La Rete di Veltroni

A tre mesi dalle elezioni, un viaggio-intervista di Punto Informatico dietro le quinte del Web dei due principali leader politici italiani. Quali sono le tecnologie? Le strategie? E i costi? Le risposte dai diretti responsabili

Roma – Walter Veltroni. Segretario del Partito Democratico. Politico, romanziere, padre di due figlie. Questo, asetticamente, l’identikit del leader dell’opposizione e del centro sinistra italiano. Ma qual è l’immagine filtrata attraverso l’occhio elettronico dei suoi siti web istituzionali? Quali sono le strategie di comunicazione online del secondo partito italiano?
Per scoprirlo e conoscere anche gli aspetti tecnici, dopo il precedente speciale sul Presidente del consiglio Silvio Berlusconi, Punto Informatico ha ora incontrato Emanuele Fini , presidente di DOL , azienda responsabile dei principali progetti web del centro sinistra italiano. Fini è un giovane imprenditore, fondatore con Stefano Peppucci della stessa DOL, della piattaforma Il Cannocchiale e di altri progetti.

Punto Informatico: Fini, una domanda sulla strategia di comunicazione. Walter Veltroni, così come Silvio Berlusconi ma a differenza di quasi tutti gli esponenti politici internazionali, non ha un sito personale. I domini personali (walterveltroni.it…) non sono neppure utilizzati come redirect . Perché?
Emanuele Fini: Potrà sembrar curioso, ma il sito personale è solo una delle forme possibili per essere presenti in rete. Walter Veltroni, interessandosi del web e delle sue evoluzioni, ha preferito utilizzare il web in senso davvero personale. Dato che tutte le informazioni biografiche e gli interventi pubblici sono già facilmente reperibili ovunque, invece di realizzare un ulteriore sito vetrina, Veltroni utilizza personalmente alcuni sistemi di social network, come Facebook , su cui ha un fertile e informale rapporto diretto con amici e sostenitori.

PI: Cosa intende con “personalmente”? Il suo profilo su Facebook è gestito da lui? Intendo: fisicamente?
EF: Assolutamente sì. Ovviamente lo gestisce nei ritagli di tempo, a notte fonda o nelle pause occasionali ma con grande passione e interesse. Del resto sarebbe impossibile per dei collaboratori rispondere a vecchi compagni di scuola o ad amici. È previsto comunque un aiuto per le attività più ordinarie: moderazione in bacheca, segnalazioni, problemi, richieste più generali.

PI: Parliamo della presenza online del partito nel suo complesso. Il fulcro è www.partitodemocratico.it ? Qual è la sua struttura tecnica e progettuale?
EF: Il progetto di comunicazione online del Partito Democratico, denominato “Partito Democratico 2.0″, è stato elaborato a ottobre 2007. Consiste prima di tutto nella definizione di una visione di medio termine sulla presenza online. Il cosiddetto ” Web 2.0 ” è alla base della visione di questo piano: sono parte integrante del progetto tutti i principali sistemi di social network e aggregatori online. L’obiettivo è quello di costruire un ambiente aperto, partecipativo, in cui sia possibile cooperare e accorciare le distanze fra le persone e i luoghi in cui vengono elaborate e prese le decisioni che riguardano ognuno di noi.

PI: Sembrerebbe una bozza di e-democracy … E quali sono, sostanzialmente, i nodi centrali?
EF: Il progetto è molto articolato. È costituito da una mappa logica in cui ogni iniziativa online è legata a rete alle altre. Non c’è un centro di accesso unico, anche se per comodità molti utenti digitano l’indirizzo del sito. Fra gli altri nodi cruciali del progetto c’è l’esperimento Democratica TV : il primo progetto europeo strutturato di Internet Television di un partito politico, con palinsesto proprio, produzioni quotidiane e partecipazione degli utenti. Altro elemento centrale è il PDNetwork , una piattaforma di social networking con circa 30.000 iscritti. Basata sulla infrastruttura del Cannocchiale, è dedicata alla valorizzazione delle relazioni e dei contenuti generati dagli utenti, che arricchiscono quelli principali diventando parte integrante del piano editoriale. Inoltre, nel PDNetwork si può aprire in pochi passi un “blog PD” personalizzabile dall’utente. Completano il progetto alcuni blog ufficiali dedicati ai volontari e mediattivisti, ed iniziative speciali dedicate ai giovani e al giro dell'”Italia nuova”.

PI: Perdoni il cinismo, ma di tutta questa grande partecipazione “dal basso” agli alti vertici quanto arriva realmente? Quanto influenza, insomma, al di là delle parole e delle strategie di comunicazione?
EF: Basta citare l’esempio di Veltroni stesso che presidia il suo Facebook tutti i giorni per far capire che un cambiamento culturale è iniziato. Fassino legge tutti i giorni il suo blog. Se lo immaginerebbe?

PI: Sinceramente non troppo…
EF: È così. E chiede sovente consigli per gestire al meglio questi strumenti. Almeno per altri venti deputati seguiamo lo sviluppo e l’evoluzione del loro blog dal punto di vista consulenziale, ferma restando la loro autonomia nella gestione quotidiana. Questa vicinanza è certamente in grado di influenzare, come qualunque scambio diretto di opinioni e riflessioni, ma sarebbe del tutto prematuro e fuorviante parlare di Democrazia partecipata.

PI: Per capire la reale incisività di un progetto sono in ogni caso fondamentali i numeri. Ci indichi i dati statistici sul traffico. Ci sono variazioni significative in campagna elettorale?
EF: Il progetto integrato in tutte le sue componenti (sito, blog e social network), ha un pubblico complessivo di circa 80/100.000 utenti al giorno. Nei periodi caldi, come durante la campagna elettorale, il pubblico ha raggiunto punte di 280.000 utenti al giorno. Le pagine visitate sono in media 170.000/200.000 al giorno, con punte di 800.000 al giorno in campagna elettorale. Ma il dato che più ha sorpreso positivamente è quello di Democratica TV: negli ultimi giorni di campagna elettorale è stata seguita da quasi 100.000 persone al giorno con più di 160.000 video consultati quotidianamente, praticamente come un canale Sky di fascia media.

PI: Di quante persone a tempo pieno avete bisogno per portare avanti questi progetti?
EF: Il progetto ha un parte redazionale strutturata con 5 persone che nel corso dei prossimi mesi verrà consolidata con altre risorse. Il gruppo di lavoro è in realtà molto più vasto e ne coinvolge altre 10 almeno e l’intero team aziendale. Si tratta di un progetto che prevede molte professionalità e competenze, oltre a quelle imprescindibili di tipo redazionale.

PI: E la redazione con quale modalità e frequenza effettua gli aggiornamenti?
EF: Praticamente oraria. Segue sul campo tutti i principali temi dell’attualità politica, anticipando spesso quotidiani online ed altre testate giornalistiche. Una troupe dedicata produce quotidianamente servizi video che vanno ad arricchire le pubblicazioni. Gli articoli sono redatti secondo i criteri della scrittura per il Web e prevedono inoltre l’arricchimento con articoli correlati, video da Democratica TV e, soprattutto, la segnalazione di contributi prodotti dagli utenti nel PDNetwork.

PI: A questo proposito, chi si occupa della moderazione dei vari spazi aperti agli utenti? Quali sono i criteri di esclusione e cancellazione dei commenti?
EF: La gestione di centinaia di contributi al giorno comporta un notevole lavoro di moderazione. Non si tratta di semplici commenti, ma di veri e propri articoli sollecitati su specifici temi o redatti spontaneamente dagli utenti. Il sito non ha l’obiettivo di venire considerato una sfogatoio, piuttosto un laboratorio di pensiero positivo e propositivo. Per questo esiste una moderazione, a cura della redazione, che cerca di mantenere un timone delle conversazioni, dando ampio risalto ai dibattiti, anche aspri, che abbiano comunque attinenza coi temi trattati e il massimo rispetto degli interlocutori.

PI: Proprio alcuni degli utenti hanno criticato il sito web per il non rispetto delle direttive del W3C sul codice e della Legge Stanca sull’accessibilità. Cosa risponde in proposito?
EF: Il primo restyling del sito, il cui rilascio è previsto nei prossimi giorni, accoglie molti suggerimenti degli utenti e non ultimo corregge aspetti relativi all’accessibilità. Le direttive W3C erano in realtà già rispettate in larga misura, ma ci rendiamo conto che ogni miglioramento va comunque perseguito e può agevolare l’accesso ad altre fasce di utenti con difficoltà.

PI: Com’è coordinata la fase di stesura e pubblicazione dei contenuti rispetto alle direttive e alla linea politica del partito?
EF: Le attività di comunicazione online del Partito Democratico hanno un responsabile politico, Francesco Verducci , che svolge anche una funzione equivalente a quella del direttore di testata, con tutte le similitudini nelle attività quotidiane: riunioni di redazione, contatto costante con i dirigenti politici, scelta della linea editoriale e supervisione generale sulle attività redazionali. Il settore fa parte dell’area Comunicazione del PD guidata da Paolo Gentiloni , che ha una vivace conoscenza del settore e segue la pianificazione strategica delle attività. Dal nostro punto di vista, come azienda, il coordinamento del progetto è affidato al prezioso Marco Laudonio.

PI: Torniamo alla questione tecnica che prima abbiamo tralasciato. Qual è la tecnologia utilizzata per le piattaforme del progetto?
Varia. Prevalentemente dot Net, SQL Server e Macromedia Flash Server, con alcune applicazioni open source di supporto, tutto residente su web farm con sistemi storage HP e cluster server IBM. Non siamo comunque religiosamente legati a scelte tecnologiche, le consideriamo piuttosto un mezzo, meno importanti della visione strategica della presenza online.

PI: E quali sono stati, complessivamente, gli investimenti necessari per avviare questa presenza online? Può definirci anche i vari capitoli di spesa (CMS, blog, marketing…)?
EF: Quando si affronta la comunicazione online con un progetto così strutturato ci si pone nella condizione mentale di affrontare un miglioramento organizzativo, piuttosto che un’attività di propaganda. I costi di investimento, nell’ordine di circa 50 mila euro, sono relativi a progettazione e sviluppo dei cinque strumenti principali del network PD. Altrettante risorse sono state dedicate alla promozione online durante la campagna elettorale.

PI: Annualmente come sono ripartiti i costi?
EF: I costi annuali sono proporzionati alle molte risorse necessarie a curare il progetto giorno dopo giorno, circa 15 persone ad oggi fra redazione e sviluppo. Conoscendo il costo del lavoro, è facile tirar le somme. Sono però cifre destinate prevalentemente alle risorse umane, ovvero: professionalità, competenze redazionali, organizzative e specialistiche. Se intesi come investimenti in propaganda, sembrano cifre importanti. Se li si considera per quello che davvero comportano come impatto nelle attività del Partito, sono invece un proficuo modo di migliorare l’organizzazione stessa e la circolazione delle informazioni. Ad esempio, col progetto PDnetwork 300 sedi territoriali hanno già attivato in pochi mesi una presenza online a costo zero. Il pubblico complessivo, a detta di osservatori terzi, è stato inoltre del 300% più alto dell’area politica concorrente. Questo ha garantito anche un discreto ritorno in termini di raccolta fondi.

PI: Immagino comunque, soprattutto per questioni culturali, distante dalle cifre raccolte nelle campagne statunitensi…
EF: Ovviamente. Intanto l’attività di sostegno dei partiti in Italia è attenuata dall’opinione pubblica che ritiene il finanziamento pubblico ai partiti un sostegno già sufficiente. Come dice, inoltre, si tratta di realtà differenti per dimensioni e cultura.

PI: E per il futuro? Quali sono le novità e i progetti online del PD e del suo leader?
EF: Per l’autunno è previsto un consolidamento importante dei progetti di comunicazione online, per un partito che affronta una fase di costruzione importante dal punto di vista organizzativo, culturale, territoriale. Una rete extranet e strumenti di comunicazione integrati saranno i nodi della prossima fase.

PI: Veniamo al suo ruolo. Qual è il percorso che ha portato un’azienda ad occuparsi dei progetti di Veltroni e del principale partito del centro sinistra italiano?
EF: DOL è un’azienda privata, nata nel 1990. Seguiamo dal 1998 la comunicazione politica e istituzionale online, perché iniziava allora un forte interesse di questi settori per forme di comunicazione innovative che altrove, Stati Uniti in particolare, erano già note e utilizzate da tempo. Abbiamo scelto un settore di nicchia e lo abbiamo curato impostando l’azienda come un partner di comunicazione e innovazione online. Abbiamo seguito negli anni progetti per il governo italiano, ministeri, pubbliche amministrazioni e partiti politici, maturando una esperienza apprezzata da molti leader e figure pubbliche. Per questo Walter Veltroni, già conosciuto ai tempi in cui era segretario dei DS, appena eletto segretario PD si è rivolto a noi per impostare un progetto innovativo per un partito, appunto, nuovo.

PI: Un’ultima domanda di prospettiva. Secondo l’Istat, l’Italia ha una delle popolazioni europee più arretrate per quanto riguarda la penetrazione di internet. Realisticamente, quanta influenza crede abbia oggi il web e in particolare il tanto citato web 2.0 sulle campagne elettorali e sulla comunicazione politica italiana?
EF: Le campagne elettorali sono una palestra di sperimentazione che vede affannarsi tutti i soggetti politici alla strenua ricerca di consenso in un mondo che ha effettivamente regole molto diverse da quelle dell’informazione tradizionale. Prima di quest’anno, il Web è stato utilizzato come un mega manifesto elettronico: una corsa a gridare più forte possibile avendo cura di tenere le orecchie ben chiuse. Non so quanta influenza potranno avere invece le regole del Web partecipato sulla politica. Certo è che vi sono timidi approcci, che segnalano gli sforzi della politica per imparare ad ascoltare. Non mancano casi di successo e positiva assuefazione. Esperienze in ogni caso utili, in cui i temi e i contrappunti degli utenti costringono a parlare dello specifico e non sempre per massimi sistemi. Credo che questa apertura alla partecipazione sia la strada giusta: un contrappeso alle devianze della comunicazione di massa, per definizione finalizzata alla generica semplificazione dei messaggi.

A cura di Luca Spinelli

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  • UGO RISTORI scrive:
    BECCHI E STAMBECCHI
    Mi sono chiesto come si chiama la femmina dello stambecco, stambecca? Mi fa un po' ridere, sembrano animali poco fedeli, che si cornificano a vicenda. D'altra parte le loro belle cornette le hanno.
  • sono sempreio scrive:
    STAMBECCHI?
    MA.....scusate che tipo di stambecchi?
  • plauri scrive:
    Wi-pie gratis
    i commenti lasciati nei post precedenti sono eloquenti...Perchè poi un "metropolitano", che già paga la sua connessione in città, nel caso passi un weekend nelle valli, sulle nevi o in altro posto, una volta eliminato il "digital divide" (ma quando?) deve continuare a pagare? Il Wi-pie è un servizio pubblico realizzato con i soldi dei contribuenti? Mettetelo a disposizione gratis o quasi!
  • DarkEntries scrive:
    Stambecchi si, Bosio (Al) no?
    C'è una marea di posti, in cui manca l'ADSL, ad esempio Bosio (AL) non ha nè ADSL nè UMTSMi pare che wi-pie faccia poco e se gli scrivi loro non sanno nulla di nulla
    • marioonline scrive:
      Re: Stambecchi si, Bosio (Al) no?
      esattamente, io sto a Olcenengo, 7 KM da Vercelli, che tra l'altro mi faccio ogni mattina per andare in ufficio dove ho ADSL :( speriamo in Eolo ... :)
      • un vercellese scrive:
        Re: Stambecchi si, Bosio (Al) no?
        eh lo so, io sono di vercelli e ne vedo di tutte i colori da parte di telecom(che è l'unica che in pratica può metter mano ai vari cavi, cavetti, cavoni che servono come base)
    • Davide scrive:
      Re: Stambecchi si, Bosio (Al) no?
      A breve potresti essere coperto da Eolo, (www.ngi.it/eolo) io sono di un paesino della prov di novara che è coperto; il servizio è addirittura migliore (a mio parere) di quello offerto su adsl (e ti libereresti, volendo, anche dall'oddiato canone telecom.purtroppo la regione piemonte con il progetto wi-pie non finanzia i 2 operatori (www.ngi.it e www.bbbell.it) che stanno cercando di ridurre il digitaldivide ma continua a fare progetti ambiziosi sulla carta che alla fine non si concretizzano. qualche mese fa, appena attivato il servizio con ngi, avevo scritto alla regione segnalando che sarebbe stato utile comunicare che ngi copre l'intera provincia di verbania praticamente (valli comprese) e buona parte di quella di novara (e ora anche biella e stà iniziando a coprire vercelli e alessandria) ma purtroppo la regione ha semplicemente risposto con un "certo va bene ma noi facciamo per la nostra strada e non ci interessa".
    • Riks scrive:
      Re: Stambecchi si, Bosio (Al) no?
      Come pure in Val Borbera.......
  • marioonline scrive:
    banda a chi lavora invece che a stambecc
    Molto interessante e d'impatto vedere un bel rifugio connesso però perchè prima di tutto ciò, la regione Piemonte non si adopra a fornire connettività alle zone non ancora coperte pur essendo in pianura e a pochi kilometri da capoluoghi di provincia?
  • pampa scrive:
    wi-pie ente inutile anzi dannoso
    Ormai sono anni che seguo wi-pie. Anche se sul sito si trovano notizie solo dal 2007, wi-pie è attivo da molto prima, almeno dal 2005. Hanno tolto tutti i riferimenti agli anni precedenti; forse perché si riferivano a piani disattesi, come quelli in cui avevano previsto di portare la banda larga nel sud Astigiano lungo le linee della ferrovia. Questo ente nato per portare la banda larga in Piemonte alla fine si è limitato a fare un accordo con Telecom Italia per la copertura con le linee "Anti digital divide" a 640K e a dichiarare che la maggior parte dei comuni del Piemonte è coperto.http://www.wi-pie.org/programma/dwd/accordo_reg2.pdfIgnoranza o malafede?Mi rendo conto che rispetto a chi non ha l'ADSL io che vivo in campagna e ho una linea che a volte sfiora i 200KBPS sono fortunato.http://promos.mcafee.com/speedometer/test_0150.aspPerò mi viene il sospetto che questo tipo di linea la Telecom dalle mie parti l'avrebbe portata lo stesso anche senza il wi-pie. Però nessuno avrebbe speso dei soldi in più e soprattutto ora non strombazzerebbe in giro che ora sono coperto dalla banda larga
  • Casa InCitta scrive:
    Buffoni
    Agli stambecchi sì, alle persone che abitano _in_ _città_ no!Sto ancora aspettando, ma non sono per nulla fiducioso.
    • Jack scrive:
      Re: Buffoni
      Esatto. Abbiamo i caprioli wireless, ma qui in provincia di Novara io sto ancora usando l'ISDN!
      • pippo75 scrive:
        Re: Buffoni
        - Scritto da: Jack
        Esatto. Abbiamo i caprioli wireless, ma qui in
        provincia di Novara io sto ancora usando
        l'ISDN!Parlavo con gente che per avere la linea telefonica ha dovuto aspettare che qualcun'altro liberasse il posto ( avevano finito i numeri :) )E questo tizio il telefono doveva usarlo per lavoro.
    • Dolcino scrive:
      Re: Buffoni
      nel monferrato ci sono ancora decine di paesi che ancora non vengono serviti dall'adsl e questi ### vogliono portare la banda larga... lasciamo perdere và che mi sento preso per i fondelli
      • Angeluzzo Incazzato scrive:
        Re: Buffoni
        Qui siamo a Bosconero, a due passi da Ivrea (capitale della telefonia). Siamo circondati dall'ADSL (San Benigno, Rivarolo, Foglizzo, Lombardore) ma a noi ci hanno dimenticato. Era in previsione che entro il secondo semestre del 2008 sarebbe arrivata anche qui ma stiamo ancora aspettando buone nuove. Intanto sto pensando seriamente di trasferirmi in Africa, almeno nella repubblica delle banane l'ADSL ce l'hanno.
  • angieale scrive:
    sono contento
    ... perche io abito a 12 km da Torino, e non ho ADSL, nè UMTS, nè copertura segnale TV digitale terrestre (quest'ultima, speriamo non arrivi mai :-) )Dico, sono contento per gli stambecchi. Ma a me suona come una presa per i fondelli per gli abitanti dei nostri comuni collinari (neanche "montani"). Voi che ne pensate?
    • Castoro scrive:
      Re: sono contento
      Nel mio comune nel cuneese ci sono 2 comprensori sciistici, terme, alberghi, industrie. L'adsl (ovviamente solo grazie al progetto ADD - 640kbps) c'è solo in una frazione e non nel capoluogo, grazie al quale risultiamo in "copertura minima" sul sito wi-pie e quindi non c'è previsione di copertura a breve. La copertura UMTS è inesistente.Però è notizia di alcuni giorni fa che avremo un rifugio alpino coperto da banda larga...Senza senso. Rosiko come un castoro -_-"(magari dopo gli stambecchi toccasse ai castori...)
    • giancarlo scrive:
      Re: sono contento
      Io abito a 30 km da Torino, piena pianura, però ho la sfi.. di abitare in campagna. Risultato: ufficialmente coperto da ADSL, in reltà non funziona, neanche dopo molteplici segnalazioni. UMTS di Tre presente, ma funziona con frequenti interruzioni. UMTS di Tim ancora peggio ...Questa gente ci prende solo in giro ...
      • gomez scrive:
        Re: sono contento
        - Scritto da: giancarlo
        Io abito a 30 km da Torino, piena pianura, però
        ho la sfi.. di abitare in campagna. Risultato:
        ufficialmente coperto da ADSL, in reltà non
        funziona, neanche dopo molteplici segnalazioni.
        UMTS di Tre presente, ma funziona con frequenti
        interruzioni. UMTS di Tim ancora peggio
        ...
        Questa gente ci prende solo in giro ...stessa situazione, 30 Km da Torino, collina, e' gia' tanto se ci arriva il doppino telefonico a 56k teorici (32k reali se va bene, ma di solito casca la linea dopo 6-7 minuti)nessun segnale "etere" decente (guardiamo "dietro" le Maddalene quindi riceviamo solo i segnali dei lobi secondari delle antenne, puntate solo sulla citta')nessuna previsione di modifiche per il futuro ("siete neanche trecento nella vostra frazione, per ripagarsi una centralina vogliono dieci volte piu' gente")quasi quasi mi trasferisco al Gran Paradiso e mi travesto da stambecco, hai visto mai...Mauro
    • Mc Laden scrive:
      Re: sono contento
      - Scritto da: angieale
      ... perche io abito a 12 km da Torino, e non ho
      ADSL, nè UMTS, nè copertura segnale TV digitale
      terrestre (quest'ultima, speriamo non arrivi mai
      :-)
      )

      Dico, sono contento per gli stambecchi. Ma a me
      suona come una presa per i fondelli per gli
      abitanti dei nostri comuni collinari (neanche
      "montani"). Voi che ne
      pensate?per come la pensi devi stare senza segnale televisivo e niente adsl, anzi ti auguro di andare a vivere in una caverna.at salut!
  • Xilitolo scrive:
    Aspetto con fiducia.
    Secondo il programma Wi-Pie dovrei avere l'ADSL a casa entro fine anno, speriamo.
    • Gianni Po scrive:
      Re: Aspetto con fiducia.
      si, poi ti arriva una 640 che va a 56k se va bene come e' successo a me.....che culo eh?
  • Luco, giudice di linea mancato scrive:
    Bravi
    Quando è il caso di dirlo, bisogna dirlo. :)
    • stefano scrive:
      Re: Bravi
      Si bravi ma qui in provincia di Belluno dove abito questa connessione ce l'abbiamo gia da due anni, e funzia benissimo, anche in cima alle montagne effettivamente
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