Lettere/ Più trasparenza sulla legge P2P

Un gruppo di associazioni scrive al Garante. Chiede maggiore chiarezza sul procedimento di consultazione in vista del varo della delibera dell'authority. E più attenzione per le istanze di tutti i soggetti coinvolti

Roma – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta inviata al Presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, in relazione alla nota vicenda della rimozione del commissario Nicola D’Angelo dal ruolo di relatore della delibera 668/10/CONS sul diritto d’autore online.

Al Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni,
Prof. Corrado Calabrò
Via Isonzo 21/b,
00198 Roma

e pc.

Ai Componenti del Collegio dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni
c/o
Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Via Isonzo 21/b
00198 Roma

Lettera Aperta al Presidente e ai consiglieri dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sul diritto d’autore. L’apertura di un dialogo e maggiore trasparenza per tutelare i diritti civili in Rete.

Gentile Presidente, Gentili Consiglieri,

Sono innumerevoli le associazioni dei consumatori, le associazioni di categoria, i centri studi, le aziende, e le associazioni che hanno partecipato all’audizione pubblica relativa alle nuove misure dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in materia di diritto d’autore, avanzando perplessità sulla proposta di nuovo regolamento rispetto alla tutela dei diritti civili e di libera informazione in Rete, e ritenendo imprescindibile il coinvolgimento di Parlamento e dell’opinione pubblica per l’introduzione di norme di tale portata.

Oltre 70.000 cittadini hanno inoltre sottoscritto petizioni e appelli rivolti a sospendere l’iter della proposta e nella stessa direzione sono andate numerose iniziative parlamentari.

Ciò nonostante, mentre tramite tale consultazione è stata data a tutti la possibilità di discutere con gli uffici tecnici dell’Autorità, sembra sempre più preclusa a tali istanze una rappresentanza all’interno del consiglio di Agcom, al quale, come sappiamo, compete la decisione finale sul regolamento.

Non solo infatti durante la consultazione pubblica è stata data notizia di incontri del Presidente e di Consiglieri con altri influenti stakeholders del settore, tra cui Bob Pisano, presidente della Motion Picture Association of America , principale rappresentante delle istanze dei titolari dei diritti d’autore, senza che analoga misura risulta essere stata presa nei confronti di tutte le altre associazioni di consumatori e delle piccole e medie imprese

Ma ad aggravare ulteriormente la situazione è giunta la notizia che al termine del Consiglio dell’Autorità del 5 maggio è stato rimosso dal ruolo di relatore del provvedimento su internet e diritto d’autore il commissario Nicola d’Angelo, cioè proprio il Commissario che, con maggiore forza, aveva espresso posizioni nella direzione di quelle da noi presentate.

A questo punto riteniamo l’apertura immediata di un dialogo con il Consiglio dell’Autorità e una maggiore trasparenza nell’attività dello stesso due strumenti indispensabili per permettere da subito un riequilibrio nel diritto delle diverse istanze di essere rappresentate.

Chiediamo pertanto un incontro immediato tra Presidente e Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e una delegazione di tutte le associazioni di consumatori, delle imprese e dei cittadini firmatarie della presente lettera per rappresentare le istanze a tutela della libertà in internet;

Allo stesso tempo chiediamo che da subito l’Autorità metta in atto forme di trasparenza che consentano di comprendere le scelte dell’AGCOM in tema di internet e libertà di espressione che tutti i cittadini, nessuno escluso, hanno diritto di conoscere.

Cittadini e soggetti portatori di interesse non trovandosi di fronte a scelte del Parlamento- che sono sempre verificabili perché pubbliche- non possono infatti conoscere le posizioni e i voti espressi dai singoli consiglieri, comprendere il perché della destituzione di un commissario, chiedere di visionare gli atti e i verbali dei Consigli.
Non possono insomma comprendere in alcun modo come sia stata esercitata la scelta dei suoi organi.
Riteniamo pertanto necessario che si preveda la pubblicazione sin da subito sul sito web dell’autorità dei verbali, dei voti e delle posizioni espresse dai singoli consiglieri, e delle decisioni assunte in tema di diritto d’autore e reti telematiche anche se tali decisioni non siano state formalmente assunte con Provvedimento finale.

Roma, 12 maggio 2011

ADICONSUM
AGORÀ DIGITALE
ALTROCONSUMO
ASSONET-Confesercenti
ASSOPROVIDER-Confcommercio
FEMI
ISTITUTO PER LE POLITICHE DELL’INNOVAZIONE
STUDIO LEGALE SARZANA

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  • Funz scrive:
    il 67 per cento degli italiani
    il 67 per cento degli italiani è effettivamente convinto che la tutela della proprietà intellettuale remuneri la creatività Ma dai? Io appartengo al terzo degli italiani che crede che il copyright AFFOSSI la vera creatività e promuova una montagna di robaccia commerciale che ci ammorba l'esistenza....
  • Mr Stallman scrive:
    Far emergere la GNU/GPL
    Di legale su internet c'è solo Linux.
  • Jfk scrive:
    Hanno ragione...
    Bisogna serseguire penalmente ed economicamente, in maniera molto dura, tutti coloro che usano software pirata. Solo così finalmente la gente inizera' ad aprire gli occhi e vedere i soprusi a cui sono sottoposti e opassera' in massa al software libero.
    • Alcolemic AKA Il Solito scrive:
      Re: Hanno ragione...
      - Scritto da: Jfk
      Bisogna serseguire penalmente ed economicamente,
      in maniera molto dura, tutti coloro che usano
      software pirata. Solo così finalmente la gente
      inizera' ad aprire gli occhi e vedere i soprusi a
      cui sono sottoposti e opassera' in massa al
      software
      libero.Limpido
    • krane scrive:
      Re: Hanno ragione...
      - Scritto da: Jfk
      Bisogna serseguire penalmente ed economicamente,
      in maniera molto dura, tutti coloro che usano
      software pirata. Solo così finalmente la gente
      inizera' ad aprire gli occhi e vedere i soprusi a
      cui sono sottoposti e opassera' in massa al
      software libero.Nuclearizzare russia e cina !!!
    • ciccio quanta ciccia scrive:
      Re: Hanno ragione...
      Ma ancora credete a queste favole? Ragioniamo su dai...Se da decenni un'attività economica (che in alcuni casi presuppone grossi investimenti sia x ricerca e sviluppo che per il marketing) si ritrova con quasi la metà se non oltre di gente che usufruisce dei suoi prodotti senza pagare (dato che loro parlano sempre di mancati acquisti) voi davvero credete che possa ancora reggersi in piedi? Ma vi rendete conto o cosa? Esistono bar dove un avventore su 2 non paga l'ordinazione per anni e sono ancora aperti? Mentre comunque loro pagano tasse, acquistano la merce, pagano i dipendenti... Ma per favore!!!
      • Rover scrive:
        Re: Hanno ragione...
        Certo!Hai presente il 2x1 delle offerte di alcuni supermercati?Con il sw è l'opposto: chi acquista è soggetto al 1x2, cioè compri uno e paghi due.E si regge benissimo....
  • panda rossa scrive:
    Ma come le calconano le percentuali?
    Questa gente sembra molto sicura del fatto suo nello snocciolare percentuali precise sul software piratato diviso per nazione.Il punto e' che non sono mica dei browser di cui si puo' fare la stima leggendo lo user agent lato server web.Come fanno a stimare le percentuali?Telefonano forse agli AD delle aziende?"Pronto, buongiorno, siamo della BSA per un sondaggio. Quanto software piratato usate in azienda?"
    • ciccio quanta ciccia scrive:
      Re: Ma come le calconano le percentuali?
      Per ottenere delle percentuali devi avere PRIMA dei valori assoluti... cosa che OVVIAMENTE nessuno ha, quindi questi numeri hanno lo stesso valore di quelli del lotto che ti vendono i maghi, anzi pure di meno.Sono come quelli che ti dicono che usiamo solo l'n% del nostro cervello.. o che conosciamo solo n'n% dell'universo... e si spacciano pure per scienziati quando gli manca l'artimetica di base. Come fai a dire che e' n (e non nx2 o x3) su 100 se non conosci quanto e' 100??? Idem x BSA.
  • claudio scrive:
    Diritti software
    1)Gli Autori di un software sono i singoli sviluppatori che però non percepiscono nessun centesimo da questi diritti, hanno semplicemente uno stipendio. 2)Questa analisi credo sia sbagliata: il primo software piratato è il sistema operativo, la diminuzione di desktop a vantaggio di portatili (net o nete). L'aumento di strumenti con hw e o.s. fissi (Smartphone e Tavolette e cellulari) e infine la più difficoltosa e meno conveniente piratata delle console. Mi fa credere ad una diminuzione del software pirata in rapporto a quello venduto. Secondo me, non hanno considerato i sistemi operativo oppure hanno considerato solo i PC.
    • collione scrive:
      Re: Diritti software
      oppure hanno sparato cifre a caso come fanno i loro colleghi di RIAA e MPAAquesti piagnucolano di continuo e intanto comprano nuove ville
      • Sgabbio scrive:
        Re: Diritti software
        Windows si dice che sia unicamente piratato, che in pochi comprano la licenza ecc ecc...Eppure se consideriamo quanti COMPRANO un computer di marca nei negozi appositi o nei super mercati, dove c'è la licenza OEM di Windows, mi viene da pensare strano che la pirateria del sistema operativo di Redmond danneggi le entrate di tale prodotto visto che la maggioranza degli utenti windows acquistano inconsapevolmente la licenza OEM con il portatile o l'assemblato di marca.Le Retail sono una minoranza, per non parlare del loro abnorme costo e limiti discutibili (una licenza = lo si può usare SOLO SU UN PC).Potrei anche citare i software professionali come autocad e photoshop con un esempio simile.
    • pippo75 scrive:
      Re: Diritti software
      - Scritto da: claudio
      1)Gli Autori di un software sono i singoli
      sviluppatori che però non percepiscono nessun
      centesimo da questi diritti, hanno semplicemente
      uno stipendio.qui una volta era tutta campagna, si stava meglio quando si stava peggio.dopotutto a luogo comune si risponde pari.

      2)Questa analisi credo sia sbagliata: il primo
      software piratato è il sistema operativoWindows non era preinstallato?Distro Linux non sono liberamente copiabili?OsX Lo usano solo i macachi i quali sono contenti di pagare?
      quello venduto. Secondo me, non hanno considerato
      i sistemi operativo oppure hanno considerato solo
      i PC.Tutti i calcoli statistici fatti da privati rischiano di essere fatti solo su dati di proprio interesse ( è una delle leggi del mercato ).
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