Mac in salsa Intel, giochi a rischio?

Dubbi sulla possibile implementazione di sistemi Mac dual-boot: il rischio è che i videogiocatori acquistino solo prodotti Windows
Dubbi sulla possibile implementazione di sistemi Mac dual-boot: il rischio è che i videogiocatori acquistino solo prodotti Windows


Roma – L’adozione della tecnologia Intel nei computer di nuova generazione marchiati Apple potrebbe dare uno scossone anche al settore videoludico. La maggior parte degli sviluppatori Mac sostiene infatti che i fatturati potrebbero crescere, ma solo se verranno effettuate scelte giudiziose.

“Senza dubbio il passaggio a Intel ci permetterà di assottigliare il gap tutt’ora presente fra il mercato dei videogiochi per PC e quello per Mac”, ha detto Peter Tamte, presidente di Destineer e MacSoft.

Il problema però sembra essere legato alla possibilità di disporre di Mac Intel-based con Windows nativo. Ovviamente Apple ha già confermato che non commercializzerà direttamente la piattaforma di casa Microsoft, ma nessuno esclude un’opzione di dual boot con prestazioni ben superiori rispetto all’attuale emulatore. In questo modo gli appassionati di videogiochi potrebbero passare alla versione Windows semplicemente riavviando il computer.

Questa opzione però affosserebbe completamente il segmento dei videogiochi per Mac. “Gli sviluppatori potrebbero decidere di non realizzare più conversioni, i Mac sarebbero già compatibili con i titoli Windows”, ha spiegato Andrew Welch, presidente di Ambrosia Software.

“Anche se fosse possibile il dual-boot continueremo a sviluppare le versioni dei nostri giochi per Mac OS X, concentrandoci sulle feature native di questa piattaforma”, ha aggiunto Tamte. Non bisogna dimenticare, infatti, che la tendenza sarebbe quella di mantenere, ed implementare in caso di bisogno, le interfacce Mac, come è già avvenuto con Chessmaster 9000 di Feral e Commandos Battle Pack di Aspyr Media, che ha creato un’edizione Deluxe solo per gli appassionati Mac.

Glenda Adams, responsabile sviluppo in Aspyr Media, sembra però essere più fiduciosa. “Certamente – ha spiegato – i consumatori potrebbero acquistare solo prodotti Windows, ma non credo che gli utenti Mac abbandoneranno la loro piattaforma di riferimento solo per questo motivo; assisteremo a qualche effetto collaterale sulla vendita dei prodotti ma il fatturato dovrebbe rimanere lo stesso”.

Brian Greenstone, presidente di Pangea Software, concorda con i colleghi, anche se riconosce che gli sviluppatori in questo momento sono alla frusta, per ri-convertire i nuovi progetti su piattaforma Intel Mac. “Quello che sta avvenendo è peggio di quanto sia successo 10 anni fa quando passammo dai 68000 ai PowerPC: si tratta di riscrivere l’intero codice”.

Rosetta, l’attuale emulatore che permette di far girare sui Mac Intel-based programmi scritti per PowerPC, non funziona ancora con le istruzioni AltiVec (Velocità Engine), fondamentali per l’accelerazione della grafica 3D. E’ evidente che le prestazioni con i videogiochi siano ancora inferiori rispetto ai prodotti Mac ma per il futuro sembrano già pronte nuove soluzioni software che potrebbero risolvere la questione definitivamente.

Dario d’Elia

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09 06 2005
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