Le femtocelle fioriscono ad oriente

A Singapore un operatore locale punta tutto sulla convergenza. Banda larga, telefonia fissa e mobile assieme tra le mura domestiche. Per tutta la famiglia del futuro

Roma – Chiacchierare, senza fare caso a cosa si sta usando per farlo, a tariffe convenienti purché ci si trovi tra le mura di casa. Questo è quanto promette StarHub , fornitore di telefonia fissa e mobile di Singapore, che in questi giorni ha avviato la prima sperimentazione del suo servizio di convergenza : si chiama Home Zone , costa quasi 16 euro al mese (30 dollari di Singapore, scontati del 50 per cento per 12 mesi), e sarà testato in anteprima da 200 clienti del provider asiatico.

La chiave di volta dell’offerta StarHub sono le femtocelle : piccole stazioni radiobase casalinghe , da collegare alla propria connessione a banda larga per garantire al proprio cellulare un servizio a piena potenza ed economico. Bisogna rispettare alcune condizioni affinché funzioni: l’utente deve aver sottoscritto un contratto per telefonino, connessione broad band e telefono di casa con lo stesso provider, ma a parte questo pare non ci siano particolari limitazioni imposte da una tecnologia fin qui ancora poco diffusa.

Nella lista dei dispositivi compatibili diffusa dal fornitore di Singapore figurano infatti apparecchi piuttosto comuni e diffusi: iPhone 3G, molti modelli Nokia e Sony Ericsson, smartphone recenti LG e Samsung. Anche i router non fanno differenza, con almeno un modello a testa compatibile per D-Link, Belkin, Linksys, Zyxel: ma sul sito di StarHub viene chiarito che si tratta di una lista puramente indicativa , e che la maggioranza dei dispositivi in circolo non dovrebbe avere problemi a funzionare con la femtocella fornita.

“Servizi come il VoIP sono disponibili da anni, ma sono stati fino ad oggi limitati nell’utilizzo su dispositivi appositi – precisa Anil Nihalani, a capo della divisione mobile di StarHub – Il bello delle femtocelle 3G è che tutti i cellulari 3G sono supportati, e che i consumatori non hanno bisogno di acquistare telefoni particolari per utilizzarle”. In questo modo, quando ci si trovi nell’ambito di copertura della femtocella di riferimento (nell’abitazione o in un ufficio), le tariffe dei servizi vocali saranno conformate a quelle della telefonia fissa: anche chiamare i numeri verdi dal cellulare non dovrebbe essere più un problema, mentre MMS e navigazione dal cellulare saranno tariffate secondo listino mobile.

Al momento l’offerta pare limitata al mercato domestico, ma la possibilità di estendere i benefici della Home Zone oltre al numero principale dell’abbonato ad altre tre utenze sembra puntare direttamente verso l’ utenza PMI oltre alle famiglie. La rete di StarHub è al momento una delle più avanzate del mondo, avendo implementato già le specifiche 3.5G da 14.4Mbps e con l’HSPA+ in arrivo, che si unisce a una rete cablata mista fibra/coassiale che consente il collegamento in banda larga e la diffusione di un network di TV via cavo on demand e ad alta definizione.

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  • PaoloL scrive:
    Ma che diffamazione!
    Non concordo per niente con l'articolo.Cito alcune frasi: Lunico modo di dare attuazione alla manifestazione del pensiero è quello di consentire a tutti di scrivere quello che gli pare.
  • Andrea Pikko scrive:
    Re: Balle, il ROC non serve, su intenret!
    aggiungi un fatto:ognuno (se non viola la legge) ha il sacrosanto diritto di esprimere le proprie opinioni, soprattutto se politiche, in completo anonimato!altrimenti si tratterebbe di pura schedatura
  • Andrea Pikko scrive:
    diffamazione
    cito:l'AGCOM potrà comunicare i dati acquisiti a seguito della registrazione esclusivamente all'Autorità giudiziaria nell'ambito di un procedimento avente ad oggetto l'eventuale responsabilità penale per il reato di diffamazione del titolare del blog o del sito internet di informazione.Ma cosa sta dicendo, Scorza?Per la diffamazione è NECESSARIO l'indirizzo IP, altrimenti se io apro un blog, ma uso una password banale e qualcuno scrive qualcosa a nome mio, finisco in tribunale.
  • maurizio carena scrive:
    SCORZA, IMPARA DAGLI USA
    sin dal dicittesimo secolo, per limitare l'espressione delle classi popolari i potenti hanno sempre e solo usato due sistemi (oltre agli sbirri): cauzione e registrazione, perfezionatesi poi in autorizzazioni, direttori responsabili e albo dei giornalisti. ma mentre nei paesi civili come francia o inghilterra i media sono diventati sempre piu' liberi, in italia abbiamo mantenuto i "fascistissimi" ordini e direttori responsabili, oltre a sanzioni penali per i "reati a mezzo stampa" degni del medio evo. e chi e' a capo di questo regime vuole tentare di portare questo medio evo anche sul web: agghiacciante, oltre che inutile. la verita' e' che chi comanda, oggi, ha il terrore della rete. la verita' e' che chi ha le tv e i giornali, per fare lavaggio del cervello continuo, sa che tra poco con banda larga, wi fi etc, la sua tecnologia verticale, autoritaria e invasiva, sara' obsoleta come un carro di fianco a una ferrari e perdera' il potere. il web e' e deve restare libero. non c'e' nulla da regolare e chi parla di "regole" intende solo e soltanto "censura" che poi le regole sul web voglia farle quel vecchio satrapo dello psiconano toglie anche quell'ultima foglia di fico che, strenuamente, il potere cerca di mantenere sulle sue vergogne.
  • sertoper scrive:
    Re: Condivido l'articolo di Scorza
    Ma che cazzo dici!
  • dio scrive:
    ma porco
    allora: in italia come sempre si predica bene e si razzola male, anzi, ormai siamo dei professionisti del mal razzolare:mi spiego, nobili sicuramente le motivazioni che spingono a legiferare (tanto che alcuni dicono che bisogna inventarsela tanta nobiltà) ma poi all'attuazione, alla prova pratica su strada, saltano fuori le stronzate:qualcuno mi spiega perche se scrivo 2 stronzate su un blog devo essere registrato (cosa peraltro che se non subito, tra due anni tasseranno sicuramente)???io capisco e condivido il concetto che ad una libertà deve corrispondere una responsabilità, ma non basta semplicemente adeguare le leggi vigenti riguardo le responsabilità sulla diffamazione etc etc?cioè, gia mal sopporto l'idea che i giornalisti siano riuniti in un ordine, ma tant'è, ci sono "corporazioni" di ogni salsa e colore, sarebbe impossibile che la stampa,tanto carica di potere (e quindi responsabilità) non ne abbia una....ma chi scrive sui blog non può essere paragonato ad un organo di stampa.....per altro, se il mio blog è fisicamente in un server alle hawaii, che cazzo centrano le leggi italiane??bah....alla fine anche se proposta con le migliori intenzioni questa storia del RoC è troppo labile per non finire (facilmente) nella censura.....
    • PaoloL scrive:
      Re: ma porco
      Ma che adeguarle, bisogna abrogarle e i problemi saranno belle risolti.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 dicembre 2008 08.40-----------------------------------------------------------
  • Francesco DAmbrosio scrive:
    B-Landestino. L'inno della campagna Neti
    B-Landestino. L'inno della campagna Netizen Clandestinohttp://it.youtube.com/watch?v=JAL_fe31_1g
  • filosofo scrive:
    C'è speranza....
    Si!Se ad un articolo del genere tutti abbiamo risposto , chi educatamente , chi meno ma tutti con cognizione di causa (sapendo ciò di cui si parlava!) allora non siamo alla frutta...Mi spiace per l'avvocato ma ha sbagliato, avrei gradito un post in cui difendeva le sue convinzioni ma , forse forse, anche leggendo i commenti , ha capito che ha sbagliato.Non sono ottimista , non si è vinta la battaglia, ma si è capito che, tolti i "troll" pro-contro sistemi open- closed ( non ne ho visto traccia, hanno cambiato nick o non gliene frega niente?) almeno c'è una fiammella accesa...Stasera vado a letto più tranquillo sapendo che se mai passasse questa legge almeno si solleverebbe un polverone...Credo che gli host dei blog diranno la loro, almeno lo spero.Lo si vede oggi con Sky,domani sarà Google ad aprire gli occhi a noi Italiani, o almeno a scuoterci....La rete, tanto vituperata dai più e dalla cultura italiana ci salverà?Sarebbe ironico ma agli intellettuali dico : svegliatevi!Un tempo eravate in prima linea contro le ingiustizie , ora fate la fila per i salotti televisivi....L'Onda Studentesca c'è ancora, basta uscire di casa per vederla, e quelli che l'hanno "creata" sono persone che votano!!!!!!!!!I blogger sono persone che votano!Gli operai che rimarranno a casa con una cassa integrazione da fame ma troppo alta per non avere diritto alla "social card" sono persone che votano!Credete davvero, voi politici, destra o sinistra non c'è tanta differenza qua in Italia, che basti dare loro tv trash per tenerli buoni?Sembra di vedere uno struzzo quando vediamo la ns classe politica, che spera anche di "comprarsi" le forze dell'ordine con una manciata di euro, dimenticandosi che chi fa parte della polizia, dei carabinieri o dell'esercito è parte del popolo!E , citando Manfredi in un famoso film sulla presa di Roma durante il risorgimento, la guerra contro il popolo è persa in partenza....e lo disse nella scena del tribunale dei gesuiti, che , ironia, se non sbagli aveva la sede dove ora c'è la camera dei deputati....
  • firminlanuit scrive:
    condivido
    condivido il suo pensiero,francamente non capisco cosa c'entra la registrazione a Roc con "l'esigere per ogni strumento di informazione online garanzie e mezzi di sostentamento" ...?!? è un discorso furviante, per aprire un Blog credo che tutto questo non serva, quello che esiste già è sufficiente e poi perchè scomodare l'Assemblea costituente, che al tempo che fu, sicuramente non avevano neanche la pallida idea della meravigliosa evoluzione che si è concretizzata con Internet, che nel bene e nel male si è in qualche modo si è già regolamentata, cio che è buono continuerà a vivere e ciò che non lo sarà sarà destinato a sparire, con un po di esperienza tutti gli internauti imparano a scegliere e a difensersi, a cosa dovrebbe quindi servire la registrazione a Roc se non un tentivo ennesimo di controllo?, e concludo come lei a giustamente concluso, se uno compie schiocchezze ne risponde comunque, con o senza Roc. Amichevoli saluti. Firmino
  • galarico scrive:
    Che ci si dica...
    Che ci si dica entro quali termini di periodicità una news necessita della registrazione al Roc, in quanto si configura come operazione giornalistica, per cui chi non ha intenzione di registrarsi si manterrà al di sotto di questi termini.In ogni caso la Costituzione garantisce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo didiffusione.La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.Si dovrebbero piuttosto abolire gli ordini dei giornalisti, pubblicisti ecc. che si configurano come una sorta di retaggio parafeudale.Si deve salvaguardare il diritto di chi non vuole essere considerato giornalista, editore, pubblicista, ma semplicemente webmaster, la cui attività professionale è altro da quello che fa.Un webmaster non chiede finanziamenti allo Stato e pretende che non si consideri "commerciale" un sito solo perché presenta gli ad-sense di Google.E se gli capita di compiere sciocchezze in rete (p,es. violazione di privacy, di copyright ecc.) ne risponde personalmente, con o senza iscrizione al Roc.
  • Andrea wuti scrive:
    Sign. Scorza...
    ...le ho risposto sul mio blog : http://www.wuti.itCordialmente.
  • Pace e Bene scrive:
    Costi Burocratici
    Piu' o meno sembra logico, ma se si pensa che in Italia i costi in termini di tempo/costi di una qualunque registrazione fanno paura allora casca tutto il palco.Potrebbe starmi anche bene la famosa registrazione, ma se mi sveglio la mattina, con procedura on line, il giorno dopo sono a posto e non ci devono essere particolari aggravi per rinnovarla.
  • www.aleksfalcone.org scrive:
    Articolo palesemente in malafede
    L'articolo si basa sulla falsa convinzione che il dibattito in corso a proposito dei blog riguardi la registrazione al ROC. Ed è del tutto inutile, se non strumentale e fuorviante, richiamare i dibattiti dell'Assemblea Costituente e le finalità della legge del 1948. Anche uno sprovveduto si renderebbe conto che i mezzi d'informazione negli ultimi sessant'anni sono cambiati e ciò che all'epoca era pienamente appropriato alla stampa, oggi non può essere in alcun modo adeguato per descrivere e regolare un mondo dell'informazione completamente differente. Il problema non è il ROC, inteso come anagrafe degli organi di comunicazione, ma il pretendere che tutti i blog siano equiparati a prodotti editoriali. Questo è l'equivoco in cui cade chi pretende di pontificare su un oggetto di discussione che non conoscono, compreso Guido Scorza. Qui non è in discussione la funzione di un registro nazionale, ma la definizione di cosa siano i blog. Nessuno difatti contesta l'iscrizione al registro delle testate giornalistiche, ma che l'obbligo sia genericamente esteso a ciò che testata giornalistica non è. La legge attualmente in vigore e le proposte di modifica in discussione sono definite liberticide ed inaccettabili proprio perché estendono le prescrizioni di cui parla Scorza ad una espressione del pensiero personale che esula completamente dagli ambiti in cui era previsto operasse la legge del '48. Se Scorza avesse compreso anche lontanamente le intenzioni dei membri della Costituente, saprebbe che anche loro con tutta probabilità definirebbero censura l'applicazione della legge attuale ai siti web. I blog non sono i prodotti editoriali definiti nella legge. Il problema da risolvere, quello dibattuto oggi, è proprio tale distinzione. In mancanza di essa in Italia vige un regime di illegalità (quasi) tollerata che ha poco a che vedere con la libertà della rete. Il signor Scorza è riuscito a fermarsi su una implicazione secondaria, non si sa se per una grossolana incomprensione delle realtà o per malafede, senza affrontare il problema reale. Come se non esistesse. Il quale problema è in realtà semplice da capire osservando la realtà delle cose invece che restare rinchiusi a compulsare polverosi seppure affascinanti tomi di oltre mezzo secolo fa. In quelle carte non ci sono internet ed i blog, né le soluzioni ai problemi di oggi. Così come nelle opere di Tolomeo non c'è la spiegazione della gravitazione universale. La domanda è se abbia un senso registrare ogni singolo sito web come fosse un'agenzia di stampa ed in che modo tale registrazione possa rappresentare un vantaggio nel garantire libertà d'espressione. Forse che scrivere un diario personale è paragonabile al lavoro di giornalista? E magari dare diritto ad accedere alla professione? E' sicuro il signor Scorza di aver capito qualcosa della questione di cui si occupa così superficialmente?E non mi si venga a riproporre l'idiozia del 'controllo sugli abusi' che non ha nulla a che vedere con nessuna delle leggi in discussione, passate e presenti. I reati vengono perseguiti da altre norme: bisognerebbe informarsi davvero piuttosto che perdersi nei "verbali del dibattito" come alibi per spacciare i propri pregiudizi neanche fossero verità trascendentali. La mancanza di ragionevolezza non si copre con le citazioni a sproposito. La 'storia' non può dare alcuna indicazione utile nel definire fenomeni come blog e social network. Né le 'emozioni' dell'Assemblea Costituente possono servire a regolamentare il settore dell'informazione online. L'obbligo di registrazione per i prodotti editoriali non è mai stata in discussione, signor Scorza. Ciò che è in discussione è la definizione vaga ed inverosimile per cui tutti i siti web sarebbero prodotti editoriali. S'informi meglio prima di scrivere a casaccio.
    • Zoroastro scrive:
      Re: Articolo palesemente in malafede
      Pienamente condivisibile: la legislazione per gli abusi dell'espressione di pensiero individuale esiste già, visto che ognuno di noi può essere querelato epr diffamazione o sbaglio?
    • Senso Pratico scrive:
      Re: Articolo palesemente in malafede
      A proposito di responsabilità, non dimentichiamo che la carta stampata può essere distribuita anonimamente... e addio responsabilità.Un sito web invece non può restare anonimo ed è una ragione in più che dimostra l'inutilità della legge del 1948 se fosse applicata ai periodici online.
  • Flavio Agnoletto scrive:
    anche lei è pagato dalle lobby ?
    La domanda risulta decisamente provocatoria... lo ammetto...è quanto viene in mente leggendo il Suo pezzo...mi scusi egregio...ma si rende conto che l' Italia è l'unica nazione "democratica" che prevede un ordine dei giornalisti ed un controllo preventivo sulla stampa(degna solo di discendere dal famigerato indice dei libri proibiti)??da questo lato, mi scusi... poco ci separa da regimi totalitaristici come nel sol levante o in altri (meno fortunati) paesi...In tutti i paesi "civili" (cito ad esempio la Germania a cui sono particolarmente vicino per la presenza di parecchie amicizie....) non esiste un simile abominio... Esiste il fatto che chiunque, persona fisica, giuridica, associazione o gruppo pubblichi il suo sito/blog nel quale DEVE apparire l' "imprint" ovvero il padrone del sito/blog che si assume le responsabilità civili di quello che pubblica. è una cosa normale... "un chi siamo" che comprende i dati basilari... nome/cognome, indirizzo (o casella postale ove permesso), codice fiscale o partita iva...Se non "appare" chi fa gli aggiornamenti è perseguibile duramente... tanto tutte le connessioni sono rintracciabili...La responsabilità è diretta ed estesa a tutti, minori compresi... tanto per educare anche al rispetto...Il sindacato giornalisti ha un ruolo diverso... Sei iscritto quando hai un titolo acquisito sul campo, quando scrivi per periodici o per la stampa ed è un riconoscimento per una attività svolta continuativamente, non acquisci lo status con la laurea inmaterie letterarie e/o per esami (come da noi)Ma forse, quello che cambia non è solo la legge, ma è il buon gusto dei "potenti" italiani di far tacere i propri detrattori a suon di denunce... denunce che poche persone sarebbero disposte ad affrontare non potendo permettersi prezzolati avvocati...Cordiali salutiFlavio AgnolettoPadova
  • vocalizzoro tante scrive:
    la storia è storia... ma il presente?
    Io non sono quasi per niente persuasa che questa analisi tenga conto di una variabile fondamentale:Il diritto del cittadino ad essere informato!http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/06/14/890978-cittadino_diritto_essere_informato.shtmlSe vale per questo, vale anche per tutto, perchè così vanno le cose in democrazia, ovvero pari diritti e pari opportunità per tutti. I doveri sono sanciti normalmente dal codice di procedura sia civile che penale!Tutto quello che la meravigliosa ricostruzione storica dal 1948 ad oggi ci lascia in eredità è che un legislatore colpevolmente ambiguo, scrive decreti che possano permettergli di mettere le mani su tutto quello che non è comodo per il potente di turno. E dopo 60 anni questo schifo deve finire.Basta attenersi scrupolosamente all'art. 21 della Costituzione!
  • emanuele b. scrive:
    finalmente un punto di vista divergente
    finalmente un punto di vista divergente sulle pagine di questo sito!la gente deve capire che su internet si deve avere ne più ne meno lo stesso grado di libertà che si ha nella vita di tutti i giorni. molti invece vorrebbero che internet diventasse il regno dell'anarchia, dove ognuno, nascondendosi dietro un nickname e non mettondoci la faccia (come invece avviene inevitabilmente nella vita REALE), può sentirsi libero di fare quello che gli pare, insultare gente, fare cattiva informazione e diffamare una persona senza alcuna conseguenza.a mio avviso, il blog è una cosa; il blog usato come testata giornalistica è un'altra, allo stesso livello di un quotidiano.
    • ... scrive:
      Re: finalmente un punto di vista divergente
      Forse vogliamo soltanto più libertà nella vita reale, no?Siamo sommersi da leggi e leggine che i nostri governanti per primi non rispettano, perché continuare a farci male?
      • Zoroastro scrive:
        Re: finalmente un punto di vista divergente
        Ma che assurdità! Nella vita reale il mio diritto di esercitare libertà di pensiero e di espressione è regolato dalla legge, che infatti prevede querela per diffamazione.Datosi che i blog NON sono un prodotto editoriale assimilabile ad un quotidiano (non ne hanno se non in minima parte al finalità, la funzione, nè la credibilità, essendo palesemnte una forma di espressione individuale, nella stragrande maggioranza), l'assimilazione ad un prodotto editoriale altro non è che un palese tentativo di porre una mordacchia.Le regole esistono già e sono perfettamente sufficienti a regolamentare i rapporti tra gli individui. Semmai è forse il fatto che opinioni personali che prima dovevano essere affidate alle comunicazioni vis a vis, ora hanno molta maggiore capacità di penetrazione e diffusione, spaventa, come sempre, chi ha il potere.Ma questo non giustifica un provvedimento che di fatto E' liberticida.
        • ... scrive:
          Re: finalmente un punto di vista divergente
          Non volevi rispondere a me, vero? (rotfl) Perché la penso allo stesso modo.. :p
  • Pantagru scrive:
    Re: Balle, il ROC non serve, su intenret!

    Esiste il whois, i nostri siti sono gia tutti
    registrati ed in modo intenrazionale, perciò
    registrarsi al ROC è una
    Il ROC serviva per la carta stampata che non è
    tracciabile.Infatti, l'articolo non è irragionevole, ma si basa sulla solita analogia tra pubblicazione su carta e pubblicazione telematica, tipica di chi non ha assimilato le differenze tra le due forme di comunicazione.
  • Francesco DAmbrosio scrive:
    Oltre a lamentarti...
    ...che ne dici di partecipare attivamente? :)NETIZEN CLANDESTINOhttp://ammazzablog.wordpress.com/4-dicembre/http://apps.facebook.com/causes/161427
  • Giulio Pierucci scrive:
    Marketta
    Non serve a nulla, solo a vendere una marca da bollo all'anno.Pensassero alle esigenze vere del paese. Già quando registro il dominio sono tracciabile e rintracciabile. A che serve un'ulteriore registrazione?Perchè ricondurre tutte le questione ai metodi già applicati e alle strategie già fallite? (La carta stampata è priva di qualunque libertà, gestita dal potere politico attraverso la moneta del contributo statale. Vogliamo davvero che anche Internet faccia la stessa fine?)
  • grillo parlante scrive:
    40 anni fa
    a tutti quelli che sostengono che 40 anni fa era tutto diverso e che il mondo oggi è 100 volte più complesso:leggete la prima parte della costituzione e confrontatela con quello che c'era prima. Immaginate il mondo di oggi senza di essa. come sarebbe?fate pena.. è come se una casa non riconoscesse le sue fondamenta e le ripudiassepoi un'altra cosa: mi pare che il mondo di oggi sia 100 volte più SEMPLICE di quello di allora. c'è un unico principio guida: "se mi paro il c**o posso fare quello che voglio".
  • archimede scrive:
    diventando di fatto una testata giornali
    .... ho diritto hai finanziamenti che vengono erogati ai giornali ?
    • bubu scrive:
      Re: diventando di fatto una testata giornali
      Beh gli strafalcioni da giornalista contemporaneo li fai già, sei sulla buona strada :D
  • Josh Maltese scrive:
    LIBERA RETE
    ...REPRIMERE GLI ABUSI.....Basta questa dicitura per uccidere la liberta'!!!!
  • Joliet Jake scrive:
    Libertà di parola: Svezia VS Italia
    Poco tempo fa Saviano è stato invitato in Svezia insieme a Salman Rushdie per discutere della libertà di parola.Questo ha colpito molto l'opinione pubblica svedese e una parlamentare ha iniziato una petizione per il "ripristino" della libertà di stampa e di parola in Italia.Ma l'ambasciatrice italiana ha contestato le parole usate nella lettera (troppo pessimistiche secondo lei. Pura verità secondo tutto il resto del mondo) e ha chiesto di cambiarle. La risposta è stata talmente ovvia: "No. Scrivo cosa mi pare perchè QUI c'è la libertà di parola!" :DArticolo:http://italiadallestero.info/archives/2152
    • Den Lord Troll scrive:
      Re: Libertà di parola: Svezia VS Italia
      guarda, lascia perdere, io leggo spesso le notizie del Nord ^^ quando l'ho saputo son rimasto incazzato per un week-end intero....solo La Stampa (dei nostri media) ha dedicato poche righe sull'accaduto (e non esaurienti), è ironico che sia stato ABC della Spagna a raccontare come meglio non si poteva questo 'battibecco' diplomaticoPer la cronaca: l'ambasciatrice si è insiedata da poco, a metà del 2007 e se leggeste la pagina del CV capireste che è un 'burattino' nelle mani del potere.Ma non è la prima volta che succede roba di questo genere, ad un festival cinematografico norvegese era in programma il famoso documentario 'Citizen Berlusconi', be' Frattini ha preso i suoi picciotti (non sto scherzando) e ha intimato con PESSIME maniere di ritirarlo all'istante. (e questo nel 2004!)ricordiamo tanto per: http://www.youtube.com/watch?v=fTYkh2mqeKg
  • Gualtiero A.N. Valeri scrive:
    Giornalismo in Italia
    Caro Scorza,mi permetto di intervenire anche perchè membro e delegato per la Lombardia del Sindacato Nazionale Stampa, Informazione e Comunicazione (sebbene io sia all'estero).Non ho capito molto bene cosa tu voglia sostenere con il tuo articolo.L'Italia è l'unico paese dove esista un Ordine dei Giornalisti l'iscrizione o meno al quale ti permette di potere, oppure ti impedisce, di operare nel settore della "carta stampata" e della comunicazione, e l'accesso al quale non è affatto facile e non ha nulla a che vedere con la capacità di "scrivere" (visto che la maggior parte dei giornalisti italiani, oggi, scrivono malissimo...) Oltretutto l'iscrizione all'Ordine dei Giornalisti non costa affatto poco.Altra cosa: l'iscrizione di una testata è un altro processo estremamente costoso, ed implica l'avere un Direttore Responsabile iscritto all'Ordine dei Giornalisti, ed a caro prezzo in un elenco speciale che non permette nemmeno all'iscritto di prendere parte alle votazioni che interessano l'Ordine.Dubito che tu conosca tutto questo, oppure nel tuo articolo lo occulti deliberataemente e dunque fai disinformazione in maniera artata...
  • advange scrive:
    Re: registrazione "leggera"

    Io valuterei i pro e i contro:addirittura! Ma questa si chiama EVERSIONE! Se adesso ci mettiamo a ragionare è la fine: stai parlando con un avvocato, mica con un essere dotato di intelletto e capace di ragionare e valutare i pro e i contro. Certi articoli si commentano da soli.
  • roberto scrive:
    scusa sono chiacchiere
    scusa ma il tuo e' un discorso che manca di coerenza:il problema dell'accessibilita, da ottenere e difendere, non ha granche a che fare con questa storia della registrazione che e' una evidente tentativo liberticida (come spiegato nelle altre risposte).non capisco che utilita abbia mescolare le due cose, ne vedo alcun vantaggio "politico" a farlo.il paragone poi con la stampa veramente perde di vista che con interenet e' proprio cambiato il "paradigma" del rapporto pubblico-lettore, in senso bidirezionale spinto:meglio dedicare alla lettura dei testi antichi una parte equilibrata del tempo rispetto ai giorni nostri, no?
  • lufo88 scrive:
    siamo un po' seri
    Imporre costi (neanche irrisori) non è limitare la libertà di espressione?Rallentare per motivi burocratici la creazione di un giornale o di un blog, non è limitare la libertà di espressione?Ma scherziamo?
  • Paolo P scrive:
    Registrazioni liberticide e non
    Come gia' illustrato dal nostro amico in "Scherziamo?" la registrazione oggi come oggi e' un atto liberticida, perche' segue la falsariga della legge sulla stampa, ci vuole un direttore responsabile (cui poter far causa in caso di diffamazione), e fin qui niente di grave, il brutto e' che tale direttore responsabile deve essere un giornalista professionsita iscritto all'albo, per cui si potrebbero registrare solo coloro che sono (o che possono pagare) un giornalista iscritto all'albo, e diventarlo oggigiorno e' molto difficle, perche' occorre una apposita laurea e poi qualche anno di praticantato (magari non pagato) e poi le solite difficolta' a entrare in un albo. Se invece la registrazione potesse farla qualsiasi cittadino, e gratis, sarebbe tollerabile (insomma un direttore responsabile che possa anche non essere un giornalista di professione iscritto all'albo), ma probabilmente del tutto superfluo, chi voglia sporgere querela basterebbe si rivolga alla polizia postale, tanto su Internet si e' tutti tracciabili e rintracciabili, ma anche in tal caso la registrazione diminuirebbe in una qualche misura la liberta' di espressione (chi abbia in tasca un euro per collegarsi a Internet in una postazione a pagamento, ma non 10 o 100 euro per piu' lunghi colegamenti a fine di registrazione, ad esempio), proprio come certe norme sull'esercizio del diritto di sciopero di fatto ne limitano l'efficacia (se il padrone deve essere avvertito due settimane prima che ci sara' un giorno di sciopero, ha tutto il tempo di accelerare la produzione in modo che quel giorno di sciopero non lo danneggi minimamente, e lo sciopero non ha alcun effetto).Paolo
  • Scarsa scrive:
    Tempo!
    Anche io ero andato a leggere i verbali del dibattito svoltosi in seno all'Assemblea Costituente tra il 12 ed il 19 gennaio del 1948 ma poi mi son detto:"M che c....o me ne frega di cosa pensavano,tra l'altro internet non esisteva e poi la rete è sempre stata libera e poi se ne parlo con i miei amici quelli più buoni mi mandano a cagaregli altri ecc. ecc. ecc."Allora tempo!!Invece di andare a leggere i verbali mi sono fatto una bella passeggiata.Ahh come gioca Del Piero !!!!!!!!!!
  • kubuntu scrive:
    internet e le leggi degli anni 40
    QUesto articolo esemplifica in modo evidente l'obsolescenza delle idee che hanno molte persone in tema di internet e liberta' di pensiero.Ma come si fa a ripescare delle leggi degli anni 40 per giustificare un provvedimento su internet nel 2008???????????L'avvocato ha superato ogni limite.COsa c'entra l'iscrizione al ROC con la tutela della dignita' personale? CI sono gia' normative apposite che la tutelano!In quell'epoca si viveva in un mondo assai diverso da oggi, e si veniva direttamente dal ventennio che tando danno ha fatto all'italia, e ci si voleva cautelare. Oggi e' tutto diverso. L'iscrizione al ROC del blog non ha nessun fondamento sensato giuridico e morale, e solo censura e basta.
  • Jonotespere scrive:
    Il motivo per cui i bloggers...
    ... vogliono rimanere ben distanti dall'attuazione di una legge che li renda più "controllabili" di quanto già siano, immagino che si possa trovare nel "curioso" metodo tutto italiano di rapportarsi ai Padri Costituenti e a ciò che hanno detto e fatto.Mi spiego meglio: pare che ci sia il classico "due pesi e due misure" per vagliare l'operato della Costituente: riporto un intervento di Travaglio che ci spiega come mai il Lodo Alfano non dovrebbe NEMMENO esistere nell'Italia presente che si rifà alle norme costituenti:"Perché si richiama alla Costituente, De Pasquale (un PM che si è occupato di sollevare una questione di incostituzionalità del Lodo Alfano)? Perché è andato a trovare una chicca: se n'era parlato, nell'Assemblea Costituente, nel 1947, della possibilità di immunizzare non le alte cariche, che non esistono, non il Presidente del Consiglio, che non ha nessuno status particolare, non i presidenti delle Camere, che non hanno nessuno status particolare. Il Capo dello Stato.Se n'era parlato. Seduta della seconda sottocommissione, 4 gennaio 1947. Qualcuno fa notare: "non abbiamo stabilito nulla sulla responsabilità penale del Presidente della Repubblica!".A questo punto Mortati, grandissimo Costituzionalista, informa che il Comitato che ci ha lavorato ha omesso intenzionalmente ogni regolamentazione della responsabilità ordinaria del Presidente. Si tratta, quindi, di una lacuna volontaria. Non diciamo niente apposta, dell'immunità al Presidente della Repubblica, perché il Presidente della Repubblica non deve avere nessuna immunità per i reati comuni.Quindi, il Presidente Meuccio Ruini, presidente dell'Assemblea Costituente, dichiara di preferire una lacuna a una disposizione che conferisca un privilegio troppo grande al Presidente della Repubblica, il quale è pur sempre un cittadino fra i cittadini, anche se ricopre il più alto ufficio politico. Egli, il presidente Meuccio Ruini, non ammetterebbe che per sette anni il Presidente della Repubblica non rispondesse alla giustizia del suo Paese.Nella discussione alcuni propongono di immunizzare il Capo dello Stato per i reati comuni, anche al di fuori dell'esercizio della sua carica. Infatti un deputato, Bettiol, propone questa formula: "Il Presidente della Repubblica mentre dura in carica non può essere perseguito per violazioni alla legge penale commesse fuori dall'esercizio delle sue funzioni".Questo emendamento viene molto discusso, c'è un certo Calosso che dice "Non vedo la necessità di costituire per il Capo dello Stato una posizione speciale". Noi abbiamo una magistratura che è sovrana, ed è uno dei poteri dello Stato. Esiste una magistratura "Io non capisco perché le si debba togliere questa funzione. Perfino presso certi popoli coloniali vi è la possibilità di chiamare dinanzi al giudice il governatore che rappresenta il potere sovrano".A quel punto interviene di nuovo il presidente Meuccio Ruini, il quale dice: "Il comitato dei diciotto, prima di tutto, non può che mantenere la originaria proposta di non mettere nulla nella Costituzione. Proposta deliberata a suo tempo per le considerazioni così largamente svolte in seno alla seconda sottocommissione."http://www.beppegrillo.it/2008/09/senza_statone_legge/index.html?s=n2008-09-29Per quale motivo, lo stesso governo del Lodo Alfano intende inserire una norma per controllare maggiormente i blog e la stampa a mezzo internet?Perché sono dei costituzionalisti?Perché vogliono vivere in uno Stato regolamentato da forti principi etici?Ma non mi si faccia ridere...La proposta di questa legge può e deve essere accettata nella sua natura (giacché i Padri Costituenti avevano operato per contrastare una dittatura), ma non nella sostanza e sicuramente NON se proposta da questi sciamannati (o da l'"opposizione"), poiché questa o l'altra maggioranza, tutt'uno a mio avviso, vogliono raggiungere un obiettivo completamente differente, ammesso non si voglia credere che questi provvedimenti vogliano servire a contrastare il celeberrimo e onnipresente "terrorismo".NON si può continuare a farci prendere per il culo.Prima di operare contro i liberi pensatori e i liberi giornalisti, che NON DEVONO appartenere a un ordine, ci si occupi di problemi come la Mafia.Si dimostri di avere un minimo di faccia per presentare norme tutelative, altrimenti queste stesse norme dovranno essere percepite come liberticide (quali in effetti, IN SOSTANZA, sono).
  • Elettrico scrive:
    Certo, come no.
    Le parole sono vuote finchè non segue la pratica.E la pratica mi pare sia tutt'altro che garantire la libertà o si basi su un concetto in qualche modo legato alla responsabilità, si veda ad esempio il recentissimo esempio della risposta delle autorità rispetto all'irruzione all'interno della scuola Diaz di Genova.C'è poco da fare, sulla carta tante cose possono pure suonare come buone, nei fatti poi succede che qualcuno fa quello che gli pare e piace, altri invece si ritrovano a pagare sempre.Ricordo che la legge sulla stampa clandestina magari non viene usata contro "il Giornale", ma se io che sono una persona qualunque prendo, stampo un volantino contro il governo e lo distribuisco molto probabilmente rischio di finire nelle maglie di quella legge.Il fatto che in Italia siano ancora in vigore leggi e codici nati durante il Ventennio la dice lunga sull'idea di libertà che ha chi ci ha governato.L'esistenza stessa di una legge che impone una registrazione in sé non è nulla di speciale, quando poi verrà applicata in maniera restrittiva magari solo ai siti che parlano male di chi governa o che denunciano "mani in pasta" allora sì che diventa un problema... perchè lasciare quindi questa possibilità?
  • bilop scrive:
    7 giorn vs. 7 ore
    Caro Guido Scorza,si è risposto da solo: l'Assemblea Costituente discusse, nel 1948, per *sette* giorni. Assemblea dove era rappresentata tutta la complessità della società di allora. Oggi, nel 2008, in una società 100 volte più complessa, il Governo (di qualsiasi colore) decide in 7 *ore* per decreto legge, quando va bene. Oppure inserisce qualche norma in leggi salvatutto tipo Finanziaria. (E tralasciamo il conflitto di interessi permanente...)Siamo stufi di essere presi per il beep. Per questo motivo anche un piccolo gruppo di persone che si mette lì a pensare qualcosa e partorisce l'abolizione del ROC si sente molto superiore al Governo in carica e si autoproclama "SalvaRete". Semplicemente fa quallo che dovrebbe fare la politica e che fu fatto nel 1948: confrontarsi e pensare assieme.Oltre oceano invece il dibattito è arrivato un pochino oltre:http://w2.eff.org/bloggers/join/Cosa ne penso del ROC? [autocensura]
  • Fra Martino scrive:
    scherziamo?
    Scrivi con mio stupore: l'equazione secondo la quale l'obbligo di registrazione di taluni prodotti editoriali telematici costituirebbe una gravissima limitazione della libertà di manifestazione del pensiero online, francamente, non mi convince affatto.Non ti convice? Scherziamo? Si limita eccome la possibilità di divulgazione delle idee.Basti pensare ai costi. Per registrare occorreranno quattrini. Pochi o tanti che siano, bisognerà aprire il borsellino. Magari sarà necessario (lo è) un direttore responsabile. Se lo vuoi fare tu di persona, che hai registrato il dominio sul quale c'è il blog, e che non sei pubblicista o giornalista, la norma esige che ti iscrivi all'albo speciale presso il tribunale (o camera di commercio). Qui sono altri quattrini sonanti in marche da bollo o prebende e balzelli medievali vari a far la gioia dello stato (come se già questo non ci dissangui abbastanza) o della locale cdc.Se lo chiedi a un pubbliscista/giornalista, oltre ai soliti bolli di registrazione, gli devi comunque qualcosa (non tutti hanno per amico un giornalista) e devi condividere con questi la pubblicazione dei contenuti: giustamente, se il responsabile è lui, devi chiedergli il permesso di ed ad ogni pubblicazione (deleghi ad altri il permesso di pubblicare).Come vedi ogni soluzione è costosa, ergo, liberticida.Altrochè la frasetta fatta 'non c'è libertà senza responsabilità?' Un registro in realtà ci sarebbe già: quello del nic .it o .com, .net ecc.Se proprio insisti (tu impersonale), se brami dal desiderio di perseguire chi scrive articoli (i quali non è detto che siano gioco forza sempre diffamatori) usiamo quello invece di inventarsi arzigogoli burocratici ulteriori, per sottrarre ancora una volta danaro agli italiani.Internet deve essere ad ogni costo libera e nuetrale.Senza se e senza ma.
    • an0nim0 scrive:
      Re: scherziamo?
      Concordo. Senza considerare che una "irrigimentazione" e' auspicabile li' dove le cose funzionano bene e non male. Se vivessimo in un paese che ha una reale liberta' di stampa, ben venga la "regulation" di tutte le fonti, nessuno avra' nulla da obiettare. Se invece viviamo in un paese che reprime la liberta' di espressione e mortifica il libero pensiero, la irrigimentazione non fa che peggiorare le cose.Internet, con la sua "anarchia" e "semiclandestinita'", rappresenta una "escamodage" per aggirare le leggi italiote che ci confinano nelle ultime posizioni per liberta' di stampa. La "ratio" e' di partire dall'esperienza positiva di internet, dall' "aria nuova" che internet porta, e di modificare qualcosa nelle attuali leggi. E non il contrario, ovvero abbassare la liberta' di stampa presente in internet e relegarla al livello infimo di quella gia' in vigore per la stampa tradizionale, auspicando, da "verginelli" della politica, che poi si possano modificare e migliorare le leggi attuali.
  • filosofo scrive:
    M A R K E T T A R I!
    http://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Costituente_della_Repubblica_ItalianaL'assemblea costituente aveva una rotazione dei presidenti e molte, sottolineo molte, commissioni che si occupavano dei vari argomenti allora in esame.Ora internet non esisteva nel 1948 e ovviamente non fu oggetto di dibattito.Mi chiedo perché usare una "istituzione" come l'assemblea costitiuente, che tral'altro a gennaio 48 stava chiudendo, per giustificare una puttanata.Ovvio, si lecca il culo al governo altrimenti si rischia , vero?Sai com'è , la stampa è sotto tiro e addio introiti pubblicitari!Ma avete una deontologia professionale li a punto informatico?E si che di leggi sulla comunicazione e sulla stampa ce ne sono state in Italia ma meglio scomodare la Costituente...Se De Gasperi fosse vivo si inkazzerebbe a morte!Con Al Tappone e contro le sue "riforme", ultima quella di far sparire i documenti cartacei!Paura che i posteri sappiano che persona era?Naaaaaaaaaaa, i posteri le idee se le faranno sui fatti e guardando le sue gaffe e si chiederanno come mai noi sopportavamo uno come lui, che ha avuto il coraggio di aumentare le tasse sul suo competitor maggiore in un decreto che doveva contenere misure salva-crisi ma che in molti, anche se velatamente, criticano, da confindustria, leggere il sole 24 ore organo di stampa della stessa, alla banca d'italia, Draghi ha chiesto di osare di più, all'Europa , che aveva chiesto una manovra da 1 punto di pil e non propaganda e fumo negli occhi!Ma si sa , punto informatico è come una vela e va dove sembra che tiri il vento....Peccato che a guardare in giro il vento è contrario al Governo, infatti non si parla più di sondaggi a favore con percentuali bulgare di consenso...E per evitare una sommossa si cerca di zittire la rete ma con l'appoggio di chi lavora sulla rete...Fatevi un bell'esame di coscienza perché oggi tocca ai blog ma domani toccherà a voi....L'on. Fini lo ha capito, non a caso ha citato Weber....Ma se uno non capisce i messaggi che lanciano alcuni esponenti della maggioranza non può capire cosa sta succedendo in Italia...Basta farsi un giro nelle zone industriali e si vede quanto il governo pensi alle piccole e medie imprese!Per non parlare di Alitalia e dei dipendenti usati come capo espiatorio...E la legge ammazza-blog, il registro e tutto il resto altro non sono che la punta di un sistema che tende a controllarci!"Quarto Potere!" Ah, quanto Orson Wells aveva ragione!Ma ora speriamo in Sky!Del resto chi ha visto il film sa come è andata a finire!
    • xWolverinex scrive:
      Re: M A R K E T T A R I!
      Quoto in toto. Marketta a gògò.Peccato l'articolista ometta di dire quali sono i requisiti per iscriversi al ROC.Markettone. Poi mi applica cose scritte 40 anni fa'. Ma suvvia, siamo seri. Perche' 40 anni fa' non hanno obbligato chi teneva il diario sotto il cuscino a registrarsi al ROC? Senza parole.
      • Might scrive:
        Re: M A R K E T T A R I!
        Peggio ancora, 60 anni fa!Questa da PI non me la aspettavo proprio... tira davvero una brutta aria.
        • editoria scrive:
          Re: M A R K E T T A R I!
          - Scritto da: Might
          Peggio ancora, 60 anni fa!
          Questa da PI non me la aspettavo proprio... tira
          davvero una brutta
          aria.scusa non capisco.... la posizione di pi storica da anni e nelle ultime settimane sui blog è chiarissima.quindi che devono fa'? non ospitare voci contrarie ma ogni giorno parlare di bollini ingiusti regole ingiuste censura ingiusta e raccolte di firme per eliminare i bollini ma se una volta tanto aprono spazio ad idee differenti vanno subito cazziati?!?! :Dtira una brutta aria da sempre soprattutto quando manca la memoria storica delle cose e quando non si ricorda neanche cosa succedeva ieri ehm
          • Might scrive:
            Re: M A R K E T T A R I!
            Guarda che so bene quale è stata la posizione di questo giornale fino a ieri, non sono certo arrivato stamattina a leggerlo per la prima volta... ed è proprio questa brusca sterzata in senso filoistituzionale che mi lascia perplesso.Se un avvocato viene intervistato dalla redazione e dice la sua opinione (o meglio la sua analisi su ciò che la legge prevede in materia) la cosa mi va benissimo, ma scrivendo un articolo in questo modo si pone nella posizione di parlare a nome di tutto il giornale, a mio avviso.E in questo caso la cosa mi è difficile da mandare giù, mi aspetterei come minimo un qualche tipo di replica o di contraddittorio, data la linea editoriale seguita fino a questo momento.Comunque mi sta benissimo che le mie opinioni possano essere contraddette e confutate, ma in un dialogo civile partire all'attacco con discorsi tipo "eh, manca proprio la memoria storica", o "siete proprio degli ignoranti, informatevi prima" non è di certo il modo migliore per iniziare.
          • Luca Schiavoni scrive:
            Re: M A R K E T T A R I!
            - Scritto da: Might
            Guarda che so bene quale è stata la posizione di
            questo giornale fino a ieri, non sono certo
            arrivato stamattina a leggerlo per la prima
            volta... ed è proprio questa brusca sterzata in
            senso filoistituzionale che mi lascia
            perplesso.
            Se un avvocato viene intervistato dalla redazione
            e dice la sua opinione (o meglio la sua analisi
            su ciò che la legge prevede in materia) la cosa
            mi va benissimo, ma scrivendo un articolo in
            questo modo si pone nella posizione di parlare a
            nome di tutto il giornale, a mio
            avviso.ma quando mai, scusa? Mantellini ha le sue opinioni, Calamari altre. Gli editoriali si firmano apposta. I pezzi non firmati sono "della redazione", ma se trovi un editoriale non firmato come regola e' del Direttore. Questa è la norma sulla stampa.O forse se leggi un pezzo di berlusconi sull'Unità pensi che parla a nome della redazione e di tutto il giornale?!?! :D su.
            E in questo caso la cosa mi è difficile da
            mandare giù, mi aspetterei come minimo un qualche
            tipo di replica o di contraddittorio, data la
            linea editoriale seguita fino a questo
            momento.boh, anche a me sembra che il punto di vista su quel che succede sui blog sia stato gia' ampiamente argomentato qui e altrove, e casomai mi sembra (a me) proprio che questa qui sia quasi una "replica" contraria (piu o meno) a quanto è stato gia' scritto a fiumi nei giorni, mesi, anni scorsi.non convidivido quasi nulla di questo commento, ma l'ho illustrato (citando Magritte, che amo) e sono contento di averlo su PI e di leggerlo. Vederlo addirittura come una sterzata filoistituzionale non può che farmi sorridere, vista che - appunto - mi sembra che proprio questa sia la replica ed il contraddittorio su un punto di vista esageratamente chiaro e storico sulle libertà digitali, d'espressione e quindi di internet in italia. Di solito ci si lamenta di leggere solo una campana, e che succede.. quando ne suona un'altra deve per forza suonare a morto, ao? ;)LucaS
          • Might scrive:
            Re: M A R K E T T A R I!
            Ho sempre apprezzato il coraggio di PI nel dire pane al pane e vino al vino. Per questo mi ha tanto lasciato di stucco leggere le argomentazioni di questo articolo riguardo alla bontà dell'intervento normativo in fase di dibattito.Le parole di questa tua risposta, Luca, sono esattamente quello che speravo di leggere.
  • non giornalist a scrive:
    chiunque va su internet e' tracciabile
    che bisogno c'e' di una registrazione se nel preciso momento in cui si fa il log-in con il provider (al quale i propri dati sono gia' stati dati) si ottiene un IP perfettamente tracciabile ?A cosa serve una registrazione quando se si vuole un dominio si devono fornire i propri dati ?p.s.io non voglio i finanziamenti della stampa, io non sono stampa, io sono io e quello che scrivo/dico sono le mie idee, che valgono, a volte, piu' di quelle scritte sulla stampa pubblicamente/politicamente finanziata.Aboliamo l'ordine dei giornalisti, casta pure quella.
    • Tano scrive:
      Re: chiunque va su internet e' tracciabile
      - Scritto da: non giornalist a
      che bisogno c'e' di una registrazione se nel
      preciso momento in cui si fa il log-in con il
      provider (al quale i propri dati sono gia' stati
      dati) si ottiene un IP perfettamente tracciabile
      ?
      A cosa serve una registrazione quando se si vuole
      un dominio si devono fornire i propri dati
      ?

      p.s.
      io non voglio i finanziamenti della stampa, io
      non sono stampa, io sono io e quello che
      scrivo/dico sono le mie idee, che valgono, a
      volte, piu' di quelle scritte sulla stampa
      pubblicamente/politicamente
      finanziata.

      Aboliamo l'ordine dei giornalisti, casta pure
      quella.Quoto in pieno tutto ciò che affermi
  • Marco scrive:
    Autorizzazione a procedere
    E' un po' lo stesso discorso dell'autorizzazione a procedere. Come era intesa dai nostri padri fondatori nell'assemblea costituente, questa era una arma per la democrazia. Quello che poi è diventato l'uso "criminoso" (:)) dell'autorizzazione a procedere è stato sotto gli occhi di tutti anni fa ed è stata tolta questa sorta di protezione politica. No che ci sia stato un grande vantaggio nel toglierla però non è questo il punto.Quello che voglio dire è che la tesi di Scorza non può reggere per un paio di motivi. Anzitutto stiamo parlando di una legge scritta e pensata 60 anni fa, in cui l'assemblea costituente cercava di risollevare il nostro paese dalle ceneri del nazi-fascismo e quindi questa ha creato la costituzione italiana basata sui valori della resistenza e dell'antifascismo (ricordo da dove veniamo caso mai qualche smemorato se lo scrodi). In base a questi sacrosanti valori sono state scritte quelle leggi e in base ad un concetto di mercato che alla fine degli anni '40 non era così grande. Secondo ed è il vero motivo per cui non condivido Scorza è che il web non dovrebbe essere regolamentato per legge. Non dovrebbe esserlo perchè il Web è lo specchio della nostra società e non una società parallela in sè. Il fatto che, sul web, l'anonimato renda tutti dei potenziali delinquenti è qualcosa di sconcertante per chi lo ha pensato e detto. E i vari disegni di legge che vanno in questo senso, secondo me, stanno semplicemende cerando di regolamentare l'irregolamentabile. Figuratevi in Italia non riusciamo nemmeno a combattere l'evasione fiscale, m'immagino che gran senso possa avere una legge che regolamente l'iscrizione al ROC di tutti i blog. Quindi terzo e ultimo punto, creando una legge del genere, andremo ad aggiungere complessità inutile al nostro già pesante bagaglio legislativo.Ciao
  • Alessandro scrive:
    per ROC obbligatorio il tribunale?
    Leggo sulle FAQ del ROC che è obbligatorio avere un direttore ed essere una testata registrata, per iscriversi al ROC. Mi sembra un problema insormontabile per i blog...Ho interpretato male?soggetti esercenti leditoria elettronica e digitale: gli editori, ai quali si applica la medesima ripartizione prevista per i soggetti di cui alla precedente lettera d), che pubblicano con regolare periodicità una o più testate giornalistiche in formato elettronico e digitale. Al fine di poter richiedere liscrizione al ROC, dunque, il soggetto dovrà essere editore di una testata dotata di programmata e regolare periodicità e di direttore responsabile ai sensi del disposto della legge 47/48.Link: http://www.agcom.it/operatori/ROC/FAQ.htm
  • Garlini Valter scrive:
    Burocrazia.... canaglia !
    Registrazione al ROC dei BLOG che IDIOZIA ! O l'obbligo vige per tutto il mondo e per tutti o altrimenti è una discriminazione per i cittadini italiani! Altro che uguaglianza !Solo un "minus habens" può pensare di regolamentare una rete mondiale con una legge nazionale !Visto che ci siamo perchè non ci diamo da sole delle belle regole per il commercio internazionale... ed anzi regolamentiamo pure, con legge nazionale, le prossime conquista spaziali.... ho visto un bel pezzo di terra lì in alto a sinistra su Marte che, pagando il giusto, mi potrebbe interessare !Tremonti prendi ispirazione... ripianare il debito pubblico vendendo Marte (rotfl)(rotfl)(rotfl)
  • Mr.Nick scrive:
    Il dito e la luna
    Egregio Sig. Scorza, si parla della luna e lei scrive un bell'articolo sul dito che la indica... ritenti, ce la puo' fare
  • lascolto del venerdi scrive:
    Ma stiamo scherzando??
    Sinceramente non capisco questo articolo!Difende i blog? difende la legge? è "dalla parte" del ROC?Vorrei ricordare a tutti che se i blog sono nati e si sono diffusi così velocemente è SOLO perché sono GRATIS!Non si paga nulla, tutti LAVORANO solo per dire cose che gli interessa e che sperano siano interessanti per altri.Nessuno viene pagato, nessuno chiede nulla in cambio se non commenti e visite.Quanto costa registrarsi al ROC?E questi soldi sarebbero usati per cosa?Magari poi la registrazione al ROC prevede che vengano forniti i reali dati anagrafici del gestore del blog. Non è forse una schedatura questa? (intendo vista nell'ottica della rete libera)Domanda: in quali altri Paesi esiste una legge simile a questa?
  • Francesco DAmbrosio scrive:
    No alla Clandestinità, vogliamo la Liber
    No alla Clandestinità, vogliamo la Libertà!2 - 3 - 4 Dicembre, partecipa alla grande mobilitazioneCon preghiera di diffusione: fai circolare il seguente messaggio tramite email, il tuo sito, i social network, i social news ed in qualunque altro modo tu lo ritenga possibile!La rete italiana è in lutto in difesa della libertà di espressione. Secondo la legge N° 62 del 7/3/2001 siamo tutti in situazione di illegalità e di clandestinità.Tutti noi come Carlo Ruta possiamo essere condannati per stampa clandestina ed il nostro sito/blog può essere oscurato.Aiutaci a sconfiggere la censura che ci opprime!Ci rivolgiamo a te che hai un blog, un sito, un forum in Italia e, ci rivolgiamo agli internauti di tutto il mondo perchè ognuno faccia la sua parte e diffonda questo messaggio per difendere la neutralità e libertà di Internet.Chiediamo al Parlamento italiano il ritiro immediato del ddl Levi e chiediamo che, senza formule suscettibili di interpretazione, tutti i mezzi internet usati per esprimere e diffondere informazioni ed opinioni, se utilizzati in forma amatoriale, siano sottratti alla legislazione sulleditoria, indipendentemente dalla loro capacità di produrre profitti.http://ammazzablog.wordpress.com/2008/11/28/no-alla-clandestinita-vogliamo-la-liberta/
  • Pierino Pestifero scrive:
    Registriamo al ROC per andare al bar...
    A questo punto registriamoci al ROC anche solo per far quattro chiacchiere al bar, poi anche quando siamo in famiglia e si parla di politica mentre si desina... ma per favore.State supportando tesi molto pericolose sia per la libertà di parola in Internet sia per quella più importante della libertà di parola nel mondo reale.
  • ZioBilly scrive:
    Questione di giurisdizione
    Diciamo per un momento le cose come stanno.In Italia i server ed i domini sono già soggetti alle formalità necessarie per identificarne il responsabile. Infatti, per quanto riguarda i domini .it esiste la c.d. lettera di assunzione responsabilità che ciascun intestatario deve compilare ed inviare al NIC. Per quato riguarda le connettività ed i server presenti in Italia, ciascun ISP è in grado di risalire a chi è connesso in quel momento ad un particolare indirizzo IP. Quindi se un server è in Italia e/o al suo interno è configurato un dominio .it è sempre possibile conoscere la persona responsabile. Quindi non serve aggiungere altre forme di registrazione.Se il server è all'estero e fa uso di domini diversi da .it ritengo che esso sia comunque soggetto alla legislazione del Paese in cui si trova in quanto posto al di fuori del territorio dello Stato, anche su utilizzato dautenti italiani. Nessuna legge italiana, infatti, può essere applicata al di fuori della giurisdizione territoriale italiana. Al massimo possono vale forme di collaborazione internazionale. In questo caso, quindi, qualunque intervento legislativo è:- inutile perchè inapplicabile- illegale in quanto viola il diritto internazionale che non rpevede che uno Stato possa legiferare su quant avviene all'estero.Lo Stato italiano potrebbe imporre, al massimo, agli ISP presenti in Italia, di oscurare con qualche tecnica (generalmente aggirbaile senza troppe difficoltà) l'accesso a determinati host che si trovano all'estero. Ma nulla di più.
  • Anonimo scrive:
    La tesi esposta nell'articolo è falsa
    Varie brevi considerazioni:- Perché questa è considerata una necessità solo in Italia e non nel resto del mondo? Non saremo certo tanto presuntuosi da pensare di essere i primi e migliori in assoluto.- La libertà deve essere reale. Dire che uno è libero, ma poi mettere una tassa che non tutti possono pagare, è negare la libertà.- Burocrazia: introdurre costi sia in denaro che in termini di tempo per richiedere inutili autorizzazioni equivale a voler far scappare da subito chi può avere buone idee in Italia.- Territorialità: internet è globale. Per quale motivo dovrebbero pagare solo gli italiani ? Oppure, pensiamo di poter far pagare qualunque blog nel mondo venga letto da un solo utente italiano ?- Ad esempio, un italiano che tiene un blog su Wordpress.com dovrebbe registrarsi e pagare secondo la legge, ma come si fa a scoprirlo, se il suo provider è extraterritoriale e non avrà certo voglia di fornire i dati dei suoi utenti o vogliamo che lo stato spenda migliaia di euro per procedure giudiziarie internazionali per recuperare magari 50 euro di tassa di registrazione?Considerazione conclusiva: per ogni blog che parla di di persone, ce ne sono 10 o 100 o 1000 che parlano solo di tecnologia, curiosità o dell'autore stesso. Perché per coprire la coda di paglia della classe politica bisogna impedire alla gente anche di parlare pubblicamente di se stessa?
    • XYZ scrive:
      Re: La tesi esposta nell'articolo è falsa
      - Scritto da: Anonimo
      Varie brevi considerazioni:

      - Perché questa è considerata una necessità solo
      in Italia e non nel resto del mondo? Non saremo
      certo tanto presuntuosi da pensare di essere i
      primi e migliori in
      assoluto.
      - La libertà deve essere reale. Dire che uno è
      libero, ma poi mettere una tassa che non tutti
      possono pagare, è negare la
      libertà.
      - Burocrazia: introdurre costi sia in denaro che
      in termini di tempo per richiedere inutili
      autorizzazioni equivale a voler far scappare da
      subito chi può avere buone idee in
      Italia.
      - Territorialità: internet è globale. Per quale
      motivo dovrebbero pagare solo gli italiani ?
      Oppure, pensiamo di poter far pagare qualunque
      blog nel mondo venga letto da un solo utente
      italiano
      ?
      - Ad esempio, un italiano che tiene un blog su
      Wordpress.com dovrebbe registrarsi e pagare
      secondo la legge, ma come si fa a scoprirlo, se
      il suo provider è extraterritoriale e non avrà
      certo voglia di fornire i dati dei suoi utenti o
      vogliamo che lo stato spenda migliaia di euro per
      procedure giudiziarie internazionali per
      recuperare magari 50 euro di tassa di
      registrazione?

      Considerazione conclusiva: per ogni blog che
      parla di di persone, ce ne sono 10 o 100 o 1000
      che parlano solo di tecnologia, curiosità o
      dell'autore stesso. Perché per coprire la coda di
      paglia della classe politica bisogna impedire
      alla gente anche di parlare pubblicamente di se
      stessa?Quoto.
    • advange scrive:
      Re: La tesi esposta nell'articolo è falsa
      Quoto e aggiungo: per certi legislatori gli italiani sono degli esseri superiori al resto del mondo, non c'è che dire. Certe idee ce le abbiamo solo noi.Ma qualcuno si è mai chiesto a cosa serve la PEC? Possibile che ce l'abbiamo solo noi?
      • Ricky scrive:
        Re: La tesi esposta nell'articolo è falsa
        Bhe, che dire, sarei daccordo pero' ho delle perplessita' da condividere.Innanzitutto non e' detto che solo perche' siamo i primi o gli unici a fare una certa cosa quella sia "sbagliata" a priori.Da qualche parte si inizia , no?Poi vorrei sapere come mai la gente che tratta a livello nazionale certi temi lo faccia senza una vera conoscenza del problema.Sono cose talmente importanti e sensibili che non si capisce secondo quale assurda idea di comando a tutti i costi debbano essere lasiate in mano ai politici.Ci vuole COMPETENZA...in questo caso come in molti altri in cui chi crea leggi e processi di sicuro impatto per tutti NON PUO' FARE A CASACCIO!Detto questo,da profano dello stato in esser di leggi e cavilli, resto dell'idea che non si puo' non disciplinare la fruizione di informazioni.In definitiva, l'unica cosa che mi pare indispensabile non e' BLOCCARE chi vuole dire la sua ma fargli capire,leggi alla mano (magari ben fatte) che se dice la VERITA' non ha nulla di cui preoccuparsi, viceversa...paghera' salate le sue bugie.Perche' e' un attimo distruggere la vita di un uomo e di tutta la sua famiglia...O dare informazioni errare alla gente, sopratutto in materia di salute (vedi termocancretizzatori e centrali a carbone "pulito").Non si puo' sperare nella serieta' della gente,anche in virtu' dicome e' messo adesso il nostro pianeta.Non pare proprio ci si possa fidare dell'uomo...
        • advange scrive:
          Re: La tesi esposta nell'articolo è falsa
          - Scritto da: Ricky
          Bhe, che dire, sarei daccordo pero' ho delle
          perplessita' da
          condividere.
          Innanzitutto non e' detto che solo perche' siamo
          i primi o gli unici a fare una certa cosa quella
          sia "sbagliata" a
          priori.Mai detto questo: il mio è un semplice sospetto.
          Da qualche parte si inizia , no?
          Poi vorrei sapere come mai la gente che tratta a
          livello nazionale certi temi lo faccia senza una
          vera conoscenza del
          problema.
          Sono cose talmente importanti e sensibili che non
          si capisce secondo quale assurda idea di comando
          a tutti i costi debbano essere lasiate in mano ai
          politici.
          Ci vuole COMPETENZA...in questo caso come in
          molti altri in cui chi crea leggi e processi di
          sicuro impatto per tutti NON PUO' FARE A
          CASACCIO!
          Detto questo,da profano dello stato in esser di
          leggi e cavilli, resto dell'idea che non si puo'
          non disciplinare la fruizione di
          informazioni.
          In definitiva, l'unica cosa che mi pare
          indispensabile non e' BLOCCARE chi vuole dire la
          sua ma fargli capire,leggi alla mano (magari ben
          fatte) che se dice la VERITA' non ha nulla di cui
          preoccuparsi, viceversa...paghera' salate le sue
          bugie.
          Perche' e' un attimo distruggere la vita di un
          uomo e di tutta la sua
          famiglia...Non hai bisogno di una legge ad hoc per questo: c'è il reato di diffamazione; così come esiste il reato di diffamazione a mezzo stampa. Non puoi andare in giro a dire che tizio è un ladro; allo steso modo già ora non puoi scriverlo su un blog.
          O dare informazioni errare alla gente, sopratutto
          in materia di salute (vedi termocancretizzatori e
          centrali a carbone
          "pulito").
          Non si puo' sperare nella serieta' della
          gente,anche in virtu' dicome e' messo adesso il
          nostro
          pianeta.
          Non pare proprio ci si possa fidare dell'uomo...Guarda, Emilio Fede è iscritto all'ordine dei giornalisti, il tg4 è iscritto al ROC: ti sembra che sia servito a qualcosa?
        • Josh Maltese scrive:
          Re: La tesi esposta nell'articolo è falsa
          Se qualcuno dice il falso puo' essere denunciato anche ora con l'attuale sistema...Lo sccpo vero e' il controllo della rete....
          • Ricky scrive:
            Re: La tesi esposta nell'articolo è falsa
            Conosco lo strumento della denuncia per diffamazione o querela.Il problema e' che ad oggi chi querela puo' essere molto piu' ricco e potente del querelato e trascinarlo in gineprai senza fine.Costi assurdi che non potrebbe di certo sostenere...Quindi , come al solito, se la legge c'e' ma O non viene attuata O la sua attuazione crea situazioni perverse, e' come se non ci fosse, a volte sarebbe meglio che non ci fosse.Comunque confermo...Emilio e' un esempio lampante che qualche cosa non funziona proprio benissimo... :)
    • Funz scrive:
      Re: La tesi esposta nell'articolo è falsa
      Tu hai troppo buon senso verrai rieducato :D
  • Proprio non ci siamo scrive:
    Tra i mezzi e le intenzioni: un oceano
    La responsabilità è perfettamente attribuita senza alcun bisogno di Registri.I Blog stanno sui server, mica nell'Iperuranio. E a questi si accede con un IP perfettamente tracciabile, salvo casi estremi che non sarebbero comunque regolabili.La Burocrazia è spesso semplicemente inutile, quando non dannosa o minacciosa.
  • Alessandrox scrive:
    NIENTE LIBERTA' SENZA RESPONSABILITA????
    AH SI?E chi glielo spiega a tutti i diffamati in pubblico e quando va bene, riabilitati in un trafiletto nelle ultime pagine?Chi glielo spiega ai familiari di ENZO TORTORA?Chi glielo spiega alle migliaaia di lettori che si sganasciano dalle risate dai frequenti strafalcioni tecnologico/scientifico/culturali che spesso leggono?Chi ce lo spiega quando si leggono delle falsita' costruite attraverso l' OMISSIONE di fatti, eventi, dati... cosa che di per se non costituisce reato ma ugualmente eticamente riprorevole?E come mai, dopo decenni di sostanziale impunita' per i media tradizionali, oggi ci si affretta a dare giri di vite intorno a internet ed il web? Forse perche' tanto i suoi protagonisti sono una massa di insignificanti moscerini facilmente spiaccicabili con un pugno di avvocati sufficentemente prezzolati dal potere forte di turno?Basterebbe che si facesse questo... basterebbe che si facesse quello... di FATTO per la legg sull' editoria del 2001 la registrazione al ROC di un prodotto definibile come EDITORIALE comporta l' avere un direttore responsabile iscritto all' albo dell' ordine dei giornalisti...E gia' questo basta a mettere una pietra TOMBALE sulla questione.In realta' forse ignora il fatto che il NON essere SCHEDATI in un ROC non ci rende affatto immuni da conseguenze legali e quindi esenti da responsabilita'... quindi ancora NON capisco il perche' di questa norma cosi' limitante... a meno che con questa non si voglia in realta' ridurre il problerma alla radice, tagliando fuori dal diritto riconosciuto dall' Art. 21 un bel po' di gente cosi' da semplificare il lavoro alle magistrature.Con questa normativa fare un semplice sito informativo, diventaun impresa piena di ostacoli burocratici ed economici tali che se non lo si fa' per lavorarci e lucrarci e' meglio lasciar perdere.Insomma il ROC per tutti va bene perche' previdentemente l' hanno detto i padri della costituzione in quel bel periodo storico che e' stato il 1947...Un po' come dire siccome i regi decreti li hanno fatti persone autorevoli e stimabili non imp0orta se si riferiscono a contesti storico-sociali e TECNOLOGICI distanti anni luce.... VANNO TUTTORA BENE A PRESCINDERE.... da tutto cio' che nel frattempo e' cambiato... dalla contestualizzazione storico-sociale e dal buon senso.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 01 dicembre 2008 01.36-----------------------------------------------------------
  • titti la verga scrive:
    che ne dice dell'ORDINE dei G. allora?
    non ho visto citare l'ordine dei giornalisti.davvero possiamo tutti dire la nostra senza essere nell'Ordine?
    • ZioBilly scrive:
      Re: che ne dice dell'ORDINE dei G. allora?
      Ferma restando la correttezza del principio per cui chi diffonde notizie deve comunque avere un nome ed un volto, giustamente la presenza dell'ordine dei giornalisti è la vera limitazione alla libertà di stampa ed espressione.Non si capisce perchè, per poter esprimere un'opinione, anche mediante carta stampata, si debba essere iscritti ad un "ordine". Nulla in contrario che chi intende offrire un servizio informativo nel territoriio nazionale se ne assuma le responsabilità, con l'iscrizione in tribunale, o dove lo si voglia, ma questa possibilità non deve essere prerogativa di una casta.Poi, ciascuno risponderà personalmente, civilmente e penalmente, di quanto diffonde, ma a monte vi deve essere la possibilità illimitata per ciascuno di potersi esprimere.Cosa che in Italia non c'è.L'abolizione di ordini e corporazioni dovrebbe essere il primo obiettivo che dobbiamo porci. Di tutti gli ordini e di tutte le corporazioni.
  • Andrea scrive:
    Finanziamenti?
    Finanziamenti ai blog come per i giornali?Ma stiamo scherzando, togliamo anche quelli dei giornali piuttosto!
  • Den Lord Troll scrive:
    internet libero ?!?!
    se così fosse ci avrebbero già rimpiazzato con il Ruanda (che loro non hanno mai fatto nulla di male, son stati 'sfortunati' da sempre)....
  • emmeesse scrive:
    Avvocato, lei ha unito i puntini.
    Non e' ironia, le faccio i complimenti.Lei ha espresso qualcosa che e' sotto gli occhi di tutti.Se per aprire un blog devo registrarmi COMUNQUE presso una azienda privata e spesso estera, perche' tali dati non debbono conferire automaticamente in quella anagrafe "neutra" che e' il ROC?(sempre che sia cosi' neutra, beninteso, e qui bisogna fare atto di fede)se poi cio' garantisse, come lei lascia intuire, il "diritto al sapere" dei cittadini, quello dell'indipendenza dei mezzi di informazione dal potere politico, quello del finanziamento delle più piccole realtà editoriali e quello, più generale, dell'esigenza di garantire che né il potere politico né quello economico influenzino la libertà del giornalista e del cittadino, rispettivamente, di scrivere e leggere ciò che effettivamente accade nel mondo e non già ciò che altri vorrebbero imporre di scrivere e leggere,allora ben venga un ROC anche per il mio blogghettino schifido.L'idea e' giusta. Dubito molto dei legislatori italiani, e lei ben sa come a volte l'interpretazione del siritto sia curiosamente travisata.Ottimo LavoroClaudio Brovelli aka emmeesse
    • Daniel Jackson scrive:
      Re: Avvocato, lei ha unito i puntini.

      Se per aprire un blog devo registrarmi COMUNQUE
      presso una azienda privata e spesso estera,
      perche' tali dati non debbono conferire
      automaticamente in quella anagrafe "neutra" che
      e' il
      ROC?OK, convinci blogger o gli host stranieri che se io creo un blog loro devono inviare i MIEI dati al roc.Dopo che li avrai convinti io cambierò host.

      (sempre che sia cosi' neutra, beninteso, e qui
      bisogna fare atto di
      fede)

      se poi cio' garantisse, come lei lascia intuire,
      il "diritto al sapere" dei cittadini, quello
      dell'indipendenza dei mezzi di informazione dal
      potere politico, quello del finanziamento delle
      più piccole realtà editoriali e quello, più
      generale, dell'esigenza di garantire che né il
      potere politico né quello economico influenzino
      la libertà del giornalista e del cittadino,
      rispettivamente, di scrivere e leggere ciò che
      effettivamente accade nel mondo e non già ciò che
      altri vorrebbero imporre di scrivere e
      leggere,

      allora ben venga un ROC anche per il mio
      blogghettino
      schifido.

      L'idea e' giusta. Dubito molto dei legislatori
      italiani, e lei ben sa come a volte
      l'interpretazione del siritto sia curiosamente
      travisata.

      Ottimo Lavoro
      Claudio Brovelli aka emmeesse
    • www.aleksfalcone.org scrive:
      Re: Avvocato, lei ha unito i puntini.
      - Scritto da: emmeesse
      Se per aprire un blog devo registrarmi COMUNQUE
      presso una azienda privata e spesso estera,
      perche' tali dati non debbono conferire
      automaticamente in quella anagrafe "neutra" che
      e' il ROC?I dati di registrazione per un servizio web non mi qualificano come operatore di comunicazione, ma soltanto come cliente di quella società che ho scelto come fornitore di quel servizio, che sia italiano o straniero. Come quando acquisti un computer e lasci i dati per la fattura.Non esiste alcun motivo razionale per cui lo Stato debba pretendere una mia schedatura per il semplice fatto di usufruire di quel servizio.
      se poi cio' garantisse, come lei lascia intuire,
      il "diritto al sapere" dei cittadini, quello
      dell'indipendenza dei mezzi di informazione La presenza di un registro nazionale non garantisce nulla. Basta sfogliare un quotidiano od assistere al penoso spettacolo di qualche telegiornale per rendersene conto.
      L'idea e' giusta. L'idea è senza senso. Come l'articolo è campato in aria.
  • Davide Marchese scrive:
    Assurdo.
    Mi spiace, per quanto possa convenire sugli aspetti "allargati" e del resto pertinenti, della questione, giudico del tutto assurdo che l'obbligo del registro di ogni singola attività svolta a manifestare il proprio pensiero debba essere necessario.Una semplice considerazione.E' vero che deva esistere responsabilità diretta nell'espressione del proprio pensiero, ma questa non deve prevedere necessariamente l'obbligo di qualsivoglia registrazione.I mezzi per identificare in maniera univoca e certa il responsabile di un atto di diffamazione a mezzo blog esistono.Sarebbe solo un puro ed assurdo esercizio burocratico dover registrare qualsiasi cosa.Non si può continuare in modo estenuante a regolamentare ogni cosa, pure le più piccole ed inutili, continueremmo solamente ad incrementare il già voluminoso ed a volte inapplicato codice.Quando le norme prevedono tutto, pure i particolari più minuziosi, la regola diviene quella vigente in Italia, dove in mezzo a milioni di cavilli ed interpretazioni si può affermare qualsiasi cosa rendendola del tutto inapplicabile.Siamo oberati di leggi, regolamenti, indicazioni, semplicemente inapplicati.Tutto è regolato formalmente.La forma vince, ma rappresenta e descrive un mondo del tutto slegato dalla realtà, piena di adempimenti formali sul nulla.
    • Den Lord Troll scrive:
      Re: Assurdo.
      - Scritto da: Davide Marchese
      Quando le norme prevedono tutto, pure i
      particolari più minuziosi, la regola diviene
      quella vigente in Italia, dove in mezzo a milioni
      di cavilli ed interpretazioni si può affermare
      qualsiasi cosa rendendola del tutto
      inapplicabile.specie quando così è successo con la schifezza più grande del XX secolo che fa ancora ridere i salici del circondario: legge 180 ("Basaglia") ^^
      • Szasz scrive:
        Re: Assurdo.

        specie quando così è successo con la schifezza
        più grande del XX secolo che fa ancora ridere i
        salici del circondario: legge 180 ("Basaglia")
        ^^La schifezza più grande del XX secolo è quello che c'era prima di quella legge, che in parte è continuato dopo e per cui nessuno (finora) ha mai pagato e pagherà abbastanza per quei crimini.
        • Den Lord Troll scrive:
          Re: Assurdo.
          - Scritto da: Szasz
          La schifezza più grande del XX secolo è quello
          che c'era prima di quella legge, che in parte è
          continuato dopo e per cui nessuno (finora) ha mai
          pagato e pagherà abbastanza per quei
          crimini.Per caso sei un sostenitore dei Redneck e/o del Texas ? (prendila come battuta, e dai che l'hai capita :p )
  • Il signor rossi scrive:
    Parole sagge, ma purtroppo...
    Parole sagge, ma solo in teoria, perché purtroppo non credo proprio che lo spirito di chi sta legiferando adesso in materia sia lo stesso dei padri fondatori, ovvero garantire anche su internet la libertà d'espressione.Sembra piuttosto il contrario: l'esperessione della tendenza che, da anni, tenta di restringere le libertà su internet e introdurre pericolosi strumenti di controllo.Internet è scomoda per chi è abituato ad avere certi poteri: è un luogo dove chiunque può dire la propria, e dove chi dice qualcosa di intelligente può incrementare la visibilità delle proprie idee solo con il passaparola. L'informazione su internet sfugge alle leggi del controllo e del marketing. A molti questo dà noia.Ed ecco quindi che, da anni, si procede su due fronti: da un lato, la denigrazione di internet, attuata soprattutto con la televisione, dove viene descritta come covo di pedofili, pirati, ricettacolo di pornografia, pericolo per i propri figli eccetera (sicuramente in parte queste cose sono vere, ma sono prese come scusa, perché ciò che dà fastidio è altro), dall'altro, la creazione di leggi che mirino ad un controllo dell'informazione che circola su internet. Perché in televisione l'informazione, la pubblicità, i film, i video sono decisi dall'alto e arrivano a seconda di quello che qualcuno (i politici, le aziende, le case discografiche) decidono, invece su internet la gente se le va a cercare, decide lei che informazione vuole, che musica ascoltare, che film vedere. Soprattutto, decide che informazione vuole divulgare: un grande pericolo per politici e aziende, un luogo dove è fin troppo facile smascherare le loro scorrettezze.E' questo il quadro in cui si inseriscono i recenti dibattiti sulla regolamentazione di internet, non è certo lo stesso spirito di chi scrisse la nostra splendida Costituzione.
    • Zamia scrive:
      Re: Parole sagge, ma purtroppo...
      - Scritto da: Il signor rossi
      Parole sagge, ma solo in teoria, perché purtroppo
      non credo proprio che lo spirito di chi sta
      legiferando adesso in materia sia lo stesso dei
      padri fondatori, ovvero garantire anche su
      internet la libertà
      d'espressione.
      Sembra piuttosto il contrario: l'esperessione
      della tendenza che, da anni, tenta di restringere
      le libertà su internet e introdurre pericolosi
      strumenti di
      controllo.
      Internet è scomoda per chi è abituato ad avere
      certi poteri: è un luogo dove chiunque può dire
      la propria, e dove chi dice qualcosa di
      intelligente può incrementare la visibilità delle
      proprie idee solo con il passaparola.
      L'informazione su internet sfugge alle leggi del
      controllo e del marketing. A molti questo dà
      noia.[cut]Mi sa che hai fatto proprio centro...
    • reXistenZ scrive:
      Re: Parole sagge, ma purtroppo...
      - Scritto da: Il signor rossi
      Parole sagge, ma solo in teoria, perché purtroppo
      non credo proprio che lo spirito di chi sta
      legiferando adesso in materia sia lo stesso dei
      padri fondatori, ovvero garantire anche su
      internet la libertà
      d'espressione.Fregnacce. Smettiamola con il mito dei "Padri fondatori" e di una Costituzione intoccabile. Il controllo della circolazione delle idee tra i cittadini/sudditi c'è sempre stato, in tutte le epoche storiche, e i "padri fondatori" non fanno certo eccezione. Cambia solo la forma con cui si esercita questo controllo e con cui viene dichiarato per legge.
      • Josafat scrive:
        Re: Parole sagge, ma purtroppo...
        Sarà, ma la Costituzione parla di "stampa libera" e non di ROC.
        • reXistenZ scrive:
          Re: Parole sagge, ma purtroppo...
          - Scritto da: Josafat
          Sarà, ma la Costituzione parla di "stampa libera"
          e non di
          ROC.Sarà, ma la Costituzione è stata scritta quando ancora Internet non esisteva, e i padri fondatori interrogati sui blog avrebbero risposto che sono dolci simili ai babà.Comunque personalmente sono favorevole alla reintroduzione del Codice Albertino nonché alla stele di Hammurabi. Anche loro sono stati stesi prima ancora che internet venisse creato però contenevano delle norme molto sagge, e non parlavano di roc.
  • Daniel Jackson scrive:
    No.
    Non esiste nessun valido motivo per cui se un sessantenne, un undicenne o un trentenne aprono un blog, mettendoci il nome reale o un nick di fantasia, debbano informarne le autorità dato che se il blog viola la legge saranno perseguibili comunque.
    • mario rossi scrive:
      Re: No.
      Esiste, sì, un valido motivo per cui pretendere una registrazione formale da un blogger - in caso delle sue opinioni, scomode per un qualsiasi potere forte, ma che non violano la legge, si può sempre impedire a questo blogger di continuare ad esprimerle sotto la minaccia di chiudere il suo blog per inadempienza alle regole formali di registrazione;anzi, non esiste NESSUN ALTRO valido motivo di esigere tale registrazione, se dobbiamo credere al pazza idea del semplice elenco dei blog esistenti.Sarebbe poi interessante, visto la natura senza confini dell'Internet, come e su di chi il legislatore penserebbe di imporre l'obligo di registrazione: il blog posizionato su un server italiano, gestito da un cittadino italiano, scritto nella lingua italiana ? Cosa si farà allora con un blog redatto in inglese, gestito da un cittadino spagnolo e appoggiato su un server della Google a Roma ?! Se invece Beppe Grillo spostera il suo blog su un server Google a New York ?!
      • FRANZ B scrive:
        Re: No.
        - Scritto da: mario rossi
        Esiste, sì, un valido motivo per cui pretendere
        una registrazione formale da un blogger - in caso
        delle sue opinioni, scomode per un qualsiasi
        potere forte, ma che non violano la legge, si può
        sempre impedire a questo blogger di continuare ad
        esprimerle sotto la minaccia di chiudere il suo
        blog per inadempienza alle regole formali di
        registrazione;
        anzi, non esiste NESSUN ALTRO valido motivo di
        esigere tale registrazione, se dobbiamo credere
        al pazza idea del semplice elenco dei blog
        esistenti.penso anch'io la situazione sia questa, nn vi è altro motivo per introdurre questa legge.bisognerebbe andare nella direzione opposta e cancellare l'albo dei giornalisti che nn serve a null'altro che far diventare giornalisti quelli che vuole il potente di turno.L'INFORMAZIONE DEVE ESSERE LIBERA!!!!!
    • Fiorenzo scrive:
      Re: No.
      - Scritto da: Daniel Jackson
      Non esiste nessun valido motivo per cui se un
      sessantenne, un undicenne o un trentenne aprono
      un blog, mettendoci il nome reale o un nick di
      fantasia, debbano informarne le autorità dato che
      se il blog viola la legge saranno perseguibili
      comunque.esatto.tutto quell'indigeribile pippone per dire cosa? che ti voglio rompere i coglioni. controllare. io, per dire, ho un blog sul quale esprimo opinioni sul vino. e questo e' pure il mio mestiere. lo faccio con nome, cognome ed indirizzo. ma che stradiamine serve ancora? - come se poi, da anonimo, fossi al riparo da chissa' che. quello che vogliono e' controllare e comprimere spazi di liberta', non a caso il nostro belpaese si segnala al mondo per robe incomprensibili come la limitazione del wi-fi ex legge pisanu; e' inutile girarci attorno, questa e' malafede. da questa gente non potra' piu' arrivare niente di buono.
      • Jester24 scrive:
        Re: No.
        Giusto per precisare ulteriormente, i siti *.it vengono già registrati presso il NIC ... qualcuno si ricorda la LAR (Lettera assunzione responsabilità) che avete inviato via fax al momento della registrazione del dominio?Quindi, perchè ANCHE il roc? Già sono responsabile presso il NIC ... che altro volete?Mauriziowww.massasso.it
      • panda rossa scrive:
        Re: No.
        - Scritto da: Fiorenzo

        io, per dire, ho un blog sul quale esprimo
        opinioni sul vino. e questo e' pure il mio
        mestiere. lo faccio con nome, cognome ed
        indirizzo. ma che stradiamine serve ancora? -
        come se poi, da anonimo, fossi al riparo da
        chissa' che.Appunto. Hai mai pensato che il tuo blog sul vino, sicuramente gratuito, con contenuti di qualita' elevata, molta competenza e sincera passione possa in qualche modo sminuire qualche potentato che sul vino ci specula, e magari concede all'amico dell'amico qualche poltrona amministrativa.
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