Lo spam? Lo secernono gli zombie

Nuove conferme sull'andamento dello spam internazionale arrivano da uno studio di Trend Micro: i PC compromessi con trojan sempre più sofisticati sono la prima causa della circolazione di email non richieste, truffe comprese
Nuove conferme sull'andamento dello spam internazionale arrivano da uno studio di Trend Micro: i PC compromessi con trojan sempre più sofisticati sono la prima causa della circolazione di email non richieste, truffe comprese

Il fenomeno non è nuovo ma le cifre ne confermano la preoccupante estensione: secondo Trend Micro , uno dei principali attori del mercato della sicurezza, l’ 80 per cento dello spam è generato da zombie .

Gli zombie sono personal computer non adeguatamente difesi e infettati da trojan capaci di consegnare il loro controllo da remoto ai virus writer che li realizzano e li diffondono in rete. Come tutti gli zombie che si rispettino , anche quelli informatici sono difficili da fermare : lo spam che arriva da una botnet, ossia da una rete di zombie, viene di fatto prodotto da una grande molteplicità di computer. Ciò significa che individuarne la fonte, perseguire i colpevoli o bloccare il “nodo sparaspam” è compito arduo.

Dave Rand, CTO of Internet Content Security di Trend Micro, spiega che a questo problema si somma quello degli obiettivi dei neo-spammer : la nuova generazione di spammer, persone senza scrupoli spesso con importanti conoscenze informatiche o in contatto con cracker e virus writer, punta infatti a truffe e furti di denaro . Se un tempo lo spammer era chi inviava mail non richieste, spesso per pubblicità commerciali, lo spammer più pericoloso oggi è apice o membro di organizzazioni criminali dedite al phishing e più in generale alle frodi online.

Rand, intervenuto all’assemblea del Messaging Anti-Abuse Working Group di Bruxelles, ha spiegato che secondo le rilevazioni di Trend Micro il 35 per cento dello spam proviene da operatori cinesi .

Confermate anche le tesi da sempre sostenute da enti antispam come Spamhaus , secondo cui il grosso dello spam è in mano a pochi. Secondo Trend Micro, infatti, degli ISP identificati come distributori di spam, e spesso legati a spammer da contratti non dichiarati, i primi 10 generano il 50% del volume complessivo misurato .

Tra i problemi da superare, dunque, è la connivenza di alcuni provider, perlopiù ai danni di tutti gli altri, con gli spammer: una questione vecchia che ora acquisisce maggiore spessore vista l’incidenza sempre più elevata di email che non sono più classificabili solo come “fastidiose” ma che spesso e volentieri tentano di aggredire l’utente per sottrargli denaro o dati personali.

Allo stesso modo è difficile e rarissimo cogliere gli spammer con le mani nel sacco . Secondo Raimund Genes, CTO di Trend Micro, il panorama delle minacce è diventato più mirato e variegato, con attacchi sviluppati principalmente per ragioni commerciali . “Gli autori di malware professionisti preferiscono tenere un profilo basso. Il peggio che possa capitare loro è che il malware creato venga notato e che le persone aggiornino i sistemi per proteggersene”.

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06 07 2006
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