Seconda sconfitta per Meta in New Mexico. Il giudice Bryan Biedscheid del tribunale di Santa Fe ha ordinato il pagamento di altri 567 milioni di dollari per disturbo alla quiete pubblica. È l’esito della seconda fase del processo relativo alla mancata protezione dei minori che usano Facebook, Instagram e WhatsApp. L’azienda di Menlo Park ha comunicato che presenterà appello.
Risarcimento totale di 942 milioni di dollari
Lo Stato del New Mexico ha denunciato Meta a dicembre 2025, in quanto non ha adeguatamente protetto i minori e ingannato i consumatori sulla sicurezza delle sue piattaforme. Al termine della prima fase del processo, il giudice ha accertato 75.000 violazioni della legge statale Unfair Practices Act e ordinato il pagamento di 375 milioni di dollari come risarcimento.
Durante le udienze relative alla seconda fase del processo, il Procuratore del New Mexico (Raúl Torrez) aveva chiesto un risarcimento aggiuntivo di 3,7 miliardi di dollari per disturbo alla quiete pubblica. Il giudice ha respinto gli argomenti di Meta, tra cui la non responsabilità per i contenuti pubblicati dagli utenti. Ha quindi confermato l’accusa e ordinato di pagare altri 567 milioni di dollari. Devono essere versati in un fondo per la prevenzione e il trattamento dei problemi di salute mentale dei giovani.
Il portavoce Andy Stone ha dichiarato:
Non siamo d’accordo con la sentenza e presenteremo ricorso. Ci impegniamo a fondo per garantire la sicurezza degli utenti sulle nostre piattaforme e siamo sempre stati trasparenti riguardo alle difficoltà nell’identificare e rimuovere utenti malintenzionati e contenuti dannosi. Rimaniamo fiduciosi nel nostro operato in materia di protezione dei minori online e continueremo a difenderci dalle accuse che travisano i fatti.
Questo è invece il commento del Procuratore del New Mexico:
Questo caso è sempre stato incentrato sulla protezione dei ragazzi, sulla difesa delle famiglie e sulla garanzia che una delle più grandi aziende tecnologiche al mondo non possa trarre profitto impunemente da pratiche che mettono in pericolo i giovani. La decisione odierna è una vittoria per ogni genitore che si è preoccupato di ciò che i social media stanno facendo ai propri figli e per ogni bambino che merita di crescere in un ambiente online più sicuro.
Meta deve anche implementare diverse misure correttive, tra cui la verifica dell’età per impedire l’accesso a Facebook e Instagram ai minori di 13 anni rispettando la privacy (gli account già creati devono essere eliminati). Deve inoltre aggiungere restrizioni agli account dei minorenni per evitare contatti con gli adulti.
Meta deve inoltre impedire conversazioni romantiche o sessualizzate con i chatbot, limitare l’uso dei social media a 90 ore/mese, eliminare le notifiche push e nascondere il conteggio dei like per gli account dei minorenni. Il giudice ha invece respinto altre richieste del Procuratore, ovvero eliminazione della crittografia end-to-end e disattivazione di alcune funzionalità che creano dipendenza (algoritmo dei suggerimenti, scrolling infinito e autoplay).