L'abuso di immagini altrui su Web

Ne parla con Punto Informatico un webmaster di lungo corso, perplesso sul come spesso vengano utilizzate le immagini di altri su siti, forum, blog e via dicendo

Roma – Carissima redazione di Punto Informatico, volevo portare alla vostra attenzione quello che ritengo essere un aspetto del web di cui sarebbe interessante parlare. Sono ormai quasi 10 anni che navigo sul web e da quasi altrettanti gestisco diversi siti di varia natura fino ad arrivare, allo stato attuale, ad un unico sito dedicato alla mia principale passione: la fotografia.

Negli ultimi anni, con l’espandersi del fenomeno dei blog e dei forum, ho notato un enorme dilagare della prassi di “appropriarsi” di grafica e fotografie altrui, linkando tali immagini direttamente all’interno dei post sui blog e sui forum.

Non che io sia sempre stato corretto in questo senso; tra i vari siti gestiti, che riguardavano serie TV o fumetti, anch’io ho utilizzato immagini raccolte sul web. Ma l’origine di tali immagini erano generalmente le case di produzione delle serie ed il fine era quello di offrire informazioni e materiale ad altri fan, promuovendo di fatto le serie stesse.

Quello che noto invece, osservando le statistiche del mio sito, è che molto spesso le immagini vengono inserite in blog e forum direttamente dall’origine, senza preoccuparsi di avvisi relativi alla proprietà delle immagini e delle limitazioni di utilizzo. Tant’è che oramai attraverso le statistiche fornitemi da Webalizer non sono più in grado di stabilire quali siano i referrer effettivi.

Ci sono decine di “referrer” (con centinaia di contatti ogni mese) che in realtà altro non sono che utenti di forum e/o blog che hanno riportato nei loro post immagini o grafica caricati sul mio server. È vero che Internet è bello perché più libero, è vero che tutti noi abbiamo usato -consapevolmente o no- grafica e fotografie altrui. Ma mi sembra che ultimamente si stia un po’ esagerando (probabilmente la prassi è: cerco un’immagine su Google, copio l’url e lo incollo sul mio forum/blog). Cosa ne pensa la redazione di Punto Informatico? Ed i lettori?

Giorgio “Gege” Perbellini
www.gegeonline.it

Caro Giorgio
tocchi un argomento molto scivoloso. Scivoloso perché viviamo in un’epoca dominata dal dio Copyright al quale si immolano giorno dopo giorno non tanto criminali ma soprattutto belle idee, strumenti utili, opportunità di progresso che sgorgano dalla rete. Scivoloso perché il fair use, l’uso “equo” di materiali altrui, si fa difficile e complicato in un mondo nel quale spesso la fonte di un’immagine altro non è che il suo ennesimo utilizzatore e in cui perdere di vista l’autore, o chi abbia diritto di disporne, è questione di un clic, è cioè persino troppo facile . Ed è scivoloso anche perché, come dici bene, le possibilità di ripubblicare un’immagine sono pressoché infinite, e in continua espansione.

Bloccare o limitare un fenomeno del genere è vano quanto tentare di impedire a qualcuno di cliccare sul proprio mouse. Cercare comunque quel risultato, però, può costare molto, ad esempio farci perdere di vista un pezzetto del fascino dell’imprevedibilità sociale che accompagna lo sviluppo della rete: inseguendo la chimera del controllo, potremmo dimenticare le promesse di un mondo “altro” da quello attuale, dove tutto, ma proprio tutto, sia diverso, e non per via di leggi, ma perché diversa è la nostra percezione, destinata com’è ad evolversi. Dobbiamo però consentirle di evolvere e per farlo occorre guardare avanti, anzi, il più avanti possibile.

Non tutto ciò che accade è accettabile solo perché si manifesta, ma le tutele passano per vie nuove: quanto accade sul fronte della percezione del diritto d’autore impone almeno un primo passo verso nuove direzioni, ad esempio verso l’adozione delle licenze Creative Commons . La loro “istituzionalizzazione” e il riconoscimento del loro valore nel senso più ampio e diffuso è tanto più urgente quanto più spietati e vani, e per questo incontrollati e pericolosi, si fanno gli atti di chi ritiene di poter, invece, mantenere lo status quo . A me viene da dire che se in tanti prelevano le tue immagini allora è il caso di fornir loro uno strumento ancor più facile e comodo per farlo, un link prestabilito, o magari un codice da inserire nel sito o nel forum, che preservi a te la paternità della foto e a loro la possibilità di ripubblicarla senza limiti. Questo spingerebbe non tutti, ma almeno alcuni, a seguire le tue indicazioni anziché arraffare senza cura qualsiasi cosa capiti loro sott’occhio. Ma è solo una idea, anche certe tecnologie molto possono fare per ostacolare (non per fermare) questo anarchico fluire di clic.

Tornando a ciò che scivola, tutto scivola, e ci scorre sulle mani: c’è chi pensa che si possano chiudere i pugni per fermare quella corrente, e quei pugni prima o poi ne vengono inevitabilmente travolti, c’è invece – e noi possiamo scegliere di essere tra questi – chi ritiene che sia importante che questo fluire aumenti e si ingrossi il più possibile.

A presto Giorgio,
Paolo De Andreis

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  • Banana Joe scrive:
    OT: Barcelona, Tigerton, Clarksboro...
    Potranno andar benissimo come nomi di progetto all'interno delle aziende, ma io da fuori non ci capisco piu' un fico secco.una volta avevi 6502-
    65c02-
    65816, 80286, 80386... e i megahertz. Bastava aggiungere dual, quad e gia' uno ha idea un po' delle generazioni, delle caratteristiche. Per le prestazioni, amen, si vedono i benchmarks.Invece no, straminchia, adesso hai nomi di processori che sembrano usciti da un videogioco giapponese, e il processore piu' lumaca che si chiama celeron.
  • Beccamorto scrive:
    Azioni di disturbo - Intel ha paura?
    Col recente chipset M690T AMD ha fatto un colpaccio che le frutterà un bell'incremento di share nel ghiotto mercato dei notebook.Coi quad-core puri può conquistare punti nel mercato server, che già ha accolto gli Opteron molto meglio di quanto Intel sperasse, inoltre l'approccio AMD con cache L2 separate per ciascun core dovrebbe avere prestazioni reali in ambiti multitasking-multiutente migliori, a parità di prestazioni pure di calcolo dei core, rispetto alla soluzione Intel, più adatta all'ambito workstation.Per Intel ciò non è bene, perché nel mercato dei PC AMD è comunque limitata dalla minore capacità produttiva, ma in quello dei server, altrettanto ricco, ma con numero di pezzi venduti nettamente inferiore, potrebbe sottrarre quote di mercato molto più facilmente, proponendo prodotti più competitivi.
    • non so scrive:
      Re: Azioni di disturbo - Intel ha paura?

      proponendo prodotti più competitivi.se ci riesce, intel si è dimostrata molto combattiva ed in breve tempo ha recuperato quello che amd gli aveva portato via.
      • anice scrive:
        Re: Azioni di disturbo - Intel ha paura?
        - Scritto da: non so

        proponendo prodotti più competitivi.

        se ci riesce, intel si è dimostrata molto
        combattiva ed in breve tempo ha recuperato quello
        che amd gli aveva portato
        via.comunque vada io spero che nel lungo termine sopravvivano tutte e due, altrimenti l'evoluzione dei processori sarà finita...
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