Legittima la registrazione alla Personal Zone?

di Andrea Lisi e Maurizio De Giorgi - Quando un point&click è sufficiente per chiedere il consenso al trattamento dei dati personali? Cosa succede quando l'utente esegue il log in per la prima volta? Un quadro della situazione


Roma – A causa del continuo accavallarsi di normative in tema di privacy e firma elettronica (pesante, leggera, accreditata, digitale e così via?) anche il semplice trattamento/registrazione elettronica dei propri dati personali sul web rischia di essere manifestato illegittimamente, con rischi di pesanti sanzioni a carico dei siti web titolari di tali dati?

Internet, come noto, ha sempre imposto il rispetto delle sue regole e delle sue consuetudini spesso avulse da ogni ?stringente? sistema di diritto positivo, sia nazionale, sia europeo, sia, infine, internazionale. In tal modo i giuristi esperti del settore continuano a doversi confrontare con non poche questioni interpretative oltre che pratiche.

Un tema al quale la dottrina in realtà ha dedicato ben poca attenzione, ma che è certamente destinato a diventare presto di scottante attualità, fa riferimento a quella prassi, molto diffusa tra i titolari dei siti web, di permettere ai propri utenti la registrazione, attraverso il noto meccanismo del ?point&click? , ad un?area riservata fornendo i propri dati personali (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo mail?) e ricevendo così uno o più codici di identificazione personale grazie ai quali fruire successivamente di numerosi servizi on-line.

Per la compilazione di un form elettronico è necessario non solo fornire i propri dati personali – alcuni richiesti obbligatoriamente altri facoltativamente – ma occorre anche prestare il consenso espresso al trattamento dei medesimi dati. Quest?ultimo aspetto rappresenta il punto dolente dell?intera procedura ora descritta e merita di essere meglio approfondito.

La questione dal punto di vista giuridico si pone in questi termini: al momento dell?avvenuta registrazione, il consenso al trattamento dei dati personali è prestato validamente? Oppure gli adempimenti previsti dalla legge sono disattesi?

Il nostro argomentare va correttamente ricondotto nell?alveo delle norme di cui agli artt. 11, 20 e 22 della Legge 675/1996 (ovvero dell?art. 23 del Decreto Legislativo n. 196/2003 che prenderà il posto della legge n. 675 dal primo gennaio 2004) la cui corretta interpretazione fornirà la chiave di lettura per risolvere i nostri dubbi interpretativi.

Perché il consenso possa dirsi validamente prestato occorre che esso sia espresso liberamente, sia riferito ad uno specifico trattamento, sia documentato per iscritto (o manifestato in forma scritta in caso di dati sensibili) e sia informato.

Vediamo ora se nel caso della registrazione da parte di un utente ad un?area riservata di un sito sono integrati tutti i menzionati requisiti previsti dalla legge.

Non sorgono, in realtà, dubbi in ordine alla sussistenza del consenso espresso. Sul punto, infatti, c?è concordia tra la dottrina più accreditata e, peraltro, la Direttiva n. 58/2002/CE ha contribuito a fare chiarezza equiparando il sistema del point&click al consenso espresso.
Qualche ragionevole dubbio sorge invece con riferimento al requisito della documentazione per iscritto . In altre parole, la registrazione elettronica ad una ?personal zone? soddisfa il requisito della forma scritta?

Sul punto occorre riferirsi alle norme dettate in tema di firma elettronica, ovvero al Decreto Legislativo n. 10/2002 (art. 6) e al D.P.R. n. 445/2000 (art. 10). Il combinato disposto di tali prescrizioni ci porta a dire, per quanto più da vicino ci interessa, che il documento informatico privo di qualsiasi sottoscrizione è equiparabile ad una mera riproduzione meccanica i cui effetti sono quelli previsti dall?art. 2712 C.C., mentre il documento informatico provvisto della firma elettronica cd. ?leggera? soddisfa il requisito legale della forma scritta .

È facile arguire a questo punto come la prassi di cui si discute si potrebbe ritenere legittima solo ove si equiparasse l?anzidetta registrazione al documento elettronico provvisto di firma elettronica almeno leggera.
Ma sul punto non è possibile rispondere positivamente. Infatti, per aversi un documento informatico con firma elettronica leggera occorre che un insieme di dati in forma elettronica siano connessi logicamente ad altri dati elettronici sì da permettere l?individuazione precisa del singolo utente connesso in rete . Occorre, cioè, una corrispondenza biunivoca tra le parti (nel caso di specie: tra il gestore e l?utente del sito web) che si riconoscano vicendevolmente . E ciò può accadere per mezzo di un sistema di autenticazione informatica che ricorre non al momento della registrazione, giacché in questa fase chiunque può fornire dati immaginari o non veritieri, bensì in quello successivo che coincide con l?accesso all?area riservata per mezzo dei codici di identificazione personali (strumenti che permettono un?individuazione univoca del soggetto che li sta utilizzando) e che sono stati forniti presso l?indirizzo di posta elettronica fornito dall?interessato all?atto delle registrazione.

È quindi nel momento in cui l?utente registrato accede per la prima volta alla “personal zone” che deve richiedersi il consenso al trattamento dei dati personali; consenso che potrà così ritenersi legalmente anche documentato per iscritto e dirsi, così, validamente prestato.
La prassi oggi ampiamente diffusa in rete e sopra descritta deve essere disattesa giacchè erronea e possibile fucina, pertanto, di gravi sanzioni.

A questo punto appare opportuno evidenziare ancora un altro profilo di questa prassi che può ritenersi quanto meno opinabile.
Moltissimi titolari di siti web chiedono ai propri utenti, al momento della registrazione, il consenso al trattamento dei propri dati personali non solo ai fini della registrazione stessa ma anche per molte altre operazioni (quali, ad. es., l?eventuale invio di materiale pubblicitario, la cessione dei dati a terze società per fini di statistiche, etc.). Tali termini vanno invece tenuti distinti.

Per la sola registrazione, infatti, può anche non chiedersi il consenso al trattamento dei dati dal momento che si è in una fase precontrattuale rispetto alla conclusione di un contratto (che può definirsi di fornitura di servizi) e, pertanto, vige la regola dell?art. art. 12, comma 1, lett. b), Legge n. 675 cit. norma di fatto riprodotta dall?art. 24 del menzionato Decreto n. 196.

Per tutte le operazioni successive, invece, deve essere senza dubbio richiesto il consenso, il quale (come già ampiamente riferito) per dirsi anche documentato per iscritto deve essere prestato per il tramite di un documento informatico provvisto di firma elettronica almeno leggera.

Come si è cercato di chiarire, ciò potrà realizzarsi solo con l?utilizzo di un sistema di autenticazione informatica che ricorre quando l?utente utilizzando i propri codici personali accede all?area riservata di un sito. Proprio in questo momento – rectius proprio al primo accesso nell?area protetta – l?utente deve prestare il proprio consenso che potrà finalmente dirsi anche documentato per iscritto.

Con questa breve riflessione si spera di aver suscitato l?interesse dei giuristi al fine di ricercare sempre nuove e più corrette soluzioni ai diversi problemi tecnico-giuridici con cui gli operatori della rete sono chiamati quotidianamente a confrontarsi evitando, così, che questi ultimi si vedano applicate le pesanti sanzioni previste dal legislatore in tema di illecito trattamento dei dati personali.

Andrea Lisi * e Maurizio de Giorgi**

(*) avvocato in Lecce, studio legale Lisi. Titolare, con il dr. Davide Diurisi, dello studio associato D.&L., consulenza aziendale e legale. Vice presidente del centro studi & ricerche scint. Curatore del portale per l?internazionalizzazione www.scint.it . Membro nel comitato scientifico di varie riviste giuridiche telematiche. Autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto del commercio internazionale e diritto delle nuove tecnologie. docente in master dedicati al diritto dell?informatica, presso l?Università di Lecce, Padova e Messina. Direttore scientifico del corso post lauream di alta formazione in ?commercio elettronico & internazionale? organizzato da Scint in collaborazione con ed. Simone e Ipsoa, con il patrocinio del ministero Attività produttive e Ice (istituto per il commercio con l?estero). Collabora con la cattedra di diritto commerciale internazionale dell?università di Lecce.

(**) giurista in Lecce, collabora con lo studio legale Lisi e con il centro studi & ricerche Scint . Autore di numerosi saggi giuridici, anche in materie correlate alle nuove tecnologie.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Vero, vero...
    Concordo con te.Ho appena passato un colloquio di lavoro, e il colloquio l'ho ottenuto semplicemente così: "sa usare photoshop?" io:"oltre a usarlo lo insegno".Se non avessi lavorato come insegnante in un'altra azienda, non avrei mai potuto dire una cosa del genere e convincerli che ero adatta, che avevo la preparazione giusta.Le VERE certificazioni te la dà l'esperienza professionale, l'elenco di attività sul curriculum; non un numero che cerca di misurare quanto sei bravo a studiare (o a far finta di studiare) certi argomenti.Nel mio caso, sono diventata insegnante da sola, lavorando. Non è servita nessuna scartoffia ma solo la passione e la voglia di impegnarsi per fare al meglio il proprio lavoro.Il pensiero della burocratizzazione dell'IT, con la conseguenza di ritrovarsi circondati da colleghi raccomandati e dubbiamente certificati da *non si da bene chi*, mi fa venire la pelle d'oca.:
    Nime
    • Anonimo scrive:
      Re: Correzione!!
      Il mio post qui sopra è in realtà una risposta all'intervento "Ma non è business per le certificazioni?"Ero un po' di fretta e per sbaglio ho postato il mio commento come nuovo messaggio...:
      Nime
  • Anonimo scrive:
    Vi dirò di più...
    Ciao a tutti.Ho ottenuto il diploma di maturità d'arte nel '99, in una scuola statale di Urbino. All'ufficio di collocamento di Pesaro, che dista poche decine di Km e FA PROVINCIA insieme a Urbino, non avevano la qualifica della mia scuola. Risultato: sono rimasta per più di 3 anni classificata come "apprendista con diploma di 3° media".L'altro giorno ho potuto finalmente rimediare, perchè gli elenchi delle qualifiche sono stati aggiornati. Però, sorpresa, manca la qualifica per un importante master post-diploma che ho fatto nel frattempo!!Sinceramente mi rompo veramente i cosiddetti a sentire parlare di web-qui e web-là: anch'io lavoro nella grafica e sì, faccio anche web ma non c'è solo quello!!Piuttosto, potremmo dire che lo Stato riconosce SOLO il web (e a volte il cad): vengono continuamente attivati corsi di formazione pubblici (gratuiti) e privati, il lavoro c'è e i lavoratori anche, di Internet e dei suoi lavoratori si parla più spesso che di tutto il resto dell'IT.Il web-qualcosa è di fatto la più famosa professione legata all'IT, e 'ste lagne per essere inquadrati mi sanno tanto da bambini viziati.Sono stufa di spiegare alla gente che razza di lavoro sia "fare grafica 3D", e di vedere mia madre in (orgogliosa) difficoltà quando le chiedono "ma che lavoro fa sua figlia??"My 2 cents.:
    NimeP.S: Sono per la tutela, ma non mi piacciono i partitismi: o veniamo tutelati TUTTI NOI lavoratori dell'IT, o restiamo tutti insieme allo stato brado...
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi dirò di più...

      P.S: Sono per la tutela, ma non mi piacciono
      i partitismi: o veniamo tutelati TUTTI NOI
      lavoratori dell'IT, o restiamo tutti insieme
      allo stato brado...Quando presi il diploma dell'istituto professionale per il commercio, Scuola Statale di Torino, sezione operatore turistico, mi presentai alla camera di commercio per iscrivermi come commerciante, volevo avere l'iscrizione anche se al momento lavoravo nella ditta di famiglia.Mi dissero che non potevo iscrivermi senza un esame, Avessi fatto ragioneria o una scuola commerciale si ma così no. Gli dissi che ero un diplomato di una scuola commerciale, che secondo la legge italiana avrei avuto diritto a tutte le iscrizioni compresa quella per bar e ristoranti, mi fu risposto che secondo il loro elenco non era così la mia scuola non c'era, se aprivo una agenzia di viaggi allora potevo fnon dare l'esame ma una altra attività no, poco importa se le materie da me fatte poco differivano da quelle di ragioneria e della sezione commercio della stessa scuola, dovetti dare l'esame perchè la commissione stabilì che non avevo i requisiti.Inutile dire che cià che dovetti presentare all'esame, in 5 anni di superiori lo affrontai decisamente in maniera più approfondita. Al termine dell'esame la commisisone mi fece i complimenti per la mia preparazione, decisamente superiore a quella che di solito avevano coloro che si presentavano. Mi chiesero quanto avessi studiato e risposti che avevo letto qualche cosa sui loro libri che poteva interessarmi, per il resto tirai fuori da una borsa alcuni testi scolastici per dimostrare come e dove la mia preparazione era stata fatta. Perchè l'esame quindi? Glielo dissi in faccia che per me era un furto oltre che una presa per il culo, perchè fare l'esame quindi? I loro libri mi costarono 90 mila lire e tra diritti e iscrizioni spesi 250 mila lire, per nona vere però tutte le iscrizioni am solo una parte, ora si capisce perchè dovetti dare l'esame, quello era un business. Aggiungo che pochi anni dopo la camera di commercio fu costretta a inserire la mia scuola tra quelle che davano diritto a tutte le licenze perchè qualcuno preferì fare ricorso contro la commisione e vinse, Quando mi presentai per uan variazione mi dissero che non capivano eprchè ero iscritto solo in alcune categorie e non tutte li mi venne da ridere e dissi, perchè dovetti fare l'esame per iscrivermi nonostante il mio titolo di studio. L'impiegata mi guardo e disse "ho capito, non le hanno riconosciuto il titolo di studio" "proprio così" risposi io, morale della favola,troppe leggi leggine, burocrazie direttive troppo di tutto, invece che semplificare approfittarsi di tutto per spennare i polli.
      • gian_d scrive:
        Re: attenzione all'equipollenza
        - Scritto da: Anonimo
        Quando presi il diploma dell'istituto
        professionale per il commercio, Scuola
        Statale di Torino, sezione operatore
        turistico, mi presentai alla camera di
        commercio per iscrivermi come commerciante,
        volevo avere l'iscrizione anche se al
        momento lavoravo nella ditta di famiglia.

        Mi dissero che non potevo iscrivermi senza
        un esame, Avessi fatto ragioneria o una
        scuola commerciale si ma così no. Gli dissi
        che ero un diplomato di una scuola
        commerciale, che secondo la legge italiana
        avrei avuto diritto a tutte le iscrizioni
        compresa quella per bar e ristoranti, mi fu
        risposto che secondo il loro elenco non era
        così la mia scuola non c'era, se aprivo una
        agenzia di viaggi allora potevo fnon dare
        l'esame ma una altra attività no, poco
        importa se le materie da me fatte poco
        differivano da quelle di ragioneria e della
        sezione commercio della stessa scuola,
        dovetti dare l'esame perchè la commissione
        stabilì che non avevo i requisiti.
        anche se il mio intervento è OT, posso dirti che si tratta di un caso simile a quello che riguarda il titolo di Agrotecnico (rilasciato dagli istituti professionali per l'agricoltura) e quello di Perito Agrario (rilasciato dagli istituti tecnici agrari). Ci sono stati diversi casi di concorsi riservati ai diplomati presso istituti tecnici e che escludevano di fatto i diplomati presso gli istituti professionali, ma i ricorsi al TAR presentati dal collegio degli agrotecnici sono sempre stati accettati. I titoli conseguiti presso gli istituti professionali sono a tutti gli effetti equipollenti da un punto di vista legale a quelli conseguiti presso gli istituti tecnici (almeno, di sicuro per il settore agrario).Si tratta d'ignoranza di chi organizza i concorsi, le selezioni, ecc. La normativa prevede un distinguo fra istituti professionali e istituti tecnici solo ai fini dell'iscrizione ai relativi albi professionali, ma molti non lo sanno.Probabilmente esiste anche un albo professionale per i diplomati presso gli istituti professionali per il commercio, ti consiglio di contattare un rappresentante del collegio per avere informazioni dettagliate.
    • Anonimo scrive:
      Re: Vi dirò di più...

      Sono stufa di spiegare alla gente che razza
      di lavoro sia "fare grafica 3D", e di vedere
      mia madre in (orgogliosa) difficoltà quando
      le chiedono "ma che lavoro fa sua figlia??"Sono curioso di sapere, se è lecito, cosa crei in 3D ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Vi dirò di più...
        - Scritto da: Anonimo


        Sono stufa di spiegare alla gente che
        razza

        di lavoro sia "fare grafica 3D", e di
        vedere

        mia madre in (orgogliosa) difficoltà
        quando

        le chiedono "ma che lavoro fa sua
        figlia??"

        Sono curioso di sapere, se è lecito, cosa
        crei in 3D ;)Ho scoperto qualcosa facendo un po' di web-searching...infatti penso che ti riposterò la domanda via email....visto che è un po' off-topic...Jinxius.
  • Anonimo scrive:
    UN'ALTRA CORPORAZIONE
    E PALLE, ODIO QUESTO PAESE DI MERDA E TUTTI I SUOI ABITANTI.
  • Anonimo scrive:
    Ridicolo
    Ma sì, facciamo leggi e riconoscimenti speciali per le "professioni del web", notoriamente un lavoro duro e pericoloso. Fa niente se poi l'equipaggio di un'ambulanza ha meno diritti del benzinaio che gli fa il pieno, tanto rischiano solo la pelle ad ogni incrocio e di beccarsi ogni sorta di malattia...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ridicolo
      - Scritto da: Anonimo
      Ma sì, facciamo leggi e riconoscimenti
      speciali per le "professioni del web",
      notoriamente un lavoro duro e pericoloso. No ma il piu' delle volte poco pagato e poco tutelato.
      Fa
      niente se poi l'equipaggio di un'ambulanza
      ha meno diritti del benzinaio che gli fa il
      pieno,Bha, hanno gli stessi diritti degli infermieri e dottori in quanto un equipaggio dell'ambulanza e' composto da infermieri e dottori.
      tanto rischiano solo la pelle ad ogni
      incrocio e di beccarsi ogni sorta di
      malattia...Su questo sono d'accordo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ridicolo
        - Scritto da: Anonimo
        Bha, hanno gli stessi diritti degli
        infermieri e dottori in quanto un equipaggio
        dell'ambulanza e' composto da infermieri e
        dottori.No caro mio, su tre (o quattro) componenti dell'equipaggio solo uno è un infermiere!Questa è la composizione dell'equipaggio di un'ambulanza del 118:- Capo equipaggio- Autista- Infermiere professionale- Milite (non richiesto ma consigliato)L'unico ad avere dei diritti speciali è proprio l'infermiere, che appunto per "il rischio aggiunto" viene ben pagato.Gli altri sono lavoratori come tutti gli altri, con il solito stipendio medio e i diritti di qualunque impiegato od operaio. Tranne quando sono volontari (cioé la maggior parte delle volte), in tal caso non sono nemmeno pagati (anzi, si devono pagare la divisa) e nella legislazione valgono meno di zero... naturalmente nulla vieta anche a medici ed infermieri di fare i volontari, ma non cambia nulla, sempre volontari sono, e non possono assumere il ruolo dell'infermiere.Il medico fa invece parte dell'equipaggio dell'automedica:- Autista- Medico professionale- Infermiere professionaleL'automedica viene inviata assieme all'ambulanza solo in caso di bisogno, cioé una volta su dieci. Su di essa vale lo stesso discorso dell'ambulanza: medico ed infermiere sono pagati bene, l'autista no (lavoratore o volontario che sia).Poi potremmo aggiungere che il 75% delle ambulanze in Italia appartiene alle organizzazioni di volontariato, quindi se vengono distrutte in servizio, chi paga?La Croce Rossa è già più fortunata in quanto Ente statale, ma se il servizio di emergenza fosse affidato solo a loro, poveri noi...Se ti stai chiedendo come faccio a sapere tutte queste cose, è perché sono volontario. E meno male che non mi sono fatto niente, quando mi sono venuti addosso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ridicolo (non vedo cosa c'entri...)
      Non capisco che c'entri questo. Il riconoscimento delle professioni serve a tutti, agli utenti per capire di chi fidarsi e ai professionisti per proporsi autorevolemente e vedere valorizzate le proprie capacit?. Nonch? per la burocrazie che latrimenti proibisce di esercitare determinate mansioni.Va tutta la mia solidariet? a quanti svolgono un lavoro non tutelato adeguatamente (mia mamma ? pure infermiera) ma non vedo perch? questo dovrebbe rendere ridicolo il doveroso riconoscimento di professionalit?. Sono due cose diverse. E' (amaramente) ridicolo che entrambe non siano gi? state regolamentate da tempo.Non facciamoci la guerra tra poveri, vi prego.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ridicolo (non vedo cosa c'entri...)
        - Scritto da: Anonimo
        E' (amaramente) ridicolo che entrambe non
        siano gi? state regolamentate da tempo.Ma il problema è proprio questo: perché le "professioni del web" dovrebbe essere regolamentate?Dopotutto non si tratta di un lavoro che può mettere a rischio la vita di qualcuno. Se qualcuno vuole farsi una certificazione, buon per lui, ma non vedo alcuna ragione perché questa debba essere obbligatoria o discriminante, o a carico dello Stato che ha già abbastanza cose a cui pensare.A questo punto, tanto varrebbe regolamentare tutte le professioni, compresi spazzini (sapete quante persone scivolano sulle foglie cadute sui marciapiedi???) e becchini (il rispetto dei morti dove lo mettiamo?)
  • Anonimo scrive:
    e la professione del programmatore??
    siamo tutti inquadrati come impiegati metalmeccanici....cosa c'entra la metalmeccanica con me che faccio programmi per il settore sanità??mah!!
    • Anonimo scrive:
      Re: e la professione del programmatore??
      - Scritto da: Anonimo
      siamo tutti inquadrati come impiegati
      metalmeccanici....cosa c'entra la
      metalmeccanica con me che faccio programmi
      per il settore sanità??
      mah!!Non centri nulla, ma una categoria piu' bassa per poterti inquadrare non sono riusciti a trovarla, purtroppo quella di servi della gleba non e' piu' valida. :D
  • Anonimo scrive:
    Nuove tasse...
    Il governo non fa mai nulla per nulla ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Nuove tasse...
      Perchè ?Adesso chi lavora nell' IT non paga le tasse ?!?Sono un libero professionista e lavoro nel campo Web, CAD e Grafica Pubblicitaria. Non esiste un quadro che definisca questo tipo di lavoro (come tutti nell'IT), non vi dico i casini per farsi attribuire la categoria adeguata al momento dell'apertura della Partita IVA... nessuno sapeva cosa fare e come orientarsi... MIi sembra tutto sommato un'iniziativa giusta, purchè non finisca come le solite "regolamentazioni all'italiana".
    • Anonimo scrive:
      Re: Nuove tasse...
      Esattamente come te e come tutti e 5 i miliardi di abitanti del pianeta....Un filosofo francese sosteneva che "neanche il cane muove la coda per niente" .....
      • Anonimo scrive:
        Re: Nuove tasse...
        - Scritto da: Anonimo
        Esattamente come te e come tutti e 5 i
        miliardi di abitanti del pianeta....
        Un filosofo francese sosteneva che "neanche
        il cane muove la coda per niente" .....Vero...Allora secondo te è giusto che le cose rimangano come sono ?!?Perchè se cambiano qualcosa è solo perchè qualcuno ci guadagna ?!?Qualcosa di propositivo invece di sole critiche no eh ?!? Troppo faticoso pensare! Limitiamoci a dire che "non va bene e basta!"
  • Anonimo scrive:
    Sindacato informatici
    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=485678Servirebbe anche quello. Immaginate con tutti gli informatici esistenti, sarebbe una vera potenza. Renderebbe probabilmente ridicoli gli altri settori professionali. Immaginate uno sciopero degli informatici. ..............gli informatici sono dovunque e lavorano spesso nell'ombra, se loro scioperassero i sistemi informatici avrebbero seri problemi. Non solo il trasporto merci, ma pure il funzionamento delle banche, dei grandi magazzini, dei network televisivi, dei giornali, ... ......... l post è sugli hacker, ma mi sembra adeguato anche per questo thread ==================================Modificato dall'autore il 21/11/2003 12.27.18
    • Anonimo scrive:
      Re: Sindacato informatici
      Beh, anziché riflettere su eventuali scioperi dovresti pensare ad eventuali benefici per associati ed utenti. Nella sostanza hai ragione: un sindacato serve a tutti, dalla parte degli informatici anche per gli aspetti economici fino alla tutela dei consumatori attraverso meccanismi interni di autodisciplina. Ma tutto deve essere tranne che l'ennesima corporazione...
  • Anonimo scrive:
    che stress
    sono 10 anni che lavoro (non solo nel web: gestionali, prodotti di data warehouse, nmila linguaggi e sistemi operativi diversi), con una laurea in informatica e nessun riconoscimento...non voglio un albo o una lobby, voglio strumenti che tutelino e facciano riconoscere la nostra professionalità. Fare l'impiegato mi sta anche bene, ma riconosciuto come tecnico informatico che ha una professionalità sua, ben diversa (non migliore o peggiore) dai metalmeccanici (o da qualunque altra categoria) e qualificata sia dal titolo e che dall'esperienza. E lo stesso deve valere per chi fa la professione libera, lì fuori è una giungla in cui competere è impossibile, finchè non ci sarà un minimo di regolamentazione.
    • rscano scrive:
      Re: che stress
      - Scritto da: Anonimo
      sono 10 anni che lavoro (non solo nel web:
      gestionali, prodotti di data warehouse,
      nmila linguaggi e sistemi operativi
      diversi), con una laurea in informatica e
      nessun riconoscimento...non voglio un albo o
      una lobby, voglio strumenti che tutelino e
      facciano riconoscere la nostra
      professionalità. Fare l'impiegato mi sta
      anche bene, ma riconosciuto come tecnico
      informatico che ha una professionalità sua,
      ben diversa (non migliore o peggiore) dai
      metalmeccanici (o da qualunque altra
      categoria) e qualificata sia dal titolo e
      che dall'esperienza. E lo stesso deve valere
      per chi fa la professione libera, lì fuori è
      una giungla in cui competere è impossibile,
      finchè non ci sarà un minimo di
      regolamentazione.Corretto... soprattutto va valutato che siamo all'interno dell'Unione Europea e dobbiamo poter sia accettare operatori del settore europei che poter fornire operatori italiani in Europa con il riconoscimento delle professionalità.
    • Anonimo scrive:
      Re: che stress
      Internet forse diventerà un grande mercato, i software tutti a pagamento...il cammino è lungo: l'importante è che si compino i passi giusti anche nel rispetto dell'utente finale.Fino a quando ci sarà monopolio, non sarà possibile un mercato libero.
      • Anonimo scrive:
        Re: che stress

        Internet forse diventerà un grande mercato,
        i software tutti a pagamento...il cammino è
        lungo: l'importante è che si compino i passi
        giusti anche nel rispetto dell'utente
        finale.
        Fino a quando ci sarà monopolio, non sarà
        possibile un mercato libero.e che c'entra il mercato libero ora?per caso il fatto che le TV in Italia siano sotto monopolio o duopolio ha impedito il riconoscimento degli operatori televisivi come categoria?
  • Anonimo scrive:
    Art. 6 (tutela professionale)
    In Italia oggi non esiste un'assicurazione (italiana) che stipuli una polizza nel settore I.T. (progettazione e sviluppo) per i professionisti. Ci sono soltanto assicurazioni straniere e passare tramite broker, il premio annuale vi assicuro che è da capogiro.Un professionista I.T
    • rscano scrive:
      Re: Art. 6 (tutela professionale)
      - Scritto da: Anonimo
      In Italia oggi non esiste un'assicurazione
      (italiana) che stipuli una polizza nel
      settore I.T. (progettazione e sviluppo) per
      i professionisti. Ci sono soltanto
      assicurazioni straniere e passare tramite
      broker, il premio annuale vi assicuro che è
      da capogiro.

      Un professionista I.TPer tale motivo è stato inserito nel disegno di legge. Le compagnie di assicurazione dovranno fornire polizze competitive.
  • Anonimo scrive:
    A quando il CNL?
    Mi sono rotto di lavorare con contratto metalmeccanici o commencio.Non so che cosa e' un tornio, non mi pagano gli straordinari (lavoro anche il fine settimana) e come cassiera farei proprio pena!
    • rscano scrive:
      Re: A quando il CNL?
      - Scritto da: Anonimo
      Mi sono rotto di lavorare con contratto
      metalmeccanici o commencio.
      Non so che cosa e' un tornio, non mi pagano
      gli straordinari (lavoro anche il fine
      settimana) e come cassiera farei proprio
      pena!Quello sarà possibile dopo il riconoscimento delle professionalità per il web :) Vedrai poi come nasceranno sigle di sindacati del settore :)
  • Anonimo scrive:
    professioni web o professioni tecnologic
    che?attenzione ai termini perche' chiedere il riconoscimento e' giusto ma ci sono gia' tante categorie professionali dell'alta tecnologia che non sono riconosciute!!tutti insieme spero si possa andare avanti
    • shevathas scrive:
      Re: professioni web o professioni tecnologic
      Hai ragione, in effetti legare il riconoscimento solamente al web mi sembra riduttivo, perchè riconoscere uno sviluppatore di script per il web e non uno di gestionali per aziende ?
      • rscano scrive:
        Re: professioni web o professioni tecnologic
        - Scritto da: shevathas
        Hai ragione, in effetti legare il
        riconoscimento solamente al web mi sembra
        riduttivo, perchè riconoscere uno
        sviluppatore di script per il web e non uno
        di gestionali per aziende ?quindi un consiglio? professioni info-telematiche fanno rientrare anche altre professioni del settore ICT....
    • Anonimo scrive:
      Re: professioni dimenticate
      - Scritto da: Anonimo
      che?
      attenzione ai termini perche' chiedere il
      riconoscimento e' giusto ma ci sono gia'
      tante categorie professionali dell'alta
      tecnologia che non sono riconosciute!!
      tutti insieme spero si possa andare avantipurtroppo già nel CCNL del 1998/2001, comparto ministeri, hanno accorpato nella figura generica del tecnico informatico i profili di programmatore, procedurista e consollista, senza badare alle diverse responsabilità assunte.purtroppo finchè non c'è una stabilizzazione nelle professioni informatiche si può fare ben poco...........
      • rscano scrive:
        Re: professioni dimenticate
        - Scritto da: max59
        purtroppo già nel CCNL del 1998/2001,
        comparto ministeri, hanno accorpato
        nella figura generica del tecnico
        informatico i profili di programmatore,
        procedurista e consollista, senza badare
        alle diverse responsabilità assunte.
        purtroppo finchè non c'è una stabilizzazione
        nelle professioni informatiche si può fare
        ben poco...........Il problema è proprio quello... vogliamo separare le professioni web dalla "bagarre" delle professioni informatiche in quanto non è possibile fornire stesso inquadramento (anche solo per le diverse responsabilità) per un gestore di un server di un ufficio ed un gestore di un server web....
        • Anonimo scrive:
          Re: professioni dimenticate
          Interessante visione...e perché non si può? Le diverse responsbilità? In che senso, di grazia? La responsabilità di chi gestisce (ad es.) un file server di un ufficio può essere 100 volte maggiore rispetto a chi gestisce un server web (o viceversa). Non vedo tutta questa differenziazione. Altrimenti, seguendo una logica del genere, non si potrebbe neppure considerare allo stesso livello le responsabilità di chi gestisce un server web da 10.000 contatti al giorno rispetto a chi gestisce un server che ne fa 15.Francamente, vedo sempre lo spettro del corporativismo aggirarsi per l'Europa....-Zoroastro-
  • Anonimo scrive:
    un consiglio spassionato
    date a zappare la terra :D
Chiudi i commenti