Messaggini e Internet mobile sotto indagine

Le Autorità delle Comunicazioni e quella Antitrust hanno avviato un'indagine conoscitiva sui mercati di SMS, MMS e dati in mobilità. La fine degli accordi incrociati si avvicina?

Roma – Messaggi e messaggini finiscono sotto la lente delle Authority: in un comunicato congiunto diffuso ieri, l’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e l’ Antitrust hanno reso noto di aver avviato un’indagine conoscitiva – anch’essa condotta congiuntamente – “sui servizi SMS (short message service), MMS (multimedia messaging service) e sui servizi dati in mobilità”.

“I mercati degli SMS, MMS e dati in mobilità – spiegano le Autorità – sono contraddistinti dalla presenza di numerosi pacchetti di offerta per diversi profili di utenza, all’interno dei quali il costo medio del singolo servizio può variare fortemente. Verranno quindi esaminate le condizioni di offerta, la trasparenza e le dinamiche concorrenziali, anche ai fini della miglior tutela di consumatori e utenti”.

Secondo dati ufficiali forniti dagli operatori e citati dalle stesse Authority, nello scorso anno i servizi “non voce” disponibili sul mercato italiano hanno avuto un volume d’affari su cui sono stati registrati ricavi per circa 4 miliardi di euro (gli SMS rappresentano oltre il 60%). “Le due Autorità – si legge nella nota – intendono raccogliere e analizzare informazioni e documentazione relativi ai prezzi e alle modalità di offerta dei servizi in questione”. Il business è importante, poiché già i soli SMS costituiscono una voce imponente dei profitti degli operatori mobili e da tempo è stato evidenziato, anche dalle pagine di Punto Informatico , quanto le tariffe di questo servizio siano elevate rispetto al costo effettivamente sostenuto dalle compagnie telefoniche.

Positive le reazioni delle associazioni di difesa dei Consumatori: fra le prime ad esprimersi sull’iniziativa è CODICI , che attraverso il segretario nazionale Ivano Giacomelli esprime grande soddisfazione: “È evidente che la grande varietà di offerte per diversi profili necessita di maggiore controllo affinché le compagnie telefoniche operino nella più totale trasparenza e legalità”.

Un’opinione che vede d’accordo il Movimento Difesa del Cittadino che nell’intervento congiunto delle Authority vede “la fine di quella deregulation del settore delle TLC che ha permesso in questi anni a operatori e centri servizi di incassare milioni di euro per servizi mai richiesti o SMS truffa che invitavano a chiamare numeri a pagamento”. Una piaga che l’Antitrust, nei giorni scorsi, ha voluto approfondire , estendendo l’inchiesta sugli SMS ingannevoli e coinvolgendo come Telecom Italia, Wind, Karupa, BT Italia, Voiceplus e altri operatori minori.

ADOC , per bocca del presidente Carlo Pileri, offre qualche cifra per far capire la situazione: “In Italia il costo medio per l’invio di un SMS è di 12 centesimi, in Europa la media è 8 centesimi per messaggio, una forbice del 50 per cento, decisamente eccessiva. Constatiamo l’ennesimo paradosso del mercato italiano: nonostante il settore delle comunicazioni registri, su base annua, un calo dell’inflazione del 3,2 per cento, continuiamo ad avere gli SMS più cari d’Europa”.

Codacons lancia infine l’ipotesi di un’azione collettiva: “Appena conclusa l’indagine delle due autorità, se emergeranno violazioni o comportamenti scorretti da parte delle compagnie telefoniche operanti in Italia, partirà una maxi-class action del Codacons, finalizzata a far ottenere agli utenti la restituzione di quanto incassato in più dai gestori telefonici nel corso degli ultimi anni”.

Dario Bonacina

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