L'Europa vuole una sua connettività satellitare: pronti 6 miliardi

L'Europa vuole una sua connettività satellitare: pronti 6 miliardi

La Commissione Europea annuncia un programma da 6 miliardi di Euro per sviluppare un servizio di connettività satellitare simile a Starlink.
La Commissione Europea annuncia un programma da 6 miliardi di Euro per sviluppare un servizio di connettività satellitare simile a Starlink.

L’obiettivo è dichiaratamente quello di “spingere le proprie ambizioni spaziali”. Dopo Copernicus (per l’osservazione terrestre dallo Spazio) e Galileo (sistema di navigazione ad alta precisione), ora l’UE intende dotarsi altresì di un sistema di connettività, qualcosa che ricalca per molti versi l’impegno di SpaceX con i propri satelliti Starlink.

Connettività satellitare

L’obiettivo della Commissione Europea è quello di creare un nuovo sistema di connettività sicura basato su un nuovo canale di comunicazione, una sorta di strumento di backup e di integrazione della connettività attuale: un elemento di resilienza (detto senza mezzi termini, come ad aggirare eventuali minacce che possano minare la connettività terrestre), sul quale saranno applicate strette misure di sicurezza e crittografia.

Il piano apporterà due benefici su tutti:

  • garantirà la disponibilità a lungo termine di un accesso ininterrotto e a copertura mondiale a servizi di comunicazione via satellite sicuri ed efficaci sotto il profilo dei costi; darà supporto alla protezione delle infrastrutture critiche, alla sorveglianza, alle azioni esterne, alla gestione delle crisi e alle applicazioni che sono essenziali per l’economia, la sicurezza e la difesa degli Stati membri;
  • permetterà al settore privato di erogare servizi commerciali che offrano ai cittadini e alle imprese, ovunque si trovino in Europa, accesso a connessioni avanzate, affidabili e veloci, anche nelle zone morte delle comunicazioni, garantendo la coesione fra Stati membri. Si tratta di uno degli obiettivi del proposto decennio digitale per il 2030. Il sistema assicurerà parimenti la connettività in zone geografiche di interesse strategico nell’ambito della strategia del Global Gateway, ad esempio l’Africa e l’Artide.

Ne vale la pena? Il discorso si era arenato più volte in passato sulla scia delle valutazioni costi/benefici, elemento sul quale la Commissione esplicita pertanto i nuovi presupposti che portano oggi alla scelta di agire. Sul piatto vengono messi fin da subito 6 miliardi attingendo a più fonti del settore pubblico (UE, Stati membri, Agenzia Spaziale Europea), con la previsione di un valore aggiunto ricavato pari a 17-24 miliardi di euro e nuovi posti di lavoro nell’industria spaziale.

 Anche i cittadini trarrebbero beneficio dai vantaggi tecnologici, dall’affidabilità e dalle prestazioni operative di questi servizi di comunicazione via satellite che garantiscono connessioni internet ad alta velocità in tutta l’UE.

I dettagli della proposta per l’Union Secure Connectivity Programme sono disponibili sull’apposito regolamento (pdf) con orizzonte 2027.

Gestione del traffico spaziale

Un secondo intervento annunciato è relativo alla gestione del traffico spaziale, elemento ormai non più procrastinabile in funzione dell’elevato numero di satelliti in orbita e di un trend che sta portando la situazione fuori controllo.

Per salvaguardare la vitalità a lungo termine delle attività spaziali è necessario preservare la sicurezza e la sostenibilità dell’ambiente spaziale. In questo senso la gestione del traffico spaziale è una priorità di politica pubblica che impone all’UE di agire ora, collettivamente e in ambito multilaterale, per garantire un uso sicuro e sostenibile dello spazio per le generazioni future.

L’obiettivo, spiega la Commissione, è “mettere a punto iniziative concrete, comprese norme e operazioni, per promuovere l’uso sicuro e sostenibile dello spazio preservando nel contempo l’autonomia strategica dell’UE e la competitività dell’industria europea“. Sebbene lo Spazio sia per sua natura infinito e se ne abbia una percezione sconfinata, in realtà la porzione sfruttata è quella localizzata a pochi km di altezza dalla superficie terrestre, creando così un forte intasamento di orbite che rendono i satelliti un pericolo per la sicurezza e per gli investimenti. Occorre dunque agire e l’UE non vuole rimanere fuori da questa partita, suggerendo pertanto quattro ambiti di intervento:

  • valutazione dei requisiti e impatti in ambito civile e militare della gestione del traffico spaziale per l’UE;
  • rafforzamento della nostra capacità tecnologica di identificare e tracciare i veicoli spaziali e i detriti spaziali;
  • definizione dell’opportuna disciplina normativa e regolamentare;
  • allacciamento di partenariati internazionali di gestione del traffico spaziale e interazione in ambito multilaterale.

Lo spazio svolge un ruolo di sempre maggior rilievo per l’Unione: nella vita quotidiana, nella crescita economica, nella sicurezza e nel peso geopolitico. La nostra nuova infrastruttura di connettività offrirà un accesso a internet ad alta velocità, servirà di back-up dell’infrastruttura internet attuale, aumenterà la resilienza e la sicurezza informatica nell’Unione e fornirà connettività a tutta l’Europa e all’Africa. Si tratterà di un progetto autenticamente paneuropeo che consentirà alle nostre numerose start-up e all’Europa nel suo insieme di essere in prima linea nell’innovazione tecnologica

Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno

Soffiano venti di guerra sulla Terra e si torna a puntare dritti verso lo Spazio. Forse non è un caso, forse è una necessità, forse è solo estrema cautela. In ogni caso è innovazione, di nuovo.

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Pubblicato il 16 feb 2022
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