Microsoft e COVID-19: gli eventi solo in digitale

Il gruppo di Redmond guarda agli eventi online e digitali come a un'opportunità, non un ripiego: che sia un esempio per tutta l'industria?
Il gruppo di Redmond guarda agli eventi online e digitali come a un'opportunità, non un ripiego: che sia un esempio per tutta l'industria?

L’impatto del coronavirus sull’industria hi-tech e sull’attività di chi opera nel mondo online andrà a riverberarsi per lungo tempo, facendosi sentire anche quando l’allarme sanitario legato alla pandemia sarà finalmente rientrato. Un’ennesima testimonianza nella decisione presa da Microsoft che per tutto il 2020 e forse per parte del 2021 (fino a giugno) organizzerà solo eventi digitali.

Gli eventi Microsoft solo in digitale

Una regola che varrà per tutti gli appuntamenti esterni (dunque quelli che coinvolgono pubblico o terze parti) e per una quota di quelli interni. Sappiamo già da tempo che Build 2020 sarà solo online, ma lo stesso accadrà per Ignite 2020 e probabilmente anche per Build 2021 e Inspire 2021. Riportiamo in forma tradotta una breve dichiarazione affidata dal gruppo di Redmond alla redazione del sito ZDNet.

Alla luce delle sfide legate a COVID-19 stiamo rivedendo il nostro calendario e la nostra strategia. Per il resto del 2020 sfrutteremo l’opportunità di sperimentare nuove piattaforme così da fornire ai nostri partner, clienti e sviluppatori esperienze digitali di alta qualità.

In merito all’agenda del 2021 al momento non vi è dunque alcunché di ufficiale. A causa dell’emergenza coronavirus tutti i più importanti eventi della stagione sono stati posticipati, cancellati o convertiti in edizioni “digital only”. Per fare un paio di esempi, nel caso di Google I/O 2020 e Facebook F8 2020 le conferenze non andranno in scena, nemmeno in streaming.

Dall’emergenza all’opportunità

Microsoft usa in modo intelligente il termine “opportunità”. Che quanto sta accadendo possa fungere da insegnamento per l’industria intera? Nell’era dello smart working e della banda ultralarga, senza dimenticare i proclami che giungono pressoché da ogni dove in merito a una gestione razionale di movimenti e mobilità (nonché di sostenibilità), spostare centinaia se non migliaia di persone da un capo all’altro del mondo per un annuncio o una presentazione che spesso non durano più di una manciata di minuti ha ancora senso? Se possiamo trarre qualcosa di buono e positivo dall’esperienza COVID-19, gli addetti ai lavori possono partire da qui per una riflessione.

Fonte: ZDNet
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