Lo scudo di Google contro i DDoS

Mountain View estende la protezione dagli attacchi ai siti di informazione e alle organizzazioni che si battono per i diritti umani, un sistema pensato per sfruttare la rete di Google contro i tentativi di censura tramite forza bruta

Roma – L’iniziativa nota come Project Shield si allarga al pubblico generale, offrendo ai soggetti con i requisiti giusti la possibilità di proteggere server e siti Web tramite l’utilizzo dell’infrastruttura “cloud” di Google. Uno scudo contro i DDoS usati a scopo di censura, spiega Mountain View.

Project Shield è un servizio gratuito dedicato a siti Web di informazione, sistemi di monitoraggio delle elezioni e organizzazioni che si battono per i diritti umani, tutti soggetti potenzialmente presi di mira da chi fa uso dei torrenti di traffico malevolo (DDoS) per mettere il bavaglio alla diffusione di informazioni scomode o di iniziative in difesa dei cittadini di governi dittatoriali.

Visto il focus specifico del servizio, Project Shield non può essere esteso a blog individuali o altre tipologie di siti: per gli organi di informazione a rischio censura, Shield si incarica di identificare e contrastare gli attacchi DDoS tramite l’infrastruttura telematica di Mountain View.

Lo “scudo” di Google contro i DDoS è in realtà in circolazione da qualche anno, ed è stato fin qui adoperato solo dai tester “fidati” scelti dalla corporation dell’advertising; ora che Shield è aperto al pubblico, tutti i siti di informazione o le ONG del mondo possono in teoria richiedere di entrare a far parte del programma per evitare di finire offline alla pubblicazione della prima notizia scomoda per il potente di turno.

Alfonso Maruccia

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