Bella l’idea del libero accesso alle informazioni, i principi di trasparenza e di conoscenza condivisa. Sì, ma c’è un limite a tutto. Ci sono segreti che è meglio continuare a custodire gelosamente, celati per tradizione, verrebbe quasi da dire volutamente occultati, perché continuino a essere preservati e tramandati solo a chi ne è degno. Non stiamo parlando di logge né di documenti riservati, ma delle indicazioni di dove trovare i funghi.
A chi non piace il sito che aiuta a trovare i funghi
Stéphane Monnot e Jordan Monnot sono ragazzi francesi che condividono la stessa passione, la micofilia, e che hanno pensato bene di dar vita al progetto Cacciatori di funghi. Basta accedere al sito per capire di cosa si tratta. La homepage recita Trova i tuoi prossimi posti per i funghi
, sotto c’è un campo che invita a scegliere la propria regione, poi compare una mappa. Indovinate un po’ cosa potrebbe mai essere andato storto.
Dopo aver lanciato il progetto in patria, in Spagna, Svizzera, Austria e Germania, tre anni fa i due hanno deciso di approdare anche in Italia. E qui l’accoglienza non è stata delle più calorose, almeno non in senso stretto. Così racconta uno dei creatori in un’intervista rilasciata a Open, dicendo di aver addirittura ricevuto delle minacce.
Ci sono due tipi di persone in Italia: quelle entusiaste per il mio progetto e quelle che mi insultano […] Mi insultano per dire che denunceranno alle autorità il mio progetto e che non dovremmo condividere queste informazioni così facilmente.

Per completezza d’informazione, va detto che il servizio è gratuito solo in parte. Dà libero accesso alle mappe con le segnalazioni di specie come l’amanita muscaria e l’amanita falloide, velenose. Chi vuol trovare porcini e finferli da portare in tavola deve invece mettere mano al portafoglio e acquistare un pass, con rinnovo mensile (28 euro di iscrizione, poi 5 euro al mese) o annuale (48 euro per un anno).