I Led OSRAM ridisegnano la Basilica di San Pietro

Centomila luci a Led per dare nuova vita alla Basilica di San Pietro: grazie al digitale e all'innovazione, la luce crea un nuovo linguaggio visivo.

I Led OSRAM ridisegnano la Basilica di San Pietro

Cento mila luci a Led installate in due anni di lavoro: è questa la firma che l’innovazione tecnologica sta mettendo in atto all’interno di uno dei luoghi di culto più importanti al mondo. La firma è quella di OSRAM, le cui tecnologie innovative scaturiscono da studi di illuminotecnica approfonditi e delicati in virtù dell’ambiente nella quale sono stati applicati; il luogo è la Basilica di San Pietro, centro della cristianità e custode secolare dei massimi vertici dell’espressione artistica; protagonista è la luce, che grazie all’innovazione e al digitale è in gradi di restituire nuove forme e nuovi colori tanto all’arte, quanto al culto, quanto alla mera visione affascinata dei tanti visitatori che vi transiteranno.

I Led ridisegnano la Basilica di San Pietro

Le esigenze erano varie: dalla mera utilità, accendendo gli affollati locali per la Santa Messa, fino alla necessità di esaltare al meglio le opere d’arte presenti.

Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza le nuove tecnologie che hanno trasformato il linguaggio dell’illuminazione in qualcosa di nuovo: tali tecnologie, che stanno entrando nelle case di tutti con sempre maggior insistenza, trovano nella Basilica di San San Pietro la massima esaltazione tecnica e artistica di questo nuovo modo di far luce.

Il progetto dimostra che far convivere storia e tecnologia è possibile, se si possiedono le conoscenze giuste. Se 500 anni di storia sono visibili in tutto il loro splendore, è merito della luce LED digitale.

Olaf Berlien, CEO di OSRAM Licht AG.

L’integrazione nella Basilica delle luci a Led non è soltanto una sostituzione tecnica, poiché scrivere con l’illuminazione è come introdurre una visione HDR all’interno di una fotografia che già di per sé era di buona qualità. Con i Led la Basilica di San Pietro diventa invece godibile in ogni suo dettaglio, anche laddove il chiaro/scuro celava alcune parti poiché la luce non poteva fisicamente arrivarci né tanto meno arrivarci con la giusta intensità. Il Led crea una interfaccia nuova, dove il corpo illuminante scompare e l’illuminazione si moltiplica. Il risultato è, con tutta evidenza, eclatante.

Illuminazione nella Basilica di San Pietro

Le possibilità del Led

La luce si fa materia nel momento stesso in cui sfiora i marmi di Michelangelo o gli incredibili mosaici che ospita. Non solo: la luce si fa sensazione nel momento in cui può essere reinterpretata attraverso appositi scenari, con i quali esaltare una specifica visione o creare una determinata atmosfera. La luce si fa immagine, inoltre, grazie ad una densità radiante distribuita in modo tale da rendere possibili riprese televisive ad altissima qualità, senza sfarfallamenti o altri disturbi.

Non da meno, la luce si fa risparmio e sostenibilità: 80% di apparecchi in meno e 90% di risparmio energetico – nel contesto di un’esperienza visiva incredibilmente migliorata – significano l’esaltazione di una tecnologia destinata a riscrivere radicalmente il modo di illuminare gli ambienti urbani. Medesimi progetti sono già stati portati avanti da OSRAM tanto nella Cappella Sistina quanto in Piazza San Pietro, ma è nella Basilica che la sfida viene ad avere la sua massima espressione grazie alla sfida che volumi e superfici tracciano agli occhi dei visitatori. Per questi ultimi (una media di 27 mila ogni singolo giorno) la qualità dell’esperienza e la quantità di dettagli godibili durante la visita sono garanzia di emozione.

Grazie al nuovo sistema integrato a LED, è possibile ammirare i mosaici delle cupole negli ottagoni delle navate laterali, nei minimi dettagli. Molte opere d’arte che prima erano al buio, ora appaiono in pieno splendore.

Perché la luce è questo e presto, per gusto di design e per esigenze di risparmio, i Led diventeranno tassello irrinunciabile dell’illuminazione casalinga. La loro diffusione è in aumento, la loro integrazione negli ambienti domestici troverà sbocchi nuovi e creativi e l’arte è in questo percorso un canale di accelerazione: perché se la luce è linguaggio, la sua divulgazione passerà rapidamente di occhio in occhio riscrivendo i canoni tradizionali dell’illuminotecnica per come l’abbiamo conosciuta fino a pochi anni or sono.

Cupola di San Pietro

Luce è linguaggio

Che la luce fosse un vero e proprio linguaggio lo si è capito da tempi remoti: bastava una candela per ricreare un punto di conversazione, ad esempio, così come in epoca più recente sarebbe bastata una lampadina per ottenere medesimo effetto, così come un neon avrebbe segnato un’intera epoca pubblicitaria. Ma l’evoluzione ha portato ben oltre le capacità degli strumenti di illuminazione e oggi il linguaggio è sempre più raffinato e complesso: intensità, colori, temperature, sfumature, semplicità tecnica di installazione, controlli remoti e quant’altro hanno fatto del Led una piattaforma che formatta il futuro (offrendo nuove opportunità al design) nel momento stesso in cui riscrive il passato (offrendo nuove opportunità per consentire la piena godibilità delle opere d’arte).

In diverse cupole la quantità di luce è circa 10 volte superiore alla situazione “ante operam”.

Più luce e meglio distribuita, più dettagli e migliori contrasti, per una esperienza in “alta definizione” che si fa pertanto immediatamente empatica: l’emozione è trasmessa in modo più diretto e con essa il messaggio che ogni singolo dettaglio artistico intende veicolare.

La cupola, per come la vediamo oggi, nacque anzitutto nella mente di Michelangelo, incaricato del suo sviluppo definitivo da Paolo III nel XVI secolo. La luce era fin da allora alla base del progetto, ma con i limiti strutturali e tecnologici del tempo. La luce è ora elemento interno, il punto illuminante in molti casi scompare, il Led dona plasticità ed il linguaggio cambia. Se solo ne avesse avuto la possibilità, Michelangelo avrebbe avuto nuovo colore con cui disegnare la sua visione e vi avrebbe probabilmente attinto a piene mani.

Euroluce

Dal 9 al 14 aprile a Milano saranno aperti i padiglioni di Euroluce, uno dei possibili protagonisti del Salone del Mobile 2019. Il motivo dell’importanza del Salone è tanto nel fatto che i Led stanno aprendo nuove frontiere nelle soluzioni di illuminotecnica, quanto nelle nuove possibilità di gestione delle fonti luminose all’interno delle smart home.

Domotica e illuminotecnica, insomma, potrebbero ridisegnare gli ambienti domestici tanto in termini di design, quanto all’interno di soluzioni di grande utilità, offrendo in ciò un sostanzioso risparmio energetico a fronte di migliori soluzioni per l’illuminazione.

La Basilica di San Pietro è un emblema in grado di esaltare l’arte grazie l’illuminazione e viceversa; Euroluce è il Salone nel quale tutte queste opportunità convergono grazie a centinaia di espositori da tutto il mondo che porteranno lo stato dell’arte a Milano, sotto gli occhi di quanti, con la luce, intendono ridisegnare la propria quotidianità.

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