Lavoro IT/ Sorry, in Italia non torno

Giuseppe Cubasia intervista Alex, un altro informatico italiano da tempo trapiantato a Dublino. L'Italia? Gli informatici sono trattati come oggetti di scarso valore. L'innovazione? Una sconosciuta

Roma – È davvero cosi verde l’erba del vicino?
Davvero sono sufficienti le mie conoscenze informatiche ed il mio inglese “buono” per candidarmi per un lavoro che mi consenta di uscire dalla condizione di “Bamboccione” a cui questi 1000 euro al mese mi condannano?

Ho provato a chiederlo ad Alex che ha scelto d’avere un futuro al di fuori dell’Italia.

Domanda: Età e da quanti anni sei fuori dall’Italia?
Quasi 35, ed ormai è più di un anno che sono andato via

Domanda: Dove sei stato e come hai maturato l’idea di andare via?
Per studio e per lavoro ho girato parecchi contesti IT internazionali, tra cui la Silicon Valley. Ovviamente non è la prima volta che mi sono trasferito all’estero per lavoro ed attualmente mi trovo a Dublino.
Sono circa dodici anni che lavoro nel settore IT, certo la mia esperienza, la mia buona conoscenza dell’inglese e la mia precedente esperienza all’estero, mi hanno aiutato non poco nel trasferimento, anche se la parola giusta sarebbe “emigrazione”.
La mia decisione come quella di molti è maturata, ahimè, sopratutto a causa della crisi del settore IT, per come è gestito, soprattutto dal punto di vista della fornitura di consulenza specialistica. Aziende che fanno solo da intermediari, senza nessuna professionalità. Basta vedere gli annunci su Moster, ad esempio, di esperti di “conoscenza di prodotti di network” Inter Process Comunication di Unix, per rendersi conto che non sanno di cosa parlano.

Domanda: In Italia se hai più di 35 anni sei un vecchio e se sei senza una laurea ti è difficile inserirti in contesti competitivi: è lo stesso anche fuori?
Il discorso è un po’ più complesso. È ovvio che in Italia, come ovunque, un titolo di laurea è importante, ma è ovviamente anche importantissima la capacità e l’esperienza.
Ti faccio un esempio. Un mio collega trasferitosi qualche mese fa è un perito informatico con un’esperienza di parecchi anni. Arrivato qua non ha trovato nessun problema a trovare lavoro.
Il problema è che in Italia, se noti, in tutte le inserzioni vi è scritto che è “preferibile la laurea in ingegneria” anche se il lavoro richiesto è quello di fare data entry o scansionare documenti.
Bisognerebbe guardare assai in Italia, a quale figura si cerca, e scegliere quale tra i vari candidati “fitta” (scusa l’inglesismo) di più. Ma il problema è che tante, troppe volte, le inserzioni che vedi in giro per i portali del lavoro sono per la maggior parte fatte da aziende di 5 o 6 dipendenti che vendono consulenti ad altri e che troppe volte non sanno nemmeno loro cosa il cliente chiede e così, anche per scansionare documenti, cercano un ingegnere.
Per quanto riguarda l’età, io a 35 anni non ho avuto alcun problema ad inserirmi anche in contesti internazionali importanti.
La differenza principale che ho riscontrato è che qui ti cercano per le qualifiche richieste, e per l’esperienza accumulata, ed il concetto di body-rental all’italiana qui è completamente inesistente.
Il recruiter è recruiter e basta. Vive sul supporto nella ricerca del personale e non ha certo (come succede sempre in Italia) la commessa di terze parti.

Domanda: Come ci si sente a lavorare senza l’articolo 18 (quello che obbliga il reintegro dei lavoratori)?
Bella domanda, io essendo stato consulente per parecchi anni, e avendo sulla testa il rischio del mancato rinnovo del contratto in Italia, la sentivo una spada di Damocle che pendeva ogni 3-6 mesi. Ora non avverto più questa sensazione, anzi ti dirò di più: lì dove il concetto all’italiana del licenziamento non esiste personalmente mi ci trovo assai meglio. Con il tipo di legge sul lavoro che vi è all’estero, non ne vedi di dipendenti (come vedevo nel nostro paese) che leggono il giornale, invece di lavorare.
La meritocrazia, negli altri paesi, è sentita. In Italia, vale meno di zero. Il problema è tutto lì.

Domanda: Lo stipendio che percepisci rispetto alla media dei lavori com’è e cosa ci puoi fare?
Generalmente lo stipendio rispetto agli altri lavori in Irlanda è superiore di 10k – 20k euro annui, e con le tasse molto più basse rispetto a quelle italiane si vive assai bene.
Qui un informatico non lo vedresti mai a 24k euro lordi annui, anzi ho notato con piacere che il concetto di svendita al ribasso non esiste. Se vali è giusto che ti paghino per quello che vali.
Andrebbe spiegato anche in Italia.

Domanda: So che leggi P.I. e quindi conosci com’è la situazione delle Dilbert’s company italiane, qui invece come definiresti le company estere?
Beh si, PI lo leggo ormai da circa 10 anni.
Dilbert come sai è un fumetto statunitense, quindi molte ” interessanti deformazioni professionali” del nostro settore sono peculiari ovunque tu vada, va da sé che ovviamente ci sono parecchi distinguo.
La qualità del lavoro nelle aziende all’estero è elevatissima.
Sono riconosciute le capacità alle persone in modo diretto e anche in modo economico.
All’estero l’organizzazione del lavoro e della struttura funziona come un orologio.
Il concetto tutto italiano, “se un professionista è bravo se ne va a chi importa” è totalmente sconosciuto, se sei bravo, fanno di tutto per evitare che te ne vada.
La qualità e il valore sono regole riconosciute e accettate, sopratutto nel settore IT americano, dove se vali riconoscono il valore e le capacità della persona.
Insomma, tirando le somme il mio giudizio è assai positivo.

Domanda: Quanto sono importanti le persone dove lavori tu?
Parecchio, sono importanti e fondamentali per il ruolo che svolgono all’interno della struttura aziendale e cooperano in modo strettissimo tra loro. Qui è impossibile vedere un Sales che dice qualcosa al cliente se prima non è stato confermato dai tecnici o dagli sviluppatori.
È impossibile vedere un Project Manager che non sappia fare il suo lavoro, (come ogni tanto vedi in Italia) perché c’è qualcuno che lo ha messo lì.
Insomma le persone sono importanti, e con loro si prendono assai seriamente i ruoli che ricoprono.

Domanda: Come è avvertita l’innovazione da Voi?
Come fatto fondamentale ed economicamente importantissimo. Più una tecnologia è nuova ed è valida, e più all’estero si prende in considerazione velocemente. All’estero, ad esempio, ho visto aziende nascere dopo pochi mesi che era uscito un rfc su un nuovo tipo di protocollo. Una cosa simile in Italia sarebbe da fantascienza.

Domanda: Pensi che vi sia un IT capace e competitivo in Italia?
Sì esiste, ma è soffocato. Diciamolo una volta per tutte: di tecnici in Italia, ci sono, e sono molto bravi, ma sono in mano ad un mercato italiano fatto di body-rental, di consulenze a mezzo servizio, e di contratti a progetto rinnovabili.
Mi è capitato più di una volta di cercare di spiegare all’azienda che mi vendeva al cliente cosa facessi. Molte volte mi guardavano sgranando gli occhi e rispondendo: “Non ci ho capito un acca”
Tira le conclusioni tu stesso.

Domanda: Quando dici che sei italiano e provi a raccontare come si lavora in Italia cosa ne pensano i tuoi colleghi?
Se ci penso mi viene da ancora da ridere. Molte volte le aziende estere guardano increduli il tuo cv e ti chiedono (e non solo a me, è una domanda ricorrente a tutti i professionisti IT italiani trasferiti): “Perché ha cambiato cosi tante aziende in poco tempo? Ci sembra bravo, perché le aziende non hanno fatto in modo che rimanesse a lavorare dove era?”
Vaglielo a spiegare che molti lavori in Italia sono a progetto con scadenza trimestrale-semestrale od annuale, per un’azienda dove sei consulente del consulente del consulente, e che quando chiudono la commessa ti salutano e ti mettono alla porta, fregandosene se sei Dennis Ritchie o l’ultimo arrivato.

Domanda: In Italia vi è la fuga delle professionalità, cosa ti indurrebbe a tornare?
Se vedessi un mercato IT come lo è in Irlanda in Inghilterra o negli States, forse tornerei, ma in un paese ingessato economicamente e qualche volta mentalmente come il nostro, lo vedo più un bel sogno che una futura e concreta realtà.

Domanda: Qualcosa di negativo però ci sarà anche all’estero. Cosa c’è che gradisci di meno?
Eh anche questa è una bella domanda. Credo non essere lingua madre, sia una cosa che dà fastidio. Parlare una lingua diversa non è sempre facile.
Molte volte è difficile esprimere concetti complessi, o seguire una conversazione quando due persone di lingua madre si mettono a parlare molto velocemente, difficilmente li segui, e dà fastidio chiedere ogni volta di ripetere lentamente.
Va detto anche che un inglese che parlasse italiano e dovesse seguire una nostra conversazione troverebbe gli stessi problemi.
Parlare comunque una lingua che non è la tua, non e mai facile, per quanto tu la conosca bene.
Per il resto, ci sono problemi di comunicazioni e incomprensioni un po’ dovunque, indipendentemente se sei in Italia, negli States o in Australia.
La differenza che esiste tra il mondo di lavoro nostro e quello estero è che i problemi dovuti da differenti punti di vista sono gestiti molto meglio.
Insomma a fatica, ma di punti di vista negativi non li vedo proprio, anche volendo cercarli come invece accadono sullo Stivale.

Domanda: Come si riesce a far carriera all’estero? Mi spiego. In Italia dopo un po’ un tecnico o diventa manager o la sua carriera è bloccata. Qui come funziona?
No, qui il tecnico fa la carriera del tecnico.
Prima si è tecnici, poi si diventa team leader poi technical manager di più gruppi e poi via via sempre più in alto e qualcuno può diventare anche CTO. Insomma il concetto di carriera bloccata non esiste, perché come ti dicevo prima, qui vali in base a ciò che sei, non a chi conosci.
Certo ovviamente come in tutte le aziende, dipende da quali sbocchi ci sono e da quali sono le possibilità, cambia da azienda a azienda. Ma certo che qui su una cosa sono chiarissimi: ti dicono subito dove e quanto puoi salire. Più seri di cosi.

Domanda: È vero che il lavoro è spesso gestito autonomamente? Il mito che si lavora per obiettivi ed il tempo lo gestisci tu è vero?
Si, tantissime volte ma è anche vero però che esistono delle milestones (le milestones, per le aziende, indipendentemente dalla grandezza e dalla loro prosperità, sono fondamentali), per questo in quel caso si lavora per l’obiettivo comune, e dipende sempre dal contesto, dall’azienda e nel settore in cui si opera.
Comunque confermo che se non ci sono milestones od obiettivi prefissati, mi gestisco autonomamente.

Il miglior riconoscimento per il tuo lavoro qual è stato?
Aver sentito per la prima volta alcune frasi come:
“Bravo hai fatto un bel lavoro”,
“Come mai il tuo collega non ci aveva pensato a questa soluzione?”
“Non ti preoccupare, è di mia responsabilità la faccenda”.
Parole che in Italia non ho mai sentito. In Italia se il lavoro che fai è fatto bene, è una cosa normale, se è fatto male la colpa è la tua; se hai pensato ad una soluzione innovativa, ci aveva pensato qualcun’altro (che non è mai vero, ma cosi minimizzano il tuo lavoro e poi non la applicano) e soprattutto la colpa è sempre la tua. Qualsiasi cosa accada alla fine ti arriva in Carbon Copy una mail che dice che la colpa di tutto è del consulente. Nel “Bel Paese” i meriti agli altri e le rogne a te.

Domanda: Consiglieresti ad altri di seguire la tua stessa strada?
Sì assolutamente, se si è sicuri di sé e si hanno le capacità e un’esperienza idonee.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

I precedenti interventi di G.C. sono disponibili a questo indirizzo

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  • VITTORIO PRINCIPE scrive:
    WIMAX - per Tutti?!
    OGGI MI TROVO A PAGARE TELECOM ITALIA, TISCALI; UNA BOLETTA A TELECOM ITAIA, DUE A TISCALI: PER POTER AVERE TELEFONATE SENZA LIMITI, è INTERNET FLAT DALLE ORE 9 ALLE ORE 18.In tutto pago ogni mese la somma di 54 EURO.dUE GIORNI FA O FATTO LA DISDETTA A TISCALI; SONO ANCHIO IN ATTESA DI WIMAX, PER ADESSO PER SCARICARE UN FAIL DI 20 MEGA CI VOGLIANO LA BELEZZA DI 12 ORE.PER IL MOMENTO è ARRIVATO CONSULSAT WI-FI, IO VORREI FARE IL CONTRATTO CON L'ORO, MA NON SO SE NE VALE LA PENE,è UQUALE A ADSL?!QUALCUNO MI PUò DARE UN CONSIGLIO. GRAZIE.
    • Figheras scrive:
      Re: WIMAX - per Tutti?!
      Ciao,Girovagando per il sito ho trovato la tua richiesta di avere maggiori informazioni in merito alla connettività wireless dell'azienda Consulsat.Beh ti dico subito che io sono un loro abbonato gia da diversi mesi, utilizzo sia internet che voip in contemporanea e non ho avuto mai problemi ne di latenza per quanto riguarda le telefonate via internet, ne lentezza nel navigare sulle pagine web e nemmeno in streaming, e questo in tutte le fasce orarie.Un'altra cosa, la tecnologia che utilizza consulsat non è la famosa "WI-FI" che utilizza frequenze 2,4 Ghz (poco stabili, in cattive giornate, sia di nebbia che di pioggia), bensì la poca conosciuta Hiperlan2 che utilizza frequenze a 5 Ghz, molto stabili e piu affidabili, ed in qualsiasi condizioni metereologiche non si ha alcun tipo di handicap, e poi loro prelevano banda da fibra ottica, e tutti noi sappiamo della sua affidabilità.Spero di esserti stato di aiuto, in caso avessi bisogno di qualcos'altro contattami.Saluti filippo Antonio
  • Might scrive:
    Onore al merito
    Di un ottimo pensatore e grande articolista come Calamari.Effettivamente, come già detto da qualcuno, i suoi articoli sono talmente ben scritti da lasciare poco spazio a repliche e discussioni, ma possono solo essere quotati in toto come ho visto che è accaduto nella grande maggioranza dei thread. Temo però che questo confermi un mio vecchio timore: il grosso difetto di noi Italiani (I maiuscolo, perché è sempre e comunque la mia patria) è che siamo troppo corruttibili dal potere: se contiamo poco o nulla, siamo tutti capaci di essere integerrimi e pieni di moralità, ma come ci viene data una minima possibilità di comandare sugli altri... apriti cielo! E da questo penso che conseguano tutti gli altri problemi di questo martoriato paese. Per questo, quindi, non lo vedrei volentieri inglobato in qualche apparato di partito (cosa peraltro suggerita in qualche post), avrei paura che il suo lucido pensiero venisse stritolato dai giochi di potere della nostra squallida politica...Non credo che siamo in grado di amministrarci da soli, in Italia, dal piccolo capoufficio che deve disporre il lavoro di 3 persone al Presidente del Consiglio, ma esiste qualche soluzione? Purtoppo io non ne ho, se non che venga qualcun altro dall'estero a comandarci. Una cosa, questa, che inevitabilmente prima o poi succederà, se andiamo avanti di questo passo, e allora forse cadremo dalla padella nella brace.
  • CCC scrive:
    OTTIMO
    sottoscrivo integralmente l'ottimo articolo (al quale proprio non saprei cosa aggiungere) di Marco Calamari... e intanto noto con piacere, dal numero dei post, che i suoi lettori sembrano essere in aumento
  • golfball scrive:
    grande Marco
    sempre ottimi articoli.però ho come la sensazione che le tue parole non verranno ascoltate o lette da chi ne ha veramente bisogno...purtroppo.
  • Lorem Ipsum scrive:
    Il solito Calamari, e PS
    Come sempre ottimo l'intervento di CalamariPSMi avrebbe fatto piacere sentire anche nomi, date e circostanze nell'articolo, Marco. Nell'italia del nessuno a colpa o la colpa e' di qualcun'altro, dove nessuno paga ed e' responsabile di niente, fare nome e cognomi e' un atto di giustizia. La prossima volta che si parla della privatizzazione telecom io piazzeri qua e la' un paio di D'Alema, una manciata di Prodi ed una dozzina di Colaninno.Saluti
  • MisterEmme scrive:
    Mon Calamari non delude mai
    come da oggetto
  • Kyashan scrive:
    perchè non giriamo quest'articolo...
    ai vari partiti????Chi si impegna a dare un ruolo a Calamari (Calamari volendo) oppure a rispettare i punti spiegati allora avrà il nostro voto...so che lo sconforto e le false promesse si buttano,ma provare piuttosto che restare impassibili ( e votare il male minore) mi sembra l'unica soluzione..a meno di non votare nessuno (come farò io)
    • Vota Te scrive:
      Re: perchè non giriamo quest'articolo...
      Sinceramente non ti capisco. Nessuno ti rappresenta? Scegliere il male minore non è una soluzione? Non stare fermo, scendi in campo ! E' l'unico modo per farsi rispettare. Più siamo, meglio sarà.http://votate.netsons.org
  • Cryptainer scrive:
    Ottimo
    Non ho altro da aggiungere a quanto scritto dal sempre ottimo Calamari.Trovo i tuoi articoli fra i migliori di P.I.E non ti preoccupare se ti sembra avere solo 17 lettori, secondo me sono molti, ma molti di più.Se susciti pochi commenti significa che gli articoli che scrivi sono già essi stessi completi, lucidi ed incontrovertibili. Ovvero un grande e raro pregio.Tutto ciò taglia ovviamente fuori la maggior parte dei troll i quali non avrebbero più appigli sui cui costruire flame generati da volute od errate interpretazioni dei tuoi scritti, mentre lascia spazio ad intelligenti approfondimenti sul tema ed a chi, come me, può solamente cogliere pubblica occasione per ringraziarti ed incoraggiarti nel proseguire il tuo lavoro di informazione.
  • Vota Te scrive:
    Cambiare prospettiva
    Diamoci da fare. Esempi recenti dimostrano che basta poco a smontare il castello di carte che Alcuni si sono costrutiti.Proviamoci. VotaTe!
  • H5N1 scrive:
    Articolo perfetto
    Concordo in pieno con i contenuti e ammetto che è gradevole leggere un articolo così ben scritto che a volte fa sorridere (a denti stretti) e spesso fa riflettere sull'assoluta inutilità della speranza.
  • Ricky scrive:
    Cosa e' cambiato!?
    Scusa, ma cosa e' cambiato?I politici fanno promesse che MAI manterranno.Col tempo le promesse sono diventate BALLE di dimensioni stratosferiche e i politici sono sempre li, sepre gli stessi e se cambiano qualche faccia,per puro tornaconto, lo fanno mettendo ADEPTI CONTROLLABILI o PEDINE o MARIONETTE mentre loro restano nei punti di comando.PEr definizione ERANO le promesse da marinaio quelle meno attendibili, un tempo lontano, adesso direi che possiamo tranquillamente cambiare in "promesse da politico".Solo pochi giuggioloni credono ancora a quello che i politici dicono... la maggioranza o e' indignata e stufa o depressa e rassegnata...Quasi si coccolano con le promesse,oramai esausti da anni di BUGIE sembra quasi che si lascino andare al dolce CREDERCI per non dover guardare in faccia la realta'.Dopo tanti anni e svariate legislature la classe politica ha dimostrato solo una cosa:PEGGIORA DI ANNO IN ANNO!Vanno ESTIRPATI dal comando,vanno puniti per pe loro infinite malefatti con ricadute incredibili su tutti noi sia per soldi che per SALUTE...chissa' quante anime hanno sulla coscienza per colpa delle loro scelte dettate da incompetenza e ASSERVILISMO al potere e ai potenti.Il tragicomico e' anche che per questi errori di cosi' ampio impatto LORO non pagano mai...MAI..mentre chi copia un mp3 lo mettono al muro...DIAMOCI UNA REGOLATA GENTE...non si puo' continuare a farsi prendere per i fondelli cosi'...ma l'abbiamo o no una cavolo di dignita'!?
    • Vota Te scrive:
      Re: Cosa e' cambiato!?
      Hey, prendi in mano tu la TUA situazione. Credi che servano 8 ore al giorno? No, basta fare lo stesso sforzo che fai adesso per lamentarti.http://votate.netsons.org
      • Ricky scrive:
        Re: Cosa e' cambiato!?
        Eh?! a me non ne basterebbero 12 al lavoro da quanto c'e' da fare se e' questo che velatamente intendi...Se non e' questo, invece di lamentarti sui lamenti altrui vai ad estirpare i politici e renditi utile...
        • Vota Te scrive:
          Re: Cosa e' cambiato!?
          Il mio non è un lamento, ma un suggerimento. Il tuo messaggio cambia le cose? Ti senti meno frustrato?Passa il tuo tempo a condividere informazioni, le BALLE reggono solo se chi ci crede è maggioranza. Poi tutto cade. Non hai visto cos'è successo da Settembre 2007? Dico, nel 2006 avresti mai pensato di vederli arrancare per far finta di essere nuovi? Non credi che questa sia l'ultima mossa, prima che i nuovi arrivino davvero? Chi credi che siano i nuovi? Io e Te, spero. Stavolta non voglio lasciare che ci sia qualcuno che scenda in campo per salvare solo se stesso. E' ora che in campo ci scenda ciascuno di noi. Poi, DOPO, potremmo tornare a dormire sugli "allori".Ciao.http://votate.netsons.org
  • paoloholzl scrive:
    Voglio l'adozione di formati liberi
    Come da tempo sostengo sul mio blog ...personalmente ritengo che qualsiasi governo vada su in Italia se ha davvero a cuore il bene dei cittadini dovrebbe fare subito una piccola norma.TUTTI i documenti che escono dalla pubblica amministrazione, salvo esplicita richiesta (da farsi per ogni singolo documento), devono uscire in ODF.Una cosa del genere farebbe risparmiare milioni di euro all Italia e ai suoi cittadini spezzando una dipendenza che dura da troppo.
  • TdQ scrive:
    TU al governo e LORO (tutti) in miniera!
    concordo assolutamente al 110%
  • golemwashere scrive:
    Amen!
    concordo al 100%
  • picchiatello scrive:
    Servizi
    Giustamente l'articolista ha posto l'accento su due aspetti fondamentali dei servizi "telematici" del nostro paese, ma al di la dell'utenza privata non ancora totalmente interessata la rete e alle sue problematiche dobbiamo porre l'accento che la perdita di posti di lavoro nell'agricoltura e nell'industria e nel turismo pone in grave crisi anche il settore IT del nostro paese.Se non ci sono clienti e' inutile che io proponga un servizio, specialmente in un paese come il nostro in cui lo stato italiano e' il principale cliente in qualsiasi ambito.
  • Gaglia scrive:
    I-D-O-L-O
    No comment :)Pero' mi sa piu' semplice emigrare :P
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