L'asina è una periferica nomade

Punto Informatico si è imbattuto in Lasino.org, blogger che vaga per l'Italia assieme ad un'asina carica di domande, e di un po' di tecnologia - a cura di Luca Schiavoni

Roma – Nell’Era di Internet può sembrar strano andarsene per viottoli cercando di rintracciare un ragazzo che con un’asina sta percorrendo sentieri e strade antiche, la via francigena e non solo. Eppure Internet è anche qui, surfato da un grosso quadrupede che viene accompagnato da un uomo, in questo suo viaggio-avventura raccontato nel e dal blog lasino.org .

Il duo Incontro questo insolito blogger itinerante, assieme a Soma, tra le colline toscane di San Miniato, interrompendo così il loro cammino verso Assisi ed oltre, verso sud. La grande asina di origini catalane è carica di borse e sacchi, che contengono anche la tecnologia necessaria per completare l’esperienza di viaggio. Riesco a rintracciarli sulla collina di Moriolo , là dove il GSM non arriva, tra pievi e uliveti. Lasciamo l’asina a mangiare un po’ d’erba di campo, e c’è tempo per chiacchierare all’ombra di una siepe.

Punto Informatico: Un viaggio per l’Italia, usando Internet per raccontarsi e raccogliere informazioni. Ma come mai proprio insieme ad un asina?
Lasino.org: L’asina è una periferica nomade che mi permette di interagire con le persone, le storie, i racconti. Molti li registro sul mio iPod pronti da essere utilizzati come podcast.

Soma PI: Ma l’idea del blog come è nata?
L: Di solito i blog sono autoreferenziali o comunque crescono intorno alla persona che li cura. Lasino.org, a partire dal nome che… è un po la somma di “noi due”, concentra comunque l’attenzione sull’animale, senza la quale questo viaggio non sarebbe stato lo stesso.
Le persone mi fermano e parlano con me soprattutto grazie a “lei”, è l’asina che si racconta nel blog in fondo. Non vuole essere, e non è, un blog personale anche se poi molte impressioni di viaggio e racconti sono miei, ritraggono inevitabilmente il mio punto di vista. Ma l’importante è l’esperienza in sé, e la riscoperta di tanti modi differenti, e antichi, di vivere che sono ancora esistenti. Li sto vivendo “on the road” e documentandoli, per la mia memoria ed anche per condividerla.

PI: Nel blog si parla di vivere con poco, di viaggiare con poco, di legarsi poco agli oggetti e alle “cose”. In effetti porti dietro solo l’essenziale, spendi pochissimo per dormire e mangiare (come l’asina, che sta mangiando erba nel prato) e vai avanti anche grazie all’aiuto spontaneo delle persone che mano a mano incontri sul cammino. Per quale motivo allora utilizzare un computer, le sue memorie, i suoi file e cartelle, e tutto quel che può conservare?
L: Beh, il computer per me rappresenta il modo più comodo per avere musica, ricordi, fotografie e tutto quel che racconta la mia storia ed il mio modo di viverla. È un contenitore di tante cose, in poco spazio (ottimizzato). Comodo! Un vecchio portatile 12″ di quattro anni che fa ancora il suo dovere. Per questo viaggio ho comprato soltanto un economico GPS che mi permette non solo di sapere la mia posizione, ma anche di avere le coordinate su Google Maps per creare una galleria fotografica itinerante che mostra le foto nella cartina, nel posto in cui sono state scattate, incrociando i dati delle fotografie digitali con la nostra posizione nel corso del tempo.

PI: E per connetterti cosa utilizzi?
L: Ho una scheda UTMS-GPRS, ma cerco di trovare o alloggiare in posti che mi possano offrire una linea telefonica per andare su internet. Più che altro il problema è inviare le foto, ma per aggiornare il blog col testo e WordPress è sufficiente la mia scheda con le 100 ore mensili.

PI: Un lungo viaggio, se ho ben capito
L: Qualche mese, spendendo quello che molte persone spendono per una settimana di vacanza. Sono partito all’inizio di agosto dalla Val di Susa percorrendo mediamente una trentina di chilometri al giorno. Andando lentamente, a passo d’uomo e d’asina, e con la lentezza si guadagna in esperienza e si allargano gli spazi d’osservazione. Si dilata lo spazio, ed il tempo rallenta. Molte persone con tanti anni, incontrate nel cammino, mi raccontano che andare in giro con l’asino era la consuetudine, come ora l’automobile. Ma ho anche incontrato una signora che ancora oggi ha tre asini, uno dei quali viene usato per andare a fare la spesa.

PI: L’asina è la vera protagonista insomma;) Vuoi parlarmi allora di Donkeypedia ?
L: Camminare con un asino a fianco è un modo per arrivare al cuore della gente. Donkeypedia è un progetto nato, e che sto cercando di costruire, insieme a 4XM.nl , sull’idea di un viaggio attraverso l’Europa scambiando idee, cultura, ammirando ed apprezzando i panorami, scambiando esperienze, utilizzando sempre la Rete come luogo di scambio e di condivisione.
Per riflettere, costruire e conservare una memoria collettiva.
Spero di portarlo in porto. Si è costituita una fondazione ad Amsterdam per portare avanti il progetto e lo stiamo presentando alla ricerca di fondi e finanziamento. Ci siamo recentemente aggiudicati Digital Pioneers un concorso per ottenere dei fondi da utilizzare sullo sviluppo della piattaforma software, un cosiddetto GeoStorytelling, come Bliin .
Questo giro per l’Italia è il mio progetto pilota personale ed è già bellissimo scoprire le piccole differenze tra zone, città e regioni, differenze che si possono apprezzare soltanto andando molto lentamente.
PI: Ma tutto questo non è in contrasto con le “nuove tecnologie”, veloci ed immediate?

L: In fondo le uso solo per lasciare una traccia del mio passaggio, una memoria comune nella quale l’asina è il “motore di ricerca” e comun denominatore.

PI: Che domande fai a chi incontri? Che “informazioni” hai voglia di raccogliere?

L: Domande semplici ma importanti come “credi nei sogni?” o “Sei felice?” ma anche “qual è la cosa più importante della tua vita?” o “come immagini il futuro?” Ma chi vuole può anche partecipare attivamente, facendo un pezzo di strada insieme a me come è già capitato.
Ed anche per questo tipo di informazioni e scambio il sito internet è fondamentale per trovarsi.

Lasino.org, Soma e LucaS PI: Chi vuole come può aiutarti o dimostrare la propria disponibilità a darti una mano in questa avventura?

L: Come abbiamo scritto su Lasino.org “consumo poco e confido di potermela cavare con un po’ di simpatia e solidarietà, accettiamo scambi e baratti, magari troveremo dei piccoli lavoretti a necessità. In fondo siamo animali da fatica e nel viaggio cerchiamo, e accettiamo di buon grado: cibo, elettricità, acqua, un po’ d’erba dove riposare e una connessione internet”. Abbiamo solo le necessità primarie da soddisfare.
Finora la partecipazione è stata buona, nonostante io non avessi pubblicizzato molto l’iniziativa ed il suo divenire. Sono state tante anche le partecipazioni spontanee del “mondo reale”, fotografie ed immagini di un’altra Italia che esiste nello spazio tra una città e l’altra, storie d’altri tempi che si possono ripetere e conservare operando le dovute scelte.

PI: Mi sembra interessante il fatto che insisti a dire che puoi viaggiare e vivere “con poco”, ma in questo “poco” c’è internet. Includendo la Rete nei cosiddetti “beni di prima necessità”

L: Internet è una rete di relazioni, come quella che sto creando in questo viaggio e che si crea parlando con le persone. E quindi è tra le cose indispensabili ai fini di un esperienza simile, per questo nostro viaggio. Come dice Indymedia “diventa il tuo media”, ed internet è indubbiamente uno degli strumenti più semplici ed immediati per trasmettersi e conoscersi. Noi siamo il canale Lasino.org, e siamo online e on the road per contenere questa storia in divenire.

a cura di Luca\S
Un sincero ringraziamento per la collaborazione ad Andrea Vagnoli.

Verso Assisi

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti