Lettere/ OpenOffice, LibreOffice e PLIO

Italo Vignoli, presidente PLIO, scrive a PI. I contrasti in seno al Community Council di OOo, spiega, non sono insanabili. E il dialogo con Oracle, per trovare una soluzione comune, prosegue

Roma – Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Italo Vignoli, presidente dell’associazione PLIO (che cura la localizzazione italiana di OpenOffice.org), nonché portavoce della neonata The Document Foundation (l’organismo che ha proposto il fork, denominato LibreOffice). I fatti a cui fa riferimento la lettera sono quelli relativi al riferito scontro in corso ai vertici del Community Council di OOo.

Milano, 22 ottobre 2010

Il progetto della Document Foundation e la nascita di LibreOffice stanno generando, com’era facile prevedere, qualche tensione all’interno della comunità internazionale di OpenOffice.org, come quella che è emersa nelle minute del Community Council.

Credo sia opportuno chiarire, a vantaggio soprattutto degli utenti italiani, che queste tensioni non riguardano assolutamente l’Associazione PLIO e la versione italiana di OOo, che continuano il loro percorso con il prossimo rilascio della versione 3.3 (in questo momento sono in corso i test QA).

Anche l’infrastruttura di supporto intorno alla versione italiana di OpenOffice.org non subisce alcuna variazione, per cui continuano a esistere le mailing list, il newsgroup, il forum e il canale IRC.

L’Associazione PLIO, ovviamente, guarda con interesse anche alla nascita della Document Foundation, e alcuni dei suoi esponenti – e io in prima persona – stanno partecipando in modo attivo al processo.

Italo Vignoli

Presidente, Associazione PLIO

Steering Committee Member, TDF

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