A fine 2025, IDC aveva avvisato che i prezzi degli smartphone aumenteranno nel corso del 2026. I dati pubblicati dalla società di analisi confermano il calo delle spedizioni nel primo trimestre 2026 dovuti principalmente alla scarsa disponibilità di RAM, alla quale si aggiungono le conseguenze della guerra in Medio Oriente.
Samsung e Apple reggono il colpo, crollo Xiaomi
Secondo IDC, nei primi tre mesi del 2026 sono state spediti circa 289,7 milioni di smartphone, ovvero il 4,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta del primo risultato negativo dopo 10 trimestri di crescita consecutivi a partire da metà 2023. La causa principale è dovuta al cosiddetto RAMmageddon. La bassa produzione di memoria integrata nei dispositivi consumer per fare posto a quella usata nei data center per l’addestramento dei modelli AI ha comportato un aumento dei costi e quindi dei prezzi finali (fino al 50% in alcuni mercati).
A questo si aggiungono le conseguenze della guerra in Medio Oriente. Le navi non possono attraversare lo stretto di Hormuz, quindi viene ridotta la fornitura dei componenti elettronici. Ci sono inoltre aumenti per i prezzi dell’energia. I produttori hanno cercato soluzioni, come la riduzione delle spese di marketing, ma con scarso successo.
Nella top 5 mondiale spiccano però i dati positivi di Samsung (+3,6%) e Apple (+3,3%). Le due aziende puntano soprattutto alla fascia alta del mercato e hanno una maggiore influenza sui fornitori di memorie. In pratica hanno una “prelazione” e si accaparrano grandi quantità di RAM.
Il dato peggiore è quello registrato da Xiaomi (-19,1%) che mantiene il terzo posto. Il produttore cinese ha ridotto le spedizioni dei vecchi modelli per evitare aumenti di prezzo. Seguono OPPO (-9,9%) e vivo (-6,8%). Secondo IDC, i produttori continueranno a puntare sui modelli premium anche se i prezzi delle memorie si stabilizzeranno nella seconda metà del 2027.
