Libra e Bitcoin: criptovalute a confronto

Libra e Bitcoin a confronto, per comprendere per sommi capi quali siano le differenze fondamentali tra le due criptovalute e quali le caratteristiche.

Libra e Bitcoin: criptovalute a confronto

L’idea di “criptovaluta” e l’aura della blockchain potrebbero dipingere attorno al nome “Libra” un immaginario collettivo che fa appello al concetto di libertà e decentralizzazione: non è così e la spiegazione è all’interno del white paper che descrive il progetto made in Facebook. Non bisogna dunque pensare a Libra come ad una moneta in stile Bitcoin, perché così non è e nulla viene fatto dalla Libra Association per nascondere questo aspetto: Libra e Bitcoin sono due realtà dalla vocazione profondamente differente sotto molti punti di vista.

Vediamo quali sono le differenze principali, tali per cui le due criptovalute non andrebbero né confrontate, né considerate come valida alternativa una dell’altra.

Libra vs Bitcoin: permissioned vs permissionless

C’è un aspetto su tutti che differenzia in modo sostanziale Libra e Bitcoin: si tratta di un elemento essenziale afferente al tipo di Distributed Ledgers Technology in uso.

Bitcoin, infatti, è etichettato come un permissionless ledgers: opera sul principio di una blockchain pubblica che per sua definizione è aperta, non è soggetta a controllo/proprietà di singoli attori e chiunque ha la possibilità di aggiornarvi i dati. Non c’è validazione e non c’è controllo, quindi: il sistema è del tutto centripeto, privo di ogni forma di censura e regolamentato dalla semplice collaborazione dei nodi nella formazione del consenso all’operazione.

Libra, al contrario, utilizza un permissioned ledgers: opera sul principio di una blockchain privata che per sua definizione non è aperta, è soggetta al controllo di un attore principale e per aggiornarvi i dati occorre avere il permesso del nodo centrale di validazione. Il processo è pertanto fermamente sotto controllo, non c’è vera decentralizzazione ed i nodi principali hanno pieno potere sul consenso alle singole operazioni. Di qui la “delusione” di coloro i quali speravano da Facebook una criptovaluta più coraggiosa, senza un legame diretto con i nodi gestiti a livello centralizzato per le singole validazioni. La spiegazione è però fornita nel white paper:

Libra inizierà come permissioned blockchain. Per assicurarci che Libra possa essere realmente aperta e possa operare sempre nel miglior interesse degli utenti, la nostra ambizione è che possa diventare permissionless. Il problema è che ad oggi non crediamo che questa sia una soluzione che possa offrire la scalabilità, la stabilità e la sicurezza necessarie per supportare miliardi di persone e di transazioni a livello globale.

La Libra Association assicura quindi totale apertura del processo, ma per ora ne mantiene il controllo in virtù dell’impossibilità di servire qualcosa che possa avere i requisiti qualitativi che il progetto si propone.

L’obiettivo fondamentale è quello di costruire l’opzione finanziaria più inclusiva al mondo.

Libra è una stablecoin

Mentre il valore del Bitcoin è strettamente legato al rapporto tra domanda ed offerta, mandando pertanto le valutazioni a crescere o decrescere anche a ritmi vertiginosi, il valore della Libra dipende da una serie di asset in grado di mantenere stabile il valore stesso. Secondo quanto indicato nel white paper (documento fondamentale per la descrizione della criptovaluta), la stabilità non è legata alle dinamiche del “gold standard” – processo tipico dell’economia tradizionale – ma il valore è assicurato da una serie di asset a bassa volatilità che dovrebbero pertanto legare il valore al Dollaro senza eccessive fluttuazioni. L’acquisto della criptovaluta di Facebook non va dunque inteso come un investimento in un asset che può apprezzarsi o deprezzarsi come una qualsiasi materia prima (oro, petrolio, eccetera), ma come il cambio in una valuta qualsiasi, con medesime dinamiche, qualche costo e specifiche opportunità.

Il valore della criptovaluta Libra

Interessante è anche il fatto che l’immenso capitale riversato negli investimenti in Libra andrà a maturare un serie di dividendi che, sulla base delle regole stabilite dalla Libra Association, potranno andare a pagare un dividendo alle imprese che hanno finanziato l’iniziativa. Tali dividendi non andranno a compensare gli utenti, i quali non avranno dunque cedole né interessi maturati, ma saranno primariamente utilizzati per coprire i costi del sistema.

Essere una “stablecoin” è pertanto altra caratteristica fondamentale di Libra, elemento di forte differenziazione rispetto ad un Bitcoin che nel giro di pochi mesi è passato da 19.000 a 4000 dollari per poi tornare a quota 9000, con forti variazioni di valore ed una volatilità tale da non poter considerare la criptovaluta come una moneta spendibile: logiche differenti, DNA differente, usi differenti.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti