Almeno in linea teorica, l’accesso a Polymarket dovrebbe essere impedito già da tempo dall’Italia, in conseguenza al suo inserimento nell’elenco dei siti di gioco non autorizzati nel nostro Paese. La realtà dei fatti è però un’altra: basta digitare l’URL nel browser o cercarlo su Google per accedere. A questo punto non è chiaro se il ban arriverà mai a concretizzarsi, ma ora sappiamo che i suoi gestori stanno provando in tutti i modi a restare operativi in Europa.
Prediction market: cos’è davvero Polymarket?
Il Financial Times ha pubblicato un articolo in cui descrive un’attività di lobbying in corso e rivolta a istituzioni e autorità di tutto il Vecchio Continente, comprese quelle del Regno Unito. L’obiettivo sarebbe spingerle a considerare il portale al pari di un servizio finanziario, non una piattaforma di scommesse. Eppure, la definizione stessa di prediction market lo avvicina molto di più a questa seconda categoria ed è sufficiente aprire una pagina qualsiasi per trovarsi di fronte alla possibilità di piazzare una puntata, ad esempio sulla durata della tregua nella guerra tra USA e Iran.

La fonte riporta di colloqui già intrattenuti con esponenti della Commissione europea e dell’ESMA (Autorità europea per gli strumenti finanziari e i mercati), chiedendo che il sito sia sottoposto alla direttiva MiFID (Markets in Financial Instruments Directive). Lo stesso vale per il meeting con la FCA (Financial Conduct Authority) britannica.
Abbiamo iniziato a scrivere di Pokymarket su queste pagine in tempi non sospetti. Tra le questioni per le quali negli ultimi mesi è finita al centro dell’attenzione ci sono pratiche promozionali poco trasparenti messe in campo con i creator e l’improvvisa interruzione della collaborazione con la Lazio. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è intervenuta per disporre anche il blocco di Kalshi, un altro prediction market. E, in modo del tutto simile, risulta ancora accessibile senza alcuna limitazione tangibile.