MacOS X slitta. A febbraio

Sembrano confermate le voci dell'ultimo periodo secondo cui il lancio di MacOS X slitterebbe alla fine di febbraio. Questi continui ritardi cominciano a gravare sul bilancio di Apple, che tuttavia si prepara al grande rilancio


Web – Secondo quanto riportato ieri da Ziff-Davis il lancio commerciale di MacOS X non avverrà, come molti ormai si aspettavano, né in occasione del Macworld Expo di San Francisco né durante la Worldwide Developers Conference di San Jose. Citando come fonte anonima un senior officer di Apple, ZD informa che la fatidica data del debutto di MacOS X sarà invece il 24 febbraio, ultimo giorno del Macworld Expo di Tokyo.

Non è ancora chiaro, comunque, se il lancio del MacOS X sarà in qualche modo legato all’evento giapponese: quel che sembra certo è che l’annuncio ufficiale verrà dato durante la manifestazione di San Francisco, il 9 gennaio, occasione in cui Steve Jobs divulgherà anche la data ufficiale del rilascio.

Dal canto suo Apple non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ed in passato si è limitata ad indicare, come periodo del lancio, l’inizio del 2001.

ZD ha anche riportato che Apple sperava di far coincidere il rilascio del suo nuovo sistema operativo con il Macworld Expo di San Francisco, ma questo non le sarà possibile per la durata richiesta dallo stadio di ottimizzazione e test finale del prodotto. L’anonima fonte sostiene anche che entro 12 mesi dal lancio di MacOS X 1.0 Apple rilascerà un aggiornamento, il cui nome in codice è Orient, che potrebbe essere qualcosa in più di un semplice service pack e portare il numero di versione dell’OS a 1.5.


Nel 1998 Apple, aggiornando la sua tabellina di marcia, posizionò l’uscita di MacOS X a metà del 2000. Il ritardo accumulato da questo sistema operativo, rispetto alle stime iniziali, inizia dunque a farsi importante, soprattutto per quanto riguarda l’impatto sulle vendite dell’ hardware.

Proprio un paio di giorni fa l’azienda di Steve Jobs ha preannunciato un trimestre in rosso, il primo da due anni a questa parte, con una perdita che potrebbe aggirarsi fra i 200 e i 250 milioni di dollari. I vertici dell’azienda sostengono che la causa principale del calo delle vendite è legato proprio alla grande aspettativa che grava attorno al nuovo sistema operativo.

Jobs ha spiegato che sono molti gli utenti che hanno intenzione di attendere l’uscita di MacOS X prima di acquistare un nuovo Mac: il timore infatti che il nuovo OS possa non girare sugli attuali sistemi è forte, e questo nonostante da tempo Apple vada assicurando che MacOS X è perfettamente compatibile con tutti i Power Mac G3 e G4 attualmente in commercio.

Il ritardo di MacOS sta dunque pesando sulle finanze di Apple, la quale non può d’altronde permettersi errori: questa storica firma sa benissimo che non può in alcun modo deludere i suoi esigenti supporter, disposti a spendere qualcosa in più per ottenere un prodotto di qualità. Pertanto, sostengono gli stessi vertici dell’azienda, ben venga qualche mese di ritardo se questo servirà a rendere MacOS X un sistema operativo più stabile e veloce.

La transizione verso il nuovo sistema operativo non sarà certo immediata: Apple parla di un periodo di circa un anno, periodo nel quale dovranno necessariamente crescere le applicazioni native, che al momento del lancio saranno davvero pochissime. Fino ad allora gli utenti del MacOS potranno avvalersi della cosiddetta “Blue Box”, un ambiente in grado di far girare tutte le vecchie applicazioni, comprese quelle scritte per l’imminente MacOS 9.1.

Apple nel frattempo si prepara a rinforzare la sua offerta di Power Mac con modelli più potenti ( Xtrem parla addirittura di modelli a 1,2 GHz), con drive DVD e CD-RW integrati e, in futuro, DVD-RW capaci di registrare sia DVD che CD. Il tutto acquistabile, a breve, direttamente attraverso gli e-store di Apple.

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