Lampi di Cassandra/ Della vita e della morte dei bit

di M. Calamari - L'eredità digitale dei netizen è una questione di licenze. E il pubblico dominio, qualora le tracce lasciate da ciascuno di noi rimanessero orfane, è l'unica soluzione capace di rendere giustizia

Roma – Per una volta Cassandra è costretta dichiararsi in disaccordo con l’ editoriale dell’ottimo Massimo Mantellini.
La discussione su cosa debba accadere alla parte digitale di una persona quando l’interessato venga a mancare c’è sempre stata, non è una novità dovuta alla nascita delle comunità sociali. Già nel secolo scorso si erano addirittura creati casi legali per l’accesso a caselle di webmail, la cui password aveva seguito nella tomba l’utente. Richieste in tal senso ai provider coinvolti hanno avuto opposte risoluzioni, e stiamo parlando di una questione tutto sommato relativamente semplice, tra una famiglia ed il suo congiunto scomparso.

Il problema quindi, se calato nella legislazione “analogica”, non è semplice né inequivoco. La proprietà di informazioni pubblicate in forma sociale, per esempio nei newsgroup, non mi risulta abbia mai avuto particolari contestazioni riguardo ad un uso libero, prima e dopo la morte dell’autore.

Che un gigante della Rete come Google si sia posto il problema ed abbia individuato una soluzione è, anche secondo Cassandra, cosa buona e giusta: d’altra parte, anche senza queste nuove possibilità, un utente accorto della Rete poteva, semplicemente utilizzando Creative Commons, GPL o altre licenze software, esprimere chiaramente le sue intenzioni anche per quello che doveva succedere post-mortem ai suoi bit.

Il disaccordo probabilmente insanabile arriva quando si sottintende che la proprietà di un profilo inserito in un walled garden sia sostanzialmente diversa e più degna di precauzioni di questo tipo perché più densa di informazioni personali e/o popolari (e quindi di valore).
Qui non esistono mezze misure, perché altrimenti si rendono indistruttibili ed invalicabili le malefiche pareti dei walled garden : la questione è, e dovrebbe rimanere semplice, strettamente binaria. Due soli casi possibili:

Primo – le informazioni della rete sociale sono (purtroppo) coperte da un EULA che prevede di chi è e sarà la proprietà: in questo caso in realtà non si pone il problema, come non lo si pone se la comunità sociale (perché solo di questo si parla, non nascondiamocelo) fornisce strumenti inequivoci con cui il defunto abbia potuto preventivamente, pubblicamente ed in maniera verificabile esprimere le sue volontà sul destino ultimo della bit che formano la sua personalità digitale;

Secondo – non esiste un EULA e neppure una manifestazione chiara di volontà. In questo caso l’opera sarebbe “orfana” e se cadesse nella trattazione implicita del diritto d’autore sarebbe perduta per sempre per la società nel suo complesso.
In questo caso la posizione è e deve essere unica, semplice ed inequivoca.
Le opere (anzi i bit) “orfani” in Rete devono, e sottolineo “devono”, come sempre è stato in Rete, passare nel pubblico dominio.

Qualunque altra posizione non può che giovare alla cosiddetta “Proprietà Intellettuale”, che come un cancro rischia di divorare la cultura moderna.
Nessun alibi possibile, nessuna trattativa, nessuna possibilità di mediazione. Rorschach , non abituato alle mezze misure, capirebbe perfettamente questa necessità .

A titolo personale Cassandra ha sempre pensato con piacere alla possibilità che i suoi bit fossero degni di sopravviverle ed essere utili agli altri. Per questo si è sempre preoccupata di pubblicare sotto le licenze più libere possibili.
Prendetene per favore nota, sperando che serva solo tra parecchi anni.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • Lilith scrive:
    MEDIOEVO PROSSIMO VENTURO
    PAZZIE VERGOGNOSE !!!SOLAMENTE IN QUESTO PAESE DI BUROCRATI ESISTE UNA LEGGE MEDIOEVALE COME L OBBLIGATORIETA' DELLA PEC !!!NESSUNA ALTRA NAZIONE MODERNA HA UNA SIMILE XXXXXTA !NON CI STUPIAMO SE POI REGREDIAMO AL MEDIOEVO !!!!scusate lo shouting ma mi viene da vomitare...
  • Armando Di Todaro scrive:
    MA LA PEC DELLA TISCALI E' SEGRETA ?
    Pubblicizzano e rivendono un servizio di PEC ma quando per dargli disdetta di un contratto gli chiedi il loro PEC, ti rispondono che non possono darlo.Provare per credere.Se qualcuno lo ha e me lo può comunicare mi farebbe cosa grata.SalutiArmando Di Todaro
  • stocktrader scrive:
    Solo in Italia....
    Ma vi siete mai chiesti perche' solo in Italia esista la PEC?Qui in UK non esiste e si vive felici.In altri paesi non mi sembra esista questa PEC...O siamo noi all'avanguardia...oppure......tirate voi le conclusioni. SalutiStockTrader - Marco
  • ... scrive:
    PEC & Co.
    La PEC, la partita Iva, le varie diciture srl , spa ecc... sono tutte cose burocratiche che servono principalmente per far raggranellare soldi allo Stato. Soltanto che lo Stato, per abbellire la supposta, mette sempre in mezzo la sicurezza per il cittadino. Ma quando mai?Ci sono Paesi dove puoi avviare una attività senza partita iva(o equivalente), senza ditta e senza niente, basta fornire i PROPRI dati (Nome, Cognome, Indirizzo) verificabili in qualsiasi momento da chiunque (CHIUNQUE) (d'altronde, se devo comprare una cosa da te, devo sapere dove posso trovarti!)Poi, ogni anno, devi pagarci le tasse, e se ti scoprono che evadi... son XXXXX.Semplice, senza troppi fronzoli burocratici. Certo, se poi i tuoi affari superano una certa cifra sei costretto ad aprire una ditta, ma anche in questo caso, tutto molto più semplice.Poi, la PEC sarà funzionale, ma il fatto che sia una cosa tutta Italiana e non usata altrove la dice lunga sull'effettiva utilità. Ci sono gli altri metodi standard internazionali da poter usare. Ma così lo stato non ci guadagnerebbe.Continuando a sprecare soldi in queste cose inutili (che vanno allo Stato, ma poi vengono mangiati e sprecati in altrettante cose inutili) non aiuta certo a far ripartire l'economia e a dare fiducia al cittadino.
  • andy61 scrive:
    l'ennesima 'italianata' ...
    In tutto questo bellissimo progetto manca una cosa fondamentale: il garante della validità delle PEC.Già oggi vengono perpetrate frodi dichiarando alla camera di commercio caselle di PEC di aziende diverse dalla propria, o le caselle di PEC vengono lasciate scadere senza essere rinnovate.Resta per cui un domicilio elettronico non valido (o perché di altri, o perché non più esistente), e nessuno controlla!Senza contare che la casella mario.rossi@PEC.it può essere lasciata legittimamente scadere dal legittimo titolare (ad esempio per cessazione dell'attività) ed essere riregistrata da un omonimo, che si vedrebbe recapitare comunicazioni dirette al vecchio intestatario, da parte di chi non fosse stato informato per tempo della decadenza del domicilio PEC.Con i certificati digitali questo non può accadere, ma l'Italia è un paese di grandi inventori, e quindi ...Resta il fatto che se una camera di commercio, o lo Stato attraverso il registro INI-PEC dovesse riportare dichiarazioni infedeli, potrebbe palesarsi l'ipotesi di qualche reato di natura penale (falso in atto pubblico?)
    • Francesco scrive:
      Re: l'ennesima 'italianata' ...
      Se pensi di verificare la rispondenza dell'azienda dalla PEC ti meriti la truffa.Viceversa dichiarare al registro imprese (da cui puoi già ora cercare la PEC di una azienda on-line) una mail falsa o non attiva è un reato, come se tu fornissi un indirizzo falso o se tu non aprissi uan raccamondata... le conseguenze sono tutte tue.
      • andy61 scrive:
        Re: l'ennesima 'italianata' ...
        vero.ma il meccanismo non è pensato per evitare le truffe.un certificato digitale vale in eterno (nel senso che vale finché l'algoritmo crittografico rimane robusto), e soprattutto dichiara a priori la scadenza del certificato, e non delega terzi alla conservazione delle prove delle avvenute comunicazioni.Inoltre la PEC ha un requisito di legge per quanto riguarda la conservazione che è inferiore al requisito di legge per la conservazione dei documenti (3 anni contro i 5 o 10 anni), e quindi è uno strumento inutile sul medio e lungo termine.La PEC inoltre attesta l'avvenuta comunicazione, ma non attesta nulla su ciò che viene comunicato.È semplicemente l'informatizzazione dell'ufficiale giudiziario e del proXXXXX di recapito delle comunicazioni.Ed anche questo è fatto male, perché la notifica di una comunicazione viene completata nel momento in cui il destinatario sottoscrive la ricevuta di consegna, mentre la PEC attesta soltanto la consegna ad un sistema informatico, e non al testinatario della missiva.Insomma, un accrocchio bel lontano dalla firma digitale (per quanto riguarda i contenuti), e che lascia comunque troppo spazio all'abuso, alla frode ed al litigio legale.
        • andy61 scrive:
          Re: l'ennesima 'italianata' ...
          aggiungo anche che la PEC è spesso oppugnabile legalmente, in quanto alcuni provider conservano (o almeno conservavano - non ho fatto verifiche recenti) le password delle caselle in chiaro.In altri casi qualche volpone di provider di PEC distribuiva le caselle di posta, gli account e le relative password in chiaro, via e-mail.Qualsiasi comunicazione successiva a tale trasmissione può essere invalidata a priori essendo stata violata in origine la riservatezza delle credenziali.Naturalmente tali provider sono regolarmente accreditati presso il registro pubblico della DigitPA.... mi auguro che ora abbiano risolto questi problemi ...
        • Guido La Vespa scrive:
          Re: l'ennesima 'italianata' ...
          - Scritto da: andy61
          un certificato digitale vale in eterno (nel sensoBel pippotto da maestrina con la penna rossa, pecato che ti sei dimenticato che il certificato digitale non garantisce la consegna del documento, ovvero quello per cui la PEC è nata. Tralasciamo poi le altre perle del tuo intervento. Sempre tutti pronti a criticare, ma conoscenze zero. Meglio che vai a sviluppare un gestionale per peracottari.
          • andy61 scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            Non mi sono dimenticato che il certificato digitale non garantisce la consegna, ma visto che non lo fà neanche la PEC, almeno per i motivi sopra citati, che senso aveva inventarsi una nuova complicazione per fare ciò che già si può fare con altri strumenti, più standard, ed utilizzati e riconosciuti anche all'estero?Sono solo costi per i contribuenti; alla fine, se devi andare a 'litigare' in tribunale, le prove che puoi presentare sono in sostanza le medesime.
          • Guido La Vespa scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            - Scritto da: andy61
            Non mi sono dimenticato che il certificato
            digitale non garantisce la consegna, ma visto che
            non lo fà neanche la PEC, almeno per i motiviAmico, ripassati un po' di cose. Se spedisco con la PEC e ricevo la "ricevuta di ritorno" ho la certezza della consegna. La PEC non è uno strumento alternativo ai certificati digitali, non è stato pensato per quello, non deve essere quello.
            sopra citati, che senso aveva inventarsi una
            nuova complicazione per fare ciò che già si può
            fare con altri strumenti, più standard, ed
            utilizzati e riconosciuti anche
            all'estero?E che mi frega dell'estero, visto che il sistema è stato pensato per atti che al 99,99% si fanno in italia? Per quello 0,01% dei casi userai la vecchia raccomandata che tanto ami.
            Sono solo costi per i contribuenti; alla fine, se
            devi andare a 'litigare' in tribunale, le prove
            che puoi presentare sono in sostanza le
            medesime.Con la PEC la pa *risparmia* un sacco di soldi.
          • Teo_ scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            - Scritto da: Guido La Vespa
            - Scritto da: andy61

            Non mi sono dimenticato che il certificato

            digitale non garantisce la consegna, ma
            visto
            che

            non lo fà neanche la PEC, almeno per i motivi

            Amico, ripassati un po' di cose. Se spedisco con
            la PEC e ricevo la "ricevuta di ritorno" ho la
            certezza della consegna. La PEC non è uno
            strumento alternativo ai certificati digitali,
            non è stato pensato per quello, non deve essere
            quello.Cè una cosa che non ho mai compreso. Come possono valere legalmente invii senza la certificazione del contenuto? Non parlo solo di PEC, ma anche di raccomandate cartacee con contenuto il nulla o fax bianchi.
          • Guido La Vespa scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...

            Cè una cosa che non ho mai compreso. Come
            possono valere legalmente invii senza la
            certificazione del contenuto? Non parlo solo di
            PEC, ma anche di raccomandate cartacee con
            contenuto il nulla o fax
            bianchi.Valgono fino a che il destinatario non disconosce il contenuto. Teoricamente, tizio (destinatario) potrebbe dire di aver ricevuto da caio (mittente) una busta contenente un foglio bianco. Nella pratica non è così facile disconoscere il contenuto e non ho mai sentito che sia stato fatto. Perché posso anche dire al giudice che ho ricevuto un foglio bianco, ma se equitalia mi manda una raccomandata e io dico al giudice che dentro c'era un foglio bianco, il giudice minimo minimo mi chiede perché, dopo aver ricevuto una raccomandata vuota me ne sono sbattuto e non mi sono rivolto a loro chiedendo cosa volevano. Secondo alcuni poi la pec già di per sé garantisce il contenuto (lato server sono attivi sistemi di firma digitale), secondo altri bisogna affiancarle altri mezzi di frima digitale, ma non è questo il punto. Il punto è che - ad esempio - io ho usato la pec per comunicare all'ordine cui appartengo i miei dati reddituali. Non ho usato nessuno strumento di firma digitale. Se un domani l'ordine mi dicesse che nella pec da me mandata con oggetto "invio dati reddituali" non c'era nulla, dovrebbe anche spiegare perché, una volta contastato di aver ricevuto una pec con quell'oggetto (e io posso dimostrare di aver mandato in una certa data una email con un cero oggetto), ma vuota, non si è attivata per chiedermi spiegazioni.
          • andy61 scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            è verissimo che rispetto alla raccomandata cartacea, si risparmiano un sacco di soldi. <<E che mi frega dell'estero, visto che il sistema è stato pensato per atti che al 99,99% si fanno in italia? Per quello 0,01% dei casi userai la vecchia raccomandata che tanto ami.

            Bravo: il tuo approccio (come quello del nostro governo) è proprio quello ideale per attrarre investimenti stranieri in Italia.
          • Guido La Vespa scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            - Scritto da: andy61
            è verissimo che rispetto alla raccomandata
            cartacea, si risparmiano un sacco di
            soldi.

            <<E che mi frega dell'estero, visto che il
            sistema è stato pensato per atti che al 99,99% si
            fanno in italia? Per quello 0,01% dei casi userai
            la vecchia raccomandata che tanto ami.




            Bravo: il tuo approccio (come quello del nostro
            governo) è proprio quello ideale per attrarre
            investimenti stranieri in
            Italia.Innanzittuto complimenti: vedo che ti sei reso conto di aver scritto castronerie ed eviti quindi di continuare a sostenerle. In secondo luogo, la pec aiuta ad attrarre investimenti, visto che le aziende estere sanno che possono comunicare con la pa usando mezzi digitali e non cartacei. Risulta estremamente raro dover notificare atti al di fuori dei confini nazionali.
          • ah be scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            - Scritto da: Guido La Vespa
            Amico, ripassati un po' di cose. Se spedisco con
            la PEC e ricevo la "ricevuta di ritorno" ho la
            certezza della consegna. certezza della consegna tra i server di posta pec, dopodiché:- certezza che non ci siano state "falle" (di quelle ipotizzate da andy61): NO- certezza su chi sia il titolare della casella (per situazioni come quelle ipotizzate da andy61): NO- certezza del contenuto della pec: NO
            E che mi frega dell'estero, visto che il sistema
            è stato pensato per atti che al 99,99% si fanno
            in italia? l'estero è in primis la comunità europea, cosa di cui a molti viene un po' difficile fregarsene...
            Per quello 0,01% dei casi userai la
            vecchia raccomandata che tanto ami.anche se dall'estero, di cui tanto tu te ne freghi, ti richiedono di mandare l'offerta per una gara internazionale usando una pec conforme alla diretiiva europea?lascia perdere che è meglio, ma di cosa stai parlando...
            Con la PEC la pa *risparmia* un sacco di soldi.*balle*
          • Guido La Vespa scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            - Scritto da: ah be
            - Scritto da: Guido La Vespa

            Amico, ripassati un po' di cose. Se spedisco
            con

            la PEC e ricevo la "ricevuta di ritorno" ho
            la

            certezza della consegna.

            certezza della consegna tra i server di posta
            pec,
            dopodiché:
            - certezza che non ci siano state "falle" (di
            quelle ipotizzate da andy61):
            NOCitami una falla verificata della pec: se non lo fai hai scritto balle.
            - certezza su chi sia il titolare della casella
            (per situazioni come quelle ipotizzate da
            andy61):
            NO
            - certezza del contenuto della pec: NOA parte che la pec non è nata per dare certezza dei contenuti, leggiti questo http://www.legalmail.it/pec/posta_elettronica_certificata.php al punto in cui parla di certificazione della consegna così forse impari qualcosa.


            E che mi frega dell'estero, visto che il
            sistema

            è stato pensato per atti che al 99,99% si
            fanno

            in italia?

            l'estero è in primis la comunità europea, cosa di
            cui a molti viene un po' difficile
            fregarsene...Fammi un caso pratico.

            Per quello 0,01% dei casi userai la

            vecchia raccomandata che tanto ami.

            anche se dall'estero, di cui tanto tu te ne
            freghi, ti richiedono di mandare l'offerta per
            una gara internazionale usando una pec conforme
            alla diretiiva
            europea?La comunità europea (o meglio i vari "European bodies") ad oggi non ha uno standard per i bandi, nella maggior parte dei casi si affidano alla posta tradizionale, nei casi in cui usino sistemi elettronici hanno una piattaforma web, la "pec conforme alla direttiva europea" non esiste.
            lascia perdere che è meglio, ma di cosa stai
            parlando...


            Con la PEC la pa *risparmia* un sacco di
            soldi.

            *balle*Questa sì che è un'argomentazione.
        • shevathas scrive:
          Re: l'ennesima 'italianata' ...

          Ed anche questo è fatto male, perché la notifica
          di una comunicazione viene completata nel momento
          in cui il destinatario sottoscrive la ricevuta di
          consegna, mentre la PEC attesta soltanto la
          consegna ad un sistema informatico, e non al
          testinatario della
          missiva.Sbagli: la notifica di una comunicazione viene completata o quando il destinatario firma oppure, qualora il destinatario non sia stato trovato, quando sono trascorsi 10 giorni dalla consegna dell'avviso lasciato dal postino (compiuta giacenza). Non è possibile, come se ne sono accorti molti, evitare le multe semplicemente evitando le raccomandate.
          • andy61 scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            Si, lo so, ma volevo evitare un commento troppo lungo.Ciò che ho riportato è lo spirito che stà dietro alla raccomandata A/R.Vale certamente la compiuta giacenza, che in qualche modo accomuna la raccomandata tradizionale alla PEC.D'altra parte, visto che sono stati spesi molti denari pubblici per i grandi pensatori che hanno inventato la PEC, già che c'erano potevano aggiungere non solo la garanzia di consegna ad un server di una busta, ma anche del suo contenuto.In questo modo si sarebbero potuti evitare molti contenziosi, o comunque si sarebbe potuta semplificare la giurisprudenza in tale materia.Ma la lungimiranza non è di questo paese ...
          • Mela Marcia Doc Fuori Sede scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            - Scritto da: andy61
            D'altra parte, visto che sono stati spesi molti
            denari pubblici per i grandi pensatori che hanno
            inventato la PEC, già che c'erano potevano
            aggiungere non solo la garanzia di consegna ad un
            server di una busta, ma anche del suo
            contenuto.Concordo, sarebbe bastato comunicare al server anche il checksum calcolato mediante un hash dell'intero messaggio.
          • ah be scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            - Scritto da: shevathas

            Ed anche questo è fatto male, perché la
            notifica

            di una comunicazione viene completata nel
            momento

            in cui il destinatario sottoscrive la
            ricevuta
            di

            consegna, mentre la PEC attesta soltanto la

            consegna ad un sistema informatico, e non al

            testinatario della

            missiva.

            Sbagli: la notifica di una comunicazione viene
            completata o quando il destinatario firma oppure,
            qualora il destinatario non sia stato trovato,
            quando sono trascorsi 10 giorni dalla consegna
            dell'avviso lasciato dal postino (compiuta
            giacenza). Non è possibile, come se ne sono
            accorti molti, evitare le multe semplicemente
            evitando le raccomandate.si si ... la compita giacenza ecc. ecc.solo che:con la racc. cartacea A/R ti lasciano un AVVISO NELLA CASSETTA DELLE LETTERE = TU DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE (UN FAMILIARE O IL VICINO DI CASA) TI ACCORGI CHE QUALCUNO TI HA MANDATO UNA RACC.con la PEC, se tu in persona non apri la casella di posta (trasloco, malattia ecc.) non ti accorgi di nulla...e se per sbaglio crepi... poi sono ca##i dei tuoi eredi...
          • Guido La Vespa scrive:
            Re: l'ennesima 'italianata' ...
            - Scritto da: ah be
            - Scritto da: shevathas


            Ed anche questo è fatto male, perché la

            notifica


            di una comunicazione viene completata
            nel

            momento


            in cui il destinatario sottoscrive la

            ricevuta

            di


            consegna, mentre la PEC attesta
            soltanto
            la


            consegna ad un sistema informatico, e
            non
            al


            testinatario della


            missiva.



            Sbagli: la notifica di una comunicazione
            viene

            completata o quando il destinatario firma
            oppure,

            qualora il destinatario non sia stato
            trovato,

            quando sono trascorsi 10 giorni dalla
            consegna

            dell'avviso lasciato dal postino (compiuta

            giacenza). Non è possibile, come se ne sono

            accorti molti, evitare le multe semplicemente

            evitando le raccomandate.

            si si ... la compita giacenza ecc. ecc.

            solo che:

            con la racc. cartacea A/R ti lasciano un AVVISO
            NELLA CASSETTA DELLE LETTERE = TU DIRETTAMENTE O
            INDIRETTAMENTE (UN FAMILIARE O IL VICINO DI CASA)
            TI ACCORGI CHE QUALCUNO TI HA MANDATO UNA
            RACC.Ah sì? E se la pioggia ti manda in macero la cartolina gialla (sucXXXXX)? Se il vicino ti ruba la posta (sucXXXXX)? Se la cartolina gialla la perdi in mezzo a un quintale di pubblicità (sucXXXXX)? Se la cartolina la consegnano al cognato con cui sei in lite e te la butta via (suXXXXX)? Se il postino dice di aver consegnato la cartolina e invece ha buttato la posta (sucXXXXX)?

            con la PEC, se tu in persona non apri la casella
            di posta (trasloco, malattia ecc.) non ti accorgi
            di
            nulla...Cioè tu hai la pec e non la controlli? Allora sei da ricovero.
    • Teo_ scrive:
      Re: l'ennesima 'italianata' ...
      - Scritto da: andy61
      Con i certificati digitali questo non può
      accadere, ma l'Italia è un paese di grandi
      inventori, e quindi
      ...Io saranno 10 anni che provo a diffondere luso di certificati fra collaboratori e amici, ma solo un paio ne hanno fatto unabitudine :(
      • andy61 scrive:
        Re: l'ennesima 'italianata' ...
        se posso esprimere un'opinione, ho la sensazione che l'italiano sia piuttosto reticente a fare qualsiasi cosa che un domani possa fornire evidenze inconfutabili e ritorcersi contro di lui.Preferiamo mantenere le cose fumose, in modo che vi sia sempre spazio per andare a discutere.È solo una sensazione, ma penso che non si discosti molto dalla realtà.
    • merkel99 scrive:
      Re: l'ennesima 'italianata' ...
      Tu non sai di cosa parli, ma va a smacchiare giaguari.
  • anonimo scrive:
    Bella Idea
    "che prevede la pubblicazione della provincia di iscrizione, indicazione dell'ordine o collegio professionale, codice fiscale, nominativo, indirizzo PEC"Ma che ghiotta opportunità di furto di identita....Ma di chi è l'idea ?
  • Xeus32 scrive:
    Correttezza
    Io lo trovo corretto un elenco delle PEC, ma almeno voglio la possibilità di non risultare visualizzato.Da quello che so, sulla pec posso inviare anche allegati standard non pec.Per tale motivo non vedo perchè non spammarci dentro o intasare la mail fino a superamento di quota.Tanto da quello che so le caselle di posta sono piccole e magari con notifica SMS.Per me è una cosa fighissima su cui spammare.
    • Erpiotto scrive:
      Re: Correttezza
      - Scritto da: Xeus32
      Io lo trovo corretto un elenco delle PEC, ma
      almeno voglio la possibilità di non risultare
      visualizzato.
      Da quello che so, sulla pec posso inviare anche
      allegati standard non
      pec.
      Per tale motivo non vedo perchè non spammarci
      dentro o intasare la mail fino a superamento di
      quota.
      Tanto da quello che so le caselle di posta sono
      piccole e magari con notifica
      SMS.
      Per me è una cosa fighissima su cui spammare.ma puoi rifiutare messaggi non pec, solitamente si fa
    • shevathas scrive:
      Re: Correttezza
      - Scritto da: Xeus32
      Io lo trovo corretto un elenco delle PEC, ma
      almeno voglio la possibilità di non risultare
      visualizzato.
      Da quello che so, sulla pec posso inviare anche
      allegati standard non
      pec.dipende da come sono configurate; è lecito chiedere che alla pec possano arrivare solo comunicazioni pec e che vengano respinte in automatico quelle non pec, senza alcun tipo di problema legale. Quindi lo spammer dovrebbe attivarsi (con nome e cognome) lui stesso una pec.
  • Esprit scrive:
    INI-PEC = Sistri 2
    come da oggetto
  • Remi scrive:
    Eliminare la scocciatura della PEC
    Per togliersi di torno la scocciatura della PEC, basta toglie il record MX dal DNS del sottodominio.Non si viola la legge: l'email PEC c'è, esiste, funziona e la sicurezza non è compromessa. Solo una linea di testo dal record MX del DNS è mancante, ma questo non significa non avere la PEC funzionante in sé (solo il DNS, una cosa esterna... risulterà mal configurata e nessuno se ne accorgerà... tranne quando vorrà invarti qualcosa e non ci riuscirà (rotfl) ).
    • Hans scrive:
      Re: Eliminare la scocciatura della PEC
      - Scritto da: Remi
      Per togliersi di torno la scocciatura della PEC,
      basta toglie il record MX dal DNS del
      sottodominio.Hai la febbre? Notoriamente si può fare la PEC usando i tuoi server email e DNS, come no.
      • NxN scrive:
        Re: Eliminare la scocciatura della PEC

        Notoriamente si può fare la PEC
        usando i tuoi server email e DNS, come
        no.Io non ha la PEC, ma ho visto che si può fare. Infatti avevo visto alcuni indirizzi del tipo: info@pec.azienda.it dove "azienda.it" non è l'azienda che ti fornisce la PEC, ma la tua.Da quanto ho capito costa di più prendere una PEC con dominio separato, anche se probabilmente è utile, oltre che per la pubblicità del tuo proprio domino che compare sempre anche perché questo sembra l'unico modo con cui è possibile cambiare fornitore di PEC senza perdere l'indirizzo email.
  • Giuseppe scrive:
    PEC del cittadino
    La PEC e la PEC del cittadino (CEC-PAC) non sono esattamente la stessa cosa come spiegato qui:http://postacertificata.com/differenza-tra-pec-e-cec-pacLa differenza fondamentalmente è nel fatto che la CEC-PAC consente esclusivamente di dialogare con le pubbliche amministrazioni che fornisco il loro indirizzo all'IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni)
  • AxAx scrive:
    Una c...ta ipergalattica
    Così d'ora in poi chiunque potrà inviarti di tutto (a spese 0, almeno le raccomandate a.r. avevano un costo) con valore legale.L'unica sarà mettere overquota da se le proprie caselle :(
    • Erpiotto scrive:
      Re: Una c...ta ipergalattica
      - Scritto da: AxAx
      Così d'ora in poi chiunque potrà inviarti di
      tutto (a spese 0, almeno le raccomandate a.r.
      avevano un costo) con valore
      legale.
      L'unica sarà mettere overquota da se le proprie
      caselle
      :(E qual'è il problema? Fai prima e spendi meno, cosa vuoi di più? Per gli enti pubblici magari ci sarà qualche difficoltà maggiore perchè hanno spesso l'obbligo di risposta, ma per le imprese cosa cambia?
    • thebecker scrive:
      Re: Una c...ta ipergalattica
      - Scritto da: AxAx
      Così d'ora in poi chiunque potrà inviarti di
      tutto (a spese 0, almeno le raccomandate a.r.
      avevano un costo) con valore
      legale.
      L'unica sarà mettere overquota da se le proprie
      caselle
      :(Meglio!! Cosi mi posso tutelare lagalmente con comunicazioni che in caso di contenziosi posso portare in tribunale risprmiando soldi e tempo per le raccomandate cartacee, ovvimente sperando di non dover andare in tribunale.Almeno certi soggetti smeteranno di rifituare le raccomandate quando sono palesemte in torto perchè ad esempio morosi o fare finta di essersi trasferiti!
      • mr. no scrive:
        Re: Una c...ta ipergalattica
        - Scritto da: thebecker
        - Scritto da: AxAx

        Così d'ora in poi chiunque potrà inviarti di

        tutto (a spese 0, almeno le raccomandate a.r.

        avevano un costo) con valore

        legale.

        L'unica sarà mettere overquota da se le proprie

        caselle

        :(

        Meglio!! Cosi mi posso tutelare lagalmente con
        comunicazioni che in caso di contenziosi posso
        portare in tribunale risprmiando soldi e tempo
        per le raccomandate cartacee, ovvimente sperando
        di non dover andare in
        tribunale.

        Almeno certi soggetti smeteranno di rifituare le
        raccomandate quando sono palesemte in torto
        perchè ad esempio morosi o fare finta di essersi
        trasferiti!peccato che sarà lo stato (in particolare: il fisco, equitalia ecc.) a fare questo nei confronti dei cittadini e delle imprese...perhé pensi che lo stato regali le CEC-PEC (oltre che per foraggiare poste e telecom)?...
        • Erpiotto scrive:
          Re: Una c...ta ipergalattica


          peccato che sarà lo stato (in particolare: il
          fisco, equitalia ecc.) a fare questo nei
          confronti dei cittadini e delle
          imprese...
          E non ho capito, preferisci che lo faccia con le raccomandate?
          perhé pensi che lo stato regali le CEC-PEC (oltre
          che per foraggiare poste e
          telecom)?...Per velocizzare la comunicazione tra cittadini e pubblica amministrazione, non sei contento? preferisci raccomandate o portare a mano?
          • ospite scrive:
            Re: Una c...ta ipergalattica
            - Scritto da: Erpiotto
            Per velocizzare la comunicazione tra cittadini e
            pubblica amministrazione, non sei contento?
            preferisci raccomandate o portare a
            mano?Certo come no. La PEC è fortemente sbilanciata verso il mittente (chiunque esso sia) che non deve più preoccuparsi di trovarti e avere la prova certa che tu hai ricevuto una comunicazione (leggi, firma sulla ricevuta della raccomandata). Con la PEC è sufficente l'invio perchè per il sistema tu l'abbia ricevuta. Poco importa se la leggi immediatamente o dopo venti giorni, tu l'hai ricevuta nel momento stesso in cui è stata inviata ed è una prova legale incontestabile.Facciamo il caso che Equitalia ti invii una cartella tramite PEC. Tu sei nel bel mezzo di un trasloco e i soliti ritardi di Telecom & Compagni ti impediscono l'acXXXXX alla rete per diversi giorni. La cartella diventa esecutiva e ti ritrovi le ganasce alla macchina. E tu non puoi dire assolutalmente nulla, la PEC prova che la comunicazione è stata legalmente inviata e ricevuta. Se tu non l'hai letta è un problema tu.Un bell'esempio di Stato che ha a cuore i suoi cittadini.
          • shevathas scrive:
            Re: Una c...ta ipergalattica

            Certo come no. La PEC è fortemente sbilanciata
            verso il mittente (chiunque esso sia) che non
            deve più preoccuparsi di trovarti e avere la
            prova certa che tu hai ricevuto una comunicazione
            (leggi, firma sulla ricevuta della raccomandata).
            Con la PEC è sufficente l'invio perchè per il
            sistema tu l'abbia ricevuta. Poco importa se la
            leggi immediatamente o dopo venti giorni, tu
            l'hai ricevuta nel momento stesso in cui è stata
            inviata ed è una prova legale
            incontestabile.
            vale lo stesso per le raccomandate cartacee, e allora ?
          • mr. no scrive:
            Re: Una c...ta ipergalattica
            - Scritto da: shevathas

            Certo come no. La PEC è fortemente
            sbilanciata

            verso il mittente (chiunque esso sia) che non

            deve più preoccuparsi di trovarti e avere la

            prova certa che tu hai ricevuto una
            comunicazione

            (leggi, firma sulla ricevuta della
            raccomandata).

            la PEC è sufficente l'invio perchè per il

            sistema tu l'abbia ricevuta. Poco importa se
            la

            leggi immediatamente o dopo venti giorni, tu

            l'hai ricevuta nel momento stesso in cui è
            stata

            inviata ed è una prova legale

            incontestabile.


            vale lo stesso per le raccomandate cartacee, e
            allora?allora, cosa non ti è chiaro in: <i
            "Con la PEC è sufficente l'invio perchè per il sistema tu l'abbia ricevuta. " </i
            ?hai mai ricevuto una raccomandata cartacea A/R? se non ci sei enon firmi di persona la ricevuta, allora per il sistema tu <b
            non </b
            l'hai ricevuta...ti sembra sia lo stesso?
          • shevathas scrive:
            Re: Una c...ta ipergalattica

            allora, cosa non ti è chiaro in: <i
            "Con
            la PEC è sufficente l'invio perchè per il sistema
            tu l'abbia ricevuta. " </i

            ?
            falso, è necessario che il provider comunichi di aver depositato la PEC nella casella di posta elettronica dell'utente.
            hai mai ricevuto una raccomandata cartacea A/R?
            se non ci sei enon firmi di persona la ricevuta,
            allora per il sistema tu <b
            non
            </b
            l'hai
            ricevuta...falso, anche se non ritiri la raccomandata questa, decorsi 10 giorni dalla notifica, è da intendersi come notificata per compiuta giacenza.In pratica se equitalia ti spedisce la raccomandata e tu non la ritiri, o la lasci alle poste, in ogni caso l'atto risulta notificato.

            ti sembra sia lo stesso?
          • Erpiotto scrive:
            Re: Una c...ta ipergalattica


            Certo come no. La PEC è fortemente sbilanciata
            verso il mittente (chiunque esso sia) che non
            deve più preoccuparsi di trovarti e avere la
            prova certa che tu hai ricevuto una comunicazione
            (leggi, firma sulla ricevuta della raccomandata).
            Con la PEC è sufficente l'invio perchè per il
            sistema tu l'abbia ricevuta. Poco importa se la
            leggi immediatamente o dopo venti giorni, tu
            l'hai ricevuta nel momento stesso in cui è stata
            inviata ed è una prova legale
            incontestabile.
            Ed è lo stesso con il cartaceo
            Facciamo il caso che Equitalia ti invii una
            cartella tramite PEC. Tu sei nel bel mezzo di un
            trasloco e i soliti ritardi di Telecom & Compagni
            ti impediscono l'acXXXXX alla rete per diversi
            giorni. La cartella diventa esecutiva e ti
            ritrovi le ganasce alla macchina. E tu non puoi
            dire assolutalmente nulla, la PEC prova che la
            comunicazione è stata legalmente inviata e
            ricevuta. Se tu non l'hai letta è un problema
            tu.Ed è lo stesso con il cartaceo. Guarda gli albi pretori on-line do un qualsiasi Comune d'Italia e vedi quante notifiche Equitalia ci sono.

            Un bell'esempio di Stato che ha a cuore i suoi
            cittadini.Be', meglio la PEC che una volta su 5000 trova quello che non la legge piuttosto che andare ancora alle poste.PS: e comunque a volte la raccomandata la ricevono i vicini o parenti confinanti...
  • thebecker scrive:
    Re: PEC?
    - Scritto da: maxsix
    Ok.
    Tutto bello.

    Ma la usa qualcuno a parte le amiche di Gigi in
    calze nere e tacchi da
    15?
    E se sono amici?

    Hmmm.In ufficio la usiamo per email importanti, hanno lo stesso valore di raccomandate..
    • bertuccia scrive:
      Re: PEC?
      - Scritto da: thebecker

      In ufficio la usiamo per email importanti, hanno
      lo stesso valore di raccomandate..il commento di maxsix è stato XXXXto.. bah
      • thebecker scrive:
        Re: PEC?
        - Scritto da: bertuccia
        - Scritto da: thebecker



        In ufficio la usiamo per email importanti,
        hanno

        lo stesso valore di raccomandate..

        il commento di maxsix è stato XXXXto.. bahL'hanno XXXXto mentre scrivevo, dopo aver postato mi sono trovato il mio commento di risposta, senza il commento originale che avevo letto in precedenza. Sempra che quoto qualcosa che non è mai stato scritto, ma c'era il messaggio. ;) :|
      • embe scrive:
        Re: PEC?
        - Scritto da: bertuccia
        - Scritto da: thebecker



        In ufficio la usiamo per email importanti,
        hanno

        lo stesso valore di raccomandate..

        il commento di maxsix è stato XXXXto.. bahUna perdita davvero inestimabile
      • tucumcari scrive:
        Re: PEC?
        - Scritto da: bertuccia
        - Scritto da: thebecker



        In ufficio la usiamo per email importanti,
        hanno

        lo stesso valore di raccomandate..

        il commento di maxsix è stato XXXXto.. bahChe perdita! :D
      • sbrotfl scrive:
        Re: PEC?
        - Scritto da: bertuccia
        - Scritto da: thebecker



        In ufficio la usiamo per email importanti,
        hanno

        lo stesso valore di raccomandate..

        il commento di maxsix è stato XXXXto.. bahNon l'ho letto ma, visto l'individuo, sicuramente non ci siamo persi nulla di importante ;)
      • . . . scrive:
        Re: PEC?
        - Scritto da: bertuccia
        - Scritto da: thebecker



        In ufficio la usiamo per email importanti,
        hanno

        lo stesso valore di raccomandate..

        il commento di maxsix è stato XXXXto.. bahCe ne faremo una ragione !
  • ndr scrive:
    Domanda
    Domanda forse banale, ma nessuno ha ancora saputo rispondermi...Un cittadino può fare gratuitamente una PEC per comunicare con la Pubblica Amministrazione, se non sbaglio, giusto?Le aziende, ditte, professionisti, artigiani, sono abbligati a fare la PEC entro il 30 giugno, ma per loro pare ci si debba rivolgere ai vari Aruba di turno, a pagamento, giusto?Se ho capito bene le premesse (ripeto: SE), un artigiano non può farsi la PEC gratuitamente come cittadino e poi usarla anche per la sua attività?La risposta logica sarebbe no, altrimenti nessuno pagherebbe...am sto cercando una risposta circostanziata, poichè si sa che nelle norme il buon senso spesso passa in secondo piano...
    • Lix scrive:
      Re: Domanda
      La pec dei privati può inviare email solo alla PA e Sanità. Almeno era così quando l'ho aperta io.
      • Giuseppe scrive:
        Re: Domanda
        La PEC e la PEC del cittadino (CEC-PAC) non sono esattamente la stessa cosa come spiegato qui:http://postacertificata.com/differenza-tra-pec-e-c...La differenza fondamentalmente è nel fatto che la CEC-PAC consente esclusivamente di dialogare con le pubbliche amministrazioni che fornisco il loro indirizzo all'IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni)
        • Lix scrive:
          Re: Domanda
          Però i nostri politici l'hanno chiamata erroneamente PEC, a suo tempo. E mi pare fosse scritto così anche sulle carte che ho firmato in posta. Siamo alle solitie (e siamo i soliti). Inoltre siccome nessuno della PA a cui avevo bisogno di scrivere mi ha forntito un indirizzo pec non ho approfondito la cosa.
        • Lix scrive:
          Re: Domanda
          Infatti:Imprecisioni nel Video Promozionale del Governo http://www.guidapec.it/home/215.html
    • mr. no scrive:
      Re: Domanda
      - Scritto da: ndr
      Domanda forse banale, ma nessuno ha ancora saputo
      rispondermi...

      Un cittadino può fare gratuitamente una PEC per
      comunicare con la Pubblica Amministrazione, se
      non sbaglio, giusto?più o meno... quella che (in teoria) viene "regalata" al cittadino è CEC-PAC, una mezza PEC praticamente inutile (serve al massimo allo stato per "beccare" i cittadini, oltre che a far prendere tanti soldini alle poste e alla telecom...)http://www.guidapec.it/pec-ai-cittadini/221-pec-e-cec-pec.html
      Le aziende, ditte, professionisti, artigiani,
      sono abbligati a fare la PEC entro il 30 giugno,
      ma per loro pare ci si debba rivolgere ai vari
      Aruba di turno, a pagamento, giusto?mi sa proprio di sì
      Se ho capito bene le premesse (ripeto: SE), un
      artigiano non può farsi la PEC gratuitamente come
      cittadino e poi usarla anche per la sua attività?in pratica direi che è cosìe tralasciamo sulla (mancata) interoperabilità della PEC italiana con il resto del mondo...
      La risposta logica sarebbe no, altrimenti nessuno
      pagherebbe...am sto cercando una risposta
      circostanziata, poichè si sa che nelle norme il
      buon senso spesso passa in secondo piano...con tutte le scempiaggini (e le mangiatoie) messe in piedi per questa inutile porcheria che è la PEC, il buon senso va pure in quarto o quinto piano...
  • maxsix scrive:
    PEC?
    Ok.Tutto bello.Ma la usa qualcuno a parte le amiche di Gigi in calze nere e tacchi da 15?E se sono amici?Hmmm.
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