LaRiforma/ Le tentazioni dell'hacker

di Martin Lutero. La comunità hacker in questi mesi sta conoscendo una divisione inattesa, una separazione figlia di confini storico-politici che avrebbe potuto scegliere di ignorare. Attenzione, il rischio contro-riforma è alto

Roma – Da mesi le tensioni create dal conflitto mediorientale tra Israele e nazione palestinese sta intaccando la serenità dell’ambiente hacker internazionale. Da una parte e dall’altra hacker, e non smanettoni pagati dai governi dell’una o dell’altra parte, decidono in libertà di mettere in piedi una cyberwar senza precedenti, con attacchi continui e ripetuti a siti e postazioni informatiche della parte avversa.

In pratica, molti hacker sono entrati in guerra gli uni contro gli altri. La forza devastante del medievale conflitto economico-religioso che divide quella regione riesce a incunearsi persino nella neomodernità della comunità hacker, che per sua natura condivide il sapere e in questa condivisione ha finora trovato l’unità molteplice per costruire, passo dopo passo, un ambiente di pensiero, ancor prima che tecnologico, alternativo e soprattutto libero.

Qualcosa di simile si era visto all’epoca degli attacchi NATO nella ex Yugoslavia, quando molti hacker da una parte e dall’altra hanno scelto di perseguire interessi che nulla hanno a che vedere con l’hacking, nazionalismi che tengono conto di obsoleti confini geopolitici che non dovrebbero interessarli e del tutto inutili a fermare la pioggia di bombe o ad affermare la supremazia serba. Mentre qualcuno lavorava per aggirare le censure all’informazione di Belgrado, altri si affannavano a spingere bit contro bit, ognuno vittima delle tentazioni di seguire le proprie radicatissime e antiche convinzioni, così radicate da aver soffocato il proprio “hack”.

Se l’hacking ha dato e dà un insegnamento al mondo, grazie soprattutto a quell’Internet che ha contribuito così sostanzialmente a costruire, sta nella sua capacità di organizzarsi per diffondere una nuova libertà e dimostrarne quotidianamente la *possibilità*. Libertà basata sulla costruzione e non sul suo contrario, sull’individuazione di nuove strade e non sul percorrere vie gonfie della rogna di secoli di violenza.

Il mondo dell’hacking sta faticosamente uscendo dalla fase tecnologizzata e prendendo coscienza della valenza universale del recupero del sé come bene imprescindibile, come auspicato nella Bibbia dell’hacking, il Jargon File. Sta costruendo Freenet, sta lentamente trasportando le proprie conoscenze dalle sequenze di bit a nuove sequenze psicologiche ed informative. I contro-riformatori se ne stanno accorgendo, e l’hacking non ha ancora gambe abbastanza solide per prestare il fianco a divisioni che rischiano di spezzarle.

Martin Lutero

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  • Anonimo scrive:
    Punto e a capo
    Per chi non avesse avuto la pazienza di leggersi tutto l'articolo (scritto molto bene ma certo di non facile lettura) mi sembra di capire che il reato di diffamazione su Internet è perseguibile anche se il provider si trova all'estero.Infatti Internet verrebbe considerato nè più nè meno come un qualsiasi canale televisivo. In altre parole: se un americano, su un canale televisivo americano, offende un cittadino italiano, è punibile. Se lo fa su Internet è la stessa cosa.Ho intitolato punto e a capo perchè mi sembra che questa sentenza possa aprire una nuova pagina sull'utilizzo di Internet in questo paese.Voglio dire che se un sito Internet è come un canale televisivo, valgono anche altre leggi, come ad esempio la tutela dei diritti d'autore. Non sarà più possibile quindi prelevare materiale da Internet e farlo proprio, come si è fatto finora. Mi riferisco al caso di Mark Bernardini, un caso lampante di appropriazione indebita di opere altrui.
    • Anonimo scrive:
      Re: Punto e a capo
      Il problema non è tanto dell'equiparazione di Internet al mezzo radiotelevisivo (la SC ha fatto questo ragionamento per spiegare che non si addentrava più di tanto nel campo specifico SOLO PER quanto concerneva la differenza tra ingiuria e diffamazione). In effetti da tempo il diritto d'autore è tutelato anche in rete, magari può essere più difficile "provare in giudizio" quello che è successo, ma ti assicuro che le norme si applicano anche alla rete. Preciso solo che - magari - è necessario qualche accorgimento "tecnico" (steganografia, watermarking) per marcare le immagini, i suoni, i brani immessi nella rete.SalutiLuca de Grazia
      • Anonimo scrive:
        Re: Punto e a capo
        Caro Luca,Quando parlavo di tutela dei diritti d'autore su Internet mi riferivo soprattutto a chi copia le idee altrui. Tutelare una immagine (un disegno, ecc.) è certo più semplice.Ma che cosa si può fare contro chi crea un sito Internet uguale uguale ad un altro sito di successo, oppure chi preleva pezzi di codice HTML, Java, Flash?Mi puoi spiegare in due parole come funzionano quelle tecniche a cui accennavi (watermarking, steganografia) ?Grazie
        • Anonimo scrive:
          Re: Punto e a capo
          Immagino che il sig.AB abbia sempre creato INTEGRALMENTE tutte le sue produzioni intellettuali, senza alcuno spunto da idee di altri.O qualche volta per fare un tema ha copiato dall'enciclopedia, e magari è stato promosso?Se così fosse forse, farebbe contento l'autore di ciò che ha scopiazzato se lo ringaziasse oggi per averlo aiutato ad imparare qualcosa.E magari potrebbe continuare ad imparare qualcosa comprando l'ultima opera di quell'autore, che nel frattempo è progredito, senza accontentarsi di sbirciare solo qualche pagina del suo lavoro.O il sig.AB non ne ha bisogno perchè DA SOLO è riuscito ad avere tutte le idee per ciò che ha fatto sino ad ora?Ciao a tutti.Roberto
          • Anonimo scrive:
            Re: Punto e a capo - risposta a Roberto
            - Scritto da: roberto
            Immagino che il sig.AB abbia sempre creato
            INTEGRALMENTE tutte le sue produzioni
            intellettuali, senza alcuno spunto da idee
            di altri.
            O qualche volta per fare un tema ha copiato
            dall'enciclopedia, e magari è stato
            promosso?
            Se così fosse forse, farebbe contento
            l'autore di ciò che ha scopiazzato se lo
            ringaziasse oggi per averlo aiutato ad
            imparare qualcosa.
            E magari potrebbe continuare ad imparare
            qualcosa comprando l'ultima opera di
            quell'autore, che nel frattempo è
            progredito, senza accontentarsi di sbirciare
            solo qualche pagina del suo lavoro.
            O il sig.AB non ne ha bisogno perchè DA SOLO
            è riuscito ad avere tutte le idee per ciò
            che ha fatto sino ad ora?

            Ciao a tutti.

            Roberto--------------------------Non capisco proprio questo tono arrogante e saccente. Mi ricorda tanto quello di una certa persona (di cui non faccio il nome) che usava Internet per fregare cose che non gli appartenevano e poi alla fine ci ha rimesso anche la camicia...Ma veniamo alle tue domande. Ebbene sì, io sono "un genio". Un inventore di professione. E mi stanno oltremodo sulle palle le persone che copiano le idee altrui.Solo nell'ultimo anno ho avuto idee per realizzare almeno una ventina di siti Internet basati su idee assolutamente nuove e innovative, per non parlare di altri 10 brevetti per applicazioni industriali.Non ne ho realizzato nemmeno uno e sai perchè? Mi sono rivolto a gente esperta e la risposta è stata la stessa: "non ti puoi tutelare. Un modo per fregarti lo trovano sempre!" E allora vorrà dire che per vivere continuerò a fare il consulente di informatica e il mondo farà a meno delle mie idee.
        • Anonimo scrive:
          Re: Punto e a capo
          Tieniti il tuo codice, ed inventateli da solo il watermarking e la steganografia, senza andarla a SBAFARE da altri ;-))
        • Anonimo scrive:
          Re: Punto e a capo

          Ma che cosa si può fare contro chi crea un
          sito Internet uguale uguale ad un altro sito
          di successo, oppure chi preleva pezzi di
          codice HTML, Java, Flash?Molto sinteticamente: se si prelevano solo "pezzetti" effettivamente mi sembra un po' difficile di vera e propria copia; spesso e volentieri si tende a reinventare la ruota, e non si tiene presente che in qualunque tipo di professione vi sono dei mattoni di base che dovrebbero essere conosciuti da tutti e che perciò non sono tutelabili in se.Ricordo poi che un sito **non** può essere tutelato come tale, ma soltanto "a pezzi", ovvero, per le immagini, per i suoni, per l'aspetto grafico, per i programmi eventualmente contenuti, per le banche dati dalle quali è costituito.Metodi: deposito presso la SIAE ovvero presso un notaio.
          Mi puoi spiegare in due parole come
          funzionano quelle tecniche a cui accennavi
          (watermarking, steganografia) ?In realtà la tecnica è una, quella della steganografia (dal greco scrittura nascosta),che ora in inglese è chiamata watermarkingSe vuoi approfondire il tema è sufficiente effettuare una ricerca in rete con il termine citato.In pratica si preleva da un'immagine ovvero da un file audio un "bit" per ogni pixel di colore (per esempio, il rosso non sarà più 200,200,200 [RGB] ma 200,200,199).In questo modo si avrà una quantità di bit nei quali potranno essere scritte, magari crittografate, delle notizie atte ad individuare univocamente chi ha prodoto l'immagine (o il suono).Ovviamente ad occhi nudo (o ad orecchio) non è assolutamente distinguibile alcuna differenzaSalutiLuca de Grazia
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