Mac App Store: Apple non blocca le truffe

Mac App Store: Apple non blocca le truffe

Alcuni sviluppatori hanno scoperto sul Mac App Store diverse app truffa che cercano di convincere gli utenti a sottoscrivere un abbonamento.
Alcuni sviluppatori hanno scoperto sul Mac App Store diverse app truffa che cercano di convincere gli utenti a sottoscrivere un abbonamento.

Kosta Eleftheriou, lo sviluppatore che ha denunciato Apple l’anno scorso, continua la sua battaglia per dimostrare la poca sicurezza degli store dell’azienda di Cupertino. Stavolta l’attenzione è stata rivolta al Mac App Store, sul quale sono state pubblicate diverse app che truffano gli utenti.

App truffa sullo store per macOS

La nuova caccia alle cosiddette “scam app” è iniziata quando lo sviluppatore Edoardo Vacchi ha scoperto che l’app My Metronome mostra il pulsante di chiusura solo dopo il pagamento dell’abbonamento mensile (9,99 dollari). L’app è stata successivamente rimossa dallo store, ma Apple non ha chiarito come abbia superato i controlli.

Un altro sviluppatore ha scoperto che l’autore (Music Paradise) di My Metronome è collegato a Groove Vibes, in quanto sui rispettivi siti viene indicato lo stesso indirizzo di residenza. Secondo Eleftheriou, le app truffa hanno permesso di guadagnare oltre 2 milioni di dollari.

The Verge ha notato diversi trucchi per convincere l’utente a sottoscrivere l’abbonamento, come l’assenza del pulsante di chiusura o altri messaggi ingannevoli. Queste app violano chiaramente le regole del Mac App Store, quindi non dovevano essere pubblicate. Eleftheriou ha più volte affermato che Apple “chiude un occhio” perché incassa la commissione per ogni abbonamento o acquisto in-app.

Ciò smentisce inoltre l’affermazione sulla sicurezza degli store. L’azienda ha ripetutamente sottolineato che le app vengono controllate prima della pubblicazione (sul sito è scritto che oltre 500 persone controllano oltre 100.000 app a settimana). Ecco perché Tim Cook ritiene pericoloso il sideloading, pratica molto utilizzata su Android che dovrà essere consentita con l’entrata in vigore del Digital Markets Act.

Fonte: The Verge
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Pubblicato il 18 apr 2022
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