrici, ritenere formule e via di questo passo. Una evoluzione tecnologica costante, al punto che ora gli esperti si chiedono se l’abuso dei mini-calcolatori non porti a inaridire piuttosto che arricchire l’intelligenza matematica di studenti e ricercatori.

Secondo Tom Loveless, autore di una ricerca sull’influenza delle calcolatrici sui risultati scolastici, i paesi che eccellono nei tornei internazionali di matematica come Singapore e Cina mettono una maggior enfasi sul lavoro mnemonico e il calcolo mentale puro. In tal senso, adoperare le calcolatrici non farebbe altro che ridurre invece di aumentare le capacità cerebrali dei paesi dove sono usate con naturalezza e costanza.

È di parere contrario Jerry Merryman, uno dei tre scienziati inventori del primo calcolatore handheld, secondo il quale gli studenti di oggi “forse non sono così bravi a contare i numeri sul retro di un blocco note”, ma hanno le porte aperte ad una conoscenza molto più profonda della matematica pura . Un grimaldello per un approccio più creativo e ad un livello di astrazione superiore della scienza dei numeri, questo è la calcolatrice tascabile secondo l’opinione di uno dei suoi autori.

un calcolatore Visione condivisa da molti esperti e addetti ai lavori: per John Mahoney, insegnante di matematica e consulente per Texas Instruments, è “un po’ come con il Word Processing. Ci sono persone che non possono parlare… ma il word processing permette loro di esprimere le cose bene e in maniera creative”, in riferimento a chi non è magari bravo con i numeri ma può rivelare buone qualità di astrazione nella pura teoria.

Elizabeth Korte, insegnante alla Stone Bridge High School, crede nel valore aggiunto dei calcolatori ma è convinta del fatto che essi vadano usati il giusto senza strafare , e che sia sempre necessario memorizzare le regole fondamentali della matematica. “Credo che essere a proprio agio con i calcoli mentali aiuti ad impegnarsi con la matematica superiore” sostiene la professoressa.

Alfonso Maruccia

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  • mickx scrive:
    Meno leggi e piu' liberta'
    L'italia, esempio di nulla in diritti costituzionali, liberta' di stampa, privacy, intercettazioni, ed un lunghissimo eccetera, vuole proporre una costituzione per Internet? L'Italia prima deve fare i propri compiti a casa sua e poi, pensare ad Internet. Peraltro Internet sta meglio senza costituzione, controlli, censura, carte d'identita', ecc.
  • Laura Belli scrive:
    Plug Us. Per una Governance di Internet
    Qui credo che trovate un punto di vista autorevole sull'argomento.http://www.altalex.com/index.php?idnot=5013Laura Belli
  • dany scrive:
    Che tristezza
    Esula leggermente dal topic, ma e' abbastanza triste constatare dalle risposte (non che io mi stia chiamando fuori) che l'idea del "governo" sia ormai pari a quella di un'entita' "nemica"...in realta' il governo dovremmo essere noi...se lo *pretendessimo* tutto questo thread smetterebbe - finalmente ;) - di aver senso.
  • andy61 scrive:
    Considerazioni e Proposte
    Questo mio commento si concentra su tre punti:1) cosa sia l'informazione e come questa possa / debba essere utilizzata2) la fattibilità di un Governo di Internet3) proposte per il controllo di Internet senza bisogno di un Governo (o visto da un altro punto di vista, dove il Governo sia costituito dai netizen, invece che dai governi nazionali e dalle TELCO) - senza troppe utopie1) De l'Informazione----------------------------------------Il problema non è l'esistenza dell'informazione, ma l'utilizzo che se ne fa.Nel momento in cui ho comunicato a chicchessia un qualunque dato (che non fosse già di pubblico dominio) ho creato informazione, e questa non è più di mia esclusiva proprietà, per il solo fatto che è condivisa.Il dato, se non comunicato ad altri, non è informazione.Il problema non consiste nel sapere o meno dove abito: esistono fior di organizzazioni (statali e commerciali) che sanno questo e ben altro di me.Il problema si pone quando il mio indirizzo viene utilizzato da qualcuno per venire a derubarmi; non mi lamento se invece viene utiilzzato perché mi venga portata a casa la spesa.Alla fine, il problema non consiste nel fatto che esista dell'informazione, ma nel come e da chi questa venga utilizzata.E quindi il problema di fondo è uno solo: come posso controllare come venga utilizzata l'informazione?Finché pochi potranno mantenere il controllo dell'informazione di molti, esisterà sempre uno squilibrio che concentrerà il potere in mano di pochi.La vera libertà si può avere soltanto quando tutti possono controllare tutti; quando io posso controllare i conti dello stato, come lo stato può controllare i miei.2) De il Governo di Internet--------------------------------------------E venendo al Governo di Internet: finché si concentra nelle mani di pochi il potere di decidere se rispettare delle regole che ci si è dati, e non vi sia modo di controllare se e come queste regole vengano applicate, non vi è modo di avere un Governo trasparente.Una piccola considerazione: Internet costa investimenti (connettività, standardizzazione dei protocolli, sistemi di DNS, etc.); qualunque alternativa alle attuali infrastrutture (per poter esercitare democraticamente il nostro diritto a gestire Internet (governare è forse una parola un po' troppo grossa, per ora), richiede fondi, e quindi chiunque voglia, deve rassegnarsi a pagare qualcosa.3a) Proposta per il controllo--------------------------------------------La mia proposta viene dalla considerazione che la gente può scegliere da chi 'rifornrsi di Internet': predisponiamo un sito per il rating degli operatori e dei governi, in cui vengano quotate le libertà e le limitazioni offerte da ciascuno; dopodiché sta a ciascuno scegliere il fornitore preferito (poi riprendo il concetto).È quindi possibile confrontare valori come:censura sui siticensura sui contenutirapporto prezzo/banda offerta, per i carrierfiltri e limitazioni sui protocolli ammessifiltri e limitazioni sui contenuti ammessipotere di controllo dello stato e dei servizi segreti sui providersicurezza degli apparati utilizzati (router, modem ADSL, etc.) - se questi sono blindati, non ho il controllo di ciò che facciano con i dati che io trasmetto e ricevosicurezza del software utilizzato (se sono commercialmente obbligato ad utilizzare software chiuso, esiste il serio rischio che questo software abbia delle caratteristiche su cui non ho il controllo - backdoor, etc.)...3b) Proposta per l'infrastruttura--------------------------------------------Riprendendo il concetto precedente, abbiamo ancora la libertà di organizzarci in carrier liberi; possiamo creare dei consorzi paralleli alle TELCO ufficiali, in cui investiamo di tasca nostra in cablaggi, da condominio a condominio, per avere tutta la banda che vogliamo (purché ne sosteniamo i costi), ed utilizzando un'infrastruttura che dia garanzie a tutti (faccio anche rimando all'infrastruttura FON, anche se l'esempio non è del tutto pertinente alla mia proposta).In tal modo possiamo convenire sull'esistenza di nuovi protocolli e nuovi domini (chi stabilisce che dobbiamo essere limitati ai soliti .com, .org, .name, .info, .etc?), o addirittura inventarci dei protocolli in cui i domini non siano più necessari (qualcuno di voi ha mai avuto bisogno di conoscere il nome ed il dominio di un sistema a cui si è collegato via e-mule o torrent?).
  • ryoga scrive:
    Articolo Inutile
    Quello su cui si sta argomentando è inutile.( Quindi anche il mio commento potrebbe esserlo. )Internet è uno scambio di informazioni.Siano essi "musica", "video", "film", "codice", "libri", "chat", "giochi"... sono solo informazioni.Regolamentare le informazioni, di fatto, e' "limitare la libertà di pensiero e di espressione".Pensare di poter instaurare/eleggere un governo di Internet e' quantomeno UTOPISTICO.Chi si propone per governarla? Tu? e perche' non IO? e perche' non quello che risponde al mio messaggio? E perche' non quello appena connesso?Ad ognuno piacerebbe "Governare" Internet, perche' di fatto, significa governare l'informazione.L'idea, quindi, per quanto sia stata presentata in maniera appetibile ( BASTA controlli su cio' che condividiamo, BASTA limitare la mia libertà di espressione, BASTA ritenermi criminale solo perche' sto inviando ad un amico un mp3! ), non lo è in realtà, sia per la difficoltà tecnica e oggettiva nel realizzarla, sia perche' viola il principio base di internet " Via le mani dalla Rete. La Rete deve essere di tutti ".I mali esposti in questo articolo, andrebbero risolti con i governi incriminati (di abusare del loro potere per colpire i civili vittime delle organizzazioni multimiliardarie) nelle sedi opportune e non dichiarando l'indipendenza della rete (cosa come hanno sottolineato molti, irrealizzabile dato che la rete è composta da server dislocati fisicamente su territori specifici ).
  • robycolt scrive:
    Questo testo proprio non lo condivido
    Questo testo proprio non lo condivido. L'anarchia non è affatto la risposta giusta. L'anarchia non va per niente d'accordo con il progresso. Bisogna assolutamente lavorare su altre strade. C'è già troppa anarchia già adesso, figuriamoci se insistiamo su questa strada....
    • ryoga scrive:
      Re: Questo testo proprio non lo condivido
      - Scritto da: robycolt
      Questo testo proprio non lo condivido. L'anarchia
      non è affatto la risposta giusta. L'anarchia non
      va per niente d'accordo con il progresso. Bisogna
      assolutamente lavorare su altre strade. C'è già
      troppa anarchia già adesso, figuriamoci se
      insistiamo su questa
      strada....Davvero? A me sembra che l'Anarchia, sia stata distrutta circa 6-7 anni fa, quando Internet è stata aperta a tutti.Prima c'era libertà di informazione, libertà di espressione e libertà di comunicazione.Oggi, non puoi parlar male di qualcuno (a ragion veduta) sulla rete che ti si ritorce contro.Non puoi inserire un commento o un articolo su internet che subito vieni indagato per plagio o per diffamazione.Non puoi immettere un file in rete via p2p che subito vieni visto come il peggior terrorista ( anche se quello che stai immettendo in rete è opensource e gratuito ).Insomma...dire che oggi c'e' l'anarchia....e' parola grossa!
    • andy61 scrive:
      Re: Questo testo proprio non lo condivido
      tecnologicamente parlando, l'anarchia è l'antitesi dello scambio delle informazioni.Tu stesso, per fare il tuo commento, ti sei conformato all'utilizzo del TCP/IP, di HTTP, dei DNS, delle regole dell'ICANN, etc.Se vuoi fare l'anarchico, puoi sceglierti l'indirizzo IP che vuoi (peccato che né tu né il vero proprietario di quell'indirizzo riusciate più a comunicare ...)
  • c.m. scrive:
    L'unica possibilità è nessuna regola.
    l'unica possibilità è l'anarchia totale.formalizzare qualunque tipo di regolasarebbe uno strumento in più nelle manidi chi vuole censurare.qualunque regolamentazione finirebbeper far collassare internet su se stesso.Si aprirebbe il solito festival del chi come quando perchè.
  • mauro cancian scrive:
    rete
    Tutte cose che devono venire dalla rete, dai suoi utenti, non dal parlamentare di turno.
  • VE LO DICO IO scrive:
    Il governo mondiale...
    ..quello gestito dalle multinazionali e & Co. iniziano ad avere veramente paura di questo strumento che loro stessi hanno inventato... hanno capito che questo strumento gli si sta girando contro per volontà nostra, di noi cittadidini che stiamo imparando piano piano ad informarci diversamente.. senza censura...Grillo ha dato il là, ha acceso la scintilla nel nostro paese facendo sobbalzare dalle poltrone tutti i politici... tantè che ora la sinistra al governo (e lo fa con tutti quando ha paura degli attacchi interni e non solo) etichetta come fascista il grillone, per il solo fatto che al V-day il 90% dei partecipanti erano, appunto, di sinistra.Anche la destra ha paura di questo... perchè si sa, finalmente lo sappiamo, che in quel mondo non c'è più alcuna differenza.Hanno paura delle nostre future reazioni.. e stanno facendo di tutto per muovere i primi passi per far si che la rete venga controllata e quindi censurata.... censurare questo nuovo strumento di comunicazione che sta svegliando piano piano la popolazione media che fino ad oggi ha sempre dormito.Spero che noi internettiani facciamo il passo prima di loro.. prima che questo accada. Per iniziare ci vorrebbe un bel WWW-PRIDE
    • Lory scrive:
      Re: Il governo mondiale...
      - Scritto da: VE LO DICO IO
      ..quello gestito dalle multinazionali e & Co.
      iniziano ad avere veramente paura di questo
      strumento che loro stessi hanno inventato...Di te e me non hanno certamente paura.Ma e' bello pensarlo.
      hanno capito che questo strumento gli si sta
      girando contro per volontà nostra, di noi
      cittadidini che stiamo imparando piano piano ad
      informarci diversamente.. senza
      censura...Certo, tutti vanno alla fonte delle notizie ora, nessuno legge i giornali on line.
      Grillo ha dato il là, ha acceso la scintillaCi scalderemo al fuocherello allora presto.
      Anche la destra ha paura di questo... perchè si
      sa, finalmente lo sappiamo, che in quel mondo non
      c'è più alcuna
      differenza.Beh, buongiorno, bensvegliato. La DC e' stata alleata con il PCI per 50 anni, a spartirsi poltrone e a farsi leggi di favore.
      Hanno paura delle nostre future reazioni..
      stanno facendo di tutto per muovere i primi passi
      per far si che la rete venga controllata e quindi
      censurata.... censurare questo nuovo strumento di
      comunicazione che sta svegliando piano piano la
      popolazione media che fino ad oggi ha sempre
      dormito.
      Spero che noi internettiani facciamo il passo
      prima di loro.. prima che questo accada. Per
      iniziare ci vorrebbe un bel
      WWW-PRIDEVisto?VISTO!? Ecco la proposta della marcetta!Lo dicevo io."Attendiamo con ansia altre straordinarie buone proposte tipo colonizzare il sole o una corsa all'indietro intorno al mondo con un osso di pollo nel naso per far si che la spinta di tanti piedi (siamo tanti, facciamolo apere!) giri il pianeta nel verso contrario."Dai forza tutti in marcia a fare il www pride!!! :D :D :D :D :D :D :D :D(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
      • VE LO DICO IO scrive:
        Re: Il governo mondiale...
        eh eh l'ironia è il tuo forte... ma a capire quello degli altri lo è un po meno.... tsè....Tu sai che è da 50 anni che c'è del marcio...... e non mi sembra che la tua generazione abbia fatto qualcosa di concreto. Contento tu... c'è poco da essere ironici.
        • Lory scrive:
          Re: Il governo mondiale...

          eh eh l'ironia è il tuo forte... ma a capire
          quello degli altri lo è un po meno....
          tsè....Appena riuscirai a essere ironico, vedrai che riconosco subito. Ma fino ad ora, solo il deserto.
          Tu sai che è da 50 anni che c'è del marcio......Anche tu. O non sai cosa e' successo in Italia?
          e non mi sembra che la tua generazione abbia
          fatto qualcosa di concreto.Perche', quanti anni ho?Di che generazione serve essere per conoscere la propria storia?
          Contento tu...Dove ho scritto che sono contento? Ho fatto vedere il marcio con allegria e gioia?
          c'è poco da essere
          ironici.Per questo tu non lo sei mai stato.
  • samu scrive:
    discorso demagogico
    sono assolutamente daccordo con monti e in disaccordo con bottoni e vorrei spiegare il perche' :
    La ragione per cui si vuole creare questo steccato è per tenere
    fuori da Internet i governi nazionali e le aziende.e chi garantisce che i governi nazionali e le aziende rispetteranno la costituzione di internet ? il punto e' proprio questo: governi e multinazionali "saltano gli steccati" senza problemi, guerra all'iraq, il caso birmania, il caso mediadefender e tutti quelli correlati al p2p .. tutti esempi di come sia facile saltare gli steccati.Altro punto fondamentale: i cavi su cui gira internet di chi sono ? di aziende, di universita' (e quini dei governi) .Esistono altre realta' nella rete oltre al web e al protocollo www.Sei assetato di liberta' e rifuggi il controllo ? Esiste nntp che e' ancora vivo e vegeto (nntp non groups.google.com), vuoi comunicare con un amico in forma privata ? openvpn, hamachi (o come cavolo si scrive), smtp over ssl, mail criptate, irc, irc over ssl.Ovviamente questi protocolli e queste tecniche non sono usate dai piu', ma unicamente per una "pigrizia intellettuale" (tanto fa tutto google) .Altro punto interessante da discutere:
    Non esiste ormai più nessun oggetto o servizio che possa essere
    realmente controllato dalle nostre decisioni a livello locale. Non
    vogliamo i DRM? Bisogna discutere con il WTO ed il WIPO per
    ridefinire dei trattati internazionali. Non vogliano i TPM (Fritz
    Chip) sui computer?...Questo cosa centra con il governo di internet ? Come puo' un organismo sovranazionale imporre leggi a nazioni restie a recepire tali leggi ? Alcuni esempi famosi :- Convenzione di ginevra violata quasi da tutti nella seconda guerra mondiale e anche dopo (e.g. Vietnam)- Protocollo di Kioto- Direttive Europee di vario tipoOgni governo fa cio' che gli e' piu' comodo, ogni multinazionale decide se seguire o meno le leggi e le imposizioni degli stati.Ma supponiamo che vi sia tale "governo di internet" e facciamo questo esempio:vado sul sito russo allmp3.com e mi compro tutto il cd di britney spears, loro non pagano royalties perche' non aderiscono al copyright internazionale.La gf viene a casa mia e mi appioppa la multa perche' ho materiale pirata .Che cosa fa il governo di internet ? Mi difende, mi protegge o se ne frega perche' alla fine io sono italiano ?Altro caso limite: scarico un bel filmatone pedo porno da un sito in uno di quegli stati in cui la pedopornografia e' tollerata, arriva la solita gf e mi arresta .E il governo internet ? Chi tutela ?Finisco qua: tante belle parole ma non dimentichiamo alcune cose:senza dns root server il 90% delle persone e' bloccato, chi gestiscetali root server ? un'azienda americana.il 99% delle ricerche passa per google, dove sta google ? in America.Col governo di internet dove sarebbero queste aziende ? protette dal governo di internet ?
    • iosonoio scrive:
      Re: discorso demagogico
      ti quoto in assoluto,oltretutto ho trovato il discorso smaccatamente schirato politicamente....ma d'altronde...e normale, mostrare agli altri di essere di lotta..anche quando si è al governo
  • dany scrive:
    Fino ad oggi tutto bene
    Mi sembra che il tema sia decisamente meno dibattuto di quello che Alcuni vogliano farci credere (come al solito), almeno leggendo molte delle risposte a cio' che - sempre Alcuni - scrivono.Fino ad oggi Internet sembra essersela cavata benissimo: da fine anni 60 si e' inarrestabilmente - ed "autonomamente" - evoluta a quell'intreccio mostruoso che e' oggi, intreccio tanto mostruoso che mette in difficolta' tutti coloro che cercano di "controllarla" (governi e "malefiche" aziende comprese, grazie ai quali abbiamo giust'appunto *questa* Internet). Questa evoluzione (e la liberta' conseguente) non e' pero' una casualita', bensi' e' legata agli scopi originali di Arpanet: garantire il flusso di informazioni anche in assenza di molti nodi. Quindi perche' oggi, per Alcuni, c'e' bisogno di controllare qualcosa che sta' andando benissimo?In quest'ottica, la "necessita'" di un *nuovo* organo di controllo e' palesemente l'interesse di pochi Alcuni. Ad esempio, come mai non sono ancora riusciti a mettere tasse sulle email? Forse proprio perche' non c'e' alcun "centro di controllo" che puo' deciderlo?!Evito poi di addentrarmi sulla questione "chi mettera' i soldi per qualcosa che non resta suo?"...discorso troppo pratico...
  • emmeesse scrive:
    Icata 89
    Dichiarazione finale dell'ICATA 89 Adottata il 4/8/89 "Noi, cittadini planetari e partecipanti alla FESTA GALATTICA DEGLI HACKERS e dell'ICATA 89 ad Amsterdam, abbiamo confrontato, durante tre giorni, le nostre idee, le nostre esperienze, le nostre speranze e rispettivi scopi per l'avvenire.Profondamente turbati dalla prospettiva di una tecnologia dell'informazione e degli attori economici e politici scatenati da essa, senza controllo democratico ne' partecipazione popolare efficace, noi abbiamo risoluto che: 1) Lo scambio libero e senza alcun ostacolo dell'informazione sia un elemento essenziale delle nostre libert... fondamentali e debba essere sostenuto in ogni circostanza. La tecnologia dell'informazione sia un elemento essenziale delle nostre liberta'fondamentali e debba essere sostenuto in ogni circostanza. La teconlogia dell'informazione deve essere a disposizione di tutti e nessuna considerazione di natura politica, economica o tecnica debba impedire l'esercizio di questo diritto. 2) Tutta intera la popolazione debba poter controllare, in ogni momento, i poteri del governo; la tecnologia dell'informazione deve allargare e non ridurre l'estensione di questo diritto. 3) L'informazione appartiene a tutto il mondo, essa e' prodotto per tutto il mondo. Gli informatici, scientifici e tecnici, sono al servizio di tutti noi. Non bisogna permettere loro di restare una casta di tecnocrati, privilegiati, senza che questi debbano rendere conto a nessuno del loro operato. 4) Il diritto all'informazione si unisce al diritto di scegliere il vettore di questa informazione. Nessun modello unico di informatizzazione deve essere imposto a un individuo o auna nazione qualsiasi. In particolare, bisogna resistere alla pressione esercitata dalle tecnologie "avanzate" ma non ancora convenienti. Al loro posto, bisogna sviluppare dei metodi e degli equippagiamenti che permettano una migliore convivialita', a prezzi e domanda ridotti. 5) La nostra preoccupazione piu' forte e' la protezione delle liberta' fondamentali; noi quindi domandiamo che nessuna informazione di natura privata sia stockata, ne' ricercata tramite mezzi elettronici senza accordo esplicito da parte della personainteressata. Il nostro obiettivo e' di rendere liberamente accessibile i dati pubblici, proteggere senza incertezze i dati privati. Bisogna sviluppare delle norme in questo senso, insieme agli organismi e alle persone interessate. 6) Ogni informazione non consensuale deve essere bandita dal campo dell'informatica. Sia i dati che le reti devono avere liberta' d'accesso. La repressione dei pirati deve divenire senza fondamento alla maniera dei servizi segreti. Parallelamente domandiamo che tutte le legislazioni, in progetto o gia' in applicazione, rivolte contro tutti i pirati e che non perseguono scopi criminali o commerciali, siano ritirati immediatamente. 7) L'informatica non deve essere utilizzata dai governi e dalle grandi imprese per controllare e opprimere tutto il mondo. Al contrario, deve essere utilizzata come puro strumento di emancipazione e di progresso, di formazione e di piacere. Al contempo, l'influenza delle istituzioni militari sull'informatica e la scienza in generale deve cessare. Bisogna che sia riconosciuto il diritto d'avere delle connessioni senza alcuna restrizione in tutte le reti e servizi internazionali di comunicazione di dati, senza interventi e controlli di qualsiasi sorta. Bisogna stabilire dei tetti di spesa, per paese, per avere accesso a questi vettori di comunicazione di dati pubblici e privati. Si deve facilitare quei paesi senza una buona infrastruttura di telecomunicazione e la loro partecipazione nella struttura mondiale. Noi ci indirizziamo agli utilizzatori progressisti di tecnologie di informazione nel mondo affinche' socializzino le loro conoscenze e specializzazioni in questo campo con delle organizzazioni di base, al fine di rendere possibile uno scambio internazionale e interdisciplinare di idee e informazioni tramite delle reti internazionali. 8) Ogni informazione e al contempo deformazione. Il diritto all'informazione e al contempo inseparabilmente legato al diritto alla deformazione, che appartiene a tutto il mondo. Piu' si produce informazione, e piu' si crea un caos di informazione sfociante sempre piu' in rumore. La distruzione dell'informazione come del resto la sua produzione, e' il diritto inalienabile di ognuno. 9) Bisognerebbe sovvertire i canali regolamentari e convenzionali dell'informazione grazie a dei detournaments e dei cambiamenti surrealisti degli avvenimenti, al fine di produrre del caos, del rumore, dello spreco i quali, a loro volta, saranno considerati come portatori di informazione. 10) La liberta' di stampa deve applicarsi anche alle pubblicazioni tecno-anarchiche, che appaiono in giro, per reclamare la liberazione dei popoli, la fine delle tirannie della macchine e del sistema sugli uomini.
  • emmeesse scrive:
    Dichiarazione di indipendenza
    DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA DEL CYBERSPAZIO by John Perry Barlow In Italian Crackdown, Apogeo, 1999Il virus della libertàGoverni del mondo industrializzato, altezzosi giganti di carne e acciaio, io vengo dal Cyberspazio, nuova casa della Mente. A nome del futuro, vi chiedo di lasciarci in pace. Non siete i benvenuti tra noi. Non avete alcuna sovranità nel luogo dove ci riuniamo. Noi non abbiamo eletto alcun governo né lo faremo, quindi mi rivolgo a voi con la sola autorità con cui parla sempre la libertà. Io dichiaro lo spazio sociale globale che stiamo costruendo come naturalmente indipendente dalle tirannie che vorreste imporci. Voi non avete il diritto morale di governarci né possedete strumenti repressivi in grado di farci davvero paura. Ogni Governo basa il proprio potere sul consenso dei governati. Voi non avete sollecitato né ricevuto il nostro. Non vi abbiamo invitato. Non ci conoscete, né conoscete il nostro mondo. Il Cyberspazio non rien-tra nei vostri confini. Non crediate di poterlo costruire, perché è un progetto pubblico. Non ce la farete. È un prodotto della natura e cresce da solo tramite le nostre azioni collettive. Non avete mai partecipato alle nostre conversazioni e raduni, né avete creato la ricchezza dei nostri mercati. Non sapete nulla della nostra cultura, della nostra morale o dei codici non scritti che già dan-no alla nostra società più ordine di quanto possa mai ottenersi con le vostre imposizioni. Sostenete che tra noi esistono dei problemi che voi dovete risolvere. State usando questa scusa per invadere i nostri territori. Molti di tali problemi neanche esistono. Dove ci sono veri conflitti e comportamenti errati li isoleremo e risolveremo a modo nostro. Stiamo dando vita al nostro Contratto Sociale. Un accordo che nascerà secondo le regole del nostro mondo, non secondo le vostre. Il nostro è un mondo diverso.Il Cyberspazio consiste di transazioni, relazioni e pensieri, sistemati come unalta marea nella ragnatela della comunicazione. Il no-stro mondo è ovunque e da nessuna parte, ma non si trova là dove vivono i corpi. Stiamo creando un mondo dove tutti possano entrare senza privilegi o pregiudizi assegnati da razza, potere economico, grado militare o luogo di nascita. Stiamo creando un mondo dove chiunque possa esprimere in qualsiasi luogo il proprio pensiero, non importa quanto strano, senza paura dessere forzato al silenzio o al conformismo. I vostri concetti legali di proprietà, espressione, identità, movimento e contesto non possono essere applicati a noi. Questi concetti si fondano sulla materia, e qui la materia non esiste. Le nostre identità non hanno corpi, quindi, al contrario di voi, non possiamo accettare ordini imposti con la forza fisica. Crediamo che il nostro autogoverno nascerà a partire da codici di comportamen-to etico, illuminato auto-interesse e condivisione del bene comune. Confidiamo nella nostra capacità di costruire le nostre soluzioni personali a partire da queste basi, e non possiamo accettare le soluzioni che state tentando di imporci. [...]Nel nostro mondo ogni sentimento ed espressione dumanità, dal degradante allangelico, fanno parte di un tuttuno indefinito, la conversazione globale dei bit. Non è possibile separare laria che soffoca da quella su cui batte lala in volo. In Cina, Germania, Francia, Russia, Singapore, Italia e Stati Uniti, state cercando di isolare il virus della libertà mettendo sentinelle alle Frontiere del Cyberspazio. Forse il contagio sarà evitato per un breve periodo, ma non potrà funzionare in un mondo che verrà presto inondato dai media al ritmo dei bit. Le vostre strutture dellinformazione, sempre più obso-lete, tenteranno di perpetuarsi proponendo nuove leggi, in America e in tutto il mondo, per affermare di possedere la parola stessa. Queste leggi definiranno le idee come un altro prodotto industriale, non più nobili del volgare ferro. Nel nostro mondo, qualunque cosa creata dalla mente umana può essere riprodotta e distribuita allinfinito senza alcun costo. La trasmissione globale del pensiero non richiede più lappoggio delle vostre fabbriche. Queste misure ostili e coloniali ci pongono nella medesima posizione di quegli amanti della libertà e dellautodeterminazione che in altri tempi sono stati costretti a non riconoscere lautorità di poteri distanti e disinfor-mati. Abbiamo il dovere di dichiarare le nostre identità virtuali immuni al vostro potere, anche se dovessimo continuare a rispettare le vostre leggi con i nostri corpi. Ci sparpaglieremo su tutto il Pianeta in modo che nessuno possa arrestare il nostro pensiero. Noi creeremo la civiltà della Mente nel Cyberspazio. Che possa essere più umana e giusta del mondo fatto dai nostri governi.John Perry BarlowDavos, Svizzera - 8 febbraio 1996
    • Lory scrive:
      Re: Dichiarazione di indipendenza
      - Scritto da: emmeesse
      DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA DEL CYBERSPAZIO by
      John Perry Barlow In Italian Crackdown, Apogeo,
      1999

      Il virus della libertà

      Governi del mondo industrializzato, altezzosi
      giganti di carne e acciaio, io vengo dal
      Noi creeremo la civiltà della
      Mente nel Cyberspazio. Che possa essere più umana
      e giusta del mondo fatto dai nostri
      governi."E per renderla piu' umana useremo il copia e incolla per duplicare questa dichiarazione anzicche' commentare con parole proprie..."
      • emmeesse scrive:
        Re: Dichiarazione di indipendenza
        si chiama "citazione"... Ho usato due documenti fondanti della cultura di rete per ricordare che l'idea di Bottoni e' connaturata alla visione della rete sin dal lontano 1996.Ora ti faccio un giochino piu' complesso... Ti cito altri due brani, senza indicare autore e fonte. Vediamo se li riconosci"Vennero dalla Terra i raffinati, gli esigenti, i sofistici.Vennero in gite e vacanze, in viaggetti di piacere, per comperare carabattole locali, far delle fotografie, conoscere l' "atmosfera", vennero a studiare e applicare leggi sociali; vennero con decorazioni, distintivi, norme e regolamenti, portando seco un pò di quegli incartamenti burocratici, le cui fettucce rosse avevano finito per spargersi su tutta la Terra come una selva di erbacce venute chi sa di dove e ora le si lasciava diffondersi anche su Marte, ovunque potessero metter radici.Cominciarono a pianificare la vita e le letture della gente; cominciarono a disciplinare e a trattar male proprio quegli uomini ch' erano emigrati su Marte per non essere più disciplinati, irreggimentati e trattati a spintoni.Ed era inevitabile che alcuni di questi rispondessero con altrettanti urtoni..."e..."E gli uomini della Terra vennero su Marte.Vennero perchè avevano paura, o perchè non l' avevano,perchè felici, o infelici, perchè erano come i Padri Pellegrini che avevano fondato le colonie americane, o perchè non erano come i Padri Pellegrini. Ognuno aveva avuto le sue buone ragioni per venire su Marte. Cattive mogli da abbandonare, lavori ingrati, città inospiti; ed essi vennero su Marte per trovare qualcosa, o lasciare qualcosa, o ottenere qualcosa, o seppellire qualcosa, o lasciare una volta per tutte in pace qualcosa. Venivano con piccoli sogni, o sogni immensi, o niente sogni del tutto. Ma un dito governativo vi si appuntava contro, in molte città, da un cartellone stampato a quattro colori:C'E' LAVORO PER TE VIENI NEL COSMO: VIENI SU MARTE! e gli uomini avevano cominciato a mettersi in fila, qualche diecina, in principio, quaranta o cinquanta al massimo, perchè gli uomini nella stragrande maggioranza sentivano quell' immenso malessere nel petto ancora prima che il razzo si lanciasse in una serie assordante di scoppi nello spazio. E quel male si chiamava "la solitudine", perchè quando vedevi la tua città natia rimpicciolirsi come il tuo pugno, e poi raggrinzirsi fino a non essere più grossa di un limone e finalmente, ridotta ad una capocchia di spillo, svanire nella scia di fuoco del razzo, ti sentivi come se non fossi mai nato, e non ci fosse nessuna cittadina natia nell' infinito, ti sentivi nel nulla, con tutto quello spazio intorno a te e niente di familiare, soltanto un pugno di altri uomini sconosciuti. E quando l' Illinois, lo Iowa, il Missuori, o il Montana svanivano nell' oceano di vapori, e ancor di più, quando tutti gli Stati Uniti si riducevano ad un' isoletta nebbiosa e l' intero globo della Terra diveniva una palla di baseball fangosa, scagliata nello spazio, allora tu eri veramente solo, vagabondo nelle praterie dello spazio, in viaggio per un luogo che non potevi nemmeno immaginare.Così non c' è da stupirsi che i primi coloni su Marte furono pochi. Il numero poi si accrebbe di continuo proporzionalmente al numero di uomini già presenti su Marte. C' era una certa consolazione nel sentirsi sempre più numerosi. Ma i primi Solitari dovettero starsene da sè, ognuno per conto suo... "ciao
        • Lory scrive:
          Re: Dichiarazione di indipendenza
          - Scritto da: emmeesse
          si chiama "citazione"...E la mia si chiama critica.
          Ora ti faccio un giochino piu' complesso...Allora e' come pensavo, stavi giocando.Continua pure, copia e incolla quanto vuoi, visto che ti piace tanto. Chi non scrive almeno cita, mi pare molto bello.
  • pippo scrive:
    parole al vento
    Hai la minima idea di come funziona e si regge in piedi internet? perchè se forse tu la avessi, ci penseresti bene dal dire simili baggianate. Mi sembra proprio che la tua idea sia di portare sempre più politica dentro internet. Mi spiace, ma chi la ha creata non la voleva così. E se domani dovesse succedere, credo che chi la ha creata starebbe poco a distruggerla, piuttosto che vederla snaturata in una brodaglia di dialettica.
  • Riccardo Monferrato scrive:
    Da discutere...
    Ma.........non si può dire che non è una brutta idea.....però, si parla di avanzamento tecnologico?Bene, che avanzamento sia.........nuovi mezzi tecnologicamente avanzati, con vecchi metodi non vanno d'accordo.C'è da fare una premessa.....quanto è vasto e eterogeneo il popolo della rete?? se dovessimo realmnte creare un Governo vecchio stile (ovvero stile contemporaneo) saremmo fritti.....la campagana elettorale quanto sarebbe lunga?In più c'è da dire che la rete è talmente ampia che secondo me è un mondo paralello, (Second Life insegna...)Siamo in un periodo di transizione, dobbiamo prendere coscienza della potenzialità della rete, iniziare a utilizzare la rete come interfaccia di dialogo tra i cittadini e il proprio comune, basta programmi rispettati o meno.......i cittadini votano il sindaco e attraverso la rete lo controllano e lo aiutano nel suo operato abbattendo così giochi di potere.La tecnologia deve portare a un miglioramento della qualità della vita reale, non la creazione di un mondo parallelo con quasi gli stessi problemi.....Io la vedo in grande...........mooloto in grande...CiaoRiky
    • Lory scrive:
      Re: Da discutere...
      - Scritto da: Riccardo Monferrato
      Ma.........non si può dire che non è una brutta
      idea.....però, si parla di avanzamento
      tecnologico?
      Bene, che avanzamento sia.........nuovi mezzi
      tecnologicamente avanzati, con vecchi metodi non
      vanno
      d'accordo.
      C'è da fare una premessa.....quanto è vasto e
      eterogeneo il popolo della rete??Talmente tanto eterogeneo che comprende anche i politici di cui ci si vuole liberare.
      se dovessimo
      realmnte creare un Governo vecchio stile (ovvero
      stile contemporaneo) saremmo fritti.....la
      campagana elettorale quanto sarebbe lunga?E pensa la fila ai seggi...
      Siamo in un periodo di transizioneCome sempre, da quando abbiamo scoperto l'agricoltura e cominciato a fare strade.
      dobbiamo
      prendere coscienza della potenzialità della rete,Lo stiamo facendo.
      iniziare a utilizzare la rete come interfaccia di
      dialogo tra i cittadini e il proprio comune,Noi lo facciamo, e' il comune che non risponde, figurati che a malapena rispondono al telefono (non rispondono AL TELEFONO, ti rendi conto?).
      basta programmi rispettati o meno.......Ecco, basta.
      i cittadini votano il sindaco e attraverso la rete
      lo controllano e lo aiutano nel suo operato
      abbattendo così giochi di potere.Perche' invece non lo aiutiamo anche a vestirsi da supereroe e attravero la rete lo spingiamo a combattere il male volando alto nel cielo?
      La tecnologia deve portare a un miglioramento
      della qualità della vita reale, non la creazione
      di un mondo parallelo con quasi gli stessi
      problemi.....Dato che Internet e' l'edicola del mondo, ci trovi ovviamente la societa' umana e i suoi problemi. E' un mezzo di comunicazione, non una medicina. Vedi il telefono, ha cambiato la societa', ma non ha migliorato i nostri uffici comunali.
      Io la vedo in grande...........mooloto in
      grande...Io invece sto con i piedi per terra: per aiutare il sindaco, vado alle sedute di consiglio del comune.E tu? Ti aspetti di votare su internet il tuo netrappresentante? Alla meglio, dato lo scarso numero di persone collegate in internet rispetto ad alri paesi, gli italiani possono sperare di ottenere un rappresentante, e se va male esce fuori che e' come Volonte'. e poi queti che fa? Ci sarebbe una bella alleanza tra i francotedeschi e i cinesi a sbarrare i voti di americani e giapponesi, mentre i russi fanno la corte ai rappresentanti brasiliani e indiani per far passare un emendamento contro i server degli ucraini, mentre turchi polacchi e irlandesi litigano se citare dio nella carta dei diritti del netcitizen.
  • paoloholzl scrive:
    Sono assolutamente daccordo ma ...
    Chi mi conosce sa quanto io mi scagli quotidianamente contro ogni forma di filtraggio dei contenuti da parte di legislazioni nazionali.Ritengo tuttavia che avere una autorità sovranazionale (ONU?) che sovraintenda alla rete basandosi su una 'costituzione' tolga ogni alibi a Cina e altri stati (e per altri aspetti anche l'Italia), che nel nome della 'salvaguardia dai pericoli della rete', attuano politiche spesso liberticide e censorie.La rete non deve essere sotto il controllo di pochi perché tale controllo è strategicamente troppo importante.Avete dei dubbi? Dove risiedono i principali DNS? (e se di colpo sparissero?), chi gestisce la stragrande maggioranza dei domini?Insomma la rete deve essere più neutra, deve esserci un governo sovranazionale SENZA deleghe a legislazioni nazionali.Fatto in questi termini sono assolutamente d'accordo con Alessandro.Se deve essere fatto parzialmente con deroghe o rimandi alle legislazioni nazionali meglio l'anarchia.
    • Pico Faraday scrive:
      Re: Sono assolutamente daccordo ma ...
      - Scritto da: paoloholzl
      Chi mi conosce sa quanto io mi scagli
      quotidianamente contro ogni forma di filtraggio
      dei contenuti da parte di legislazioni
      nazionali. Ok.
      Ritengo tuttavia che avere una autorità
      sovranazionale (ONU?) che sovraintenda alla rete
      basandosi su una 'costituzione' tolga ogni alibi
      a Cina e altri stati (e per altri aspetti anche
      l'Italia), che nel nome della 'salvaguardia dai
      pericoli della rete', attuano politiche spesso
      liberticide e
      censorie.Se è per questo l'onu è anche contro le violazioni dei diritti umani, ma guarda caso se queste vengono messe in atto da nazioni economicamente potenti (cina) di occhi ne chiude non uno ma tutti e due e pure le orecchie.
      La rete non deve essere sotto il controllo di
      pochi perché tale controllo è strategicamente
      troppo
      importante.

      Avete dei dubbi? Dove risiedono i principali DNS?
      (e se di colpo sparissero?), chi gestisce la
      stragrande maggioranza dei
      domini?

      Insomma la rete deve essere più neutra, deve
      esserci un governo sovranazionale SENZA deleghe a
      legislazioni
      nazionali.I governi sovranazionali hanno già dimostrato di poter fare sfracelli enormi (un esempio è l'UE: un "consiglio" formato da una ventina di persone NON ELETTE che di fatto emana le direttive, mentre il parlamento eletto può praticamente solo dire si o no) e da questo in particolare ne risulterebbe che max 200 persone emanerebbero a cuor leggero leggi che regolano la vita di MILIARDI di persone, con tutto quello che può comportare. Comunque, se tale governo non venisse riconosciuto dal Paese in cui vivi, i casi sono due: o questo paese è estromesso dalla rete (!!!) oppure i suoi cittadini restano soggetti alle leggi nazionali, qualunque esse siano.
      Se deve essere fatto parzialmente con deroghe o
      rimandi alle legislazioni nazionali meglio
      l'anarchia.Tu presumi che il "governissimo" sia formato da brave persone che la pensino come te e me: copyright di durata ragionevole, fair use, niente brevetti su software e idee astratte (nullware? friedairware?), piena libertà di espressione senza filtri o censure, responsabilità civile e penale dei reati (creazione di malware, pedofilia, terrorismo...) unicamente in capo a chi li commette (e non alla rete stessa), neutralità del mezzo tecnico, libero uso della crittografia, divieto di intercettazioni senza mandato, data retention limitata a tempi il più brevi possibile (meglio se zero), ecc.Ma se nel consiglio, dopo una prima cerchia di "buoni" riuscissero ad entrare personaggi corrotti? sai cosa si rischia?
      • paoloholzl scrive:
        Re: Sono assolutamente daccordo ma ...
        Posizioni contrapposte portano inevitabilmente a dei compromessi tra gli estremi, sono fondamentalmente un ottimista e penso che se anche ci saranno 'infiltrati' corrotti la maggioranza non lo sarà e nel tempo le soluzioni più corrette emergeranno.
  • aghost scrive:
    Un'altra Authority? Pietade!
    In teoria tutto bello ma ci si chiede come saranno "democraticamente eletti" i componeneti di questa fantomatica authority. Voi vedere che alla fine ci troviamo dentro i fioroni o i frattini di turno?Gli organismi sovranazionali sono una pia illusione, e l'ONU è li' a dimostrarlo. La democrazia stessa è un'illusione, tutti i governi stanno al potere per precisi interessi. Se mai esisterà l'authority vagheggiata da Alcei, è molto dubbio che sarà per difendere gli utenti.http://www.aghost.wordpress.com/
  • PincoPallin o scrive:
    Alla ricerca di altre poltrone?
    Mi sembra una boiata bella e buona.Se ne può parlare per ore ma mi bastano due osservazioni per iniziare.1- La logistica e la parte hardware rimane comunque nei singoli territori nazionali ad uso e consumo di questi. Anche se internet avesse una governo questo non avrebbe alcun potere. 2- Adesso internet è certo un marasma che offre di tutto ma almeno c'è un sentore di libertà, nel momento in cui ci sarà un governo, sono sicuro che passerà poco che i membri di esso vengano unti dai "ricchi e potenti" per controllarlo e pilotarlo. Ne sono certo, è la natura umana.3- ad libitumIl primo pensiero (malizioso) che ho avuto leggendo questo articolo è che data la protesta montante nei confronti dei politici, essi si stiano organizzando per creare nuove poltrone su cui trasferirsi nel momento in cui verranno cacciati a calci nel sedere.
    • Lory scrive:
      Re: Alla ricerca di altre poltrone?
      - Scritto da: PincoPallin o
      Mi sembra una boiata bella e buona.
      Se ne può parlare per ore ma mi bastano due
      osservazioni per
      iniziare.
      1- La logistica e la parte hardware rimane
      comunque nei singoli territori nazionali ad uso e
      consumo di questi. Anche se internet avesse una
      governo questo non avrebbe alcun potere.Avrebbe il potere di scomparire, essere sottomesso, partecipare a grandi raduni di smanettoni e mantenere un sito pieno di dichiarazioni di principio.
      2- Adesso internet è certo un marasma che offre
      di tutto ma almeno c'è un sentore di libertà, nel
      momento in cui ci sarà un governo, sono sicuro
      che passerà poco che i membri di esso vengano
      unti dai "ricchi e potenti" per controllarlo e
      pilotarlo. Ne sono certo, è la natura
      umana.Ovvio.
      3- ad libitum

      Il primo pensiero (malizioso) che ho avuto
      leggendo questo articolo è che data la protesta
      montante nei confronti dei politici, essi si
      stiano organizzando per creare nuove poltrone su
      cui trasferirsi nel momento in cui verranno
      cacciati a calci nel
      sedere.Ti sbagli, queste proteste nascono effettivamente dal basso, poi vengono abbracciate dai politici furbi che salgono sul carro dei vincitori. Le proteste contro la politica troppo vecchia e lontana dalle esigenze dei cittadini non sono organizzate da vertci politici, per i quali l'immobilismo e' oro, ma sono i classici preludi al cambio generazionale.Poi ovviamente qualcuno dei vecchi si ricicla nei nuovi gruppi che si formano, ma in genere cose come movimenti politici, le grillate, le campagne, le raccolta firme ecc. sono la gioventu' politica e la gavetta dei futuri amministratori e governanti. Che una volta anziani e sistemati sulle poltrone, diventano come quelli che hanno scalzato, divengono potenti ed inamovibili, dopo essere arrivati in cima in nome del cambiamento.Comunque valga come considerazione a margine, nulla di tutto questo agitarsi, politico riguarda internet e la barzelletta su di un governo della rete.
    • mauro cancian scrive:
      Re: Alla ricerca di altre poltrone?
      Hai pensato che l'open source è gestito per la mggior parte da persone che non sono ripagate del loro lavoro?Lo stesso dovrebbe valere per un'amministrazione.
      • Lory scrive:
        Re: Alla ricerca di altre poltrone?
        - Scritto da: mauro cancian
        Hai pensato che l'open source è gestito per la
        mggior parte da persone che non sono ripagate del
        loro lavoro?
        Lo stesso dovrebbe valere per un'amministrazione.Hai pensato che non guadagnare dall open source e' una libera scelta? Per cui non DOVREBBE valere per un'amministrazione. Se deve valere, non e' piu' una libera scelta allora non e' piu' come l'open source. Fosse cosi', ci sarebbe qualcuno che sceglierebbe che altri debbano lavorare gratis. Si chiama schiavitu'.Comunque se l'idea ti entusiasma candidati per un lavoro di amministrazione e poi ti neghiamo lo stipendio.Dai tu il buon esempio. In fondo sei tu che trovi ragionevole l'idea, comincia.
      • Tobias scrive:
        Re: Alla ricerca di altre poltrone?
        - Scritto da: mauro cancian
        Hai pensato che l'open source è gestito per la
        mggior parte da persone che non sono ripagate del
        loro lavoro?
        Lo stesso dovrebbe valere per un'amministrazione.Chi scrive open source non si prende nessuna responsabilita' sugli effetti del suo software nel tuo PC.Chi amministra un bene pubblico invece e' caricato da responsabilita' penali e civili per ogni decisione che porta la sua firma.Direi che sono per questo non c'e' da argomentare ulteriormente la tua idea.
  • Lory scrive:
    Ottima idea!
    Siccome i governi ci pestano i calli, facciamone un noi1) non riconosciuto2) senza territorio3) popolato da cittadini di altri paesi che devono rispondere alle leggi dei luoghi dove risiedono4) senza esercito5) materialmente dipendente dalle risorse energetiche di altri governi6) senza risorse primarie7) senza giustizia8) senza voto sicuro9) al 90% dipendente della azienda privata Cisco System10) e che scompare durante i blackoutMi semba un idea assolutamente fantastica, anzi perfino profondamente intelligente.Attendiamo con ansia altre straordinarie buone proposte tipo colonizzare il sole o una corsa all'indietro intorno al mondo con un osso di pollo nel naso per far si che la spinta di tanti piedi (siamo tanti, facciamolo apere!) giri il pianeta nel verso contrario.
  • Eric Cartman scrive:
    Non sono d'accordo su niente
    Mi dispiace, ma ci sono molti motivi per cui un governo mondiale democratico ed indipendente della rete non può esistere:1) Questo governo dovrebbe essere riconosciuto dagli organismi internazionali (ONU in primis). Senza questo riconoscimento, la costituzione e le leggi promulgate dal governo di internet non hanno valore in nessuno stato. E anche se l'ONU riconoscesse Internet, o se tale "governo" nascesse in seno alle nazioni unite, queste non rappresentano la totalità dei Paesi, e comunque il riconoscimento dovrebbe arrivare anche dai singoli stati. E cosa accadrebbe ai Paesi che non riconoscono tale Organo Supremo? sarebbero buttati fuori dalla Rete? ne dubito.2) Se anche poi in un Paese che riconosce il "governo" si promulgassero leggi nazionali contrarie alla costituzione della rete, cosa succederebbe? ci sarebbero sanzioni? di che tipo? embargo dell'ecommerce? chiusura della rete in quel Paese? sanzioni economiche? caschi blu? guerra? E se lo stato violatore fosse uno potente tipo USA? 3) La costituzione: chi siederebbe al tavolo dell'assemblea costituente? sicuri che si tratti di "illuminati"? o più banalmente ogni Paese manderebbe il suo ministro di competenza (nel nostro caso Gentiloni!!), o il Primo Ministro (PRODI!!!!!), forse il Presidente (di certo gli inglesi non manderebbero la regina Elisabetta)? Questo dal lato politico. Da quello economico poi sarebbero sentiti i pareri dei diretti interessati (proprio quelle aziende che nelle idee dell'articolista avrebbero dovuto star fuori) o delle loro associazioni di categoRIAA; dal punto di vista sociale farebbero a pugni per entrare le associazioni anti-questo-e-quello che gridano "al lupo al lupo" per ogni cosa, e foooooooooooorse qualche fantomatica associazione degli utenti che, personalmente temo, sarebbe creata ad hoc dai governi di cui sopra per essere "quasi del tutto" d'accordo con la linea voluta dai soliti noti. Per finire ci vorrà un pannello tecnico che non potrà far altro che suggerire le soluzioni tecniche alle desideranze dei soggetti di cui sopra.4) Il voto: chi voterà? e come? Premesso che, come ho detto, è sempre possibile che un Paese possa fregarsene delle leggi di internet virtualmente senza rischiare sanzioni pesanti, quali saranno le modalità di voto, di elezione, di referendum? Chi deciderà cosa far votare e cosa promulgare e basta? Come si sceglieranno i candidati? Il problema di fondo è che la Rete è cresciuta senza la dovuta consapevolezza della stragrande maggioranza dei suoi utenti, i quali se ne fregano delle politiche sulla rete, e che applaudono a norme liberticide convinte che siano per il loro bene... E creare nuovi enti di governance non vedo come possa risolvere il problema.
    • paoloholzl scrive:
      Re: Non sono d'accordo su niente
      Hai delle ragioni a mio parere condivisibili.In ogni caso il mio atteggiamento in proposito è un po diverso, parto dal presupposto di accettare la logica di fondo, sposo l'idea di quella che forse è un 'utopia' che probabilmente noi non vedremo mai realizzata ma che serve a dare perlomeno la direzione verso cui incamminarsi.Ti rimando all'articolo che ho appena postato.Ciao
  • sdfgcvbdf scrive:
    provato col bromuro?
    come da oggetto
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