Mastercard spiega l'uscita dal progetto Libra

Ajay Banga, CEO di Mastercard, sulle ragioni che hanno spinto il gruppo ad abbandonare l'iniziativa Libra proposta lo scorso anno da Facebook.
Ajay Banga, CEO di Mastercard, sulle ragioni che hanno spinto il gruppo ad abbandonare l'iniziativa Libra proposta lo scorso anno da Facebook.

Il colosso delle carte di credito è tra le realtà che in un primo momento hanno appoggiato e sostenuto con entusiasmo l’iniziativa Libra proposta lo scorso anno da Facebook, scegliendo poi di fare un passo indietro quando il progetto ha incontrato una serie di difficoltà dal punto di vista burocratico e legislativo. A spiegare come è andata e quali sono state le ragioni dell’abbandono da parte di Mastercard è ora il CEO Ajay Banga con un’intervista pubblicata sulle pagine del Financial Times.

Libra: le perplessità di Mastercard secondo il CEO

Le motivazioni vanno cercate anzitutto in una scarsa chiarezza a proposito del modello di business. Banga e i suoi collaboratori non hanno poi gradito che una criptovaluta nata con l’obiettivo dichiarato di sostenere e innovare l’economia (soprattutto nei paesi emergenti) sia stata fin da subito legata a doppio filo alla gestione dei fondi mediante un portafogli controllato da Calibra, una sussidiaria del social network.

Quando non capisci come viene generato il denaro significa che lo si fa in modi che non ti piacciono.

Ad aver pesato sulla decisione inoltre una non completa chiarezza in merito alle modalità attraverso le quali Facebook ha intenzione di rendere tutto quanto concerne Libra pienamente conforme alle normative in vigore a livello globale per quanto riguarda la lotta al riciclaggio e il trattamento dei dati personali.

Mastercard non è l’unica realtà ad aver abbandonato l’idea di sostenere l’iniziativa. Hanno fatto altrettanto Booking, PayPal, eBay, Visa, Stripe, Mercado Pago e di recente Vodafone. Il numero dei 28 membri fondatori si è fortemente ridotto e la roadmap del progetto (con il lancio inizialmente previsto entro la metà di quest’anno) potrebbe essere stata rivista. Dal canto suo Facebook dichiara che molte altre realtà sono pronte a fare il loro ingresso nella Association.

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