Marchi, Intel contro Intell

Una elle di differenza non basta ad una piccola società di Sacramento per evitare la querela. Il chipmaker dovrà ora dimostrare che Intell infrange il proprio marchio anche se opera in un differente mercato
Una elle di differenza non basta ad una piccola società di Sacramento per evitare la querela. Il chipmaker dovrà ora dimostrare che Intell infrange il proprio marchio anche se opera in un differente mercato


Santa Clara (USA) – A Intel proprio non va giù che un’altra società, per giunta californiana anch’essa, abbia un nome che differisca dal proprio per una soa “l” finale in più. Questa sorta di complesso della “doppia elle” ha spinto il gigante dei chip a denunciare Intell Detection Systems (IDS) accusandola di violare il proprio marchio.

Secondo quanto riportato da The Inquirer , Intel teme che la sua “quasi omonima” possa indebolire il proprio trademark e generare confusione tra gli utenti. Da sottolineare che IDS non opera nel campo dei chip, ma si occupa dell’installazione di dispositivi di sicurezza e sistemi di allarme presso edifici residenziali e commerciali.

E’ curioso notare come nei documenti presentati presso il tribunale, Intel fornisca un dettagliato elenco delle tipologie di prodotti che, al di fuori del mercato hi-tech, utilizzano il suo marchio. A quanto pare il famoso logo dell’azienda viene cucito o stampato ogni giorno su borselli, valigie, zaini, sacche da mare, magliette, cravatte, giacche, giochi per bambini, bambole, ornamenti natalizi, ombrelli e portachiavi… e la lista sarebbe ancora lunga. Tra questa moltitudine di articoli non figurano tuttavia i sistemi d’allarme.

La causa Intel contro Intell richiama alla memoria quella tra Microsoft e Lindows , anche se in quel caso le contendenti operavano nello stesso segmento di mercato.

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27 11 2005
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