Lavoro IT/ Riconoscere un bravo programmatore

di Giuseppe Cubasia - Una delle sfide di chi cerca lavoro è quella di comunicare le proprie capacità. Per chi deve assumere, invece, la sfida è capire se lo sviluppatore che si presenta ha le carte in regola per farsi strada
di Giuseppe Cubasia - Una delle sfide di chi cerca lavoro è quella di comunicare le proprie capacità. Per chi deve assumere, invece, la sfida è capire se lo sviluppatore che si presenta ha le carte in regola per farsi strada

Navigando in rete mi sono imbattuto in un interessante post ” How to recognize a good programmer “, di Daniel Tenner. Il post prende lo spunto da una riflessione di Paul Graham che indicava tra i 18 errori che fanno fallire una start-up la mancanza di buoni programmatori.

Daniel alla fine dell’articolo elenca anche gli indizi che dovrebbero aiutare a far riconoscere un buon programmatore.

Indicatori positivi
– Passione per la tecnologia
– Programma come se fosse un hobby
– Ti parlerà di un soggetto tecnico se incoraggiato
– Significativi progetti personali realizzati
– Impara da solo nuove tecnologie
– Ha una sua opinione su quale tecnologia sia migliore a seconda dell’uso
– Lavora a malincuore su una tecnologia che disapprova
– È chiaramente svelto, è un piacevole conversatore su una grande quantità di argomenti
– Ha iniziato a programmare molto prima dell’università
– Oltre a quanto detto nel CV, ha realizzato grossi progetti che non menziona
– Conosce un sacco di tecnologie, anche se non lo dice nel CV

Indicatori negativi
– Programmare è un lavoro a giornata
– Non parla di lavoro, anche quando incoraggiato
– Impara nuove tecnologie nei corsi pagati dall’azienda
– Lavora felicemente con qualsiasi tecnologia voi adottiate
– Non sembra “sveglio”
– Ha iniziato a programmare all’università
– Tutto il suo lavoro da programmatore è nel CV
– Conosce solo una o due tecnologie.

Personalmente concordo con i primi 6-7 indicatori positivi, ed anzi, ne aggiungerei altri:
– Quando mancano gli strumenti adatti per fare qualcosa, se li crea da solo
– Porta sempre a casa un risultato, a costo di rimetterci personalmente
– Difficilmente fa quello che gli si dice di fare, in genere fa molto di più

La cosa che ho trovato più interessante nel post è che si sia detto che è fondamentale per un’azienda assumere good programmers per avere successo, ed è assolutamente vero, per quel che mi riguarda.
Anche se l’ICT è un servizio per l’azienda, avere dei buoni programmatori (più generalmente degli informatici degni di questo nome), si trasforma immediatamente in un ottimo investimento. Stimo dalla mia esperienza ventennale che il valore di una persona competente si trasformi per un’azienda tra i 100.000 ed i 200.000 euro di risparmio in soluzioni informatiche.

Ma allora perché è cosi difficile sia per un’azienda assumerli, sia per dei bravi informatici farsi assumere?
È semplice. È solo una questione di valori.

Come ben si dice nel ” Metodo Anti Stronzi ” o meglio anche ” Nell’arte di avere sempre l’ultima parola “, si tende sempre ad assumere o a riconoscere il valore solo in coloro che ci sono simili. Di conseguenza un manager o un selezionatore dell’ufficio del personale assai difficilmente potrà mai capire se davanti a se ha un buon programmatore perché gli mancano i valori che un altro buon programmatore ha e che riconoscerebbe a prima vista in un altro. E siccome gli mancano i valori, anche se per sbaglio ne trovasse uno, non saprebbe come motivarlo, non comprenderebbe i vantaggi che ha ad averne uno in casa, non saprebbe come usarlo, e alla fine si farebbe di lui un’idea completamente sbagliata, costringendolo a cercarsi un altro lavoro.

La morale di questa storia è semplice: se cercate della gente in gamba, fatela cercare da chi conosce la gente brava, inoltre sappiatela gestire e soprattutto remunerare, perché sono tesori preziosi.

Ah, c’è un ultimo indicatore: la gente in gamba si fa ricordare.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

I precedenti interventi di G.C. sono disponibili a questo indirizzo

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16 10 2008
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