La fine di Ciro Eugenio Milani

Lo aveva annunciato in rete: il 20 luglio si sarebbe tolto la vita. Ma ha deciso di farla finita prima di quella data, nonostante la vicinanza telematica di molti
Lo aveva annunciato in rete: il 20 luglio si sarebbe tolto la vita. Ma ha deciso di farla finita prima di quella data, nonostante la vicinanza telematica di molti


Roma – Per gentile concessione dell’autore, pubblichiamo di seguito un articolo che descrive la scelta definitiva di un informatico che si è tolto la vita: un articolo che getta luce su una vicenda di cui in questi giorni si è parlato molto, spesso, forse, senza la dovuta comprensione della complessità e unicità delle umane vicende

“Riuscirà Internet a salvare una vita umana?” La risposta di Ciro Eugenio Milani, è stata: “no”. Ventisei anni, “mago” indiscusso del computer e alle spalle un amore finito tre primavere fa, si è buttato lunedì all’alba dal ponte di Paderno, un volo di settanta metri fin nell’Adda, dove alle 15.30 del giorno stesso lo hanno ripescato i sommozzatori dei vigili del fuoco e i carabinieri di Merate.

Originario di Oggiono (Lecco), dove ieri alle 17 in silenzio è stato sepolto, da mesi aveva creato un sito Internet per dire al mondo, con lo pseudonimo di Luca K., che il 20 luglio prossimo l’avrebbe fatta finita. Invece ha anticipato. Da tre anni abitava da solo a Lodi, all’8 di via Venezia, quartiere Martinetta, e lavorava in una società di hardware collegata a un grosso nome dell’informatica del Lodigiano.

Da alcune settimane si era licenziato per fare il consulente, una scelta comune a tanti specialisti dei computer. Lunedì mattina ha preso la Ford Fiesta della sorella, l’ha posteggiata vicino al ponte di ferro che collega le province di Lecco e di Bergamo, ha appoggiato una sedia al parapetto e, non visto da nessuno, si è buttato nel vuoto.

Prima di uscire di casa, però, aveva scritto ai colleghi di lavoro un’e-mail, suggerendo di leggere il sito che lui aveva creato. Qualcuno ha lanciato l’allarme, è stato ispezionato il suo monolocale di Lodi e sono stati trovati due bigliettini. Ma ormai era tardi. Il grido d’aiuto tecnologico di Ciro, che fino al giorno del suicidio, quando ha rivelato il suo vero nome, si celava dietro un “nickname”, era stato invece notato dal popolo della rete già alla fine di maggio. Il gestore di un grosso blog (i siti che pubblicano quanto scritto liberamente dagli utenti), “blogstars” su www.upcome.com , aveva scoperto le terribili parole dello sconosciuto e, nel dubbio che corrispondessero a una reale intenzione, subito aveva lanciato un appello al popolo di Internet, invitando tutti a scrivere a “Luca K.” sul suo sito primadipartire.weblog.us, su un server americano) e segnalando che presto quella persona avrebbe aperto anche una “chat”, un ulteriore sito nel quale ai messaggi dell’aspirante suicida si sarebbe potuto rispondere in tempo reale.

E in molti gli hanno scritto, su http://irclog.weblogs.us . Tema dominante: il chiodo fisso di farla finita. E in tanti, da tutta Italia, gli hanno scritto e ripetuto di non farlo, che non ne sarebbe valsa la pena per nessun motivo al mondo.

“Cos’ha di tanto brutto la tua vita?”, gli chiede un giovane. “Non mi piace, la trovo inutile, e sono troppo pigro per cambiarla”, la risposta del 26enne. “Abbiamo ricevuto anche noi quell’e-mail, non ci vogliamo credere – commentava ieri l’ultimo datore di lavoro di Milani -. Viene da pensare che avesse una doppia personalità. Nessuno ha mai sospettato che potesse meditare di togliersi la vita. Con i computer era molto in gamba, si stava costruendo un’ottima carriera. Ripensandoci, l’unica cosa strana è stata quando gli abbiamo chiesto dove sarebbe andato in vacanza. Ci ha risposto che non lo sapeva ancora. Ma a 26 anni i viaggi si programmano in mezz’ora. Sapevo che aveva anche delle amiche, ogni tanto si prendeva una settimana per accompagnare un’americana in giro per l’Italia”.

Alla Martinetta, ieri nessuno si era accorto che un ragazzo mancava all’appello. Un quartiere con tante situazioni difficili. Ma non quella di Ciro. Fino al dramma. Annunciato.

Carlo Catena

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13 07 2005
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