MacBook e ADSL a due euro al giorno

Gli utenti francesi che si legheranno per almeno tre anni all'operatore Orange potranno fruire di un MacBook, una delle creature di ultima generazione di casa Apple. La banda? 1 megabit al secondo

Parigi – La notizia gira sui blog da venerdì scorso, da quando cioè si è saputo di un singolare accordo stretto dall’operatore Orange con Apple e che lega i MacBook della Mela (vedi immagine) alle offerte di connettività ADSL.

Le Figaro spiega che per 60 euro al mese gli utenti francesi potranno godersi il MacBook e un megabit di banda al secondo. Chi volesse una connessione più veloce, fino ad 8 megabit, dovrà pagare 5 euro in più.

Il computer della Mela Ai primi 200 sottoscrittori, evidenzia PCInpact.com , Orange offrirà anche un Apple iPod Shuffle al costo di un solo euro.

Il contratto ha un’unica importante limitazione: l’utente si impegna a rimanere con Orange per almeno tre anni. Ma, come sottolinea BoingBoing , questo significa anche tre anni di Apple Care , assistenza diretta Apple.

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  • Filosoffessa scrive:
    Lodevole incziativa ma...
    Lodevole l'iniziativa di pubblicare subito i testi, ma forse meglio sul sito di Liber Liber, che su quello del Partito Pirata.http://filosoffessa.wordpress.com/2006/12/20/pirandello-e-deledda-liberi-la-siae-non-ci-sta/
  • limaro scrive:
    Una proposta alternativa
    La butto lì:l'autore viene remunerato in vita con un criterio simile a quello attuale (cioè in misura proporzionale alle vendite/rappresentazioni delle proprie opere).Mentre l'autore è in vita, una parte dei proventi legati alle proprie opere viene obbligatoriamente accantonato in un fondo assicurativo comune a tutti gli artisti, gestito secondo le prassi della gestione del risparmio. Il numero di quote sarà proporzionale agli introiti.Al momento della morte si liberano del tutto i diritti di proprietà intellettuale da qualsiasi genere di royalty. Le opere diventano quindi patrimonio comune.Gli editori potranno continuare a guadagnare (un pò meno) dalla pubblicazione delle opere non più coperte da royalty dell'autore.Le quote del fondo assicurativo vengono in parte riscattate ed in parte convertite in una rendita vitalizia per gli eredi (se condo le regole che governano tale meccanismo ovvero con le formule di matematica attuariale).La somma riscattata immediatamente deve essere impiegata in attività non lucrative per preservare la memoria dell'artista (mantenimento della casa natia/trasformazione in museo e robe simili)Che ne dite? (newbie)
  • Anonimo scrive:
    Re: Che senso ha?
    Il problema non è avere il libro in versione elettronica piuttosto che cartacea. Quando scadono i diritti significa anche che tutti gli editori possono pubblicare il libro, mentre ora lo puo' fare solo chi ne detiene i diritti!
  • Anonimo scrive:
    Re: Che senso ha?
    - Scritto da: scribble
    Sulla pernacchia alla SIAE come istituzione posso
    anche essere d'accordo, qulla questione degli
    eredi ti ripeto quello che ho già scritto
    nell'altro post: o l'eredità vale sempre o non
    vale
    mai.
    Esempio:
    Io mi chiamo Pinco Pallo, sono un genio del
    business, fondo un'azienda che diventa
    ricchissima, crepo (mi tocco, scusate) e tutto va
    in eredità alla mia famiglia, senza alcun
    limite.
    Io mi chiamo Pallo Pinco, sono un genio della
    letteratura, mi sfondo la testa e mi rovino la
    vita per scrivere libri, ma riesco a partorire
    dei capolavori. Crepo (scusate, insisto con la
    mano) e la mia eredità dura solo un tot di tempo?
    Perché?
    Datemi la possibilità (e già c'è) di rendere le
    mie opere libere quando sono in vita, ma se
    decido di tenermi i diritti mi sembra giusto che
    poi vadano agli
    eredi.Non regge molto come esempio.Se tu erediti i diritti d'autore di qualcosa, puoi startene a dormire tutto il giorno e i soldi ti arrivano lo stesso.Se erediti una qualunque ditta e te ne stai a dormire tutto il giorno dopo un tot di tempo, poco o tanto che sia, la ditta va a finire male, e soldi non ti arrivano piu` e magari ti becchi anche tutte le grane di una bancarotta.Se invece lavori sodo e` probabile che le cose vadano bene, ma sembra che sia proprio quello che SIAE e simili vogliono evitare.Ma poi, la SIAE e` cosi` filantropa da voler tutelare a tutti i costi i figli/nipoti/bisnipoti/conoscenti degli autori? Non sara` che quella che ci guadagna di piu` da questa storia e` proprio la SIAE? E allora che senso ha il "diritto di autore"? Cambiategli nome in "diritto di SIAE"
    • scribble scrive:
      Re: Che senso ha?
      - Scritto da:

      - Scritto da: scribble


      Sulla pernacchia alla SIAE come istituzione
      posso

      anche essere d'accordo, qulla questione degli

      eredi ti ripeto quello che ho già scritto

      nell'altro post: o l'eredità vale sempre o non

      vale

      mai.

      Esempio:

      Io mi chiamo Pinco Pallo, sono un genio del

      business, fondo un'azienda che diventa

      ricchissima, crepo (mi tocco, scusate) e tutto
      va

      in eredità alla mia famiglia, senza alcun

      limite.

      Io mi chiamo Pallo Pinco, sono un genio della

      letteratura, mi sfondo la testa e mi rovino la

      vita per scrivere libri, ma riesco a partorire

      dei capolavori. Crepo (scusate, insisto con la

      mano) e la mia eredità dura solo un tot di
      tempo?

      Perché?

      Datemi la possibilità (e già c'è) di rendere le

      mie opere libere quando sono in vita, ma se

      decido di tenermi i diritti mi sembra giusto che

      poi vadano agli

      eredi.


      Non regge molto come esempio.
      Se tu erediti i diritti d'autore di qualcosa,
      puoi startene a dormire tutto il giorno e i soldi
      ti arrivano lo
      stesso.
      Se erediti una qualunque ditta e te ne stai a
      dormire tutto il giorno dopo un tot di tempo,
      poco o tanto che sia, la ditta va a finire male,
      e soldi non ti arrivano piu` e magari ti becchi
      anche tutte le grane di una
      bancarotta.
      Se invece lavori sodo e` probabile che le cose
      vadano bene, ma sembra che sia proprio quello che
      SIAE e simili vogliono
      evitare.
      Ma poi, la SIAE e` cosi` filantropa da voler
      tutelare a tutti i costi i
      figli/nipoti/bisnipoti/conoscenti degli autori?
      Non sara` che quella che ci guadagna di piu` da
      questa storia e` proprio la SIAE? E allora che
      senso ha il "diritto di autore"? Cambiategli nome
      in "diritto di
      SIAE"OHHHHHHH E qui ti quoto fino alla morte. Cancelliamo la SIAE. Rendiamo i diritti d'autore una cosa accettabile e misera, ma vitalizia, per gli eredi. Solo per gli eredi. Un centesimo di euro per ogni copia di un libro venduto, ma per sempre. Niente diritti agli editori, la SIAE non esiste più. Vi piace?
  • Anonimo scrive:
    sei anni di proroga?
    leggo che per la guerra sarebbero 6 anni e 9/10 mesi di proroga... peccato che ad Agrigento, patria di Pirandello, la guerra durò dal 10.6.40 al 20/25.7.43, ossia al max TRE anni, un mese e 15 giorni
    • reXistenZ scrive:
      Re: sei anni di proroga?

      leggo che per la guerra sarebbero 6 anni e 9/10
      mesi di proroga... peccato che ad Agrigento,
      patria di Pirandello, la guerra durò dal 10.6.40
      al 20/25.7.43, ossia al max TRE anni, un mese e
      15
      giorniEhm... forse ti è sfuggito che l'armistizio con gli alleati è stato firmato l'8 settembre del 43, e che subito dopo l'Italia ha dichiarato guerra alla Germania. La data che citi tu è quella della destituzione di Mussolini, ricordata anche come la data della caduta del fascismo.
  • Enjoy with Us scrive:
    Guerre?
    Cioè fatemi capire, non solo i diritti d'autore già durano lo sproposito di 70 anni, ma in caso di guerra, viene prolungato della durata della medesima?Cosa è che va dicendo in giro la SIAE? Che copiare è come rubare? Personalmente mi sento sempre più nel giusto a copiare qualsiasi opera che mi possa anche solo lontanamente interessare senza pagare nulla.Se un domani elimineranno il filtro Major/Siae e i vari autori commercializeranno direttamente la loro opera (possono sempre appoggiarsi a ditte consolidate nel commercio elettronico come Amazon ed Ebay), sarò il primo a pagare il giusto, per il giusto numero di anni (5 - 10 anni? di più è francamente eccessivo!)
  • Anonimo scrive:
    Condoglianze
    Condoglianze alla famiglia Pirandello, non sapevo che il vostro caro fosse mancato da così poco tempo.Per fortuna vi ha lasciato di che vivere, a voi ed ai vostri figli, ai figli dei vostri figli e a figli dei figli dei vostri figli... se tutto va bene (rotfl)
  • scribble scrive:
    Re: Che senso ha?
    - Scritto da:

    Sulla pernacchia alla SIAE come istituzione
    posso

    anche essere d'accordo, qulla questione degli

    eredi ti ripeto quello che ho già scritto

    nell'altro post: o l'eredità vale sempre o non

    vale

    mai.

    Esempio:

    Io mi chiamo Pinco Pallo, sono un genio del

    business, fondo un'azienda che diventa

    ricchissima, crepo (mi tocco, scusate) e tutto
    va

    in eredità alla mia famiglia, senza alcun

    limite.

    Io mi chiamo Pallo Pinco, sono un genio della

    letteratura, mi sfondo la testa e mi rovino la

    vita per scrivere libri, ma riesco a partorire

    dei capolavori. Crepo (scusate, insisto con la

    mano) e la mia eredità dura solo un tot di
    tempo?

    Perché?

    Datemi la possibilità (e già c'è) di rendere le

    mie opere libere quando sono in vita, ma se

    decido di tenermi i diritti mi sembra giusto che

    poi vadano agli

    eredi.
    Forse posso darti io un "perché" ragionevole: il
    tuo parallelismo con l'azienda non è perfetto,
    perché il giusto parallelismo
    sarebbe:
    1. Pinco Pallo, genio del business, brevetta idee
    e fa
    soldi.
    2. Pinco Pallo, genio della letteratura, scrive
    capolavori e fa
    soldi.
    In entrambi i casi, i soldi vengono ereditati
    dagli eredi (senza limiti di tempo), ma brevetti
    e capolavori letterari hanno, a favore degli
    eredi, una durata limitata nel
    tempo.
    Mi sono spiegato? Può aver senso quello che ho
    scritto?Si ha senso, ma c'è una enorme differenza: il genio della letteratura (e dell'arte in generale) potrebbe non aver visto il becco di un quatrino mentre era in vita.Vuoi qualche esempio?Quello che voglio dire è che scrivere è anche un lavoro. Un lavoro durissimo, credimi. E che i proventi di questo lavoro non vengano ereditati non mi sembra giusto.Prendi una casa come esempio, che calza meglio: mio nonno si è rotto il fondoschiena tutta la vita e mi ha lasciato una casa in eredità: lui non ci ha guadagnato niente quando è crepato, ci ha solo rimesso tutto il suo sudore e alla fine l'ha lasciata a me. Io mi intascherò l'affitto per sempre.Se mio nonno fosse stato uno scrittore, uno dei tanti, centinaia se non migliaia che nella vita ha fatto la fame ma scritto (o dipinto,quello che vuoi) capolavori io dopo un po' smetterei di percepire i proventi di quelle opere. Perché?
    • Anonimo scrive:
      Re: Che senso ha?

      mio nonno si è rotto il fondoschiena tutta la
      vita e mi ha lasciato una casa in eredità: lui
      non ci ha guadagnato niente quando è crepato, ci
      ha solo rimesso tutto il suo sudore e alla fine
      l'ha lasciata a me. Io mi intascherò l'affitto
      per
      sempre.Mica tanto. Se nella casa non ci metti a tua volta del lavoro e dei soldi, dopo un certo tempo la casa va in macerie. E comunque, un'azienda o una casa non sono la stessa cosa della Divina Commedia. Non tiriamo in ballo cavoli e bigné, che son cose ben diverse...
      • scribble scrive:
        Re: Che senso ha?
        - Scritto da:

        mio nonno si è rotto il fondoschiena tutta la

        vita e mi ha lasciato una casa in eredità: lui

        non ci ha guadagnato niente quando è crepato, ci

        ha solo rimesso tutto il suo sudore e alla fine

        l'ha lasciata a me. Io mi intascherò l'affitto

        per

        sempre.

        Mica tanto. Se nella casa non ci metti a tua
        volta del lavoro e dei soldi, dopo un certo tempo
        la casa va in macerie. E comunque, un'azienda o
        una casa non sono la stessa cosa della Divina
        Commedia. Non tiriamo in ballo cavoli e bigné,
        che son cose ben
        diverse...Ma perché diverse? Perché???? Sono sempre il frutto di un lavoro. Tu pensi che Dante non abbia fatto fatica a scrivere la divina commedia? Che non sia stato un lavoro per lui?Ci sono romanzi che hanno richiesto 20 anni di lavoro! OH, VENTANNI!!! Anna Karenina, Guerra e Pace... E perché gli eredi di un muratore si possono prendere la casa e gli eredi di un genio non si possono prendere i diritti? Che differennza c'è?
        • Sparrow scrive:
          Re: Che senso ha?
          - Scritto da: scribble

          - Scritto da:


          mio nonno si è rotto il fondoschiena tutta la


          vita e mi ha lasciato una casa in eredità: lui


          non ci ha guadagnato niente quando è crepato,
          ci


          ha solo rimesso tutto il suo sudore e alla
          fine


          l'ha lasciata a me. Io mi intascherò l'affitto


          per


          sempre.



          Mica tanto. Se nella casa non ci metti a tua

          volta del lavoro e dei soldi, dopo un certo
          tempo

          la casa va in macerie. E comunque, un'azienda o

          una casa non sono la stessa cosa della Divina

          Commedia. Non tiriamo in ballo cavoli e bigné,

          che son cose ben

          diverse...

          Ma perché diverse? Perché???? Sono sempre il
          frutto di un lavoro. Tu pensi che Dante non abbia
          fatto fatica a scrivere la divina commedia? Che
          non sia stato un lavoro per
          lui?
          Ci sono romanzi che hanno richiesto 20 anni di
          lavoro! OH, VENTANNI!!! Anna Karenina, Guerra e
          Pace... E perché gli eredi di un muratore si
          possono prendere la casa e gli eredi di un genio
          non si possono prendere i diritti? Che
          differennza
          c'è?Ti ha risposto, una casa occorre mantenerla nel tempo, è un bene materiale, mentre un'opera una volta scritta e finita, dopo che l'hai sfruttata per nn anni, non occorre fare praticamente nulla.Anzi, liberando i diritti, c'è la possibilità che altri la diffondano, se vale davvero !La casa ereditata è un bene materiale privato, l'opera dell'ingegno diventa patrimonio culturale della collettività e la limitazione del copyright serve a tutelare l'interesse comune che cresca e si diffonda la cultura, così che nascano altri Dante, altri Pirandello, ecc.Mi sembra ragionevole.
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da: Sparrow

            - Scritto da: scribble



            - Scritto da:



            mio nonno si è rotto il fondoschiena tutta
            la



            vita e mi ha lasciato una casa in eredità:
            lui



            non ci ha guadagnato niente quando è
            crepato,

            ci



            ha solo rimesso tutto il suo sudore e alla

            fine



            l'ha lasciata a me. Io mi intascherò
            l'affitto



            per



            sempre.





            Mica tanto. Se nella casa non ci metti a tua


            volta del lavoro e dei soldi, dopo un certo

            tempo


            la casa va in macerie. E comunque, un'azienda
            o


            una casa non sono la stessa cosa della Divina


            Commedia. Non tiriamo in ballo cavoli e bigné,


            che son cose ben


            diverse...



            Ma perché diverse? Perché???? Sono sempre il

            frutto di un lavoro. Tu pensi che Dante non
            abbia

            fatto fatica a scrivere la divina commedia? Che

            non sia stato un lavoro per

            lui?

            Ci sono romanzi che hanno richiesto 20 anni di

            lavoro! OH, VENTANNI!!! Anna Karenina, Guerra e

            Pace... E perché gli eredi di un muratore si

            possono prendere la casa e gli eredi di un genio

            non si possono prendere i diritti? Che

            differennza

            c'è?

            Ti ha risposto, una casa occorre mantenerla nel
            tempo, è un bene materiale, mentre un'opera una
            volta scritta e finita, dopo che l'hai sfruttata
            per nn anni, non occorre fare praticamente
            nulla.
            Anzi, liberando i diritti, c'è la possibilità che
            altri la diffondano, se vale davvero
            !

            La casa ereditata è un bene materiale privato,
            l'opera dell'ingegno diventa patrimonio culturale
            della collettività e la limitazione del copyright
            serve a tutelare l'interesse comune che cresca e
            si diffonda la cultura, così che nascano altri
            Dante, altri Pirandello,
            ecc.

            Mi sembra ragionevole.Prendi Van Gogh: in vita sua di soldi non ne ha visti. Oggi i suoi quadri vengono venduti a milioni di euro. I suoi eredi non ci prendono un centesimo. Ti sembra ragionevole?
          • Anonimo scrive:
            Re: Che senso ha?
            Non ha senso il discorso.Una casa è unica, nel senso che se la dai ad un altro tu non ce l'hai.Le idee se vengono copiate tu non le perdi, puoi sempre leggere i libri scritti da tuo nonno.E la cosa non è da poco.Secondo: il diritto d'autore non è come la proprietà, è una pensione. E' come se ereditassi per 70 anni la pensione di mio padre, ovvero un reddito perpetuo.Vedo che economicamente non siete molto ferrati.Una cosa è il patrimonio ( che può o *non* può produrre reddito ) ( in realtà con le tasse presenti in Italia può anche ridurre e di molto il tuo reddito se non ben gestito).Una cosa è il reddito. Nel caso del copyright stiamo parlando di ereditare il reddito, non il patrimonio.Quindi invece di una casa parliamo di una pensione. Il patrimonio (ovvero i manoscritti di tuo padre/nonno) quelli rimangono.E' come dire casa e foto della tua casa... Le foto alla tua casa ti tolgono qualcosa??
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da:
            Non ha senso il discorso.
            Una casa è unica, nel senso che se la dai ad un
            altro tu non ce
            l'hai.
            Le idee se vengono copiate tu non le perdi, puoi
            sempre leggere i libri scritti da tuo
            nonno.
            E la cosa non è da poco.
            Secondo: il diritto d'autore non è come la
            proprietà, è una pensione. E' come se ereditassi
            per 70 anni la pensione di mio padre, ovvero un
            reddito
            perpetuo.
            Vedo che economicamente non siete molto ferrati.Io prendo la pensione di mio padre che non c'è più, si chiama reversibilità. Vedo che non sei molto ferrato per quanto riguarda le pensioni.
            Una cosa è il patrimonio ( che può o *non* può
            produrre reddito ) ( in realtà con le tasse
            presenti in Italia può anche ridurre e di molto
            il tuo reddito se non ben
            gestito).
            Una cosa è il reddito. Nel caso del copyright
            stiamo parlando di ereditare il reddito, non il
            patrimonio.Proprio qui sta la questione: nel caso di un libro l'unico patrimonio possibile è il reddito.
            Quindi invece di una casa parliamo di una
            pensione.
            Come sopra
            Il patrimonio (ovvero i manoscritti di tuo
            padre/nonno) quelli
            rimangono.Se non sono protetti non hanno alcun valore economico
            E' come dire casa e foto della tua casa... Le
            foto alla tua casa ti tolgono
            qualcosa???????????????????????????????????????????
        • Anonimo scrive:
          Re: Che senso ha?
          - Scritto da: scribble

          - Scritto da:


          mio nonno si è rotto il fondoschiena tutta la


          vita e mi ha lasciato una casa in eredità: lui


          non ci ha guadagnato niente quando è crepato,
          ci


          ha solo rimesso tutto il suo sudore e alla
          fine


          l'ha lasciata a me. Io mi intascherò l'affitto


          per


          sempre.



          Mica tanto. Se nella casa non ci metti a tua

          volta del lavoro e dei soldi, dopo un certo
          tempo

          la casa va in macerie. E comunque, un'azienda o

          una casa non sono la stessa cosa della Divina

          Commedia. Non tiriamo in ballo cavoli e bigné,

          che son cose ben

          diverse...

          Ma perché diverse? Perché???? Sono sempre il
          frutto di un lavoro. Tu pensi che Dante non abbia
          fatto fatica a scrivere la divina commedia? Che
          non sia stato un lavoro per
          lui?
          Ci sono romanzi che hanno richiesto 20 anni di
          lavoro! OH, VENTANNI!!! Anna Karenina, Guerra e
          Pace... E perché gli eredi di un muratore si
          possono prendere la casa e gli eredi di un genio
          non si possono prendere i diritti? Che
          differennza
          c'è?Veramente non e` proprio cosi`.Gli eredi di un muratore non si prendono un bel niente, se no se ne starebbero comodamente a non fare nulla a prendere i diritti da tutti quelli che utilizzano le case costruite dal padre.Ma se il padre non lavorava bene, e non guadagnava soldi, alla fine erediteranno solo debiti, anche se magari a posteriori le sue costruzioni venissero rivalutate.I figli dello scrittore invece se ne stanno li a prendere i soldi derivati dal lavoro del padre (e non i soldi che gli ha lasciato, guadagnati col suo lavoro, ma altri soldi oltre a quelli)
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da:

            - Scritto da: scribble



            - Scritto da:



            mio nonno si è rotto il fondoschiena tutta
            la



            vita e mi ha lasciato una casa in eredità:
            lui



            non ci ha guadagnato niente quando è
            crepato,

            ci



            ha solo rimesso tutto il suo sudore e alla

            fine



            l'ha lasciata a me. Io mi intascherò
            l'affitto



            per



            sempre.





            Mica tanto. Se nella casa non ci metti a tua


            volta del lavoro e dei soldi, dopo un certo

            tempo


            la casa va in macerie. E comunque, un'azienda
            o


            una casa non sono la stessa cosa della Divina


            Commedia. Non tiriamo in ballo cavoli e bigné,


            che son cose ben


            diverse...



            Ma perché diverse? Perché???? Sono sempre il

            frutto di un lavoro. Tu pensi che Dante non
            abbia

            fatto fatica a scrivere la divina commedia? Che

            non sia stato un lavoro per

            lui?

            Ci sono romanzi che hanno richiesto 20 anni di

            lavoro! OH, VENTANNI!!! Anna Karenina, Guerra e

            Pace... E perché gli eredi di un muratore si

            possono prendere la casa e gli eredi di un genio

            non si possono prendere i diritti? Che

            differennza

            c'è?

            Veramente non e` proprio cosi`.
            Gli eredi di un muratore non si prendono un bel
            niente, se no se ne starebbero comodamente a non
            fare nulla a prendere i diritti da tutti quelli
            che utilizzano le case costruite dal
            padre.
            Ma se il padre non lavorava bene, e non
            guadagnava soldi, alla fine erediteranno solo
            debiti, anche se magari a posteriori le sue
            costruzioni venissero
            rivalutate.
            I figli dello scrittore invece se ne stanno li a
            prendere i soldi derivati dal lavoro del padre (e
            non i soldi che gli ha lasciato, guadagnati col
            suo lavoro, ma altri soldi oltre a
            quelli)Ma il padre di soldi potrebbe non averne presi in vita, ti rendi costo di questo? Capisci la differenza?
          • Anonimo scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da: scribble

            - Scritto da:



            - Scritto da: scribble





            - Scritto da:



            Veramente non e` proprio cosi`.

            Gli eredi di un muratore non si prendono un bel

            niente, se no se ne starebbero comodamente a non

            fare nulla a prendere i diritti da tutti quelli

            che utilizzano le case costruite dal

            padre.

            Ma se il padre non lavorava bene, e non

            guadagnava soldi, alla fine erediteranno solo

            debiti, anche se magari a posteriori le sue

            costruzioni venissero

            rivalutate.

            I figli dello scrittore invece se ne stanno li a

            prendere i soldi derivati dal lavoro del padre
            (e

            non i soldi che gli ha lasciato, guadagnati col

            suo lavoro, ma altri soldi oltre a

            quelli)

            Ma il padre di soldi potrebbe non averne presi in
            vita, ti rendi costo di questo? Capisci la
            differenza?Capisco che c'è l'artista meraviglioso che muore povero e che c'è la persona comune onestissima, e capacissima, che dopo aver lavorato una vita, va in pensione senza aver risparmiato una lira.E' la vita.
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da:

            - Scritto da: scribble



            - Scritto da:





            - Scritto da: scribble







            - Scritto da:





            Veramente non e` proprio cosi`.


            Gli eredi di un muratore non si prendono un
            bel


            niente, se no se ne starebbero comodamente a
            non


            fare nulla a prendere i diritti da tutti
            quelli


            che utilizzano le case costruite dal


            padre.


            Ma se il padre non lavorava bene, e non


            guadagnava soldi, alla fine erediteranno solo


            debiti, anche se magari a posteriori le sue


            costruzioni venissero


            rivalutate.


            I figli dello scrittore invece se ne stanno
            li
            a


            prendere i soldi derivati dal lavoro del padre

            (e


            non i soldi che gli ha lasciato, guadagnati
            col


            suo lavoro, ma altri soldi oltre a


            quelli)



            Ma il padre di soldi potrebbe non averne presi
            in

            vita, ti rendi costo di questo? Capisci la

            differenza?

            Capisco che c'è l'artista meraviglioso che muore
            povero e che c'è la persona comune onestissima, e
            capacissima, che dopo aver lavorato una vita, va
            in pensione senza aver risparmiato una
            lira.
            E' la vita.Esempio concreto, già fatto di là: il signor Van Gogh è morto povero. I suoi quadri vengono venduti oggi per milioni di euro. La sua famiglia non ci prende il becco di un quattrino. E' giusto? Va bene?
          • Anonimo scrive:
            Re: Che senso ha?
            Si, come succede molto spesso.Il lavoro è un conto, l'amministrazione del denaro un altro.Dobbiamo pagare tutti perché Van Gogh non era capace a vendere quadri?E se diventava famoso tra mille anni? La vita è così per tutti non solo per gli artisti.
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da:
            Si, come succede molto spesso.
            Il lavoro è un conto, l'amministrazione del
            denaro un
            altro.
            Dobbiamo pagare tutti perché Van Gogh non era
            capace a vendere
            quadri?
            E se diventava famoso tra mille anni? La vita è
            così per tutti non solo per gli
            artisti.Non è vero:se sono un architetto e progetto una casa, la faccio costruire e la lascio in eredità ai miei figli, che la lasciano ai propri nipoti, poi divento famoso e loro raccolgono i frutti...
          • Anonimo scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da: scribble
            Non è vero:se sono un architetto e progetto una
            casa, la faccio costruire e la lascio in eredità
            ai miei figli, che la lasciano ai propri nipoti,
            poi divento famoso e loro raccolgono i
            frutti...Non ho seguito tutto il thread, però se si parla di diritto d'autore non lo puoi confrontare con i beni immobili.I libri digitali li puoi copiare a costo zero e lo può fare chiunque abbia un PC, l'edificio di quell'architetto no.L'unico paragone che regge tra quello che fai tue il mondo dell'editoria è quello di uno scrittore che lascia ai figli il manoscritto originale di un suo romanzo e poi questi lo lasciano ai nipoti. Il testo un giorno diventa famoso e loro vendono la loro rarissima copia originale a un'asta. Cioè sfruttano la proprietà di quel singolo oggetto.Mentre adesso i nipoti ereditano la proprietà intellettuale, cioè un insieme di idee partorite dal nonno.
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da:

            - Scritto da: scribble

            Non è vero:se sono un architetto e progetto una

            casa, la faccio costruire e la lascio in eredità

            ai miei figli, che la lasciano ai propri nipoti,

            poi divento famoso e loro raccolgono i

            frutti...

            Non ho seguito tutto il thread, però se si parla
            di diritto d'autore non lo puoi confrontare con i
            beni
            immobili.
            I libri digitali li puoi copiare a costo zero e
            lo può fare chiunque abbia un PC, l'edificio di
            quell'architetto
            no.

            L'unico paragone che regge tra quello che fai tue
            il mondo dell'editoria è quello di uno scrittore
            che lascia ai figli il manoscritto originale di
            un suo romanzo e poi questi lo lasciano ai
            nipoti. Il testo un giorno diventa famoso e loro
            vendono la loro rarissima copia originale a
            un'asta. Cioè sfruttano la proprietà di quel
            singolo
            oggetto.
            Mentre adesso i nipoti ereditano la proprietà
            intellettuale, cioè un insieme di idee partorite
            dal
            nonno.E' proprio questo che non mi sta bene, se ti rileggi il thread capirai: uno scrittore può impiegare 30 anni a scrivere un libro, questo libro magari è un capolavoro per l'umanità, ma magari purtroppo viene pubblicato postumo. E perché gli editori ci devono guadagnare mentre la famiglia no (o comunque solo per un certo limite di tempo)?Mi sembra tanto che quello dello scrittore, o dell'artista in genere, non viene considerato un lavoro e questo non mi piace.
  • Santos-Dumont scrive:
    Re: Che senso ha?
    Questione di gusti. In passato sono stato un avido lettore, oggi meno per questioni di tempo ma quel che leggo generalmente lo prelevo da internet e non lo stampo affatto. Non ritengo la lettura di un libro sul notebook più faticosa di una lettura tradizionale.
  • gerry scrive:
    Re: Ai confini dell'assurdo: Ravel e Bol
    - Scritto da:
    Alla seconda moglie del marito della badante del
    fratello di Ravel ed ad un ex direttore legale
    della SACEM (la SIAE
    d'oltralpe).

    Con che coraggio li si può chiamare "i legittimi
    aventi diritti"?!!??Questo distrugge la favoletta del figlio disperato al capezzale del padre morente, che gli lascia in eredità il suo lavoro di artista...
  • Anonimo scrive:
    Re: Che senso ha?
    - Scritto da: scribble

    - Scritto da: Sparrow
    Esempio:
    Perché?Perchè io che ho ereditato l'azienda continuo a creare e vendere buoni prodotti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Che senso ha?
      - Scritto da:

      - Scritto da: scribble



      - Scritto da: Sparrow


      Esempio:

      Perché?

      Perchè io che ho ereditato l'azienda continuo a
      creare e vendere buoni
      prodotti.E se vuoi dimostrarmi il contrario trovami un azienda privata che continua ad esistere per diritto.
      • scribble scrive:
        Re: Che senso ha?
        - Scritto da:

        - Scritto da:



        - Scritto da: scribble





        - Scritto da: Sparrow




        Esempio:


        Perché?



        Perchè io che ho ereditato l'azienda continuo a

        creare e vendere buoni

        prodotti.

        E se vuoi dimostrarmi il contrario trovami un
        azienda privata che continua ad esistere per
        diritto.Ok, ho sbagliato esempio, scusate: una casa da una parte, uno scrittore con fama postuma dall'altra.
        • staza scrive:
          Re: Che senso ha?
          - Scritto da: scribble

          - Scritto da:



          - Scritto da:





          - Scritto da: scribble







          - Scritto da: Sparrow






          Esempio:



          Perché?





          Perchè io che ho ereditato l'azienda continuo
          a


          creare e vendere buoni


          prodotti.



          E se vuoi dimostrarmi il contrario trovami un

          azienda privata che continua ad esistere per

          diritto.

          Ok, ho sbagliato esempio, scusate: una casa da
          una parte, uno scrittore con fama postuma
          dall'altra.la fiat ci può stare come risposta?
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da: staza

            - Scritto da: scribble



            - Scritto da:





            - Scritto da:







            - Scritto da: scribble









            - Scritto da: Sparrow








            Esempio:




            Perché?







            Perchè io che ho ereditato l'azienda
            continuo

            a



            creare e vendere buoni



            prodotti.





            E se vuoi dimostrarmi il contrario trovami un


            azienda privata che continua ad esistere per


            diritto.



            Ok, ho sbagliato esempio, scusate: una casa da

            una parte, uno scrittore con fama postuma

            dall'altra.


            la fiat ci può stare come risposta? ho sbagliato esempio , chiedo venia!!!!!!E cmq con la Fiat reggerebbe: eredi inetti che comunque hanno vissuto nell'oro sull'eredità
        • Anonimo scrive:
          Re: Che senso ha?
          - Scritto da: scribble
          Ok, ho sbagliato esempio, scusate: una casa da
          una parte, uno scrittore con fama postuma
          dall'altra.Ribaltiamo l'esempio.Perche` i figli dello scrittore devono prendere i soldi del lavoro del padre e i figli del muratore che ha costruito la casa no?Non e` forse la casa il prodotto dell'ingegno/esperienza/capacita` del muratore?Perche` solo gli artisti devono godere del diritto di autore e non muratori, falegnami, impiegati, ecc ecc?
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da:

            - Scritto da: scribble



            Ok, ho sbagliato esempio, scusate: una casa da

            una parte, uno scrittore con fama postuma

            dall'altra.

            Ribaltiamo l'esempio.
            Perche` i figli dello scrittore devono prendere i
            soldi del lavoro del padre e i figli del muratore
            che ha costruito la casa
            no?
            Non e` forse la casa il prodotto
            dell'ingegno/esperienza/capacita` del
            muratore?

            Perche` solo gli artisti devono godere del
            diritto di autore e non muratori, falegnami,
            impiegati, ecc
            ecc?Perché per gli artisti è possibile che il frutto del proprio ingegno non venga retribuito in vita?Un muratore che costruisce una casa per se lascia in eredità una casa. Uno che la costruisce per un altro lascia in eredità il denaro. Uno scrittore o un pittore che in vita non è stato apprezzato non ha preso una lira! Vuoi qualche esempio?
    • Anonimo scrive:
      Re: Che senso ha?
      - Scritto da:

      - Scritto da: scribble



      - Scritto da: Sparrow


      Esempio:

      Perché?

      Perchè io che ho ereditato l'azienda continuo a
      creare e vendere buoni
      prodotti.Vero... altrimenti gli Olivetti vivrebbero per sempre con la macchina da scrivere.A proposito... la macchina da scrivere è scomparsa e (purtroppo) pure la Olivetti.
      • Anonimo scrive:
        Re: Che senso ha?
        - Scritto da:

        Perchè io che ho ereditato l'azienda continuo a

        creare e vendere buoni

        prodotti.

        Vero... altrimenti gli Olivetti vivrebbero per
        sempre con la macchina da
        scrivere.

        A proposito... la macchina da scrivere è
        scomparsa e (purtroppo) pure la
        Olivetti.Hai fatto un esempio perfetto:se Pirandello Olivetti e Deledda avessero lasciato in eredità il loro talento, nessuno avrebbe potuto toglierlo al beneficiario.Senza contare che:se il bene che viene lasciato in eredità ha un valore inestimabile, voglio che gli eredi paghino la tassa di successione in proporzione al suo valore!
        • scribble scrive:
          Re: Che senso ha?
          - Scritto da:

          - Scritto da:



          Perchè io che ho ereditato l'azienda continuo
          a


          creare e vendere buoni


          prodotti.



          Vero... altrimenti gli Olivetti vivrebbero per

          sempre con la macchina da

          scrivere.



          A proposito... la macchina da scrivere è

          scomparsa e (purtroppo) pure la

          Olivetti.

          Hai fatto un esempio perfetto:
          se Pirandello Olivetti e Deledda avessero
          lasciato in eredità il loro talento, nessuno
          avrebbe potuto toglierlo al
          beneficiario.

          Senza contare che:
          se il bene che viene lasciato in eredità ha un
          valore inestimabile, voglio che gli eredi paghino
          la tassa di successione in proporzione al suo
          valore!Ripeto questo esempio, quello dell'azienda funziona male.1- signor X si rompe le ossa tutta la vita, compra una casa e la lascia in eredità a suo nipote, che s'intasca l'affitto per sempre;2- scrittore Y, che in vita non ha avuto successo, esplode da postumo (o negli ultimi anni della sua vita). Perché suo nipote non si dve prendere niente?Per inciso, forse non avete ben capito la mia posizione: io sono per la cancellazione totale del concetto di eredità, anche se è una posizione utopistica.
          • reXistenZ scrive:
            Re: Che senso ha?

            1- signor X si rompe le ossa tutta la vita,
            compra una casa e la lascia in eredità a suo
            nipote, che s'intasca l'affitto per
            sempre;Per sempre? Le case durano in eterno? Senza manutenzione? Neanche si parlasse della piramide di Chefrem...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 gennaio 2007 11.07-----------------------------------------------------------
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da: reXistenZ

            1- signor X si rompe le ossa tutta la vita,

            compra una casa e la lascia in eredità a suo

            nipote, che s'intasca l'affitto per

            sempre;

            Per sempre? Le case durano in eterno? Senza
            manutenzione? Neanche si parlasse della piramide
            di
            Chefrem...
            Male che ti vada ti resta la terra, anche dopo 2000 anni. Hai presente quanta gente vive ancora delle terre del latifondismo medievale?
        • scribble scrive:
          Re: Che senso ha?

          Hai fatto un esempio perfetto:
          se Pirandello Olivetti e Deledda avessero
          lasciato in eredità il loro talento, nessuno
          avrebbe potuto toglierlo al
          beneficiario.

          Senza contare che:
          se il bene che viene lasciato in eredità ha un
          valore inestimabile, voglio che gli eredi paghino
          la tassa di successione in proporzione al suo
          valore!Ripeto questo esempio, quello dell'azienda funziona male.1- signor X si rompe le ossa tutta la vita, compra una casa e la lascia in eredità a suo nipote, che s'intasca l'affitto per sempre;2- scrittore Y, che in vita non ha avuto successo, esplode da postumo (o negli ultimi anni della sua vita). Perché suo nipote non si dve prendere niente? O comunque perché la sua eredità deve avere una durata limitata?Per inciso, forse non avete ben capito la mia posizione: io sono per la cancellazione totale del concetto di eredità, anche se è una posizione utopistica.
    • scribble scrive:
      Re: Che senso ha?
      - Scritto da:

      - Scritto da: scribble



      - Scritto da: Sparrow


      Esempio:

      Perché?

      Perchè io che ho ereditato l'azienda continuo a
      creare e vendere buoni
      prodotti.Ok, una casa? Dei titoli di stato? Soldi contanti?
      • gerry scrive:
        Re: Che senso ha?
        - Scritto da: scribble
        Ok, una casa? Dei titoli di stato? Soldi contanti?Casa: Va mantenuta, ristrutturata, adeguata alle nuove norme. Sembra stupido, ma anche l'affittarla non da solo vamntaggi.Titoli di stato: sicuri, ma di basso rendimento. Per viverci ne devi avere tanti, ma tanti.Soldi contanti: non producono reddito, prima o poi finiscono.Investendoli hai un ritorno in quanto capitale di rischio o come compenso per un'attività economica di prestito. Sei comunque in balia di un certo rischio, mali investimenti possono comunque farteli perdere. EDIT: senza contare che il prestito è remunerato secondo una logica di disponibilità: dandoti i soldi non li ho più io, per cui mi devi ricompensare per questo.Condizione a cui i diritti d'autore non sottostanno...I diritti d'autore sono forse l'unico bene totalmente eterno e indistruttibile.Rimango dell'idea che se l'"Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro" bisogna cominciare a capire bene cos'è lavoro e come lo si sitimola.Aumentare artificiosamente la durata dei diritti per garantire ritorni economici alle casse di qualche major o per creare qualche fortunato che può vivere di rendita non è uno stimolo. Prendono soldi dalla società senza dare nulla in cambio.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 dicembre 2006 14.04-----------------------------------------------------------
        • scribble scrive:
          Re: Che senso ha?
          - Scritto da: gerry

          - Scritto da: scribble


          Ok, una casa? Dei titoli di stato? Soldi
          contanti?

          Casa: Va mantenuta, ristrutturata, adeguata alle
          nuove norme. Sembra stupido, ma anche
          l'affittarla non da solo
          vamntaggi.
          be', questo in Italia, te lo dice uno che si è preso nel didietro due anni d'affitto di una gentilissima inquilina che ha smesso di pagare da un giorno all'altro. Stati tranquillo che nel resto del mondo non è così.
          Titoli di stato: sicuri, ma di basso rendimento.
          Per viverci ne devi avere tanti, ma
          tanti.
          Io non sto parlando di viverci. Se un libro viene venduto a 6 (e ripeto e sottolineo SEI ) euro, quanto va agli eredi? se poi è davvero il libro più letto della storia dell'uomo, be', in quel caso hai la stessa probabilità di quello che si prende in eredita 2 miliardi di euro in titoli di stato.
          Soldi contanti: non producono reddito, prima o
          poi
          finiscono.
          Investendoli hai un ritorno in quanto capitale di
          rischio o come compenso per un'attività economica
          di prestito.

          Sei comunque in balia di un certo rischio, mali
          investimenti possono comunque farteli perdere.
          Sì, ma allo stesso modo della famiglia Pirandello tu non hai fatto nulla per guadagnarti questo vantaggio sociale.

          I diritti d'autore sono forse l'unico bene
          totalmente eterno e
          indistruttibile.
          Non eterno, la notizia di questo parla.
          Rimango dell'idea che se l'"Italia è una
          repubblica democratica fondata sul lavoro"
          bisogna cominciare a capire bene cos'è lavoro e
          come lo si
          sitimola.
          benissimo, allora sei d'accordo con me: aboliamo i diritti d'autore e aboliamo tutte le eredità?
          Aumentare artificiosamente la durata dei diritti
          per garantire ritorni economici alle casse di
          qualche major o per creare qualche fortunato che
          può vivere di rendita non è uno stimolo.

          Prendono soldi dalla società senza dare nulla in
          cambio.Lasciamo scegliere all'autore: se vuole che la propria opera, alla sua scomparsa, sia "patrimonio dell'umanità" così sia. Ma se non vuole, è un'opera SUA, non della "società".
          • gerry scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da: scribble
            be', questo in Italia, te lo dice uno che si è
            preso nel didietro due anni d'affitto di una
            gentilissima inquilina che ha smesso di pagare da
            un giorno all'altro. Stati tranquillo che nel
            resto del mondo non è
            così.Vuoi dirmi che nel resto del mondo se il tetto perde la riparazione la paga l'inquilino? Oppure che se un tifone spacca i vetri li fai pagare all'inquilino?E che nel resto del mondo nessuno è mai scappato senza pagare?Ripeto: è un bel reddito, ma non eterno ne esente da rischi. Inoltre vedi il mio edit (tardivo, sorry) sulla remunerazione della disponibilità.
            Sì, ma allo stesso modo della famiglia Pirandello
            tu non hai fatto nulla per guadagnarti questo
            vantaggio
            sociale.No, ma almeno è il tuo lavoro mantenerlo e farlo fruttare. Col Diritto d'autore non corri nemmeno il minimo rischio (idealmente parlando, eh).
            Non eterno, la notizia di questo parla.Allora non ci stiamo capendo, 70 anni dopo la morte non sono abbastanza?Per me si, dopo basta però. Avete avuto un ritorno economico più che adeguato per l'opera.
            benissimo, allora sei d'accordo con me: aboliamo
            i diritti d'autore e aboliamo tutte le
            eredità?Ok, non ci siamo capiti, io non ho mai detto di abolirlo. E' che c'è qualcuno la cui idea è al contrario di estenderlo all'infinito.
            Lasciamo scegliere all'autore: se vuole che la
            propria opera, alla sua scomparsa, sia
            "patrimonio dell'umanità" così sia. Ma se non
            vuole, è un'opera SUA, non della
            "società".Sua? O dei suoi eredi? O delle società che rileveranno i diritti dagli eredi degli eredi degli eredi degli eredi?Già me la immagino la Dante s.p.a. che fa miliardi con la divina commedia :D
          • scribble scrive:
            Re: Che senso ha?


            Lasciamo scegliere all'autore: se vuole che la

            propria opera, alla sua scomparsa, sia

            "patrimonio dell'umanità" così sia. Ma se non

            vuole, è un'opera SUA, non della

            "società".

            Sua? O dei suoi eredi? O delle società che
            rileveranno i diritti dagli eredi degli eredi
            degli eredi degli
            eredi?
            Già me la immagino la Dante s.p.a. che fa
            miliardi con la divina commedia
            :DLa Bayer guadagna sull'aspirina!!!! Megli la Dante SpA, credimi ;)
  • Anonimo scrive:
    Che senso ha.

    A mio modestissimo parere chi legge tanto
    non può leggere un libro in formato
    elettronico.Il problema non sta nel formato elettronico, ma nel libro. Se il libro è protetto dal diritto d'autore, lo puoi leggere comprandone una copia - se è pubblicato - o in formato elettronico - se è disponibile. Ma se non è pubblicato e non è disponibile, non lo puoi leggere.Dopo 70 anni dalla morte dell'autore (per Pirandello e Deledda dal I gennaio 2007, per D'Annunzio dal I gennaio 2009) i libri diventano di pubblico dominio: qualsiasi persona può copiarlo in elettronico o fotocopiarlo, stamparlo e regalarlo agli amici; qualunque editore può prepararne un'edizione senza pagare diritti e senza chiedere l'autorizzazione a nessuno e venderla.E' questo il punto; non solo leggere il libro sul PC.
    • belze scrive:
      Re: Che senso ha.
      già, ma sembra che qualcuno non l'abbia capito nemmeno su questo forum, che si suppone venga frequentato da chi ha un minimo di conoscenza alla base. Figuriamoci se il (questo o qualsiasi altro) governo ha la sensibilità per capire l'importanza della libertà di circolazione di queste opere.Poi la questione di come dare da vivere agli autori è diverso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Che senso ha.
      - Scritto da:

      A mio modestissimo parere chi legge tanto

      non può leggere un libro in formato

      elettronico.

      Il problema non sta nel formato elettronico, ma
      nel libro. Se il libro è protetto dal diritto
      d'autore, lo puoi leggere comprandone una copia -
      se è pubblicato - o in formato elettronico - se è
      disponibile. Ma se non è pubblicato e non è
      disponibile, non lo puoi
      leggere.

      Dopo 70 anni dalla morte dell'autore (per
      Pirandello e Deledda dal I gennaio 2007, per
      D'Annunzio dal I gennaio 2009) i libri diventano
      di pubblico dominio: qualsiasi persona può
      copiarlo in elettronico o fotocopiarlo, stamparlo
      e regalarlo agli amici; qualunque editore può
      prepararne un'edizione senza pagare diritti e
      senza chiedere l'autorizzazione a nessuno e
      venderla.

      E' questo il punto; non solo leggere il libro sul
      PC.esatto: il diritto di copia va esercitato da chiunque ami la cultura: diventerebbero come i frati amanuensi del medioevo che salvarono la cultura o come Manuzio che riportò ad antico splendore i classici grecii contenuti vanno salvati: a chi li vende non interessano, molto spesso e spesso gli autori hanno smesso di interessarsene, mentre anche gli eredi non sono veramente interessati ai contenuti ma ai soldi
  • Anonimo scrive:
    E' importante, ecco perche':
    Il punto e' che si sta cercando di liberare e rendere di pubblico dominio delle opere secondo le naturali scadenze della legge mentre qui editori ed eredi stanno lottando per prolungarne il possesso dei diritti tramite degli escamotage al limite della legalita'.Adesso prima ddelle opere di cui parla l'articolo non c'e' moltissimo poiche' mancavano i media di diffusione che tuttora si osano in forma piu' evoluta ma fra le 2 guerre l'incremento di questi e' stato straordinario ed abbiamo una quantita' di materiale enorme che siano libri, opere e musica e films i cui diritti scadranno nei prossimi anni e diventeranno di pubblico dominio!!!!E se non riusciamo adesso a liberare nemmeno Deledda e Pirandello che speranze abbiamo per i prossimi?
    • Anonimo scrive:
      Re: E' importante, ecco perche':
      In realtà i copyright impedisconola copia a mezzi fotostatici, microfilm, scanner,etc.La copia manuale, poiché non è espressamente, e quindi è consentita, ovvero uno può prendersiun quadernetto e copiarsi tutte le operequante volte vuole...
  • Anonimo scrive:
    Ha senso eccome, e molto!!!
    A prescindere dalla leggibilita' di un libro che ancora non e' comodo leggere (ma un giorno del futuro potresti leggerlo dal cuscino lcd del tuo letto), il punto e' che si sta cercando di liberare e rendere di pubblico dominio delle opere secondo le naturali scadenze della legge mentre qui editori ed eredi stanno lottando per prolungarne il possesso dei diritti tramite degli escamotage al limite della legalita'.Adesso pensa a quanto materiale che siano libri, opere e musica si andranno a liberare nei prossimi anni, e pensate che se non riusciamo adesso a liberare nemmeno Deledda e Pirandello che speranze abbiamo per i prossimi?
    • scribble scrive:
      Re: Ha senso eccome, e molto!!!
      - Scritto da:
      A prescindere dalla leggibilita' di un libro che
      ancora non e' comodo leggere (ma un giorno del
      futuro potresti leggerlo dal cuscino lcd del tuo
      letto), il punto e' che si sta cercando di
      liberare e rendere di pubblico dominio delle
      opere secondo le naturali scadenze della legge
      mentre qui editori ed eredi stanno lottando per
      prolungarne il possesso dei diritti tramite degli
      escamotage al limite della
      legalita'.
      Adesso pensa a quanto materiale che siano libri,
      opere e musica si andranno a liberare nei
      prossimi anni, e pensate che se non riusciamo
      adesso a liberare nemmeno Deledda e Pirandello
      che speranze abbiamo per i
      prossimi?Ti ripeto: non mi sembra un gran problema visto quanto costano i libri. Utilizzo gratuito in biblioteca e 6 euro per l'acquisto.Se diciamo che non è giusto che ne usufruiscano gli eredi, allora è giusto che uno possa ereditarsi un'azienda?O l'eredità è sbagliata sempre o non lo è mai.Questo IMHO, ovviamente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ha senso eccome, e molto!!!
        - Scritto da: scribble

        - Scritto da:
        Se diciamo che non è giusto che ne usufruiscano
        gli eredi, allora è giusto che uno possa
        ereditarsi
        un'azienda?
        O l'eredità è sbagliata sempre o non lo è mai.
        Questo IMHO, ovviamente.Cazzo! Hai ragione!Se tu erediti un vaffanculo, hai diritto a tenertelo per sempre.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ha senso eccome, e molto!!!
        - Scritto da: scribble

        Ti ripeto: non mi sembra un gran problema visto
        quanto costano i libri. Utilizzo gratuito in
        biblioteca e 6 euro per
        l'acquisto.
        Se diciamo che non è giusto che ne usufruiscano
        gli eredi, allora è giusto che uno possa
        ereditarsi
        un'azienda?
        O l'eredità è sbagliata sempre o non lo è mai.
        Questo IMHO, ovviamente.Perdindirindina! Hai ragione!Se uno eredita un vaffa ha diritto a sfruttarne i diritti per sempre!
      • gerry scrive:
        Re: Ha senso eccome, e molto!!!
        - Scritto da: scribble
        Ti ripeto: non mi sembra un gran problema visto
        quanto costano i libri. Utilizzo gratuito in
        biblioteca e 6 euro per
        l'acquisto.L'utilizzo gratuito ci costerà 3 Milioni di euro quest'anno, stanziati in finaziaria e destinati agli autori via SIAE.http://www.aib.it/aib/cen/prestito0610.htm
        Se diciamo che non è giusto che ne
        usufruiscano gli eredi, allora
        è giusto che uno possa ereditarsi un'azienda?Non confondiamo i beni materiali con quelli immateriali.Il fondamento del diritto di autore è che un autore ha diritto ad una remunerazione per un tempo limitato.Per me è immorale che un lavoro (per quanto nobile sia) possa generare profitti in eterno, e soprattutto che ne goda chi non ha nemmeno faticato per quello.Un'azienda ereditata ti da dei soldi per un tempo limitato, a meno che non ti ci impegni e ci lavori dentro.
        • scribble scrive:
          Re: Ha senso eccome, e molto!!!
          - Scritto da: gerry

          - Scritto da: scribble


          Ti ripeto: non mi sembra un gran problema visto

          quanto costano i libri. Utilizzo gratuito in

          biblioteca e 6 euro per

          l'acquisto.

          L'utilizzo gratuito ci costerà 3 Milioni di euro
          quest'anno, stanziati in finaziaria e destinati
          agli autori via
          SIAE.
          http://www.aib.it/aib/cen/prestito0610.htm
          Scusa e ti sembrano tanti 3 MILIONI DI EURO per una nazione di 57 milioni di abitanti???

          Se diciamo che non è giusto che ne

          usufruiscano gli eredi, allora

          è giusto che uno possa ereditarsi un'azienda?

          Non confondiamo i beni materiali con quelli
          immateriali.
          Il fondamento del diritto di autore è che un
          autore ha diritto ad una remunerazione per un
          tempo
          limitato.
          Per me è immorale che un lavoro (per quanto
          nobile sia) possa generare profitti in eterno, e
          soprattutto che ne goda chi non ha nemmeno
          faticato per
          quello.
          Un'azienda ereditata ti da dei soldi per un tempo
          limitato, a meno che non ti ci impegni e ci
          lavori
          dentro.Ok, anche a te lo stesso esempio:http://punto-informatico.it/pm.aspx?m_id=1815518&id=1814574&r=PI
      • reXistenZ scrive:
        Re: Ha senso eccome, e molto!!!

        Se diciamo che non è giusto che ne usufruiscano
        gli eredi, allora è giusto che uno possa
        ereditarsi
        un'azienda?
        O l'eredità è sbagliata sempre o non lo è mai.
        Questo IMHO, ovviamente.Non vorrei entrare nle merito della tua opinione. Ti faccio solo presente che i diritti sulle opere sono gestiti dalla SIAE, un soggetto completamente estraneo alla famiglia dell'autore delle opere e dei suoi legittimi eredi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 02 gennaio 2007 10.39-----------------------------------------------------------
        • scribble scrive:
          Re: Ha senso eccome, e molto!!!
          - Scritto da: reXistenZ

          Se diciamo che non è giusto che ne usufruiscano

          gli eredi, allora è giusto che uno possa

          ereditarsi

          un'azienda?

          O l'eredità è sbagliata sempre o non lo è mai.

          Questo IMHO, ovviamente.

          Non vorrei entrare nle merito della tua opinione.
          Ti faccio solo presente che i diritti sulle opere
          sono gestiti dalla SIAE, un soggetto
          completamente estraneo alla famiglia dell'autore
          delle opere e dei suoi legittimi
          eredi.
          Infatti a mio parere la SIAE andrebbe abolita e i diritti, che sarebbero quindi molto più bassi, distribuiti direttamente agli autori e agli eredi, presi direttamente dalle vendite.La SIAE è solo una lobby, è inutile e costosa. E parecchio sporca, tra l'altro.
  • Anonimo scrive:
    io voglio kafka, orwell, gibbson...
    ...e altri grandi della letteratura.me li dovrò scaricare quando sarò vecchio o c'è qualche possibilità?:'( :@
    • Anonimo scrive:
      Re: io voglio kafka, orwell, gibbson...
      - Scritto da:
      ...e altri grandi della letteratura.
      me li dovrò scaricare quando sarò vecchio o c'è
      qualche possibilità?Queste opere essendo non Italiane godono di un periodo di diritti extra di 5 snni dovuti ai vincitori della seconda guerra poi bisogna vedere uno per uno la data in cui sono deceduti da cui parte il conteggio.E comunque, se non riusciamo a liberare nemmeno Deledda e Pirandello che speranze abbiamo di liberare i prossimi?
      • Anonimo scrive:
        Re: io voglio kafka, orwell, gibbson...
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        ...e altri grandi della letteratura.

        me li dovrò scaricare quando sarò vecchio o c'è

        qualche possibilità?

        Queste opere essendo non Italiane godono di un
        periodo di diritti extra di 5 snni dovuti ai
        vincitori della seconda guerra poi bisogna vedere
        uno per uno la data in cui sono deceduti da cui
        parte il
        conteggio.

        E comunque, se non riusciamo a liberare nemmeno
        Deledda e Pirandello che speranze abbiamo di
        liberare i
        prossimi?nessuno!:'(:'(:'(:'(:'(:'(:'(f*ck you, siae! :@ :@ :@
    • Anonimo scrive:
      Re: io voglio kafka, orwell, gibbson...
      - Scritto da:
      ...e altri grandi della letteratura.
      me li dovrò scaricare quando sarò vecchio o c'è
      qualche
      possibilità?

      :'( :@Pirandello è un grande della letteratura, appunto! :D
    • Anonimo scrive:
      Re: io voglio kafka, orwell, gibbson...
      - Scritto da:
      ...e altri grandi della letteratura.
      me li dovrò scaricare quando sarò vecchio o c'è
      qualche
      possibilità?

      :'( :@Vuoi leggere gratis? Esistono le biblioteche. Dov'è il problema?Che fai, te li stampi da solo e poi vai a spendere (fra inchiostro e carta) la stessa cifra di un libro stampato seriamente?
    • Anonimo scrive:
      Re: io voglio kafka, orwell, gibbson...
      - Scritto da:
      ...e altri grandi della letteratura.
      me li dovrò scaricare quando sarò vecchio o c'è
      qualche
      possibilità?

      :'( :@per kafka ci sono le biblioteche: gratis.per orwell con buona probabilità almeno le cose essenziali le troviper Gibson... dipende: intendi wiliam gibson?comunque li trovi nel p2p; esiste anche tutta la bibliografia di asimov: ma vuoi mettere con il libro vero? il volume in carta vero! :)certo, salvare la sorgente è meglio: un giorno potranno essere stampati nuovamente :)orwell lo trovi anche sul web legalmente, originale.uno dei problemi grossi è che chi seleziona in biblioteca ha discrezionalità completa: possono decidere che i volumi Urania o Fanucci o i gialli mondadori NON SONO CULTURA e quindi addio fantascienza e polizieschi: cancellati, se non trovi gli originali.
  • aboleth scrive:
    Re: Che senso ha?
    Rimanendo fuori della questione particolare, e posto che alla prima fruizione il contatto con il libro ha un valore del tutto diverso, a mio parere ci sono almeno tre argomenti a favore:1)E' vero che il cartaceo e' molto meglio. E' anche vero che a breve (non cosi' breve probabilmente) cominceranno ad essere comuni i dispositivi e-paper, e a quel punto si potra' effettivamente parlare di una possibilita' di scelta tra lo sprecare risme di carta e l'utilizzo di pochi spiccioli di batteria...2)Un libro online non deve necessariamente ricoprire la funzione della sua controparte cartacea, anzi: proprio perche' non stampato, da' la possibilita' a chi l'ha gia' letto di utilizzarlo per le proprie ricerche o per citarne parti. Piu' simile alla consultazione di un'enciclopedia, per dire. Ma forse siamo ancora troppo legati all'equazione "distribuito online = spesa evitata"3)Infine, esistono molti casi di libri ormai fuori catalogo e non ristampati perche' troooooppo costoso imbarcarsi in una nuova pubblicazione. Mi viene giusto in mente un libro di Rodari che cercavo ultimamente e che mi hanno detto estremamente difficile da trovare...perche' non rendere disponibili online questi titoli dimenticati?
    • scribble scrive:
      Re: Che senso ha?
      - Scritto da: aboleth
      Rimanendo fuori della questione particolare, e
      posto che alla prima fruizione il contatto con il
      libro ha un valore del tutto diverso, a mio
      parere ci sono almeno tre argomenti a
      favore:

      1)
      E' vero che il cartaceo e' molto meglio. E' anche
      vero che a breve (non cosi' breve probabilmente)
      cominceranno ad essere comuni i dispositivi
      e-paper, e a quel punto si potra' effettivamente
      parlare di una possibilita' di scelta tra lo
      sprecare risme di carta e l'utilizzo di pochi
      spiccioli di
      batteria...
      Aspetto con gran curiosità, ma per ora...
      2)
      Un libro online non deve necessariamente
      ricoprire la funzione della sua controparte
      cartacea, anzi: proprio perche' non stampato, da'
      la possibilita' a chi l'ha gia' letto di
      utilizzarlo per le proprie ricerche o per citarne
      parti. Piu' simile alla consultazione di
      un'enciclopedia, per dire. Ma forse siamo ancora
      troppo legati all'equazione "distribuito online =
      spesa
      evitata"
      Questo è sicuramente vero, non ci avevo pensato.
      3)
      Infine, esistono molti casi di libri ormai fuori
      catalogo e non ristampati perche' troooooppo
      costoso imbarcarsi in una nuova pubblicazione. Mi
      viene giusto in mente un libro di Rodari che
      cercavo ultimamente e che mi hanno detto
      estremamente difficile da trovare...perche' non
      rendere disponibili online questi titoli
      dimenticati?
      Qui il discorso si farebbe lungo, provo ad abbreviarlo: una bella resettata a tutte le case editrici della penisola italiana dovrebbe essere fatta per legge.
  • jcoltrane scrive:
    Re: Che senso ha?
    Leggere un librro elettronico dal monitor di un PC può risultare non agevole, ma la cosa è diversa da un palmare. Leggo abitualmente libri scaricati da LiberLiber o Project Gutemberg con un Pocket PC e ti assicuro che la cosa è fattibilissima, soprattutto convertendo i libri nel formato Mobipocket (il software per farlo e quello per leggerli è gratis). Senza contare poi che stanno uscendo nuovi lettori ebook che usano la tecnologia e-ink.Pensa il vantaggio di portarti in vcanza una biblioteca intera in un oggetto poco più grande di un cellulare (che poi mobipocket si installa anche sui cellulari con Symbian)- Scritto da: scribble
    A mio modestissimo parere chi legge tanto non può
    leggere un libro in formato elettronico. Io ci ho
    provato col bellissimo servizio
    http://www.dailylit.com/ che ti spedisce le opere
    in pezzi via mail e te ne leggi un pezzettino al
    giorno. Molto comodo, per esempio, per le poesie,
    ma per i romanzi alla fine mi rompo e mi leggo il
    cartaceo.
    Posto questo, chi dovesse scaricarsi un libro da
    internet se lo stamperebbe per leggerlo. E si
    troverebbe in mano una risma di fogli non
    rilegati. Allora prendi e vai a rilegarli e
    finalmente hai qualcosa che può sembrare un
    libro. Ma hai perso tempo e
    soldi.
    • scribble scrive:
      Re: Che senso ha?
      - Scritto da: jcoltrane
      Leggere un librro elettronico dal monitor di un
      PC può risultare non agevole, ma la cosa è
      diversa da un palmare. Leggo abitualmente libri
      scaricati da LiberLiber o Project Gutemberg con
      un Pocket PC e ti assicuro che la cosa è
      fattibilissima, soprattutto convertendo i libri
      nel formato Mobipocket (il software per farlo e
      quello per leggerli è gratis). Senza contare poi
      che stanno uscendo nuovi lettori ebook che usano
      la tecnologia
      e-ink.
      Pensa il vantaggio di portarti in vcanza una
      biblioteca intera in un oggetto poco più grande
      di un cellulare (che poi mobipocket si installa
      anche sui cellulari con
      Symbian)
      L'età, maledettissima età... io a leggere un libro in un palmare mi ci cavo gli occhi, faccio fatica coi libri tascabili :'(Però sul portarli in viaggio avete ragione: io vivo in viaggio (nel senso che non ho una casa) e, per esempio, mi sono dovuto portare dall'Italia qui a Durban qualcosa come 40 kg di libri. E' vero che paga l'azienda, ma è stata una bella scarpinata su per le scale.Quindi appena mi inventano un palmare col monitor che si srotola ci penso ;)
      • gerry scrive:
        Re: Che senso ha?
        - Scritto da: scribble
        L'età, maledettissima età... io a leggere un
        libro in un palmare mi ci cavo gli occhi, faccio
        fatica coi libri tascabili
        :'(Beh, la tecnologia è continua evoluzione, i reader possono solo migliorare.E anche se non fosse per questo, rimane sempre il fatto che al primo gennaio 2007 chiunque potrà stampare Pirandello senza pagare i diritti, per cui anche sul cartaceo i costi si abbasseranno.
        • scribble scrive:
          Re: Che senso ha?
          - Scritto da: gerry

          - Scritto da: scribble


          L'età, maledettissima età... io a leggere un

          libro in un palmare mi ci cavo gli occhi, faccio

          fatica coi libri tascabili

          :'(

          Beh, la tecnologia è continua evoluzione, i
          reader possono solo
          migliorare.

          E anche se non fosse per questo, rimane sempre il
          fatto che al primo gennaio 2007 chiunque potrà
          stampare Pirandello senza pagare i diritti, per
          cui anche sul cartaceo i costi si
          abbasseranno.Questo è vero, ma non ha niente a che fare con l'iniziativa del "partito dei pirati". E poi, suvvia, 6 euro, 6 euro! Ma è questo il problema?
          • aenigma scrive:
            Re: Che senso ha?
            - Scritto da: scribble

            - Scritto da: gerry



            - Scritto da: scribble




            L'età, maledettissima età... io a leggere un


            libro in un palmare mi ci cavo gli occhi,
            faccio


            fatica coi libri tascabili


            :'(



            Beh, la tecnologia è continua evoluzione, i

            reader possono solo

            migliorare.



            E anche se non fosse per questo, rimane sempre
            il

            fatto che al primo gennaio 2007 chiunque potrà

            stampare Pirandello senza pagare i diritti, per

            cui anche sul cartaceo i costi si

            abbasseranno.

            Questo è vero, ma non ha niente a che fare con
            l'iniziativa del "partito dei pirati". E poi,
            suvvia, 6 euro, 6 euro! Ma è questo il
            problema?6 Euro... mmm io leggo 12.000 Lire....
          • Anonimo scrive:
            Re: Che senso ha?
            Che potrebbero essere 3 euro senza il copyright, quindi 2 libri al posto di uno.E la conoscenza si diffonde ^^
          • Anonimo scrive:
            Re: Che senso ha?
            Oppure cercarlo ai mercatini dei libri usati, etc.
    • Anonimo scrive:
      Re: Che senso ha?
      - Scritto da: jcoltrane
      Leggere un librro elettronico dal monitor di un
      PC può risultare non agevole, ma la cosa è
      diversa da un palmare. Leggo abitualmente libri
      scaricati da LiberLiber o Project Gutemberg con
      un Pocket PC e ti assicuro che la cosa è
      fattibilissima, soprattutto convertendo i libri
      nel formato Mobipocket (il software per farlo e
      quello per leggerli è gratis). Senza contare poi
      che stanno uscendo nuovi lettori ebook che usano
      la tecnologia
      e-ink.
      Pensa il vantaggio di portarti in vcanza una
      biblioteca intera in un oggetto poco più grande
      di un cellulare (che poi mobipocket si installa
      anche sui cellulari con
      Symbian)
      Per carità! Già mi viene il mal di testa se devo leggere due SMS di seguito sul 6680, figurarsi leggersi Guerra e Pace a schermate da 80 caratteri, o qualcosa di simile, alla volta. Vediamo cosa sarà in grado di fare l'e-ink su superfici, però, più ampie (almeno da libro tascabile)... e l'ipertestualità dovrà sopperire alla mancato piacere di poter sfogliare qualcosa di tangibile. Onestamente, però, tutto ciò mi fa pensare al confronto tra sesso propriamente detto e masturbazione (Si può dire in TV?).
      • jcoltrane scrive:
        Re: Che senso ha?
        - Scritto da:
        Per carità! Già mi viene il mal di testa se devo
        leggere due SMS di seguito sul 6680, figurarsi
        leggersi Guerra e Pace a schermate da 80
        caratteri, o qualcosa di simile, alla volta.Be io sto leggendo "I Miserabili" Sul Pocket PC:-) I caratteri si possono ingrandire.
        di tangibile. Onestamente, però, tutto ciò mi fa
        pensare al confronto tra sesso propriamente detto
        e masturbazione (Si può dire in
        TV?).Manco per niente! Alla fine il godimento provocato dalla lettura rimane esattamente lo stesso sia che le pagine siano di carta o lo schermo di un palmare, sono i mezzi che cambiano ma il fine rimane lo stesso. Basti pensare che ancora ci sono i nostalgici che credono che il vinile si senta meglio del CD.
  • Anonimo scrive:
    Re: Che senso ha?
    In realtà il senso c'è: a parte la questione di principio comunque c'è tanta gente che usa palmari ed altri dispositivi simili per leggere libri (tra cui anche io): certo il cartaceo ha sicuramente altro fascino, ma portarsi dietro grossi (o numerosi) volumi in viaggio o anche solo in treno/metropolitana mentre si va al lavoro o a scuola è decisamente scomodo, d'altro canto se ti cade un libro lo raccogli...se ti cade il palmare...:'(Anche se gli e-book hanno sicuramente avuto meno successo degli mp3 comunque non li considererei irrilevanti!Ciao!
  • Anonimo scrive:
    buffoni
    ma sti qua del partito pirata almeno hanno letto qualche libro? :o
    • THe_ZiPMaN scrive:
      Re: buffoni
      - Scritto da:
      ma sti qua del partito pirata almeno hanno letto
      qualche libro? Potresti spiegare l'attinenza di questo commento con l'articolo?
      • Anonimo scrive:
        Re: buffoni
        - Scritto da: THe_ZiPMaN

        - Scritto da:

        ma sti qua del partito pirata almeno hanno letto

        qualche libro?

        Potresti spiegare l'attinenza di questo commento
        con
        l'articolo?sono un (troll) non si vede? :o
        • Anonimo scrive:
          Re: buffoni
          - Scritto da:

          - Scritto da: THe_ZiPMaN



          - Scritto da:


          ma sti qua del partito pirata almeno hanno
          letto


          qualche libro?



          Potresti spiegare l'attinenza di questo commento

          con

          l'articolo?

          sono un (troll) non si vede? :oehm... no :
    • Anonimo scrive:
      Re: buffoni
      che gratuità ignara
    • Anonimo scrive:
      Re: buffoni
      A parte il troll, sei pure un imbecille disinformato, in quel partito c'è gente con laurea e specializzazione, tu.......
  • Anonimo scrive:
    liberliber
    Mi pare che su liberliber siano presenti da tempo.
    • Teldon scrive:
      Re: liberliber
      LINK?
      • Anonimo scrive:
        Re: liberliber
        - Scritto da: Teldon
        LINK?google: liberliber pirandellohttp://www.liberliber.it/biblioteca/p/pirandello/index.htm
    • Anonimo scrive:
      Re: liberliber
      evidentemente quelli di liberliber se ne fregano dei diritti di autore.Cmq l'argomento dell'articolo era sui diritti d'autore non sul libro di/senza carta.larabo
      • Anonimo scrive:
        Re: liberliber
        - Scritto da:
        evidentemente quelli di liberliber se ne fregano
        dei diritti di autore.No, non se ne fregano. Infatti i libri di Pirandello e della Deledda sono disponibili, ma si possono solo leggere privatamente - non si possono stampare, citare, adattare, vendere ecc.mentre dei libri nel "pubblico dominio" si possono usare come si vuole.
        • Anonimo scrive:
          Re: liberliber
          - Scritto da:
          ma
          si possono solo leggere privatamente - non si
          possono stampare, citare, adattare, vendere
          ecc..Ah quindi è questa la questione. Però penso che almeno il diritto alla citazione esista per tutti i testi, nuovi e non (magari sbaglio).Comunque questi diritti eterni soffocano, lo stato dovrebbe intervenire.
          • gerry scrive:
            Re: liberliber
            - Scritto da:
            Ah quindi è questa la questione. Però penso che
            almeno il diritto alla citazione esista per tutti
            i testi, nuovi e non (magari
            sbaglio).Esistono, purchè non provochino danno economico all'opera originale.
      • lorenzaccio scrive:
        Re: liberliber
        Faccio parte del gruppo di Liberliber, e ti assicuro che, anche se giudicato troppo ristrettivo (70 anni dalla morte dell'autore sono tanti, troppi) tuttavia il diritto d'autore viene rispettato scrupolosamente. Se c'è qualche testo sotto diritti vuol dire che è stato richiesto il permesso ai detentori dei diritti stessi.ciaolorenzaccio
        • Anonimo scrive:
          Re: liberliber
          - Scritto da: lorenzaccio
          Faccio parte del gruppo di Liberliber, e ti
          assicuro che, anche se giudicato troppo
          ristrettivo (70 anni dalla morte dell'autore sono
          tanti, troppi) tuttavia il diritto d'autore viene
          rispettato scrupolosamente. Se c'è qualche testo
          sotto diritti vuol dire che è stato richiesto il
          permesso ai detentori dei diritti
          stessi.
          ciao
          lorenzacciofico!chi detiene i diritti per Pirandello, attualmente?
    • Anonimo scrive:
      Re: liberliber
      - Scritto da:
      Mi pare che su liberliber siano presenti da tempo.e wikisource?ma perchè disperdere in mille posti tutto... ?
      • Anonimo scrive:
        Re: liberliber
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Mi pare che su liberliber siano presenti da
        tempo.

        e wikisource?

        ma perchè disperdere in mille posti tutto... ?Non lo so perché, comunque quelli di liberliber sono stati i primi. Sarà una decina d'anni che stanno lì.
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