McNealy: Microsoft potrebbe alterare XML

Il boss di Sun teme che Microsoft possa corrompere XML con implementazioni proprietarie. Secondo McNealy non ci si può fidare di Microsoft. Perché - afferma - ha già tentato di fare la stessa cosa con Java
Il boss di Sun teme che Microsoft possa corrompere XML con implementazioni proprietarie. Secondo McNealy non ci si può fidare di Microsoft. Perché - afferma - ha già tentato di fare la stessa cosa con Java


San Francisco (USA) – Durante il discorso d’apertura tenuto presso la conferenza per sviluppatori JavaOne, Scott McNealy, CEO di Sun, ha colto l’occasione per punzecchiare la sua avversaria di sempre, Microsoft.
In particolare, McNealy si è detto preoccupato dalla possibilità che Microsoft possa “alterare” lo sviluppo di XML creando, sotto Windows, estensioni o implementazioni proprietarie.

XML, al pari dell’HTML, è un meta linguaggio standard promosso dal W3C che si trova ormai alla base delle principali piattaforme per i Web service, inclusa MS.NET.

“Vogliamo essere in grado di proteggere le interfacce volute dagli organismi di standardizzazione e che rischiano di essere distorte (da Microsoft, NdR)? Stiamo attenti alle API piratesche di un grande monopolista. Quando ti offrono tool gratuiti di sviluppo non abboccare se non si tratta di standard aperti”.

“Scusatemi se sono scettico sull’approccio di Microsoft – ha poi commentato McNealy – ma loro erano obbligati per contratto a mantenere la compatibilità con Java, e non lo hanno fatto. Quale tipo di impegno possono ora garantire a chiunque su XML? Chi ci dice che non faranno con XML quello che hanno fatto con Java?”.

McNealy si riferisce al noto caso legale che qualche anno fa costrinse Microsoft a pagare a Sun 20 milioni di dollari per aver rilasciato implementazioni di Java non compatibili con lo standard. Proprio di recente Sun ha presentato un’altra denuncia contro Microsoft per come questa avrebbe gestito Java, una denuncia in cui chiede, fra le altre cose, che il big di Redmond venga costretta a distribuire Java insieme a Windows XP e Internet Explorer e renda pubblico il codice sorgente di quest’ultimo.

Durante il suo keynote, McNealy ha poi puntato il dito sulla diffusa pratica, da parte degli operatori del Web, di rendere i loro siti compatibili esclusivamente con Internet Explorer: una situazione che, secondo il boss di Sun, pone una seria minaccia per tutto il futuro del Web.

Appellandosi alle centinaia di sviluppatori intervenuti a JavaOne, McNealy ha loro raccomandato di accertarsi sempre che le proprie applicazioni server-side siano compatibili con ogni browser e rispettino gli standard aperti.

“Vent’anni fa – ha poi concluso McNealy – c’erano centinaia e centinaia di comunità di sviluppatori. Ogni architettura binaria ed ogni microprocessore ne aveva una. Ora siamo arrivati ad averne solo due: quella Java e quella MS.NET. Abbiamo bisogno che tutti voi siate nostri discepoli. Non voglio lasciare i miei figli in un mondo di control-alt-delete e MSN”.

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28 03 2002
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