L'ufficio ideale è Google Italia

Una indagine premia la divisione italiana del motore di ricerca californiano. Prima su mille

Milano – Google Italia è il Miglior ambiente di lavoro 2008 secondo Great Place to Work : “Partendo da un campione di più di mille aziende in Italia, Google Italia si è classificata prima eccellendo nelle seguenti aree: credibilità, rispetto, equità, orgoglio, spirito di squadra e innovazione” spiega l’azienda in una nota.

“Ritengo che una società sia molto più di una semplice somma di individui”
spiega Massimiliano Magrini, country manager di Google Italia “perché è data
dall’unione dei valori e delle potenzialità che ciascuno può trasmettere all’intero gruppo in modo costruttivo”. In Google Italia non ci sono dress code, i dipendenti ordinano il proprio pranzo online a carico dell’azienda e possono distrarsi nella aree comuni attrezzate con cucina, poltrone, console e calcio balilla.

Ma Google Italia offre anche contributi economici per invogliare i dipendenti ad utilizzare i mezzi pubblici o la bicicletta, ad andare in palestra e a pagare la bolletta per la connessione ad Internet di casa.

“La nomina a migliore ambiente di lavoro da parte di Great Place to Work” conclude Magrini “rappresenta un risultato molto significativo che testimonia il valore del rapporto che siamo stati in grado di costruire con le nostre risorse, all’interno di un ambiente nel quale ogni persona possa portare il proprio contributo e vedere riconosciuti i propri meriti”.

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  • ZardoTagore scrive:
    Re: Il problema è un'altro.......
    B.R.A.V.O. Condivido pienamente.Ho iniziato lavorando da bambino sull'hardware:PET CBM 3032PET CBM 8000ZX80CBM 64AMIGA 600AMIGA 1200PC INTEL 386PC INTEL 486 DXMIPS MAGNUM 3000PC INTEL PENTIUMSGI IRIS INDIGODIGITAL ALPHASUN SPARC ULTRA 5SUN SPARC ULTRA 10 CREATOR 3DSui sitemi operativiAMIGA OSLINUX SLACKWARELINUX REDHATRISC OSIRISVMSSUN OSMACOSXWINDOWS/3.1/3.11/NT/2K/XP
    • Katoblepa scrive:
      Re: Il problema è un'altro.......
      ....ma che peccato! Cercavamo proprio una risorse con il tuo profilo che avesse però anche fatto esperienze nella traduzione dal sanscricto antico ed avesse anche un forte competenza in archeologia spaziale...E' veramente difficile trovare risorse IT compententi in Italia! ;)Meglio ridere...Ciao
    • Filippo B. scrive:
      Re: Il problema è un'altro.......
      - Scritto da: ZardoTagore
      Ho iniziato lavorando da bambino sull'hardware:
      PET CBM 3032
      PET CBM 8000Questi no
      ZX80Ma questo è stato il mio primo computer! Nostalgia...Mi sono letto tutti gli interventi e purtroppo devo dire che, a 40 anni di età (e _parecchi_ passati davanti a un monitor), la sconsolante realtà è che l'IT in Italia è utopia. Certo adesso tutti hanno un pc in casa, certo si usa l'home banking e si acquista su e-bay, ma di fondo il mercato IT è destinato a restare povero, chi fa R&D può decentrare tutto in paesi che hanno investito pesantemente nelle risorse umane specializzate (Banca Sella, leader nei sistemi di pagamento online ha un team in India, coordinato da *un* informatico italiano), mentre le aziende in italia cercano bassa manovalanza (e anche i liberi profesionisti spesso si trovano a doversi "abbassare" se vogliono mangiare).Personalmente appartengo a quest'ultima categoria (libero professionista), anche se preferisco definirmi un "meccanico" dell'informatica: non preparo motori da competizione, ma ci sono sicuramente 3-4 cambi dell'olio al giorno che mi fanno guadagnare abbastanza (i 400 euro al giorno sono un po' tanti, per la mia zona geografica e la clientela, ma cmq i 2-300 si possono fare).Un saluto a tuttiFilippo B.
  • Chi e' causa del suo mal scrive:
    INFORMATICI avete poco da lamentarvi...
    Ogni consulente che mi capita in azienda si presenta come colui che e' capace di far tutto, intavola spiegazioni in tecnichese che nemmeno lui conosce e non risparmia di denigrare colleghi e concorrenti.Appena si parla di lavoro, scadenze e penali... Ops!! si dilegua!!Su un centinaio di persone che si dichiarano "esperti" non ho incontrato che persone insicure, litigiose ed impreparate.Che quelli bravi siano gia' andati a lavorare all'estero?
    • Anonymous scrive:
      Re: INFORMATICI avete poco da lamentarvi...
      - Scritto da: Chi e' causa del suo mal
      Ogni consulente che mi capita in azienda si
      presenta come colui che e' capace di far tutto,
      intavola spiegazioni in tecnichese che nemmeno
      lui conosce e non risparmia di denigrare colleghi
      e
      concorrenti.
      Appena si parla di lavoro, scadenze e penali...
      Ops!! si
      dilegua!!
      Su un centinaio di persone che si dichiarano
      "esperti" non ho incontrato che persone insicure,
      litigiose ed
      impreparate.
      Che quelli bravi siano gia' andati a lavorare
      all'estero?Probabile, così come è anche idiota credere che le "soluzioni liofilizzate" debbano per forza essere le migliori. Ma diamine, con la tendenza diffusa nel credere che l'informatica sia tutto un gioco, il luogo comune dei giorni nostri è: "Hai 3 minuti per dirmi esattamente qual è il problema, altrimenti sei un incapace. Sai, ho mio cuggggggino che è hacker (ROTFL), ha buKato la NASA (ROTFL^2) ecc..".Meno idiozia ci vorrebbe. Peccato, però, che quel genere di bug sia diffuso e non ci siano workaround, né hotfix a risolvere nulla.
    • Stefano Grevi scrive:
      Re: INFORMATICI avete poco da lamentarvi...
      Scusi sa, ma dire 'Informatico' non vuol dire niente.E' come dire che lei è un 'Imprenditore', non la caratterizza, non la identifica, non la circoscrive.Di 'imprenditori' e di 'informatici' il mondo è pieno, ognuno con la propria specializzazione.Volevo comunque spezzare una lancia a suo favore :- Scritto da: Chi e' causa del suo mal
      Ogni consulente che mi capita in azienda si
      presenta come colui che e' capace di far tutto,
      intavola spiegazioni in tecnichese che nemmeno
      lui conosce e non risparmia di denigrare colleghi
      e concorrenti.Ecco, questi tre fattori le danno esattamente l'idea che ci sono consulenti IT che esagerano le loro competenze, non si sanno spiegare col cliente in maniera adeguata e che non sono professionali avendo la brutta abitudine di sputare veleno inutile.Ma lei, prima di invitarlo in azienda, se lo è letto fino in fondo il lro profilo ? E non ha trovato nulla di anomalo ? Persone così le si individua e si scarta PRIMA di invitarle al colloquio per evitare di sprecare tempo prezioso !
      Appena si parla di lavoro, scadenze e penali...
      Ops!! si
      dilegua!!Ripeto, ce ne sono ovviamente. Stima del carico di lavoro e scadenze sono normali in un rapporto di lavoro sano e le penali, se liberi professionisti preparati, si possono includere nel contratto della prestazione a fronte di un adeguato corrispettivo che copra i 'rischi' non dipendenti dalla volontà del consulente (codice fatto da altri, macchine in rete al di fuori della propria 'giurisdizione', per citare due esempi).
      Su un centinaio di persone che si dichiarano
      "esperti" non ho incontrato che persone insicure,
      litigiose ed
      impreparate.Lei ha quindi competenza nel valutare la preparazione tecnica dei consulenti. Ne ha incontrato un centinaio senza che questi avessero fatto trasparire nel proprio profilo nessun elemento sospetto ? Scusi ma sono un po' scettico in merito...
      Che quelli bravi siano gia' andati a lavorare
      all'estero?I consulenti bravi - bravi lavorano ANCHE all'estero differenziando il portafoglio clienti, e di certo nel CV / portfolio aziendale è un fatto che viene evidenziato.Per inciso, la mia personale impressione è che i clienti italiani vengano serviti da quelli 'bravi' nel caso di contratti chiari che prevedano una continuatività nel lavoro nell'arco dell'anno anche se i margini sono ridotti, mentre servano clienti all'estero con remunerazione maggiore ma per brevi periodi.Si potrebbe rigirare la medaglia e ripetere alla nausea che molti contratti di consulenza fatti da aziende decisamente poco limpide di fatto nascondano un rapporto di subordinazione.Chi accetta ancora queste cose vedendo nei contratti (anche co.co.pro) delle marchiane violazioni alle leggi vigenti non può che essere in una di queste situazioni :- a) Non ha abbastanza esperienza nel campo e si accontenta.- b) Non sa cosa sta firmando (non ha esperienza di contrattualistica)- c) Deve far quadrare il magro bilancio famigliare, ma sarà di sicuro demotivato dalle condizioni contrattuali.Verifichi questo, se è una persona scrupolosa : l'aderenza delle sue proposte contrattuali ai consulenti co.co.pro ai Dlgs 216/03 e 276/03.Se nota che il testo dei contratti difetta in qualche punto può essere che sia per questo motivo che si ritrova solo 'scarponi' ai colloqui.Saluti
  • Dario scrive:
    Re: Lavoratori IT
    Gordon, non prenderlo come un fatto personale, ma il post parla che le aziende non trovano professionisti, mica di liberi professionisti non sono dei professionisti.
    • Dario scrive:
      Re: Lavoratori IT
      Mi sa che non ci siamo più capiti, cmq volevo solo esprimere un parere sul post e l'ho fatto.
      • Ergo scrive:
        Re: Lavoratori IT
        Credo che il problema ormai sia i troppi intermediari. Oggi e' difficile entrare da un cliente come contratto diretto, normalmente si passa per almeno una soceta', ed e' normale che per guadagnare tutti, i ricavi siano legati ai 250-300euro al giorno quando va bene. Assumere una persona a questi costi, significherebbe accollarsi un costo annuo di almeno 50000 euro lordi. E' piu' facile chiedere una consulenza, rimettendoci in knowHow, ma risparmiando,almeno in apperenza, in costi. Stai certo che quando si cerca Professionalita' ed esperienza, la laurea passa in secondo piano, anche se a comandare e' sempre spendere il meno possibile.
  • Lillo scrive:
    Re: Lavoratori IT
    La laurea è importante ma non indispensabile. In questo lavoro può anche bastare la passione e tanta esperienza per sopperire alla mancanza di cognizioni di base. Anche se però quando sei un programmatore ed inizi ad entrare in ambiti dove devi applicare algoritmi complessi ti scontri inevitabilmente con matematica di un certo livello che se ti sei fatto un culo così per studiarla all'università sei parecchio avvantaggiato.
    • stargazer scrive:
      Re: Lavoratori IT
      - Scritto da: Lillo
      La laurea è importante ma non indispensabile. In
      questo lavoro può anche bastare la passione e
      tanta esperienza per sopperire alla mancanza di
      cognizioni di base.No, non sono d'accordo. La laurea non sarà indispensabile per essere un buon tecnico, ma passione ed esperienza non sopperiscono né alla cultura di base né alla mentalità che si plasma studiando.E' anche vero che il solo studio senza passione né esperienza vale poco.
      Anche se però quando sei un programmatore ed
      inizi ad entrare in ambiti dove devi applicare
      algoritmi complessi ti scontri inevitabilmente
      con matematica di un certo livello che se ti sei
      fatto un culo così per studiarla all'università
      sei parecchio avvantaggiato.Questo è un esempio valido, ma è già molto particolare. Sai quanti programmatori "esperti" trovi per i quali programmare significa solo fare query e ciclare sui record...
      • Lillo scrive:
        Re: Lavoratori IT
        Guarda che tra tutti i più bravi programmatori che conosco, laureati e non laureati stanno a 50%/50%.Certo devo dire che i laureati sono sempre quelli che ti sanno risolvere quei problemi particolari e che poi sono finiti nelle aziende che fanno vero R&D. Ma di quelli bravi e non laureati nessuno se la passa male.Fossi io un'azienda che cerca un professionista comunque preferirei il laureato che mi dimostra capacità di problem solving dove sa applicare anche ciò che ha studiato.Perché davvero ci sono problemi che necessitano algoritmi dove devi applicare teorie insiemistiche, equazioni complesse, e avere abilità di analisi importanti.
        • stargazer scrive:
          Re: Lavoratori IT
          - Scritto da: Lillo
          Perché davvero ci sono problemi che necessitano
          algoritmi dove devi applicare teorie
          insiemistiche, equazioni complesse, e avere
          abilità di analisi importanti.Tu insisti sull'aspetto numerico, ma la Laurea in Informatica ha diverse specializzazioni e quella numerica è solo una. Nessuno, nemmeno un laureato, può sapere tutto dell'informatica e della scienza in generale. Per questo in un mondo ideale ci dovrebbero essere dei team. Sognare non costa nulla.
          • Lillo scrive:
            Re: Lavoratori IT
            Moh cosa c'entra il team?Stavamo parlando dello sviluppo di determinate abilità anche senza una laurea ma che davanti a problemi che necessitano nozioni teoriche avanzate il non laureato deve arrendersi e accettare che esperienza e passione non bastano da sole...Stavamo parlando di abilità individuali in senso generico, il team è una cosa diversa, e arriva dopo nel grande progetto.
  • Gordon scrive:
    Re: Lavoratori IT
    Cos'è, fai parte anche tu del pianeta degli sfigati che si svegliano alla mattina per 800 euro al mese e allora ti dà fastidio sentire la cruda realtà?- Scritto da: Io blocco il P2P
    Hihihi, che buffone :)
    • Io blocco il P2P scrive:
      Re: Lavoratori IT
      - Scritto da: Gordon
      Cos'è, fai parte anche tu del pianeta degli
      sfigati che si svegliano alla mattina per 800
      euro al mese e allora ti dà fastidio sentire la
      cruda
      realtà?

      - Scritto da: Io blocco il P2P


      Hihihi, che buffone :)Non proprio :)
  • Michele scrive:
    [OT] www.p2pworld.to che fine ha fatto?
    Ma il sito in oggetto è stato chiuso? Ne sapete qualcosa?
  • Petengy scrive:
    PIAN PIANO L'OPEN SOURCE CRESCE
    Una fettina di la, un pezzettino di quà e finalmente la filosofia di software OPEN e quindi non, attualmente, monopolizzato cresce sempre più.Finalmente qualcosa di nuovo sotto il sole....
  • bi biiii scrive:
    Re: vorrei...

    bravi per questo esistono due categorie: chi
    lavora e chi da
    lavoro.Qui ti sbagli, e' chi lavora il vero "datore di lavoro",l'imprenditore invece lo acquista tramite gli stipendi.
    • rospo scrive:
      Re: vorrei...
      - Scritto da: bi biiii

      bravi per questo esistono due categorie: chi

      lavora e chi da

      lavoro.

      Qui ti sbagli, e' chi lavora il vero "datore di
      lavoro",
      l'imprenditore invece lo acquista tramite gli
      stipendi.Perfetto, non ti resta che fare l'impreditore allora.Dovrai far pur qualcosa da grande no?
  • Gulp! scrive:
    And the winner is...
    ... chi lavora in altri paesi! Suvvia l'informatico non esiste come figura professionale. Il diritto italiano è stato creato quando c'erano ancora i televisori in bianco e nero a manovella. Il 90% dei dirigenti è nato in quel periodo. Il restante 10% so raccomandati che non capiscono niente di informatica. Il programmatore, il sistemista, il cacciavitaro, non esistono, punto e basta. Quindi beccatevi i contratti di metalmeccanico, commercio e robba simile. L'informatico esiste solo nella vostra testa :DPer i dirigenti non c'è differenza tra voi che lavorate 8 ore creando cose meravigliose e indispensabili e una qualsiasi segretaria-impiegato-operaio. Quindi non potete pretendere di guadagnare di + di loro, visto che anche loro lavorano, con il vostro stesso contratto oltretutto :DL'unica soluzione è che inizino a creare le figure professionali dell'informatico seriamente sennò pure quello che ripara i frigoriferi può spacciarsi per informatico.Saluti!
  • asd! scrive:
    Re: Problema della selezione professionale
    Non sapevo che i sistemisti si spacciano anche come programmatori :) il sistemista deve fa il sistemista e basta, sennò si rischia di voler far tutto e non fare bene niente :)
    • Lillo scrive:
      Re: Problema della selezione professionale
      E che c'è di male? Conosco molti programmatori che sanno fare moltissime attività sistemistiche e sono più bravi di tanti sistemisti.
    • Chi e' causa del suo mal scrive:
      Re: Problema della selezione professionale

      Non sapevo che i sistemisti si spacciano anche
      come programmatori :) il sistemista deve fa il
      sistemista e basta, sennò si rischia di voler far
      tutto e non fare bene niente
      :)Tante volte non e' il saper amministrare un sistema che e' difficile ma pretendere che un programmatore debba occuparsi dell'hardware, backup, assistenza, installazioni progettazione della rete e servizi, analisi e che magari sviluppi software in tempi ragionevoli e' assurdo.Mi accorgo che anche in altri campi la vita non e' tanto diversa, caricano le persone di mansioni e responsabilità e si lamentano se queste fanno troppi straordinari.
  • Gordon scrive:
    Re: mi pare ovvio...
    Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 10.28
    --------------------------------------------------
    • Ytanium scrive:
      Re: mi pare ovvio...

      Chi prende 1000 euro al mese, semplicemente vale poco più
      di zero, ma non se ne rende conto e usa i forum su
      internet per lamentarsi del "sistema".vorrei far soffermare le genti su questa affermazione. Dice più di ogni altra cosa sulla persona che ha postato-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 13.12-----------------------------------------------------------
  • giona54 scrive:
    SELEZIONE DEL PERSONALE
    spesso la selezione la fanno dei professionisti del recruiment, nella loro valutazione quando sono veramente dei professionisti non guardano tanto cosa hai scritto, ma cercano di coniugare le tue competenze e attitudini con quanto gli è stato chiesto di cercare! Poi ti mandano da chi dovrebbe assumerti ora:se la persona che ti seleziona lavora su quanto ti deve far fare li è difficile gonfiare troppo lo skill!al contrario, quindi un PM, cerca di capire quanto sei sveglio e guarda solo i numeri!per quanto si sia selezionata la risorsa più giusta, ci sono comunque dei tempi tecnici, per capire quanto risulta ok l'investimento!!!
  • rospo scrive:
    università impreparata
    In questo settore più che altro conta l'esperienza perchè come tutti sappiamo per risolvere un problema in informatica esistono cento modi diversi, la formazione universitaria ti insegna che c'è "un" modo solo, quello accademico fatto di teorie e zero pratica.Il povero neolaureato, credendo di essere specializzato, si propone all'azienda che non vuole sentire parole e parole ma soluzioni pratiche.La soluzione più efficace la propone solo chi ha esperienza e ha maturato una serie di sconfitte utili per capire che questa soluzione è meglio di quell'altra.Per non parlare poi del coding, ormai in disuso, al professionista odierno se gli chiedi di scrivere codice (non script badate bene eh) si risente, come se gli avessi chiesto di pulire i cessi con lo spazzolino da denti.Ho avuto conferma da vari neo laureati, l'università ti prepara a fare il consulente informatico, non l'informatico puro.Il consulente informatico il 70% delle aziende se lo rollano. Vogliono l'operaio che scriva codice.Ora, avete queste scelte: 1) Lavorare da coder come un'operaio a 900 euro/mese2) stare a casa a fare il consulente informatico per i vicini3) fare il consulente spot e girare come trottole per tutta l'italia a 800 euro/mese tolte le spese4) aprire la vostra società e trovarvi i clienti, gestirli, pagare l'eventuale operaio coder a 800/mese barrate la casella opportuna.La chiamiamo noi.
    • baronz scrive:
      Re: università impreparata
      L'università come è ora fa cagare... esci che sai un pò di tutto ma solo teoricamente... (a meno che non ti sei fatto il mazzo per i cavoli tuoi), sarebbe molto più utile un corso specifico, magari organizzato dalle aziende che cercano personale...Invece mi ritrovo sempre ricerche di laureati con esperienza pluriennale e massimo 29 anni (per contratto a progetto)... bah
    • Lillo scrive:
      Re: università impreparata
      Mah secondo me tutto sta nel giro in cui riesci ad entrare. E comunque scordati di fare questo mestiere nei piccoli centri. Il lavoro si trova sempre nelle grandi città (del nord soprattutto, ma anche al centro e sud). O in vicinanza degli agglomerati industriali e i centri logistici.Io ho iniziato facendo il consulente, prima in nero poi con P.IVA. Venivo sbattuto in tutta Italia ma pagato molto bene.Ora sono entrato in alcuni giri milanesi e anche senza certificazioni recenti faccio valere la mia esperienza e non guadagno male. Dietro la porta ho sempre body rental che bussano perché non trovano sempre consulenti bravi da piazzare, ma per il momento non mi schiodo da un incarico di qualità e ben pagato.Comunque c'è tanto schifo in giro. Aziende anche ricche ma pidocchiose che non vogliono pagare il giusto un bravo professionista.Body rental micragnose che spesso truffano pure i ragazzi a cui danno incarichi. Quando non ti fanno perdere tempo in incarichi stupidi che finiscono poco dopo o non iniziano neppure perché non c'è accordo sul tuo prezzo. Solo quelle serie ti rimborsano almeno le spese di viaggio per i primi colloqui o ti danno qualcosina per la mezza giornata persa.E mettiamoci pure una massa di consulenti scemi che mettono Unix nel curriculum solo perché hanno fatto un login su un terminale una volta per installare un tool o generare una chiave ssh.E questi rovinano parecchio la categoria obbligando sia le body rental che le aziende a fare pesante cernita e non assumere mai nessuno senza un moooooolto prolungato e attento periodo di selezione.Alla fine gira e rigira ti ritrovi sempre in qualche banca o TLC con le stesse persone e le stesse aziende. Perché come dicevo se vali e trovi i giri giusti lavori sempre e ti ritrovi con altri come te che hanno ricevuto gli stessi consensi.
  • Io blocco il P2P scrive:
    Re: Problema della selezione professionale
    - Scritto da: emidio101
    A me personalmente dopo che mi avevo fatto il
    mazzo CHE MI AVEVO FATTO IL MAZZO?! Potevi scrivere anche un trattato di medicina ma dopo questa...vali 0.
  • xbomber scrive:
    Re: mi pare ovvio...
    Se uno è un bravo IT in alcune realtà è indispensabile, essere indispensabile vuol dire essere anche molto ben retribuito.L'open source, può agevolare questo processo, non contrastarlo.L'opensource si basa anche sulla MERITOCRAZIA!
    • Ytanium scrive:
      Re: mi pare ovvio...
      nelle realta' piccole, e sono la maggioranza (almeno in E-R), non serve il bravissimo... serve quello che fa le cose "che vanno" e in fretta... e deve prendere poco, tanto di gente che cerca ce n'e' sempre... e l'importante non è che il prodotto sia fatto bene, ma che vada e sia pronto il prima possibile.La meritocrazia funziona solo dove è richiesta la più alta professionalità e capacità... spesso le aziende sono interessate a una "capacità minima" necessaria a imbastire un qualcosa di vendibile che sia realizzabile in fretta. Poi se in futuro ci saranno problemi a modificare o aggiornare il prodotto sarà colpa degli sviluppatori incapaci (vedi lungimiranza 0 e assegnazione delle colpe ai "responsabili")
      • contestator e scrive:
        Re: mi pare ovvio...
        - Poi se in futuro
        ci saranno problemi a modificare o aggiornare il
        prodotto sarà colpa degli sviluppatori incapaci
        (vedi lungimiranza 0 e assegnazione delle colpe
        ai
        "responsabili")hai spiegato benissimo la logica del 99,999 % degli imprenditori IT
      • xbomber scrive:
        Re: mi pare ovvio...
        Forse proprio a causa di questo il livello di istruzione nel nostro paese sta scadendo, meglio avere una marea di illusi poco preparati usa e getta (Molte volte inconsapeli di ciò), che pochi (Selezione di capacità e voglia) validi e preparati tecnici.
        • Ytanium scrive:
          Re: mi pare ovvio...
          ma sai è che nel mondo che si è profilato non conta la qualità, ma la quantità in unità di tempo... Lo vediamo tutti i giorni anche nella quantità di "scarti tecnologici" che compriamo (il numero di resi e di richieste di assistenza per i prodotti tecnologici è aumentato enormemente con l'andare del tempo).Non è poi solo un fatto di inadeguatezza dei lavoratori. E' che spesso il neolaureato o comunque l'esperto si viene a trovare nella necessità di lavorare... ma è in un paese dove la professionalità non viene ripagata in quanto in moltissimi casi basta una "capacità operativa minima", il resto è grasso che cola e non essendo richiesto non viene compensato. [aggiungo... Cosi l'esperto è scontento e il neolaureato fa molta meno esperienza di quella che dovrebbe e potrebbe fare.]I posti di lavoro che compensano in modo adeguato le competenze e le capacità individuali sono più che altro utopie effimere che colpiscono pochi fortunati (e solitamente raccomandati... la maggior parte dei lavori li si trova per "passaparola"... "conosci qualcuno che...")Chi crede ancora che "essere dei fighi, dei mega-guru" porti a essere ben premiati è un sempliciotto o un illuso. Non funziona più così, se non in rari, fortunati casi.Questo anche perchè con la regola del "minimo necessario" chi paga ha sempre il coltello dalla parte del manico: "non ti va bene la paga e gli orari? perfetto... cerca altrove ne ho altri 100 in fila con le competenze che mi servono... chi se ne frega se tu sei la reincarnazione di Leonardo..."-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 11.54-----------------------------------------------------------
          • noid scrive:
            Re: mi pare ovvio...

            Chi crede ancora che "essere dei fighi, dei
            mega-guru" porti a essere ben premiati è un
            sempliciotto o un illuso. Non funziona più così,
            se non in rari, fortunati
            casi.

            Questo anche perchè con la regola del "minimo
            necessario" chi paga ha sempre il coltello dalla
            parte del manico: "non ti va bene la paga e gli
            orari? perfetto... cerca altrove ne ho altri 100
            in fila con le competenze che mi servono... chi
            se ne frega se tu sei la reincarnazione di
            Leonardo..."Mi sembra sensato quello che dici. Il cosiddetto "sputtanamento" del mercato It non dipende dall'Open Source (ma che assurdità!), ma solo dal fatto che ci sono altri cento in fila con competenze che semmai non sono uguali a quelle di un esperto ma sufficienti all'azienda che assume. A questo si aggiunga che chi decide sull'It spesso non ne sa mezza e non è in grado di valutare il ritorno economico degli investimenti siano essi in tecnologia o in personale. Chi lavora da tanti anni in questo campo si ricorderà quando erano le aziende in fila, perchè non dico di esperti supermegaguru, ma di gente che ne capisse q.b. per rendere operativo un sistema di una azienda non ce n'erano mica tanti. Adesso è diverso, si chiama concorrenza, in un mercato che è diventato assai più poveretto ma che attira tanta gente perchè diciamocelo, è sempre meglio fare l'informatico che lavorare...
          • The Beyonder scrive:
            Re: mi pare ovvio...
            Concordo con Noid, e mi verrebbe da aggiungere un mio pensiero ricorrente. Ho 30 anni, quindi non abbastanza per aver visto i primi sistemi informatici nelle aziende, ma nemmeno pochi per aver visto solo gli "ultimi".Rispetto ai primi anni in cui lavoravo presso alcune aziende (col mio diploma di ragioneria, quindi come contabile o pseudo tale), andando o sentendo quotidianamente i clienti ai quali facciamo assistenza (hw e sw), ho notato come mediamente (e non solo nel settore business), vi sia maggior confidenza con l'informatica. Ho detto maggiore, non migliore! I casinisti che intrippano word o non san stampare un'immagine ci sono eccome ancora, ma rispetto 10 anni fa, dove quando si parlava di zippare un file piuttosto che installare i driver della stampante sembrava una cosa da "informatici", ora la fanno alle elementari, oppure anche la segretaria stagista.Con questo vorrei dire appunto che se sempre più vi è concorrenza (10 anni fa vi erano 2 ditte simili nel raggio di 50km in provincia, ora almeno 10 o più), più si abbassano i ricarichi. Ricarichi però solo dell'Hw (contro negozi o grossisti o altri "grossi" rivenditori tipo Mediaworld o "un tot al gigabyte") e non tanto nella manodopera, o almeno non in maniera direttamente proporzionale alla maggior concorrenza. Ragioniamo: 10 anni fa, server + 5 client + sw vari (prezzi medi del mercato del periodo e senza manodopera), cosa costavano? 20 milioni di lire più o meno? Ed oggi? col cambio di 10.329 euro, cosa si compra? direi che ci salta fuori qualche stampantina anche.... Le manodopere? 10 anni fa per una rete così ti partivano anche 10.000.000 di lire. e oggi?
  • Funz scrive:
    Re: It....disperatamente cercasi o offresi?
    - Scritto da: giona54
    Di personale It con skill di tutto rispetto c'è
    ne sono fin troppo! CE NE sono cavolo!e poi darebbe: "di personale ce n'é"(silososonopignolomaimenefreghistidellortografiamidannofastidio)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 11.17-----------------------------------------------------------
  • logicaMente scrive:
    Re: Chi sarebbero questi "imprenditori"?
    Ooin bocca al lupo (almeno lui mangerà qualcosa).
  • stargazer scrive:
    Caporalato
    Grazie alle agenzie interinali e alle società di recruiting è tornato di gran moda il caporalato.Ho visto queste società spacciare per esperti di un certo prodotto persone a cui avevano dato un libro la settimana prima. L'azienda che cerca l'esperto non è in grado di valutare (altrimenti non lo cercherebbe) e lo paga alla società intermedia delle cifre pazzesche, mentre naturalmente "devolve" all'esperto cifre ridicole.Comunque, anche a rischio di ripetermi, il mercato del lavoro IT è saturo di persone che non hanno niente a che vedere con l'informatica, per cui i professionisti davvero validi (laureati o meno, non è questo il punto) diventano sempre più difficili da individuare.Le conseguenze sono ovvie: mercato con sovrabbondanza di offerta, di basso livello, e di conseguenza poco considerata e mal pagata.http://stargazer.homelinux.net
    • bep scrive:
      Re: Caporalato
      - Scritto da: stargazer
      Grazie alle agenzie interinali e alle società di
      recruiting è tornato di gran moda il
      caporalato.

      Ho visto queste società spacciare per esperti di
      un certo prodotto persone a cui avevano dato un
      libro la settimana prima. L'azienda che cerca
      l'esperto non è in grado di valutare (altrimenti
      non lo cercherebbe) e lo paga alla società
      intermedia delle cifre pazzesche, mentre
      naturalmente "devolve" all'esperto cifre
      ridicole.

      Comunque, anche a rischio di ripetermi, il
      mercato del lavoro IT è saturo di persone che non
      hanno niente a che vedere con l'informatica, per
      cui i professionisti davvero validi (laureati o
      meno, non è questo il punto) diventano sempre più
      difficili da
      individuare.

      Le conseguenze sono ovvie: mercato con
      sovrabbondanza di offerta, di basso livello, e di
      conseguenza poco considerata e mal
      pagata.

      http://stargazer.homelinux.netAbbondantemente ti quoto.Probabilmente però succede in ogni categoria lavorativa..
    • asd! scrive:
      Re: Caporalato
      Quotissimo!
  • www scrive:
    PI: facci un sistema di job posting!
    un interessante estensione del sito potrebbe essere un sistema di job posting, PI è già punto di riferimento per l'informatica italiana, sarebbe l'ideale per pubblicare annunci di lavoro!! Però free mi raccomando!!sarebbe interessante la possibilità sia per l'azienda che per il lavoratore la possibilità di lasciare commenti l'uno sull'altro!! Così se qualcosa va male rimane...ciao
    • Io blocco il P2P scrive:
      Re: PI: facci un sistema di job posting!
      - Scritto da: www
      un interessante estensione del sito potrebbe
      essere un sistema di job posting, PI è già punto
      di riferimento per l'informatica italiana,
      sarebbe l'ideale per pubblicare annunci di
      lavoro!! Però free mi
      raccomando!!

      sarebbe interessante la possibilità sia per
      l'azienda che per il lavoratore la possibilità di
      lasciare commenti l'uno sull'altro!! Così se
      qualcosa va male
      rimane...

      ciaoHai anche delle iniezioni di coraggio?! Guarda ebay, la gente ha paura di dare feed negativo perchè poi lo riceve. Figuriamoci nel mondo professionale.E poi, non si parla mai delle precedenti aziende, questa è una regola conosciuta.
      • pallino scrive:
        Re: PI: facci un sistema di job posting!

        E poi, non si parla mai delle precedenti aziende,
        questa è una regola
        conosciuta.Non è vero funziona!!Parlando Male (anzi malissimo) di un'azienda del mio luogo alla fine assunse i miei allievi informatici ad un prezzo molto più alto di quello che avevano offerto a me qualche anno prima....quindi funziona!!Sempree e Solo logiche di convenienza e opportunismo ... !!questa e la vera PMI italiana!!
        • Io blocco il P2P scrive:
          Re: PI: facci un sistema di job posting!
          - Scritto da: pallino

          E poi, non si parla mai delle precedenti
          aziende,

          questa è una regola

          conosciuta.

          Non è vero funziona!!

          Parlando Male (anzi malissimo) di un'azienda del
          mio luogo alla fine assunse i miei allievi
          informatici ad un prezzo molto più alto di quello
          che avevano offerto a me qualche anno
          prima....quindi
          funziona!!

          Sempree e Solo logiche di convenienza e
          opportunismo ...
          !!

          questa e la vera PMI italiana!!Mai sentito il termine "bruciato"?! Probabilmente nel tuo paesino con la s.r.l. è così, quando entrerai nel mondo del lavoro vero capirai :)
  • gone scrive:
    L'open source è la piaga
    L'open source sta distribuendo in giro l'idea che l'informatica sia qualcosa che si può ottenere gratuitamente.E' evidente che in uno scenario simile, anche l'informatico di professione viene ridimensionato... e con lui anche lo stipendio. Questa è psicologia sociale.Poi ognuno si faccia le pippe mentali che preferice, ma non venite a piangere di fronte all'inevitabile morte di un settore, prigioniero dell'ideologia e del fanatismo suicida.
    • stargazer scrive:
      Re: L'open source è la piaga
      - Scritto da: gone
      L'open source sta distribuendo in giro l'idea che
      l'informatica sia qualcosa che si può ottenere
      gratuitamente.Questa è una grande cavolata.Semmai l'adozione di Open e Free Software rende disponibili risorse da investire in personale qualificato e in un'economia locale anziché finire sempre nelle casse delle solite 2-3 multinazionali americane.http://stargazer.homelinux.net
    • ultrastudio scrive:
      Re: L'open source è la piaga
      L'Open Source è nato con la prerogativa di creare lavoro grazie alla necessità di professionisti che sappiano configurare ed adattare quei software alle esigenze dei clienti.Su questi presupposti si sono basate tutte aziende che distribuiscono ed hanno distribuito O.S. Linux.Chiunque abbia in azienda un server oppure un RIP basato su tecnologie Open Source conosce la necessità di un IT esperto che sappia badarci, ma questo vale anche per software blindati.Se invece il dito è puntato verso l'uso di software Open come sostituto di pacchetti di office o per la gestione dell'istant messenger, del mailing o della navigazione web è un'assurdità: non servono "esperti" per l'uso di simili prodotti, basta la buona volontà ed una conoscenza almeno basilare dell'uso delle interfacce.
    • kennozzz scrive:
      Re: L'open source è la piaga
      Troll!!! DFTT!!!!
    • noid scrive:
      Re: L'open source è la piaga
      - Scritto da: gone
      L'open source sta distribuendo in giro l'idea che
      l'informatica sia qualcosa che si può ottenere
      gratuitamente.

      E' evidente che in uno scenario simile, anche
      l'informatico di professione viene
      ridimensionato... Cos'è che ti brucia, che si può essere un "informatico di professione" anche senza certificazione Microsoft ? E meno male...
    • meksONE scrive:
      Re: L'open source è la piaga
      certo che una cavolata del genere non la sentivo dai tempi di IOL...il software può essere gratis o a pagamento, poco importa, servono le persone per farlo funzionare. Quale parte di questo concetto ti sfugge?Ah si, come ti hanno risposto: probabilmente ti bruciano quelle migliaia di euro regalati a Microsoft per il bollino "Microsoft Certified" ? E a proposito: le aziende possono dire quello che vogliono all'ISTAT, peccato che non dicono che quando si presenta qualcuno con un bel curriculum, rispondono: "Siamo spiacenti, lei è troppo qualificato" ERGO: "non vogliamo pagarti il know-how, preferiamo assumere due incapaci per un tozzo di pane e far vedere che NOI assumiamo , così abbiamo gli sgravi fiscali".Questo l'ISTAT non lo dice?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 14.29-----------------------------------------------------------
    • Anonymous scrive:
      Re: L'open source è la piaga
      - Scritto da: gone
      L'open source sta distribuendo in giro l'idea che
      l'informatica sia qualcosa che si può ottenere
      gratuitamente.

      E' evidente che in uno scenario simile, anche
      l'informatico di professione viene
      ridimensionato... e con lui anche lo stipendio.
      Questa è psicologia
      sociale.

      Poi ognuno si faccia le pippe mentali che
      preferice, ma non venite a piangere di fronte
      all'inevitabile morte di un settore, prigioniero
      dell'ideologia e del fanatismo
      suicida.Se aprivi il thread con un titolo più consono (es. l'intramontabile "Ha, Ha, Ha, Linari siete finiti"), forse qualcuno poteva anche mettersi a ridere. Così, invece, possono scambiare la tua sparata per un qualcosa di serio.
  • aghost scrive:
    Mancanza di cultura informatica
    ho l'impressione che tanti imprenditori considerino l'informatica non come opportunità per migliorare i processi aziendali ma solo come un costo, peraltro necessario per abbattere altri costi.Quindi si va al risparmio anche su questo, tra l'altro prendendo gente che costa il meno possibile, e quindi poco qualificata.Pagare troppo un informatico gli pare inammissibile e senza senso, perché non riescono a capire cosa faccia esattamente: non è mica come l'operaio al tornio 8 ore di fila che puoi controllare quanti pezzi lavora all'ora, se ci dà dentro o batte la fiacca... :)http://www.aghost.wordpress.com/
  • BLah scrive:
    Re: It....disperatamente cercasi o offresi?
    E' proprio questo il problema: online.La gente deve iniziare a cercare lavoro in modo serio, non lamentarsi davanti al pc, i forum, youporn, pornotube e xtube.Vuoi fare sul serio? Datti una mossa, prosciuttone.
    • MeX scrive:
      Re: It....disperatamente cercasi o offresi?
      mettendo online il mio CV su un sito Irlandere mi hanno chiamato già due agenzi dopo 4 settimane... e mi hanno chiamato dall'Irlanda sul mio cellulare in Italia!Quando ho detto al mio capo che me ne vado... e che bisogna subito trovare qualcuno da affiancarmi per istruirlo... mi ha chiesto se "conosco qualcuno..." nel 2007 cercare lavoro su itnernet è NORMALE!In Italia però conviene di più frequentare "gli aperitivi giusti" sempre che ti rimangano quei 50 al mese da sputtanarti in coca&martini mal fatti :)
      • Io blocco il P2P scrive:
        Re: It....disperatamente cercasi o offresi?
        - Scritto da: MeX
        mettendo online il mio CV su un sito Irlandere mi
        hanno chiamato già due agenzi dopo 4 settimane...
        e mi hanno chiamato dall'Irlanda sul mio
        cellulare in
        Italia!
        Quando ho detto al mio capo che me ne vado... e
        che bisogna subito trovare qualcuno da
        affiancarmi per istruirlo... mi ha chiesto se
        "conosco qualcuno..." nel 2007 cercare lavoro su
        itnernet è
        NORMALE!
        In Italia però conviene di più frequentare "gli
        aperitivi giusti" sempre che ti rimangano quei
        50 al mese da sputtanarti in coca&martini mal
        fatti
        :)Sono d'accordo... ;) Piazza MI immagino
    • contestator e scrive:
      Re: It....disperatamente cercasi o offresi?
      - Scritto da: BLah
      E' proprio questo il problema: online.

      La gente deve iniziare a cercare lavoro in modo
      serio, non lamentarsi davanti al pc, i forum,
      youporn, pornotube e
      xtube.

      Vuoi fare sul serio? Datti una mossa,
      prosciuttone.prosciuttone sarai tu ...fino a che cercano giovani laureati a fare consulenza IT e call center a 700 euro al mese a 12 ore al giorno con spese di trasporto a mio carico, con una flebile speranza di contratto e magari in missione per l'impresa a spese mie...allora me ne sto a casa da mamma.Ma che a rispondere al telefono ci vada l'imprenditore che con programmi di merda frega soldi ai babbioni e allo stato..e anche a noi.
  • Joliet Jake scrive:
    [OT] I dati Istat sugli stupri
    Lezioni di giornalismo.Ovvero, come ti rigiro una notizia e ti invento lo scoop. Prendete questi due articoli di oggi sugli stupri in Italia: http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_10/stupri_stranieri_istat_17ce1b8e-a70e-11dc-a6a3-0003ba99c53b.shtml http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200712articoli/28339girata.asp Lo scoop (che sapeva anche un bambino di 2 anni che non guarda i tg) è che tanto per cambiare non sono gli immigrati a commettere tutti i reati come i giornali stessi sottolineano tutti giorni, sbattendoli in prima pagina a 8 colonne. Ma va? Ma comunque sembra che solo il 10% sia commesso da stranieri/immigrati. Bene, direte voi. Ma attenzione, qui viene il bello! Eh si perchè nello studio Istat non si parla minimamente di nazionalità! Lo studio (che mi sono scaricato dal sito Istat e controllato velocemente in 5 minuti: http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/) dice che il 6% (e non il 10%) degli stupri è commesso da "estranei". Capito? "Estranei"! Ovvero gente che non conosci, tipo quello conosciuto in discoteca o incrociato per strada. Dove sta scritto che sono "stranieri"? Da nessuna parte. E dove sta scritto "immigrati"? Da nessuna parte. Come ho controllato io da ignorante, poteva farlo chiunque ma la notizia è passata in modo molto diverso... Poi fate voi. J.J.
    • wad scrive:
      Re: [OT] I dati Istat sugli stupri
      - Scritto da: Joliet Jake
      Lezioni di giornalismo.
      Ovvero, come ti rigiro una notizia e ti invento
      lo scoop.

      Prendete questi due articoli di oggi sugli stupri
      in Italia:


      http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_10/stu

      http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronac

      Lo scoop (che sapeva anche un bambino di 2 anni
      che non guarda i tg) è che tanto per cambiare non
      sono gli immigrati a commettere tutti i reati
      come i giornali stessi sottolineano tutti giorni,
      sbattendoli in prima pagina a 8 colonne. Ma va?

      Ma comunque sembra che solo il 10% sia commesso
      da stranieri/immigrati.

      Bene, direte voi.

      Ma attenzione, qui viene il bello!
      Eh si perchè nello studio Istat non si parla
      minimamente di nazionalità!

      Lo studio (che mi sono scaricato dal sito Istat e
      controllato velocemente in 5 minuti:
      http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_cale
      Dove sta scritto che sono "stranieri"? Da nessuna
      parte. E dove sta scritto "immigrati"? Da nessuna
      parte.

      Come ho controllato io da ignorante, poteva farlo
      chiunque ma la notizia è passata in modo molto
      diverso...

      Poi fate voi.
      J.J.in italia ci sono circa 4 milioni di stranieri (immigrati) e il 6% degli stupri è commesso da stranieri immigratila percentuale del 6% assume un peso rilevante in proporzione alla quantità di stranieri, ancor di più se si considera che solo poco più della metà di stranieri sono uomini adulti, il resto sono donne e bambini
      • vbrother scrive:
        Re: [OT] I dati Istat sugli stupri
        Deo Gratias, esiste ancora qualcuno che sa usare il cervello e conosce la logica! Quoto, ed aggiungo: W gli stranieri, purché non devastino lo status-quo esistente fregandosene di regole e principi col pretesto di portare la "propria" cultura ... per quanto distanti possano essere diverse civiltà, è possibile trovare punti in comune con vero impegno reciproco.- Scritto da: wad
        - Scritto da: Joliet Jake

        Lezioni di giornalismo.

        Ovvero, come ti rigiro una notizia e ti invento

        lo scoop.



        Prendete questi due articoli di oggi sugli
        stupri

        in Italia:






        http://www.corriere.it/cronache/07_dicembre_10/stu




        http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronac



        Lo scoop (che sapeva anche un bambino di 2 anni

        che non guarda i tg) è che tanto per cambiare
        non

        sono gli immigrati a commettere tutti i reati

        come i giornali stessi sottolineano tutti
        giorni,

        sbattendoli in prima pagina a 8 colonne. Ma va?



        Ma comunque sembra che solo il 10% sia commesso

        da stranieri/immigrati.



        Bene, direte voi.



        Ma attenzione, qui viene il bello!

        Eh si perchè nello studio Istat non si parla

        minimamente di nazionalità!



        Lo studio (che mi sono scaricato dal sito Istat
        e

        controllato velocemente in 5 minuti:


        http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_cale

        Dove sta scritto che sono "stranieri"? Da
        nessuna

        parte. E dove sta scritto "immigrati"? Da
        nessuna

        parte.



        Come ho controllato io da ignorante, poteva
        farlo

        chiunque ma la notizia è passata in modo molto

        diverso...



        Poi fate voi.

        J.J.

        in italia ci sono circa 4 milioni di stranieri
        (immigrati) e il 6% degli stupri è commesso da
        stranieri
        immigrati

        la percentuale del 6% assume un peso rilevante in
        proporzione alla quantità di stranieri, ancor di
        più se si considera che solo poco più della metà
        di stranieri sono uomini adulti, il resto sono
        donne e
        bambini
        • Might scrive:
          Re: [OT] I dati Istat sugli stupri
          - Scritto da: vbrother
          ... per quanto distanti possano essere
          diverse civiltà, è possibile trovare punti in
          comune con vero impegno
          reciproco. Certo, come no... anche quando si tratta di infibulazione, vero?
          • vbrother scrive:
            Re: [OT] I dati Istat sugli stupri
            Anzi, mi spiace constatare con tristezza che fra la marea di immigrati che passa dalle ns. frontiere-colabrodo, una parte consistente è melma.Tranquillo, non sono assolutamente favorevole alle aberrazioni in nome della cultura, specie se a scapito di chi non può neppure esprimere la propria opinione (per intenderci, sono anche contrario ai riti religiosi che coinvolgono i bambini, tipo il battesimo o la circoncisione).Per favore, rileggi il mio intervento e nota come anch'io deploro il comportamento di persone che vogliono spadroneggiare nel paese che li accoglie.Cheers!- Scritto da: Might
            - Scritto da: vbrother


            ... per quanto distanti possano essere

            diverse civiltà, è possibile trovare punti in

            comune con vero impegno

            reciproco.

            Certo, come no... anche quando si tratta di
            infibulazione,
            vero?
          • Might scrive:
            Re: [OT] I dati Istat sugli stupri
            Si, capisco il tuo punto di vista, e francamente lo condivido. Dalle tue parole pensavo solo che appoggiassi, come tanti purtroppo, il relativismo culturale. Ma evidentemente mi sbagliavo.
      • Homer S. scrive:
        Re: [OT] I dati Istat sugli stupri

        in italia ci sono circa 4 milioni di stranieri
        (immigrati) e il 6% degli stupri è commesso da
        stranieri
        immigrati
        Allora non hai letto?Quello che dici non sta scritto da nessuna parte. Non è in nessuna statistica.Se lo sono inventato i giornalisti! :s
    • Andrea scrive:
      Re: [OT] I dati Istat sugli stupri
      In questo caso la colpa non è tutta dei giornalisti.Infatti non sta scritto nel rapporto ISTAT: ma è una ipotesi, approssimata per eccesso, data da Laura Sabbadini, direttrice dell'indagine: "Se anche considerassimo che di questi autori estranei il 50% sono immigrati, ciò vorrebbe dire..."Ora, gli immigrati sono molto ma molto meno del 50% della popolazione, per cui dovremmo ridurre la prima stima (3% per gli estranei), se anche avessero maggiore motivazione/propensione alla violenza per arrivare al 3% ce ne vuole. La stima del 7& per gli stupri familiari si basa anche sull'idea di aver beccato per telefono il 50% delle intervistate sposate con immigrati, quindi o immigrate anche loro (ma con un'utenza telefonica) oppure per un matrimonio 'misto'. Anche questa è una bella esagerazione. Quindi gli stupri compiuti da immigrati o altri stranieri europei è al massimo il 10% ma più probabilmente è molto inferiore a questa percentuale.Per cui il dato di fatto è che la stragrande maggioranza delle donne sono stuprate (compresi i rapporti sessuali indesiderati e considerati come violenza) in famiglia.Quindi i titoli sono sostanzialmente sbagliati anche se l'articolo riporta correttamente il discorso della Sabbadini. Ma la cosa davvero scandalosa è che nessun giornalista abbia corretto la donna. Infatti se la percentuale di stranieri in Italia(immigrati e non) è del 5% e la Sabba gli attribuisce una percentuale di stupri di circa il 10% in pratica dice gli stranieri in proporzione stuprano il doppio! Chi si occupa di statistiche dovrebbe stare più attenta a quello che dice.
      • vbrother scrive:
        Re: [OT] I dati Istat sugli stupri
        Questo è Ragionare!- Scritto da: Andrea
        In questo caso la colpa non è tutta dei
        giornalisti.

        Infatti non sta scritto nel rapporto ISTAT: ma è
        una ipotesi, approssimata per eccesso, data da
        Laura Sabbadini, direttrice dell'indagine: "Se
        anche considerassimo che di questi autori
        estranei il 50% sono immigrati, ciò vorrebbe
        dire..."

        Ora, gli immigrati sono molto ma molto meno del
        50% della popolazione, per cui dovremmo ridurre
        la prima stima (3% per gli estranei), se anche
        avessero maggiore motivazione/propensione alla
        violenza per arrivare al 3% ce ne vuole. La stima
        del 7& per gli stupri familiari si basa anche
        sull'idea di aver beccato per telefono il 50%
        delle intervistate sposate con immigrati, quindi
        o immigrate anche loro (ma con un'utenza
        telefonica) oppure per un matrimonio 'misto'.
        Anche questa è una bella esagerazione.


        Quindi gli stupri compiuti da immigrati o altri
        stranieri europei è al massimo il 10% ma più
        probabilmente è molto inferiore a questa
        percentuale.

        Per cui il dato di fatto è che la stragrande
        maggioranza delle donne sono stuprate (compresi i
        rapporti sessuali indesiderati e considerati come
        violenza) in
        famiglia.

        Quindi i titoli sono sostanzialmente sbagliati
        anche se l'articolo riporta correttamente il
        discorso della Sabbadini.


        Ma la cosa davvero scandalosa è che nessun
        giornalista abbia corretto la donna. Infatti se
        la percentuale di stranieri in Italia(immigrati e
        non) è del 5% e la Sabba gli attribuisce una
        percentuale di stupri di circa il 10% in pratica
        dice gli stranieri in proporzione stuprano il
        doppio!

        Chi si occupa di statistiche dovrebbe stare più
        attenta a quello che
        dice.
  • mario scrive:
    crm opensource
    visto che se ne parla nell'articolo volevo indicare che noi ci troviamo molto bene con il crm opensource vtiger, scaricabile da vtiger.itciaom
  • anonimo scrive:
    Re: Chi sarebbero questi "imprenditori"?
    bravo allora non mangi
    • contestator e scrive:
      Re: Chi sarebbero questi "imprenditori"?
      - Scritto da: anonimo
      bravo allora non mangie tu non mi sfrutti e non campi manco tu""Muoriamo insieme
      • rospo scrive:
        Re: Chi sarebbero questi "imprenditori"?
        - Scritto da: contestator e
        - Scritto da: anonimo

        bravo allora non mangi

        e tu non mi sfrutti e non campi manco tu""

        Muoriamo insiemewow ma come siamo costruttivi qui su PI.
        • Flavio scrive:
          Re: Chi sarebbero questi "imprenditori"?
          Ha parlato il RE delle critiche costruttive!Ma hai riletto i post che hai scritto?Sembri un saccente spocchioso che vuole insegnare tutto a tutti.Spiegaci a noi poveri "ignoranti" cosa fai e di cosa ti occupi, da quanti anni lavori nel settore e come hai fatto carriera (presuppongo tu l'abbia fatta visto come parli...).Grazie
      • anonimo scrive:
        Re: Chi sarebbero questi "imprenditori"?
        sfrutto un altro, io continua a mangiare e tu no
  • picchiatello scrive:
    IT un peso per le aziende ?
    Rimango convinto che per la gran parte dei consigli di amministrazione e di proprietari italiani l'IT viene visto piu' come un peso da sostenere ( al pari delle tasse) anzichè una opportunità per migliorare la propria azienda.
  • Name and Surname scrive:
    si vergognassero
    Il problema è che le imprese che assumono non sembrano soddisfatte dell'assunzione. In particolare una su quattro lamenta mancanza di esperienza o di qualifiche dei candidati, mentre il 13,5 per cento lamenta "richieste salariali troppo alte". Se cominciassero a pagare decentemente le persone che mandano avanti il sistema nervoso aziendale invece che giocare al ribasso perché "tanto fuori della porta ci sono decine di altre persone che aspettano di fare un colloquio", probabilmente troverebbero anche gente disposta a rimanerci in quell'azienda. gente su cui poter investire in formazione e responsabilità.Invece questi giovani d'oggi arraffano ciò che possono e poi se ne vanno lsciandoti in braghe di tela.Poveri imprenditori! Tutti con loro ce l'hanno... Eppure loro sono attenti alla gestione dell'azienda!Fanno le pulci a tutti i preventivi e vanno a sindacare sui dieci euro in più o in meno (perché a loro non li frega nessuno!) o se no si possa "tirare avanti ancora un anno" con la versione precedente del software, o se il vecchio 486 non possa comunque essere usato "come muletto" (definizione che a me personalmente fa schifo), e poi non battono ciglio se il preventivo dell'arredamento della sala riunioni (evito volutamente il discorso spese voluttuarie personali) sfora di qualche migliaio di euro perché all'ultimo momento gli piaceva più il ciliegio invece del noce (legni che notoriamente aumentano la produttività di chi li usa!)...... ma così sono più fighi dei concorrenti.. vuoi mettere!ma andate al V-day anche voi.
    • MeX scrive:
      Re: si vergognassero
      ti quoto a 1000!Io la soluzione la tento con l'emigrazione!11 Marzo, Cork, Irlanda ;)
      • The Beyonder scrive:
        Re: si vergognassero
        il problema secondo me è che ci son troppi titolari, e sempre meno imprenditori.Troppi titolari, che magari sono anche i (responsabili) commerciali.E si sa, i commerciali han la vista lunga, che tecnici o amministrativi non hanno e non possono capire.Ma soprattutto, non possono comprendere che per vendere di più e meglio, un commerciale, specialmente se è il capo, deve essere motivato, premiato, divertito e confortato, per cui è normale avere delle pretese e delle spese.Come i ristoranti, mobilia fighetta, auto nuove, cellulari, vestiti, vacanze, ecc ecc.Poi vabbè, se l'apprendista sistemista, programmatore, tecnico o semplice "tira cavi", il ragioniere contabile, consulente, analista finanziario e di bilancio, nonchè tecnico ed assistente nel tempo liber(at)o lavorano con pc rattoppati perennemente che crashano, in uffici con temperature polari o africane in base alla stagione, con 1 settimana di ferie l'anno, che girano con auto di 10 anni fa che se si rompono è per loro imperizia oppure addirittura con la propria.Che mondo di rubagalline.....
  • ponciarello scrive:
    esternalizzare?
    a conti fatti e rifatti costa di piu'.nel mio caso specifico costa piu' del doppio rispetto ad un assunzione, visto che: lavoro dentro una ditta......che ha fatto un contratto di assistenza con una ditta nazionale di servizi IT...che a sua volta ha fatto un contratto con una ditta locale..... che ha fatto un contratto con me.si preferisce buttare i soldi dalla finestra pur di poter dare un calcio nel **** liberamente al momento opportuno (anche nelle grosse ditte, quella in cui lavoro ha 300 dipendenti).
    • nome.cognom e scrive:
      Re: esternalizzare?
      Costerà anche 10 volte tanto visto che probabilmente l'azienda paga minimo 300 euro al giorno per te (anche mille,milletrecento euro al giorno per i consulenti delle aziende più quotate).Questo fa capire quanto le aziende siano disperate, preferiscono pagare cifre folli per poter licenziare chi non serve. Se avessimo contratti più flessibili per tutti, come ad esempio in UK, quei soldi finirebbero in tasca a noi invece che ai body rental. - Scritto da: ponciarello
      a conti fatti e rifatti costa di piu'.
      nel mio caso specifico costa piu' del doppio
      rispetto ad un assunzione, visto che: lavoro
      dentro una
      ditta...
      ...che ha fatto un contratto di assistenza con
      una ditta nazionale di servizi
      IT
      ...che a sua volta ha fatto un contratto con una
      ditta
      locale...
      .. che ha fatto un contratto con me.

      si preferisce buttare i soldi dalla finestra pur
      di poter dare un calcio nel **** liberamente al
      momento opportuno (anche nelle grosse ditte,
      quella in cui lavoro ha 300
      dipendenti).
      • il_pier scrive:
        Re: esternalizzare?
        Penso che l'esternalizzazione come descritta da chi ha iniziato questo 3d sia la forma di schiavismo di questo millennio.Sono stati buttati al cesso decenni di lotte sindacali e conquiste per un lavoro più a misura d'uomo... ed ora... con i co.co.pro. ci ritroviamo a questo punto (non chiamiamola legge Biagi perchè ne hanno completamente stravolto il senso non costituento gli ammortizzatori sociali).L'italia è un mix di eccessiva burocrazia, che blocca la nascita di nuove imprese e di pensiero del furbetto... dove l'importante e fregare il prossimo il più possibile.Mi dispiace perchè di potenziale c n'è da vendere, ma non riusciamo ad esprimerlo.
        • MeX scrive:
          Re: esternalizzare?
          "Mi dispiace perchè di potenziale c n'è da vendere, ma non riusciamo ad esprimerlo"io proverò ad esprimerlo fuori da questo paese...
      • stargazer scrive:
        Re: esternalizzare?
        - Scritto da: nome.cognom e
        Se avessimo contratti più flessibili per tutti,
        come ad esempio in UK, quei soldi finirebbero in
        tasca a noi invece che ai body rental.I contratti flessibili ci sono, e il progetto è quello più utilizzato. Ma ancora non vedo finire tutti quei soldi nelle nostre tasche.
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