L'UE abbini green e digital: sono facce della stessa medaglia

L'UE abbini green e digital: sono facce della stessa medaglia

L'Europa si ripropone di abbinare la transizione ecologica e la transizione digitale perché green e digital dovranno andare di pari passo.
L'Europa si ripropone di abbinare la transizione ecologica e la transizione digitale perché green e digital dovranno andare di pari passo.

La Commissione Europea ha adottato la relazione di previsione strategica 2022 “Abbinamento delle transizioni verde e digitale in un nuovo contesto geopolitico” (testo), testo che rappresenta molto per le politiche future di investimento in area UE. La relazione asserisce con fermezza come non si possa guardare in modo dissociato ai due ambiti: la transizione ecologica e la transizione digitale sono due facce della stessa medaglia, vanno progettate in parallelo e vanno entrambe ricondotte alla necessità di mantenere una leadership globale su ambo i fronti.

Per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 dobbiamo liberare il pieno potenziale della digitalizzazione e, allo stesso tempo, mettere la sostenibilità al centro della trasformazione digitale. È per questo che la relazione di previsione strategica esamina in modo più approfondito come allineare al meglio i due obiettivi, soprattutto alla luce dell’importanza che assumono in termini di sicurezza nel mutato contesto geopolitico attuale. A partire dal 2040, ad esempio, il riciclaggio potrebbe essere una fonte importante di metalli e minerali, essenziali per le nuove tecnologie, se l’Europa vorrà porre rimedio alle sue carenze nel settore delle materie prime. Comprendere l’interazione tra le due transizioni, adoperandosi nel contempo per conseguire un’autonomia strategica aperta, è la giusta via da seguire

Maroš Šefčovič, Vicepresidente per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche

L’UE abbini verde e digitale

La Commissione Europea parla esplicitamente di “abbinamento”, predicato verbale che allude ad una azione necessaria per vincolare i due aspetti gli uni agli altri. Un abbinamento che deve essere anzitutto consapevolezza, affinché si investa su verde e su digitale sapendo di ottenere sinergie sull’altro fronte. Alcuni esempi citati dalla stessa Commissione:

  • nel settore dell’energia, nuovi sensori, dati satellitari e blockchain potrebbero contribuire a rafforzare la sicurezza energetica dell’UE migliorando la previsione della produzione e della domanda di energia, prevenendo perturbazioni legate alle condizioni meteorologiche o agevolando gli scambi transfrontalieri;
  • nel settore dei trasporti, una nuova generazione di batterie o tecnologie digitali, come l’intelligenza artificiale e l’Internet delle cose, consentirà grandi progressi verso la sostenibilità e la mobilità multimodale tra i diversi modi di trasporto, anche nel settore dell’aviazione a breve distanza;
  • in tutti i settori industriali, i gemelli digitali — una controparte virtuale di un oggetto o processo fisico, che utilizza dati in tempo reale e apprendimento automatico — potrebbero contribuire a migliorare la progettazione, la produzione e la manutenzione;
  • nel settore dell’edilizia, la modellizzazione delle informazioni di costruzione (building information modelling, BIM) potrebbe migliorare l’efficienza energetica e idrica, influenzando le scelte di progettazione e l’uso degli edifici;
  • infine, nel settore agricolo, l’informatica quantistica, in combinazione con la bioinformatica, può migliorare la comprensione dei processi biologici e chimici necessari per diminuire l’uso di pesticidi e fertilizzanti.

Benessere, sostenibilità, circolarità: sono questi i tre perni sui quali l’UE intende focalizzare il proprio modello economico. Ne segue pertanto un decalogo di azioni che, partendo dal concetto dell’abbinamento, l’Europa intende ora mettere nella propria agenda di lavoro affinché le prospettive indicate possano essere perseguite negli anni a venire:

  1. rafforzare la resilienza e l’autonomia strategica aperta nei settori fondamentali per la duplice transizione, ad esempio attraverso il lavoro dell’Osservatorio dell’UE delle tecnologie critiche o la politica agricola comune per garantire la sicurezza alimentare;
  2. intensificare la diplomazia verde e digitale, sfruttando il potere normativo e di standardizzazione dell’UE e promuovendo nel contempo i valori dell’Unione e i partenariati;
  3. gestire strategicamente l’approvvigionamento di materie prime e materiali critici, adottando un approccio sistemico a lungo termine per evitare una nuova trappola della dipendenza;
  4. consolidare la coesione economica e sociale, ad esempio rafforzando la protezione sociale e lo Stato sociale, facendo in modo che anche le strategie di sviluppo regionale e gli investimenti svolgano un ruolo importante;
  5. adattare i sistemi di istruzione e formazione a una realtà tecnologica e socioeconomica in rapida trasformazione e sostenere la mobilità dei lavoratori in tutti i settori;
  6. mobilitare ulteriori investimenti adeguati alle esigenze future in nuove tecnologie e infrastrutture — in particolare in ricerca e innovazione e nelle sinergie tra capitale umano e tecnologia — con progetti transnazionali fondamentali per mettere in comune le risorse dell’UE, nazionali e private;
  7. sviluppare quadri di monitoraggio per misurare il benessere tenendo conto anche di elementi diversi dal PIL e valutare le opportunità offerte dalla digitalizzazione ma anche la sua impronta complessiva in termini di carbonio, energia e ambiente;
  8. garantire un quadro normativo adeguato alle esigenze future per il mercato unico, che favorisca modelli imprenditoriali e di consumo sostenibili, ad esempio riducendo costantemente gli oneri amministrativi, aggiornando gli strumenti della politica degli aiuti di Stato o applicando l’intelligenza artificiale all’elaborazione delle politiche e alla partecipazione dei cittadini;
  9. rafforzare l’approccio globale alla normazione e capitalizzare il vantaggio derivante dal ruolo di apripista dell’UE in materia di sostenibilità competitiva, con al centro il principio “ridurre, riparare, riutilizzare e riciclare”;
  10. promuovere un solido quadro per la cibersicurezza e la condivisione sicura dei dati per garantire, tra l’altro, che i soggetti critici possano prevenire le perturbazioni, resistervi e superarle, rafforzando, in ultima analisi, la fiducia nelle tecnologie legate alla duplice transizione.

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Pubblicato il 30 giu 2022
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