Lavoro IT, un Manager perfetto

di Giuseppe Cubasia - Come si diventa un grande project manager. Quali sono i metodi da utilizzare e quali quelli da evitare. E bisogna sempre ricordarsi che per raggiungere l'obiettivo ci saranno dei sacrifici da fare

Roma – È abbastanza facile definire chi è il Project Manager. Dicesi Project Manager, da qui in avanti solo Manager, colui che è pagato ed è riconosciuto nell’organigramma aziendale come il responsabile unico di un’attività. In pratica colui al quale l’azienda ha conferito ufficialmente pieni poteri ed ampia delega per il raggiungimento di uno scopo.

Come raggiunga lo scopo, questo piccolo dettaglio se vogliamo chiamarlo cosi, è quasi sempre inutile conoscerlo, basta che siano rispettati i parametri di costo e di tempo fissati. A me piace pensare che un qualsiasi Manager segua questo schema per il raggiungimento di un obiettivo. Ma non è detto che lo faccia. Come ho detto, l’importante non è come si raggiunga lo scopo, ma che lo si raggiunga.

Esistono corsi specializzati tenuti dal PMI che insegnano come e cosa dovrebbe fare un bravo Manager, e consiglio a tutti quelli che aspirino a diventare dei Manager di frequentarli, ma la mia esperienza dice che essere Manager è anche una questione di carattere.

Fondamentalmente un bravo Manager dovrebbe saper raggiungere l’obiettivo assegnato, sapersi ben relazionare con le altre funzioni aziendali e con l’esterno e saper gestire un gruppo di lavoro. La cosa è tutt’altro che facile ed occorre avere un certo “pelo sullo stomaco”, se mi consentite l’espressione, per raggiungere ambiziosi traguardi. Occorre essere talvolta bruschi, decisi, e anche – se necessario – punire o sacrificare qualcuno del team per andare lì dove si vuole andare.

Scusate se cito di nuovo Star Trek, ma un ottimo esempio di cosa intendo è nell’episodio dove Deanna Troi decide di sostenere gli esami per passare a capitano, ma fallisce di continuo il test finale fino a quando non sacrifica un membro dell’equipaggio per salvare la nave. Un Manager per me è questo, è la persona votata al raggiungimento della missione costi quello che costi. È forse per questo che è il primo ad entrare e l’ultimo ad uscire, è il dovere che lo inchioda alla sedia.

Da sempre si è cercato di capire quale fosse il miglior modo di fare questo, ovvero di gestire un team di persone per ottenere un risultato, e ancora non si è ottenuta un’unanime definizione. Si è visto che in realtà si ottengono risultati sia con uno stile di leadership “abbandona e stanga” (se non ti dico nulla stai facendo il tuo dovere, altrimenti ti rimprovero), largamente usato in passato ma molto in voga anche adesso, sia con stili diversi da One minute Manager ( coaching, partecipativo, delegativo, permissivo ).

Un Manager che riuscisse ad applicare tutti gli stili insieme, a motivare il gruppo e, ovviamente, a raggiungere gli obiettivi, è una grande risorsa per un’azienda e una fortuna per chi ha la possibilità di collaborare con lui. Quando questo non accade, alla lunga il Manager si rivela invece una sorgente d’insoddisfazione e la fonte di un forte turn-over. Nel famoso libro Il metodo antistronzi è ben scritto come questi personaggi sono causa di una perdita economica tra il 5 ed il 7 per cento, nonché di un fuggi fuggi generale verso ambienti più salutari.

Il Manager, in una parola, è da solo il 50% di un team, ma dovrebbe sempre ricordare, e al PMI lo insegnano, che il suo lavoro dipende dalle persone con cui collabora e di cui ha bisogno per il raggiungimento della missione.

Per chi volesse approfondire questo aspetto della leadership raccomando il libro di Goleman, Essere Leader . Per chi invece volesse cimentarsi nella gestione di un progetto, beh… lo schema lo avete… fatemi sapere come è andata e buon lavoro.

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

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  • Marco scrive:
    Ovvio
    Più persone,più facilità di accesso,uguale più utenti.Man mano che il tempo passa e la rete si espande divenendo sempre più popolata acquisisce i naturali aspetti del mondo reale,dove i pareri e i professori maestri di vita sono tanti,ma alla fine ognuno è libero di ascoltare o meno chi vuole.Non c'è nessun reale problema.Il numero di utilizzatori che silenziosi passano e leggono senza commentare è elevatissimo rispetto a quei pochi che si fermano a commentare,e ancora maggiore di coloro che si lasciano andare in inutili discussioni.Questo è quanto,in una piazza affollata le persone che camminano passano inosservate,il tizio che si è cosparso di benzina e ha preso fuoco attira l'attenzione,mi sorprende solo che ci sia bisogno di fermarsi a fare riflessioni su una cosa così banale.
  • franco rossetti scrive:
    articolo banale
    un articolo con il quale o senza il quale si rimane tale e quale. Come al solito, del resto.
  • Fabio Metitieri scrive:
    Noi ci ricordiamo tutto
    Ma quale mancanza di memoria, Mafe?Come elefanti, ricordiamo bene che fin dai tuoi primi passettini on line hai cercato di guadagnarti il pane con i "social media", dei quali adesso ci spieghi la (tua) visione, affinche' noi, poveri navigatori ignoranti, non ti si rompa le uova nel paniere contestando le iniziative delle aziende piu' intrusive.E allora? Cosa volevi dire, a parte il fatto, come nella puntata precedente, che i blogger (e tutti gli altri) dovrebbero stare zitti e non criticare le operazioni di "marketting sociale" in Rete, e che devono digerirsi tutto, dalle Twitterate commerciali ai biscotti?Sinceramente, non riesco piu' a seguire queste tue contorsioni mentali.Poi, su questo:"da sempre ripeto che la differenza tra blogger e giornalisti è soprattutto che i blogger parlano solo di cose che conoscono"Oh, e in che film l'hai visto? I blog, storicamente, sono nati come diari personali e di navigazione, non specializzati, dove tutti parlano di tutto. Una tendenza alla tuttologia che negli ultimi tempi si e' aggravata, come dici anche tu (e soprattutto in Italia, aggiungo). Ma e' sempre esistita...Allora, Mafe, chi e' senza memoria storica???Ciao, Fabio.http://xoomer.alice.it/fabio.metitieri
  • Nilok scrive:
    Effettivamente...
    Augh,...forum che si trasduce in Blog......bloggers che si mutano in giornalisti......dissenso che parla di assenso...in effetti non so se mi sono capito.Ho parlatoNilok
  • emmeesse scrive:
    Re: Let it be
    Semplicemente hanno fatto il loro tempo.Sono relitti ancora potenti ma inutilie la storia -forse- li spazzera' viaoppure impereranno a nostro danno
  • picchiatello scrive:
    Diciamolo
    "la mancanza di memoria della rete""Mancanza di memoria, appunto, che però non è il massimo come base per una "rivoluzione dei media"Cerchiamo di non generalizzare, la mancanza di memoria della rete avviene anche perche' ci sono sempre nuovi elementi che la compongono ( meno male) e nel loro iniziatico cammino pongono domande gia' fatte, ben vengano; piu' probabilità che tutto cio' avvenga in usenet meno probabile nei blog, meno ancora nei vib blog.Differenza blogger ( ma anche curatori di siti ect) - giornalisti i primi sono non pagati per raccontare la propria esperienza o solo il proprio stato d'amino; i secondi sono pagati nel 99% dei casi per dire la falsità o la semi-falsità di turno , qualche giornalista si salva con qualche libro ben scritto ma sono una minoranza preoccupante."Stiamo quindi dicendo che se qualcuno si comporta male posso trattarlo male?"Poniamola in altri termini ': se qualcuno ti entra in casa con una bomba a mano ed ha tutta intenzione di usarla aspetti che la usi o cerchi di impedirlo ?Dico questo perche' la legislazione e' abbondantemente dalla parte delle aziende suvvia se in 1% delle volte si riescono a scoprire le loro birichinate dovrebbero essere cosi' sportive ad ammetterlo e fare marcia indietro.
    • mafe scrive:
      Re: Diciamolo
      - Scritto da: picchiatello
      Dico questo perche' la legislazione e'
      abbondantemente dalla parte delle aziende suvvia
      se in 1% delle volte si riescono a scoprire le
      loro birichinate dovrebbero essere cosi' sportive
      ad ammetterlo e fare marcia
      indietro.ah, ma nessuno parla di non svelare le birichinate quando le scopri (cosa che io stessa faccio regolarmente sul mio blog ;-)
      • Marlenus scrive:
        Re: Diciamolo
        - Scritto da: mafe
        ah, ma nessuno parla di non svelare le
        birichinate quando le scopri (cosa che io stessa
        faccio regolarmente sul mio blog
        ;-)Tutto sta a intenderci se le menzogne (il presentare solo i punti di forza, cioè tacere il lato oscuro) rientra nelle birichinate.E della sovrarappresentazione? Se grazie agli investimenti mediatici un argomento che sta a cuore all'azienda diventa più presente di un altro magari più importante (ma per il consumatore e non per l'azienda)? Rientra nelle birichinate?Rientra nelle birichinate mettere nel cassetto una tecnologia (dopo averla brevettata, naturalmente!) perchè i suoi vantaggi per l'utente finale (o per il mondo nel suo complesso) non sono altro che spese (impianti, riconversione, training, ecc.) per l'azienda?L'asimmetria informativa rientra nelle birichinate?Molte delle pratiche prevalenti nell'industria dei media sono considerate (dai tecnici in particolar modo) ben oltre il confine dell'etica, a mio parere. E prima o poi si ritorceranno contro a chi le usa. A cosa serve il continuo tentativo di ridurre la capacità critica di chiunque capiti a tiro? A cosa serve attaccare chiunque cerchi di fare network, di contrastare il predominio del SUO denaro usato contro di lui con la forza del numero (il budget dell'ufficio comunicazione lo paga il consumatore sui prodotti)?. Secondo te i blogger che cadono nell'errore di spargere fuffa anti-qualcosa non sono una conseguenza del tentativo, spesso riuscito, di ridurre la capacità critica dell'audience? Chi parla di quello che non conosce bene, non è forse il prodotto delle politiche di certi uffici marketing (la maggioranza?) che si è ribellato al suo creatore?
  • jack fagiolo scrive:
    uffa, un altro articolo fuffa!
    yawn (sbadiglio)... altre righe sprecate per un articolo che non lascia assolutamente nulla... se non l'impressione che la Mafe sia pagata a riga e perciò abbia interesse ad allungare il brodino disquisendo per ore intere intorno al nulla.... zzzzzzzzzz ... che sonno....
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