MacBook e tastiere difettose: class action approvata

Un giudice ha assegnato lo status di class action alle denunce presentate dagli utenti contro Apple per i difetti della Butterfly Keyboard dei MacBook.
Un giudice ha assegnato lo status di class action alle denunce presentate dagli utenti contro Apple per i difetti della Butterfly Keyboard dei MacBook.

A distanza di circa tre anni dalle denunce presentate da diversi utenti, il giudice Edward Davila ha certificato come class action le cause intentate contro Apple in sette stati (California, New York, Florida, Illinois, New Jersey, Washington e Michigan) per i famosi difetti della tastiera “butterfly”. L’azienda di Cupertino ha risolto il problema solo nel 2019 con l’introduzione del nuovo MacBook Pro da 16 pollici.

Class action contro Apple per le tastiere difettose

La vicenda ha origine nel 2015, quando Apple annunciò il MacBook da 12 pollici con la nuova “Butterfly Keyboard“, utilizzata successivamente anche nei MacBook Pro e MacBook Air. L’intenzione dell’azienda di Cupertino era quella di ridurre lo spessore nel notebook, ma diversi utenti hanno scoperto che i tasti non funzionavano più a causa della polvere accumulata sotto gli switch a farfalla.

Apple ha cercato di porre rimedio aggiornando il design e offrendo la riparazione in garanzia. Il tentativo è fallito perché anche la tastiera sostitutiva aveva lo stesso design e quindi lo stesso difetto. L’azienda di Cupertino ha quindi deciso di abbandonare la Butterfly Keyboard nel 2019, quando è stato annunciato il MacBook Pro da 16 pollici con Scissor Keyboard.

Il meccanismo Butterfly delle tastiere presenti nei MacBook a confronto con quello Scissor più tradizionale

Nella class action si legge che Apple sapeva del difetto da diversi anni e che le modifiche al design non hanno risolto il problema. Per questo motivo ha violato diverse leggi in vigore nei vari stati. Questi sono i modelli interessati: MacBook (2015, 2016 e 2017), MacBook Pro (2016, 2017, 2018 e 2019) e MacBook Air (2018 e 2019). Lo studio legale che difende i consumatori non ha chiesto l’estensione nazionale della class action, ma ha inviato gli utenti a partecipare ad un sondaggio.

Fonte: The Verge
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22 03 2021
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