Larry Page torna a parlare

Torna in pubblico il CEO di Google, dopo la misteriosa malattia che lo ha tenuto lontano dai riflettori. Dalla privacy europea all'antitrust statunitense, i temi caldi per Mountain View
Torna in pubblico il CEO di Google, dopo la misteriosa malattia che lo ha tenuto lontano dai riflettori. Dalla privacy europea all'antitrust statunitense, i temi caldi per Mountain View

Con la voce debole e bassa, il CEO di Google Larry Page è tornato sul palco nella sua prima apparizione pubblica dallo scorso giugno, dopo aver disertato – a causa di una malattia mai meglio specificata – sia l’incontro annuale con gli investitori che il classico appuntamento con la comunità degli sviluppatori (I/O).

In camicia e sneaker da passeggio, Page è intervenuto nel corso dell’ultima edizione delle conferenze Zeitgeist Americas , dedicata ai vari partner del colosso di Mountain View. Dalla sfida delle mappe con l’altro gigante Apple ai nuovi servizi web, il CEO di BigG ha parlato a ruota libera per quaranta minuti.

Nessun accenno alle sue condizioni di salute – “sono qui, e sono molto felice” – ma una risposta chiara sulle recenti indiscrezioni che vedrebbero i membri della Federal Trade Commission (FTC) pronti ad avviare un’indagine antitrust per un presunto abuso di posizione dominante nel mercato del search globale .

Google collaborerà , pienamente fiduciosa del suo operato nel settore. “Quando qualcuno cerca qualcosa su Internet, non cerca link ad altri motori di ricerca – ha spiegato Page – piuttosto un prodotto particolare. Io credo che tutti noi vogliamo informazioni su prodotti e servizi. Specie quando vogliamo acquistarli”.

Spostandosi sull’altra sponda dell’Atlantico, il CEO di BigG ha ricordato le indagini scatenate dalla francese CNIL sul nuovo pacchetto di policy semplificate, spremute. Un’occasione per ribadire quanto già spiegato all’Europa dal global policy counsel Peter Fleischer: la privacy californiana è pienamente rispettosa delle leggi comunitarie .

Con un avvertimento agli utenti: l’eccessiva regolamentazione di Internet, la restrizione delle attività consentite ai suoi netizen , “è un grande rischio per tutti noi”. Lo stesso co-founder di Google Sergey Brin aveva lanciato un allarme simile, accusando la cybercensura governativa, le lobby anti-pirateria, i cosiddetti walled garden di Apple e Facebook.

Proprio verso la Mela è partita la stoccata sulle mappe, dopo l’ uscita del servizio di Mountain View dalla nuova release iOS 6. Page ha parlato di utenti in rivolta, con numerose lamentele sul livello di accuratezza delle mappe di Apple. Non è chiaro se Google svilupperà un’applicazione per dispositivi iPhone e iPad .


Mauro Vecchio

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17 10 2012
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