La retorica della pirateria

di Leonardo Maccari - Ma se il mercato della cultura vive dei denari dei contribuenti non è forse esagerato parlare di pirati, rieducazione e inciviltà sociale?

Roma – ll 28 agosto si è tenuto a Venezia il congresso Lotta alla pirateria e tutela dell’industria culturale italiana , organizzato dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e da Cinecittà Holding. È proprio quest’ultima che dal suo sito ci fa un riassunto dei temi trattati nel convegno, a cui hanno partecipato rappresentanti del governo e di tutte le associazioni di produttori e distributori di cultura .

I temi centrali del dibattito sono stati i danni che la pirateria arreca al mercato (stimati da MPAA in 7 miliardi di dollari in tutto il mondo solo per la pirateria online) e le modalità per combattere questo cancro. In particolare, la ricetta di Giorgio Assumma, presidente SIAE, prevede tra le altre cose di:

investire anche i Prefetti di ampi poteri amministrativi, rivalutando l’antico principio giuridico della colpa in vigilando che colpisce i genitori dei minori sorpresi ad acquistare prodotti contraffatti o abusivamente duplicati o individuati nello scaricamento illegale di opere protette da Internet; gli stessi ragazzi responsabili di illeciti dovrebbero poi svolgere delle prestazioni con finalità sociale, come, ad esempio, ripulire i monumenti da scritte sicuramente poco artistiche o accompagnare un anziano o un disabile nelle proprie attività fuori dalla propria abitazione

ma anche:

istituire corsi obbligatori di educazione civica nelle scuole: non tener conto dei diritti degli autori, lavoratori al pari di altri, rubando le loro opere con la pirateria è infatti un vero e proprio fenomeno di inciviltà sociale da sconfiggere

Insomma, il mercato è in crisi e la colpa, tra gli altri, è dei ragazzi che rubano le opere con la pirateria e dei loro genitori. Immancabile la risposta del governo: Gianni Letta ha già predisposto un tavolo tecnico che partirà ad ottobre, tra i suoi scopi studiare forme nuove di contrasto alla pirateria digitale.

Due parole chiave dunque, mercato e pirati . Il primo potrebbe produrre e distribuire cultura per tutti, ma i secondi glielo impediscono. Viene la curiosità di capire quanto questo sia vero e, fortunatamente, troviamo in rete molti strumenti per aiutarci a capire. Cominciamo dal mercato, e andiamo a vedere dal sito dell’ ANICA le statistiche riguardanti il mercato del cinema e dei botteghini. Sorprendentemente, dalle cifre per l’anno 2007 emerge un panorama piuttosto incoraggiante. Nel 2007 in Italia sono stati prodotti con investimenti interamente o parzialmente Italiani 121 film, 5 in più del 2006. L’incasso totale ai botteghini è stato di circa 617 milioni di euro, il 12% in più del 2006, per i soli film italiani l’incasso è aumentato del 44%.

Se si guardano i dati degli anni precedenti , a parte una leggera flessione del 2003, gli incassi dei film italiani sono sempre in crescita, passati da 91 milioni nel 2001 a 195 nel 2007, analogamente la presenza di pubblico aumenta da 16 a 33 milioni.

Lo stesso non si può dire per il mercato della musica, il sito della FIMI ci offre le statistiche per gli ultimi anni. Consideriamo il periodo 2004-2007, il mercato off-line è passato da un fatturato di 280 milioni di euro a 196 milioni, solo in parte compensato dall’aumento del mercato online (singoli, album, suonerie ecc..), di cui non ci sono dati per il 2004 ma che ha prodotto circa 14 milioni nel 2007. La discesa peraltro inizia già dagli anni precedenti ed è trainata soprattutto dalle minori vendite di CD.

L’appello delle associazioni verso lo Stato è chiaro: combattete la pirateria perché frena il mercato e, se il mercato frena, la produzione di cultura in Italia si arresta. C’è un’attenzione specifica al mercato, che secondo i produttori è lo strumento che può portare la cultura nelle nostre case, a patto che lo si difenda dai pirati. Ci sono alcune cose che un liberista, che crede veramente nel mercato, odia profondamente: due tra queste sono le imposte ed i sussidi statali.
Le prime perché limitano i profitti, le seconde perché turbano il mercato e favoriscono un settore al posto di un altro. Certo, su questi temi non si può essere sempre oltranzisti: l’ANICA ci informa che nel 2007 lo Stato ha speso 63 milioni di euro in contributi statali alla produzione di film, ovvero il 20% degli investimenti totali. Una parte di questi soldi dovranno essere restituiti dal produttore allo stato in funzione degli incassi al botteghino, ma questo raramente si verifica, se ne è occupato Report in passato. Lo stato quindi finanzia un quinto delle spese di un mercato in crescita con lo scopo, legittimo, di incentivare la produzione culturale. Non solo, a questi soldi ne vanno aggiunti altri per finanziamenti indiretti, come quelli spesi per i festival. Dal mio punto di vista è giusto che lo stato investa nella cultura, ma si comincia a intravedere qualche scricchiolio nel quadro che ci viene presentato.

Andiamo avanti, un altro tema di cui in passato si è discusso molto è il notorio equo compenso sui supporti vergini. Ogni volta che comprate un supporto vergine, un CD, un DVD, una cassetta di qualsiasi tipo o un apparto per la registrazione, al prezzo dell’oggetto viene aggiunta una quota. La quota dipende dalla natura dell’oggetto e verrà ripartita dalla SIAE tra gli autori. Secondo l’ ASMI , la associazione dei produttori di supporti magnetici, l’incremento dell’equo compenso avvenuto nel 2004 ha portato ad un crollo del mercato del 27.5% dei supporti ottici. Basandosi sui dati di vendita per il 2004 pubblicati da ASMI, è facile fare altri due conti: nel 2004 sono stati venduti 132 milioni di CD e 35 di DVD, per un equo compenso di 29 e 58 centesimi (più Iva), fanno circa una sessantina di milioni nelle casse SIAE, all’anno, dal 2004. Ben oltre quello che il mercato dei CD perde ogni anno. A questi soldi dovrebbero essere aggiunti anche i compensi applicati su masterizzatori ed altri apparati di riproduzione, di cui però non ci sono dati pubblici.

Parrebbe quindi che il mercato da difendere sia in realtà molto poco libero, anzi, sia già sorretto da politiche statali (sussidi e compensi) che lo favoriscono anche a costo di mettere in crisi altri settori, come quello dei supporti vergini. Non a caso nel cinema (come nella musica), i dati di mercato mostrano un sistema molto poco concorrenziale, con i primi 4 distributori che occupano il 55% del fatturato e gli ultimi 10 che si spartiscono poco meno del 4%.

Arriviamo adesso al secondo termine, il pirata . Un ragazzo che scarica o condivide un mp3 su Internet dovrebbe essere rieducato, secondo Assumma, perchè non rispetta i diritti degli autori. Fermiamoci un momento a riflettere su quante volte i diritti degli autori vengono rispettati nella catena che porta un film dalla produzione fino ad un negozio di DVD. È interessante capire se effettivamente il ragazzo in questione, che per legge non ha nessun diritto sull’opera, potrebbe idealmente rivendicarne qualcuno.

1. Come abbiamo visto, tutti i contribuenti finanziano la produzione di film, per il 20% del totale degli investimenti.
2. Chi va al cinema, finanzia i produttori con una parte del biglietto.
3. Se il film viene trasmesso dalla RAI, il nostro canone viene in parte speso per pagare i diritti correlati
4. Il DVD sul quale viene stampato, ha un prezzo maggiorato per l’equo compenso. Allo stesso modo, anche tutti gli altri DVD che compriamo hanno lo stesso sovrapprezzo, anche se ci salviamo il video delle nostre vacanze.
5. Infine, il DVD costerà almeno una decina di euro.

Ora, visto che almeno tre di questi passaggi non dipendono dalla volontà dell’utente, viene da pensare che forse un vero mercato della cultura non esiste, ma che la produzione di film, musica, ma anche altri tipi di opere sia in parte consistente caricata sulle spalle di tutti. Se così è, non è anche un po’ esagerato parlare di pirati , rieducazione e inciviltà sociale ?

Osservando questi dati si può capire che le posizioni dell’industria dell’ entertainment non sono veramente collegate ad un interesse generale, quanto al mantenimento delle loro posizioni dominanti nel mercato. Ma come si può rispondere a queste pretese? Un buon punto di partenza sarebbe chiedere che le opere pubblicate e prodotte con una forte quota di finanziamenti statali siano restituite al pubblico in tempi brevi. Avrebbe senso se la pubblica amministrazione distribuisse i contenuti che vengono realizzati con i soldi dei contribuenti con delle licenze che restituiscano ai contribuenti stessi i diritti per usarli con maggiore libertà, ad esempio licenze Creative Commons. Per alcuni contesti questo potrebbe avvenire da subito (ad esempio per i siti istituzionali). Per altri contesti in cui l’aspetto economico assume più rilevanza si potrebbe attendere un lasso di tempo più lungo. Non ci sarebbe bisogno quindi di cambiare nessuna legge sul copyright, semplicemente, un telefilm prodotto dalla RAI con i nostri soldi, potrebbe essere rilasciato con una licenza CC dopo, ad esempio, due anni.

Il posto migliore dove discutere una proposta del genere sarebbe sicuramente il tavolo tecnico indetto dal governo, richiedendo che vi possano partecipare anche delle associazioni di consumatori o altri rappresentanti di interessi più diffusi. Non sarebbe una novità, con il governo Prodi nella commissione Gambino hanno partecipato anche persone dal network di FrontiereDigitali . Perché non fare un tentativo anche con il nuovo tavolo tecnico presieduto da Gianni Letta?

Leonardo Maccari
altre riflessioni su questi temi su leonardo.lilik.it

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  • JackBahuer scrive:
    in effetti....
    1po' hanno ragione (calma,calma) Sinceramente a mio figlio o under 14 non lo farei giocare è 1po' troppo forte e si parla spesso e volentieri di droga e alcool e sappiamo bene come gli under ,basta vedere come è chiamato il progresso di gioco"dipendenza minima"cmq. (mi riferisco alla fascia di ragazzini sia chiaro ) il messaggio sia sbagliato che poi il game è una bomba non si discute-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 febbraio 2009 22.49-----------------------------------------------------------
  • Paoletto Paoletti scrive:
    e dopo vietano le banane alla crema
    Appunto é come per il celebre Postal 2 : Share THe PAin dove si puo anch fare peggio che in GTA : tagliare a pezzi la gente per strada con la falce e il macete, strappare via teste con il badile, ecc..Indisponibile quasi dappertutto in europa quindi tuti lo scaricano, in cluso io. Quindi divieto, un tuboW internet
  • Treepwood scrive:
    Non hanno tutti i torti
    Non ho giocato all'ultimo gta, perchè non è ancora uscita la versione pc, ma la roba è più meno sempre la stessa...Ricordo che il periodo in cui giocavo a gta san andreas e anche a vice city davo sfogo a veri e propri splatteraggi di passanti e poliziotti.Secondo me quel gioco è davvero diabolico, fa leva su ancestrali desideri di violenza, quindi immaginiamoci in una società che genera persone sessualmente e socialmente frustrate.E' secondo me normale che qualche soggetto più debole può dar luogo a una simulazione del gioco nella vita reale, quindi vietarlo non è mica uno scandalo, anzi tolgono dal commercio un prodotto che di certo educativo non è.
  • lucas scrive:
    In Thailandia si, ma in europa no..
    bisogna vedere come sono educati i ragazzi e come sono evoluti in quei paesi.. per esempio in europa una persona sana che gioca a gta non farebbe mai atti violenti...
    • Avalon scrive:
      Re: In Thailandia si, ma in europa no..
      Noooo, da noi li fanno se non ci giocano, quelli che hanno massacrato un trans hanno detto che lo facevano perchè si annoiavano, come anche quelli che danno fuoco al barbone nel parco, quelli che tirano sassi da 1/2 kg dai cavalcavia e ti ammazzano la persona che ami fracassandole la testa... forse era meglio che giocavano a GTA, ma soprattutto che i loro genitori li avessero seguiti un pò di più e che la vita troppo frenetica che conduciamo oggi glielo avesse permesso.
    • xBase16 scrive:
      Re: In Thailandia si, ma in europa no..
      Peccato che succede anche qui.... e invece di vietare la vendita di certi giochi è meglio se i genitori si svegliassero
    • Europa Europa scrive:
      Re: In Thailandia si, ma in europa no..
      Ovviamente no. L'EUROPA è la più grande civiltà che sia mai esistita e che mai esisterà, e gli Europei sono notoriamente una razza superiore ai thai, che essendo asiatici sono nati per servire noi Europei.ODE ALLA GIOIA!
      • MegaLOL scrive:
        Re: In Thailandia si, ma in europa no..
        Cagarti in faccia sarebbe uno spreco di merda.
      • MegaLOL scrive:
        Re: In Thailandia si, ma in europa no..
        Il fatto che nessuno censuri questo esaltato razzista mi fa pensare che sotto sotto la redazione di PI sia d'accordo con lui. Probabilmente tengono una lettura settimanale del "Mein Kampf".
    • The Chosen scrive:
      Re: In Thailandia si, ma in europa no..
      Mi sembra l'ennesimo tentativo di giustificare l'escalation di violenza giovanile attribuendola ai games. Io come altri ho sempre avuto la predilezione per questo genere di giochi, e non abbiamo mai ammazzato nessuno, se non il tempo :DSe in Thai c'è il problema della violenza, le cause sono da attribuirsi a ben altro che a dei semplici giochi.
  • Antonio Macchi scrive:
    CENSURA=IPOCRISIA
    censurando crediamo di poter eliminare la componente sadica presente nelle persone?quello che invece facciamo e' di sovracaricarla, proprio perche' non trova sfogo.non e' un caso che i popoli piu' primitivi siano anche i piu' censurati, e pure i piu' cruenti.per quel che mi riguarda... non c'e' mai abbastanza violenza in un gioco... un gioco senza violenza e' una sicura merda... e dovrebbero aumentare pure la componente erotica (ancora troppo trascurata)
  • Anonimo Anonimato scrive:
    GIochi non adatti ai minori di 18 anni
    Per quanto riguarda i giochi dove per completare la missione devi uccidere o devi derubare persone o commettere delle irregolarita contro la legge a mio parere posso dire che la colpa non e dei programmatori o delle case distributrici di tali giochi ma la colpa reale e del mercato videoludico in continua crescita in relazione alle domande dei consumatori sempre in attesa di pattaforme dove si possa avere sempre in modo crescente il controllo totale delle proprie azioni che di contro nella vita reale non e possibile.Una soluzione a tutto cio sarebbe sempre la solita:maggiore attenzione da parte dei genitori in fatto di scelta dei giochi e seguire fin dove e possibile le scelte videoludiche del proprio figlio.A mio avviso posso solo dire che quest'onda anomala non si fermera tanto facilmente perche in quest'epoca grazie a internet si e ingrado ormai di ottenere quello che si vuole basta solo volerla e le nuove generazioni ne sono molto avvantagiatePs e solamente un mio parere spassionato spero di non aver offeso nessuno grazie
    • Antonio Macchi scrive:
      Re: GIochi non adatti ai minori di 18 anni
      ma perche' siamo tutti cosi' ipocriti e ciechi?pensa ai film che guardi... ti pare che esista un film dove non succede niente di cattivo, dove nessuno fa del male a nessuno??ti pare che abbia senso la storiella di capuccetto rosso, se il lupo di fa i cazzi suoi e non mangia nessuno?non diciamo cazzate!qual'e' uno dei film che t'e' piaciuto di piu'?Il SILENZIO DEGLI INNOCENTI!dove c'e' una bella dose di sangue e morte, condito un po' di necrofilia... un tococ di buon gusto che ha meritato al film un sacco di oscar.a tutti PIACE, PIACE, PIACE il male... e' nella nostra natura... ed e'.... udite udite... NORMALE!!!ipocriti... pretendete dai vostri figli quello VOI per primi non fate!
      • Superunknow n scrive:
        Re: GIochi non adatti ai minori di 18 anni
        Io mi ricordo le "mazzate" che ho preso quando in prima media i miei mi hanno sgamato a giocare a strip poker col Commodore64 (dove non distinguevi una tetta da un orecchio :D )..solo perchè ogni 20/30 minuti venivano a vedere quello che facevo. E se qualcosa non era adatto alla mia età cercavano di farmelo capire. I genitori di una mia amica hanno comprato GTA IV a suo fratello di 15anni. Hanno visto il bollino 18+ e dopo aver osservato le prime ore di gioco lo hanno ritenuto non più violento o sessuale di certe trasmissioni TV o film trasmessi in prima serata, altrimenti glielo avrebbero tolto. Questa è stata la loro scelta, che può anche non essere condivisa. Ma almeno sono rimasti a vedere COSA hanno comprato. Se uno compra al suo figlio qualsiasi cosa senza minimamente preoccuparsi di vedere cosa sia, poi non si lamenti se certi giochi "rovinano" il suo povero bimbo
        • Antonio Macchi scrive:
          Re: GIochi non adatti ai minori di 18 anni
          ma davvero credi che un videogioco (o un cartone animato... come dicono alcuni) possa ROVINARE un bambino?credi che Jack lo Squartatore sia diventato cosi' per colpa di Goldrake e Carmageddon?!?!sai che ti dico?secondo me, se un ragazzo oggi non si vede un film porno, e non gioca a GTA... poi cresce e ammazza qualcuno!sicuro!
  • ciao come scrive:
    SOLUZIONI DOWNLOAD ILLEGALI
    ma per favore..non fatemi ridere, vendete questo tipo di giochi ai maggiorenni con la visione di un documento ma forse è una tattica troppo complicata da sviluppare..e voi pensate che i giovani thailandesi non faranno un download illegale del gioco??se vogliono il gioco faranno di tutto per averlo.. w il p2p
    • Superunknow n scrive:
      Re: SOLUZIONI DOWNLOAD ILLEGALI
      Aldilà del "viva il p2p" inteso come "viva la pirateria"In casi del genere sono d'accordo anche io. Se un matto fa una strage alla GTA, e a novembre decidono di vietarne la vendita in Italia (faccio l'esempio con GTA ma potrebbe essere qualsiasi gioco), se non posso comprarlo online dall'estero sono "costretto" a scaricarlo. Nessuno mi obbliga a farlo ovvio, ma se io maggiorenne e vaccinato riesco a discernere il bene dal male, perchè devo venire meno al mio diritto di svago?Come sempre si sparano censure e leggi per niente invece di curare i problemi più gravi che affliggono questo o quel paese
  • samtorel scrive:
    bah....ma voi?
    Ma scusate, io è da quando ho 15 anni che gioco ai videogames, e quando giocavo a quake non andavo in giro sparare contro i muri, quando gicavo ad HL non staccavo la testa dei professori pensando di uccidere l'aleno che è in loro, e adesso non vado in giro per la città a cercare di arrampicarmi sui campanili come un certo sig. Altair...Il problema non è nei giochi, ma nelle teste malate lasciate senza educazione.Sarebbe come abolire il calcio (premetto che non sono mai stato tifoso e mai lo sarò) solo perchè 4 cretini si pestano allo stadio e danno fuoco alle macchine o prendono a sprangate tutto quello che gli capita a tiro....aboliamo loro!questo discorso si può fare per qualsiasi cosa, la colpa sta nella causa o nel male in se?
    • gcf scrive:
      Re: bah....ma voi?
      - Scritto da: samtorel
      Ma scusate, io è da quando ho 15 anni che gioco
      ai videogames, e quando giocavo a quake non
      andavo in giro sparare contro i muri, quando
      gicavo ad HL non staccavo la testa dei professori
      pensando di uccidere l'aleno che è in loro, e
      adesso non vado in giro per la città a cercare di
      arrampicarmi sui campanili come un certo sig.
      Altair...

      Il problema non è nei giochi, ma nelle teste
      malate lasciate senza
      educazione.
      Sarebbe come abolire il calcio (premetto che non
      sono mai stato tifoso e mai lo sarò) solo perchè
      4 cretini si pestano allo stadio e danno fuoco
      alle macchine o prendono a sprangate tutto quello
      che gli capita a tiro....aboliamo
      loro!
      questo discorso si può fare per qualsiasi cosa,
      la colpa sta nella causa o nel male in
      se?quotooooooooooo :D
      • Avalon scrive:
        Re: bah....ma voi?
        Io ad HL ci gioco ancora durante l'ora di riposo/pranzo, pero' ho notato che la voglia di splatter non mi viene in quel momento... mi viene quando sento che rimetteranno l'ICI e l'autonomia impositiva ai comuni.
  • Marvho scrive:
    a me viene da pensare....
    un ragazzo vuole giocare.. tu glielo vieti, quello fa sul serio quello che il gioco propone.Io stato vieto quel gioco, non è che tutti i cittadini si mettono a imitare sul serio GTA vero ???dovrebbero al massimo venderlo a persone maggiorenni.. questo si.. ma la censura .. e legiferare un videogioco poi... che tristezza... pensassero davvero a cose piu importanti... chi ha detto la pedofilia della thailandia??
    • Trollalero scrive:
      Re: a me viene da pensare....
      Ma poi caz in thailandia organizzano gare sportive all'ultimo sangue...sono propio coerenti...
  • longinous scrive:
    È colpa del gioco
    Mi pare evidente che sia colpa del gioco: il suo gesto era motivato dal comportamento dei genitori: non gli permettevano di giocare a GTA Siccome a me non facevano mai giocare a FIFA 98 e GP3 ora sono un campione del mondo di calcio e di Formula 1.Tutto per colpa di quei maledetti videogiochi.
    • Anonimo scrive:
      Re: È colpa del gioco
      Però subito dopo dice: "così ha trasformato la sua giornata in una sessione di gaming. "Ha detto che voleva appurare se nella vita reale rubare un taxi fosse facile come nel gioco""
      • Burp scrive:
        Re: È colpa del gioco
        - Scritto da: Anonimo
        Però subito dopo dice: "così ha trasformato la
        sua giornata in una sessione di gaming. "Ha detto
        che voleva appurare se nella vita reale rubare un
        taxi fosse facile come nel
        gioco""E allora ? E' idiota. Il male non e' nel videogioco, e' che quello e' subnormale.Allora bisogna vietare anche il telegiornale.Non che sarebbe una grande perdita.
  • lol scrive:
    retard
    resta il fatto che difficilmente i criminali si mettono a fare i nerd con i videogiochi, ed inoltre l'uso intenso dei giochi citati fa al limite diventare nerd, altro che criminali.http://it.wikipedia.org/wiki/Nerd
  • emmeesse scrive:
    Leggere PI fa incaxxare
    Da un po di eempo ci sono leggi e leggine in ogni parte del mondo tese a "regolamentere" internet, le finzioni ludiche digitali e qualsiasi cosa che non abbia l'approvazione di confindustria, dello Stato e della chiesa.Ma chi ha chiesto a questi signori che spesso si fan vanto di non sapere nemmeno accendere un computer di rompere i conigli?Altro che dottrina Sarkozi. Qui bisognerebbe applicarla al contrario:Veramente, mi vien voglia di istituire una mega internauta, con la stessa acrimonia e disprezzo del senso civico che contraddistingue altre leghe off-line...Che dite sbaglio molto?
  • BB77 scrive:
    Per quanto riguarda me..
    Sarà che sono una pippa nel videoludo, ma a me GTA invece mi ha insegnato1) se la polizia s'incazza e t'insegue, si materializzeranno macchine ad ogni angolo dal nulla, e verrai preso e sbattuto in galera.2) Se attraversi la strada guardando i cartelloni con le donnine pettorute, le macchine che passano probabilmente t'investono e ti fai del male.3) il corpo tende a reagire con realismo fisico a vari urti, tipo precipitare da un balcone.4) I colpi di pistola tendenzialmente fanno male e lasciano grosse chiazze di sangue sui muri (no buono)5) Se rubi la macchina di qualcuno questi probabilmente ti inseguirà per un po' e' tenterà di tirarti giù.6) Anche la statua della libertà ha un cuore.....piu' educativo di questo...Thailandesi, preoccupatevi piu' che altro degli europei che vengono a fare i porci nel vostro paese...bandite quelli, ve ne sarebbero tutti grati!
    • 0verture scrive:
      Re: Per quanto riguarda me..
      Ma no dai lasciamo pure che giochino con le Barbie, così quando si stufano di Shelly, vanno a cercare la bambolina in carne ed ossa. A quante pare per quelle cose non si scandalizzano...
      • braincrash. it scrive:
        Re: Per quanto riguarda me..
        L'esempio che fai con la bambola non è che sia il massimo, visto che allora si può tranquillamente dire che un debole di mente (generalmente persone stupide) quando è stufo di rubare e uccidere nel gioco, si mette a farlo davvero.
        • 0verture scrive:
          Re: Per quanto riguarda me..
          Visto come hanno scambiato di posto la gravità delle due cose credo che siano già abbastanza deboli di mente
    • Anonimo Veneziano scrive:
      Re: Per quanto riguarda me..


      ...piu' educativo di questo...
      Thailandesi, preoccupatevi piu' che altro degli
      europei che vengono a fare i porci nel vostro
      paese...bandite quelli, ve ne sarebbero tutti
      grati!Porci? E la pedofilia? Prima pensino a quella, poi al resto. E se il bimbominkia di turno è inebetito difronte ai videogiochi, mandatelo a calci in culo a giocare fuori in giardino. Dovrebbero vietare i videogame a tutti i minori di 16 anni, altro che.
      • DarkSchneider scrive:
        Re: Per quanto riguarda me..
        - Scritto da: Anonimo Veneziano
        E se il
        bimbominkia di turno è inebetito difronte ai
        videogiochi, mandatelo a calci in culo a giocare
        fuori in giardino. Dovrebbero vietare i videogame
        a tutti i minori di 16 anni, altro
        che.Se parli in generale di bimbiminkia inebetiti ti do pienamente ragione, Non dimenticare però, che in questo caso, i gentori avevano (almeno in parte) assunto il ruolo che gli compete. Avevano visto il gioco, lo avevano giudicato inadatto al figlio e non glielo avevano acquistato (o gli impedivano di giocarci). Evidentemente è mancato qualcos'altro, ma la presenza dei genitori non è messa in dubbio.
    • Gix scrive:
      Re: Per quanto riguarda me..


      ...piu' educativo di questo...
      Thailandesi, preoccupatevi piu' che altro degli
      europei che vengono a fare i porci nel vostro
      paese...bandite quelli, ve ne sarebbero tutti
      grati!ma lasciamoli fare i porci almeno in Thailandia.
      • ... scrive:
        Re: Per quanto riguarda me..
        un commento più triste non l'ho mai letto.
      • Paolo scrive:
        Re: Per quanto riguarda me..
        - Scritto da: Gix



        ...piu' educativo di questo...

        Thailandesi, preoccupatevi piu' che altro degli

        europei che vengono a fare i porci nel vostro

        paese...bandite quelli, ve ne sarebbero tutti

        grati!

        ma lasciamoli fare i porci almeno in Thailandia.no ma seriamente, vergognati le mutande...
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