Metti una sera a cena Eugene Kaspersky

Ci sono un paio di russi, tedeschi, svedesi, danesi e un poi anche un sacco di altra gente. Tutti insieme per l'evento per la stampa del produttore di antivirus. C'era anche Punto Informatico
Ci sono un paio di russi, tedeschi, svedesi, danesi e un poi anche un sacco di altra gente. Tutti insieme per l'evento per la stampa del produttore di antivirus. C'era anche Punto Informatico

Monaco di Baviera – Eugene Kaspersky è un tipo alla mano. A guardarlo in mezzo a collaboratori e giornalisti mentre scherza e canta con un boccale in mano in una birreria dell’ Oktoberfest non diresti mai che è a capo di una azienda da 1000 dipendenti e quasi 90 milioni di euro di fatturato : solo nell’ultimo trimestre. Ride e scherza con tutti, per lui la vita è fatta così: per fare bene qualcosa bisogna divertirsi.

Eugene Kaspersky Quasi 2 giorni a contatto con Eugene Kaspersky possono dire molto della sua personalità e del suo modo di fare affari. La prima è sotto gli occhi di tutti: battuta pronta, sguardo aperto e tanta voglia di trovare una spalla per farsi quattro chiacchiere e quattro risate. Che l’argomento sia serio o faceto, il suo approccio resta quello di una persona innamorata della vita: si può discutere di argomenti seri come la sicurezza dei computer anche scherzandoci sopra, purché ci si ricordi che certi problemi non vanno sottovalutati.

Nel suo keynote davanti a giornalisti arrivati da mezza Europa tenta sempre di strappare un sorriso: ma si tratta anche e soprattutto di un mezzo per arrivare a catturare l’attenzione di chi ha di fronte , per ricordargli che se in giro ci sono sistemi operativi vulnerabili è tutto merito delle “pretese” di noi consumatori che vogliamo prodotti facili da usare (ed abusare). E che se, come sembra probabile, i computer finiranno per prendere possesso di ogni aspetto della nostra vita, dalla domotica alla telefonia, dalle automobili agli aeroplani, presto o tardi assisteremo alla nascita di malware specifici per ogni tipo di dispositivo.

Vitaly Kamluk e Magnus KalKuhl di KasperskyLab Osservandolo interagire con i suoi collaboratori ci si accorge che l’intera filosofia aziendale è improntata a questa sua mancanza di formalità. Nei suoi dipendenti vede una risorsa , che occorre valorizzare e spronare per farla rendere al meglio: niente tirate d’orecchie, almeno non se ne sono viste in pubblico, quanto piuttosto l’invito a riprovare un’altra volta, sempre, con l’obiettivo di migliorarsi. Una buona dose di carisma personale aiuta nel compito, così come la capacità di mettere le persone con cui interagisce a proprio agio.

Un rimedio contro l'emicrania post-sbornia: Kaspersky AntiKater2009 Non è cosa da poco. Per stemperare la tensione, per rompere il ghiaccio, Kaspersky ha sempre pronto un aneddoto : irrompe nella sala, appena arrivato dopo un ritardo considerevole del suo volo, e prima di salutare chiede immediatamente a chi può ordinare da bere. La riunione di dirigenti e giornalisti, fino a un attimo prima ingessata nella diffidenza di chi si conosce da cinque minuti, si scioglie in una risata, e lui ha conquistato la loro attenzione per il breve discorso di introduzione alla due giorni che ha organizzato.

Andreas Lamm e Eugene Kaspersky Anche il programma delle quarantott’ore è molto diverso dal solito: c’è spazio per le interviste e per le conferenze stampa, ma anche molto tempo da passare insieme senza obblighi particolari o impegni istituzionali. C’è modo di fraternizzare , per fare amicizia oltre che conoscenza, e alla fine si torna a casa con la percezione di aver capito qualcosa di più che la semplice roadmap aziendale per i prossimi due anni.

Andreas Lamm , a capo della divisione europea dell’azienda, ci spiega che le cose non sono mai andate così bene per KasperskyLab: ai consumatori, secondo i dati che ci forniscono, l’antivirus russo non è mai piaciuto tanto. Ci sono rivoluzioni in corso nella classifica degli antimalware più installati nel Vecchio Continente, ed entro un paio d’anni la leadership del settore – almeno in Europa – sarebbe garantita. Eppure Eugene, quando si parla di sviluppo futuro ci va coi piedi di piombo: non gli va di fare il passo più lungo della gamba, preferisce concentrarsi su quello che i suoi sanno fare bene . In futuro si vedrà.

Forse, e lo si indovina della sua voglia di raccontarti cosa ha in ballo il suo reparto di ricerca e sviluppo, per Eugene Kaspersky l’importante è continuare a vivere con semplicità anche di fronte ad eventi importanti o gravi, come quando in Unione Sovietica (ce lo confessa davanti al bicchiere della staffa) tornando a casa sentiva le mitragliatrici della rivoluzione del 1991 . È stato allora, ci dice, che ha capito che quello che conta davvero è concentrarsi su se stessi : sul proprio lavoro e sulla propria crescita professionale, certo. Ma senza dimenticare che nella vita c’è molto di più.

Oktoberfest 2008

a cura di Luca Annunziata

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06 10 2008
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